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La civil partnership “modello Renzi” è «un passo verso le nozze gay. Alfano non sia ingenuo»

dicembre 18, 2013 Benedetta Frigerio

Intervista al vicepresidente dell’Unione giuristi cattolici italiani, Giancarlo Cerrelli. «Le Unioni Civili all’inglese sono state lo strumento che ha portato alla legalizzazione del matrimonio omosessuale»

È in arrivo una nuova proposta di legge sulle “unioni civili” sostenuta da Matteo Renzi. Non prevede l’adozione dei figli, ma, come scriveva ieri Repubblica, «è una scelta voluta, fatta per andare a gradi». Giancarlo Cerrelli, vicepresidente dell’Unione giuristi cattolici italiani, spiega a tempi.it dove stia «l’inutilità pretestuosa della legge ammessa dagli stessi proponenti»

Cerrelli, il vicepremier Angelino Alfano ha ribattuto che il matrimonio è solo fra uomo e donna, ma ha aggiunto: «Siccome abbiamo grande rispetto per l’affettività siamo pronti per delle garanzie patrimoniali». Non esistono già queste garanzie?
A parte che l’affettività e il sentimento non sono contemplati dall’ordinamento civile, le coppie di fatto hanno ormai praticamente tutti i diritti degli sposi. Non siamo ingenui, l’intento è un altro: leggo sull’articolo di Repubblica le dichiarazioni della senatrice Laura Cantini (Pd) che sostiene la proposta di Renzi: «Ci fermiamo dove il Paese è maturo per arrivare, prima del matrimonio tra persone dello stesso sesso e prima della delicatissima questione dei figli e delle adozioni». E aggiunge: «Non si deve fare lo stesso errore della sinistra di individuare l’ottimale, senza poi ottenere nulla». Hanno capito che cercare di avere tutto e subito non è una via percorribile.

Quindi sarà adottata una nuova strategia?
È quella del trasbordo ideologico inavvertito. Hanno compreso che per arrivare alla meta devono muoversi a piccoli passi, piano piano, per step. In questo modo la società non si spaventa. Si depotenzia, così, il meccanismo di difesa psicologico delle persone, per cui davanti al pericolo non si reagisce più e si tende a minimizzare e ad accettare delle vie d’uscita, in modo che nessuno si opponga. Intanto, però, ingeriamo il veleno a piccole dosi: qualche giorno fa si parlava dei contratti di convivenza dei notai per le tutele patrimoniali delle coppie di fatto, che attestano, peraltro, che forme di garanzia di tipo privatistico esistono già. Ora Renzi parla di Unioni Civili all’inglese, lo strumento con cui, come accaduto nel Regno Unito, si legalizza il matrimonio omosessuale. Si comprende, pertanto, a questo punto, anche la pretestuosità dei “registri delle unioni civili” che – per un ordine di scuderia – molti Comuni hanno istituito, o che intendono istituire. Da alcuni sono stati snobbati perché giuridicamente irrilevanti, eccoli, invece, pronti all’uso. Tali registri, come ho sostenuto tempo fa, non hanno soltanto un fine simbolico, ma anche e soprattutto un fine ideologico. Non è giusto aprire altri pertugi alla diga, che protegge l’istituto della famiglia naturale fondata sul matrimonio.

Cosa significa?
Con queste unioni si accetta, di fatto, una famiglia alternativa: puoi ricevere diritti senza doveri. Una famiglia del genere è debole, in fondo dipendente dallo Stato che legifera sull’incertezza. Il nostro ordinamento civile non lo ha mai permesso, proprio per tutelare la stabilità sociale. Da qui siamo a un passo dall’accettare anche il matrimonio e le adozioni da parte di coppie dello stesso sesso.

Si dice che con i Civil partnership si vorrebbe consentire ai conviventi di poter beneficiare di un’eventuale assicurazione sulla vita in caso di morte del proprio convivente, di poter ottenere la reversibilità della pensione del convivente dopo la sua morte e anche di ottenere la possibilità di succedere. Cosa pensa in proposito?
Credo che tutto ciò sia pretestuoso, lo scopo è un altro: legittimare le unioni omosessuali. Infatti, per quanto riguarda l’assicurazione, già ora il convivente può beneficiarne. Infatti le casse sanitarie professionali o le agenzie assicurative permettono che il beneficiario della polizza (vita, infortuni etc.) sia chiunque. Circa la pensione di reversibilità, consiglio ai proponenti della legge di fare un passaggio dalla Ragioneria dello Stato per verificare se il sistema previdenziale del nostro Paese sia in grado di sostenere una tale riforma. Non si può non tenere conto del trend demografico decrescente e di quello crescente della popolazione anziana in età pensionabile. La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 461 del 3 novembre 2000, ha poi escluso l’esistenza di un diritto alla pensione di reversibilità del convivente del lavoratore deceduto. E ciò perché, ad avviso della Consulta, non vi è una discriminazione rispetto al coniuge e quindi una violazione del principio di uguaglianza: «La convivenza more uxorio si caratterizza per l’inesistenza di quei diritti e doveri reciproci, sia personali che patrimoniali che nascono dal matrimonio». La Corte Costituzionale fa intendere che la concessione della reversibilità della pensione esige certezza di rapporto che solo il matrimonio può dare. Chi dice che i conviventi non possono assistere i loro compagni in ospedale mente: esiste la possibilità, come per tutti, di nominare un amministratore di sostegno qualsiasi. Aggiungo che se due persone stipulano insieme un contratto d’affitto, secondo la giurisprudenza consolidata, al momento della morte di uno dei due conviventi succede l’altro. Inoltre per ciò che attiene ai diritti successori, nulla impedisce ai componenti di una coppia di fatto di stabilire, nelle forme previste, disposizioni testamentarie l’uno in favore dell’altro. Infine, se già il matrimonio a volte viene usato per costituire “famiglie di comodo” a scopi esclusivamente successori, i patti civili accentuerebbero la strumentalizzazione e l’incertezza.

Ritornando alla questione dell’affettività di cui parla Alfano, perché sarebbe pericoloso contemplarla nell’ordinamento civile?
Non essendo quantificabile né misurabile, come fa il giudice ad accertarla? Il magistrato, quando emana una sentenza, può farlo solo sulla base di fatti oggettivi, non di emozioni impercettibili dello spirito. Non esistono diritti elargibili sulla base di sentimenti. Ad esempio, l’articolo 143 del Codice civile parla di diritti concessi a chi si assume dei doveri. Come nei confronti dei figli non si parla di amore da parte dei genitori, ma del dovere di educarli e istruirli. Al contrario? Creiamo una società sempre più liquida, in cui il desiderio dei più forti prevale su quello dei più deboli, in questo caso appunto dei figli. Se l’ordinamento civile viene stravolto in questo senso non ci sarà più alcun impedimento al matrimonio e all’adozione da parte di coppie omosessuali. È una rivoluzione giuridico culturale che per essere attuata si muove a piccoli passi, per fermarla quindi non possiamo tollerane neppure uno in avanti. Concordo con quanto disse il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, durante la prolusione alle Settimane Sociali il 12 settembre 2013: «La famiglia non può essere umiliata e modellata da rappresentazioni similari che in modo felpato costituiscono un “vulnus” progressivo alla sua specifica identità e che non sono necessarie per tutelare diritti individuali in larga misura già garantiti dall’ordinamento».

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57 Commenti

  1. leo aletti scrive:

    ” un pensiero maggioritario non cattolico prevarrà nella chiesa…” ( Papa Poalo VI). Vanno tutti a Messa Alfano e compagni e fanno prevalere un pensiero non cattolico. Che lo Spirito Santo ci illumini.

    • Matteo scrive:

      Alfano e compagni sono politici del popolo italiano, tutto, non solo di quello cattolico. Sono anni che non c’e’ piu’ la religione di stato ma in molti continuano a dimenticarsene [in primis certi politici].
      Dire che i cattolici Alfano e compagni debbano far prevalere un pensiero cattolico e’ come dire che la costituzione egiziana deve essere “giusta per Allah”.

      • Giorgio scrive:

        Le idiozie sono come le ciliegie, una tira l’altra.
        1) I cattolici, per ora, risultano essere elettori come gli altri, pertanto Alfano e compagnia di giro, volendo contare anche sui loro voti per restare “adesi” alla “cadrega”, sarà bene che tengano di conto delle istanze dei suddetti cattolici che pretenderebbero di rappresentare, viceversa liberissimi di farsi eleggere da qualcun altro (tanti auguri!)
        2) La religione di Stato non c’entra una mazza.
        3) Il politico che si proclama cattolico è logico che nel suo agire politico si comporti come tale (nel suo privato può fare come gli pare), viceversa basta che non si dica cattolico e si faccia eleggere da non cattolici.
        4) il paragone tra islam e cattolicesimo vai a farlo davanti a una moschea, se hai il coraggio.

        • luca scrive:

          sono in disaccordo con il punto 3, rendendosi conto che non essendo l’italia fatta di soli cattolici anche un politico molto cattolico può ragionevolmente decidere di votare una legge mosso da motivi che esulano dal suo credo. un politico religioso illuminato e saggio capisce che la religione è un fatto privato ed esula dalle leggi che si votano e si impongono ad un intera nazione

          • Giorgio scrive:

            La religione cattolica è un fatto privato solo nei sogni lisergici di certi laicones esaltati.
            La realtà con cui finito lo sballo bisogna fare i conti è che il cattolico considera la sua religione un fatto non solo pubblico, ma addirittura una gioia e una speranza da condividere.
            Il caro Alfano tuttavia è libero di fare ciò che gli aggrada sopportandone le conseguenze.

            • Andrea (uno dei tanti) scrive:

              Le faccio due esempi per cui un cattolico dovrebbe avere il coraggio di fare anche leggi non cattoliche.

              Divorzio: non vedo per quale motivo chi crede che il vincolo del matrimonio sia indissolubile davanti a Dio lo dovrebbe essere anche davanti agli uomini.

              La chiesa si oppose al referendum. Così, anche chi si era sposato (perfino civilmente) e voleva sciogliere il vincolo doveva per legge (e qui il pericolo quando legge di dio si sovrappone a legge civile per tutti) rimanere legato.

              Testamento biologico.

              Alla fine della fiera la questione di fondo è e rimane una sola: di chi è la vita?

              Perchè un medico deve rischiare il carcere se gli chiedo “basta toccare il mio corpo”, puoi fin qui e non oltre. E visto che posso muovere solo gli occhi, visto che tu mi hai cacciato un tubo in gola, un ago in vena, un catetere nelle parti intime, ora tu li togli.

              E perchè dovrebbe rifiutarsi di toglierli se quegli aghi li ha messi lui?

              Si può essere cattolici rispettando le volontà di chi non lo è?

              Dunque bene che sia un fatto pubblico, che si possa pregare qualunque Dio, pretendere che la legge sull’omofobia non impedisca la libera opinione, considerare immorale il matrimonio gay, perfino dire che un omosessuale è così perchè malato.

              Ma si lasci vivere nelle proprie convinzioni anche gli altri.

              • Giorgio scrive:

                Il signor Andrea dei tanti si domanda se “si può essere cattolici rispettando la volontà di chi non lo è”.
                La risposta è semplice:
                No, non si può.
                E a te, signor Andrea dei tanti, chi lo da il diritto di chiedermi di chiudere gli occhi mentre tu fai il tuo porco comodo?

                • Andrea (uno dei tanti) scrive:

                  divorzio = “porco comodo”

                  Poter dire a un medico fin dove può spingersi = “porco comodo”

                  Poi la chicca finale:

                  “NON si può essere cattolici rispettando la volontà di chi non lo è”

                  Non c’è altro da dire, Lei si è descritto benissimo.

                  • Giorgio scrive:

                    Grazie.
                    Anche tu hai fatto capire benissimo a quale categoria appartieni.
                    A proposito, come si chiamano quelli che vedendo un innocente che viene ammazzato in mezzo a una strada tirano dritto pensando che la cosa non li riguardi?

          • Valeria scrive:

            Non sono d’accordo; innanzi tutto la religione non è un fatto privato e poi se uno è convinto di una cosa, non ne è convinto solo la domenica quando va a messa, o ne è convinto sempre oppure non è convinto affatto.
            Poniamo che lei sia contrario alla pena di morte; se le chiedessero di votare a favore, ragionevolmente direbbe che lei non è d’accordo e che ritiene la pena di morte sbagliata e per questo voterà no. I suoi avversari allora, seguendo il suo ragionamento, potrebbero dirle che la sua opinione è un fatto puramente privato.

        • Andrea (uno dei tanti) scrive:

          io la vedo così: unioni civili alla tedesca.

          Sarebbe un patto che coinvolge due persone, che tutela il loro voler prendersi cura uno dell’altro.

          Che dia la possibilità alla coppia, per esempio, di evitare che una famiglia naturale che magari li ha ripudiati metta il becco se uno dei due finisce all’ospedale (no, non puoi vederlo, no non puoi assisterlo etc. etc.).

          Oppure per tutelare il patrimonio che insieme hanno costruito (una casa, le proprietà etc.)

          Se si dice che questi strumenti ci sono già si faccia così: questo è il patto civile, una firma in municipio e automaticamente questi sono diritti e doveri, senza impazzire fra notai e avvocati.

          Ovviamente niente adozione.

          Ma sono sicuro che nemmeno questo sarebbe accettabile: perchè ci sarebbe un “pezzo di carta” che dice quello che già sanno tutti: esistono anche le coppie omosessuali.

          Credo che certi cattolici dovrebbero essere VERAMENTE onesti: oltre la preoccupazione delle madri surrogate e adozione (che pur non cattolico condivido) c’è il rifiuto totale ad una qualsiasi forma giuridica che implichi l’ammissione dell’esistenza di coppie omosessuali.

          Sono assolutamente convinto che anche fosse giuridicamente blindata, assicurata, scolpita nella roccia l’impossibilità delle adozioni certi cattolici non accetterebbero.

          Non si deve per la morale cattolica, quindi non si deve nemmeno per legge. E’ il cattolicesimo che diventa clericale, teocratico: è il fondamento della sharia, se è contro dio DEVE essere anche contro la giurisdizione.

          • Valeria scrive:

            Non concordo; a mio avviso la sua proposta ha alcuni problemi:
            1. Chi potrebbe accedere a questa unione civile? Perchè se diciamo che facciamo una sorta di regolamentazione per due persone che si vogliono bene e che vogliono prendersi cura l’una dell’altra, sarebbe discriminatorio inserire solo le coppie omosessuali e non altri soggetti. Per esempio, se io e il mio caro amico Lorenzo, visto che nessuno di noi si è mai sposato,decidiamo di andare a vivere insieme per prenderci cura l’uno dell’altra, potremmo entrare nell’ambito della suddetta unione civile oppure no? E non mi si parli di amore, perchè l’amore non è qualcosa che uno in pratica possa attestare e la giurisprudenza deve basarsi su certezze.
            2. Vogliono fare una legge ad hoc che dica che uno può assistere il convivente in ospedale? Bene, che si faccia ma che la faccenda finisca qua. Per quanto riguarda le questioni ereditarie, se Tizio vuole lasciare i suoi averi al suo amato Caio, non ha nessun bisogno di andare dal notaio o in municipio: prende un pezzo di carta e scrive la data, scrive che nomina suo erede universale Caio e firma. E il problema è risolto in cinque minuti.
            3. Lei dice “una firma in municipio e questi sono diritti e doveri”. Ha nominato qualche diritto ma i doveri invece? Quali dovrebbero essere?
            4. Lo so che le coppie omosessuali esistono ma quel che mi domando è: perchè hanno diritto a una regolamentazione giuridica? Insieme alle coppie omosessuali esistono quelle poligamiche, le coppie incestuose e molte altre e nessuna di queste gode di una regolamentazione giuridica.

            • Andrea (uno dei tanti) scrive:

              1) omosessuali. Per gli etero matrimonio civile/religioso

              2) Dovrebbe essere in automatico, con Tizio sono unito, dunque Tizio ha l’ultima parola.

              3) I doveri che si prendono tutte le coppie sposate. Ad esempio se si scioglie il vincolo si pagano gli alimenti se necessario, questioni sulla casa etc. Se vogliono anche loro la bicicletta che pedalino

              4_A) incesto e omosessualità sono due cose diverse. Tanto vale spararla grossa e aggiungere l’esempio farlocco di chi vuol sposare il gatto o la vicina di casa di 5 anni

              4_B) poligamia: se esistono donne che si vogliono umiliare accettando la coabitazione in harem, chi sono io per giudicare?

            • Matteo scrive:

              1) E’ discriminatorio creare un istituto per le sole coppie omosessuali e non e’ “giusto” allargare il matrimonio alle coppie omosessuali? E’ un po’ un cane che si morde la coda…
              Avevo un professore che diceva: “la giurisprudenza deve normalizzare fatti esistenti che non creano disordine pubblico o un male per la societa’.”
              Tu e il tuo caro amico Lorenzo dell’esempio potete anche sposarvi se volete, l’amore non e’ previsto nemmeno dalle leggi sul matrimonio, come giustamente dici non avrebbe senso. Sai quante coppie di una certa eta’ si sposano solo per motivi assistenziali e per darsi una mano? Perche’ lo fanno? Per il punto 2.

              2) Mi dispiace deluderti ma le leggi sull’eredita’ sono molto limitanti, se Tizio vuole lasciare al suo amato Caio tutta l’eredita’ ed io sono il fratello di Tizio, sia che sia andato dal notaio che l’abbia scritto di pugno, io faccio invalidare il testamento [che e’ contrario alla legge] e mi becco tutta l’eredita’ sbattendo Caio fuori di casa.

              3) Ha citato il dovere all’assistenza, comunque per farla breve tutti i doveri previsti dal matrimonio.

              4) Assunto che le coppie omosessuali esistono bisogna chiedersi: creano disordini civili? Sono un male per la societa’? Se entrambe le risposte sono no allora sono dei normali cittadini che devono essere tutelati. Non penso di dover spiegare perche’ l’incesto, la zoofilia e la pedofilia [espressamente vietate dal nostro codice] creano un male per la societa’ e sono diverse dall’omosessualita’. La poligamia e’ una cosa molto piu’ complessa, seppure nella sua essenza non crea un male, e’ storicamente provato che dovunque sia stata utilizzata le donne sono state umiliate, non mi riferisco solo alla realta’ islamica, non so se conosci la storia dello Utah [USA].

              • Valeria scrive:

                Al di là del resto, non capisco il punto 2.
                In che senso il testamento è contrario alla legge? In secondo luogo per impugnare il testamento ci vogliono requisiti, prove, non è che uno lo fa così, perchè gli pare.

              • Valeria scrive:

                2. Non capisco cosa intenda dicendo che il testamento è contrario alla legge. Comunque se lei è fratello di Tizio può fare ben poco invece, perchè i fratelli non sono legittimari, quindi per legge lei contro la volontà del defunto non avrebbe diritto a niente. Potrebbe cercare di impugnare il testamento ma dovrebbe cercare di provare, ad esempio, che Tizio quando lo ha redatto non era in possesso delle sue facoltà mentali. Non è affatto semplice impugnare un testamento.
                4. Sicuramente nel corso dei secoli la poligamia è stata utilizzata per umiliare la donna, ma, seguendo il suo ragionamento, se esistono situazioni in cui un uomo vive con più donne (o anche una donna con più uomini), potrebbero anche loro pretendere una regolamentazione, dopotutto è una situazione che esiste. Stessa storia per l’incesto, infine se due fratelli vogliono sposarsi, perchè lei glielo nega?

        • Matteo scrive:

          1) Hai ragione nel dire che un politico cerca di proteggere il suo elettorato ma un politico che pensa solo ad una fetta piccola di elettorato non potrà che avere una fetta piccola dei voti [saprai senz’altro che c’e’ una grossa differenza fra i cattolici battezzati e quelli che affermano tutti gli ideali cattolici]. Alfano, per quanto cerchera’ anche i voti dei cattolici, se vuole avere piu’ del 4% cercherà anche i voti dei “cattolici non praticanti”.

          2) La religione di Stato l’ho tirata in ballo per rispondere ad una persona che ha affermato che tutti quelli che si professano cristiani devono fare leggi cristiane. Questo discorso va contro il tuo stesso punto 1.
          Quando ho detto “in primis certi politici” mi riferivo al fatto che e’ oggettivo che la gerarchia cattolica viene vista come un occhio di riguardo rispetto alle altre religioni riconosciute in Italia. E di certo non per il numero perche’ e’ da dimostrare che all’italiano medio importi qualcosa dei valori cattolici. Molti di voi l’hanno ammesso senza problemi.

          3) Il politico che si proclama cattolico e’ pur sempre un politico. Vedi punto1

          4) Non mi sembra di aver detto qualcosa che possa offendere l’Islam, quindi ho il coraggio di ribadire davanti ad una moschea che un discorso che verte sul fatto che un politico che va a messa deve fare politiche cattoliche e’ uguale a fare un discorso dove un politico che va in moschea deve fare una costituzione islamica. Cos’e’ Giorgio? Hai paura che gli islamici uccidano tutte le persone che usano la parola “islam” nella frase? Sei islamofobo? [nel senso se hai paura degli islamici]

      • beppe scrive:

        caro matteo, ci sei o ci fai? in egitto si scannano per la scharia. ti invito a riflettere che alcuni principi possono essere difesi facendo riferimento alla ragione, al buonsenso, alla legge naturale. purtroppo anche molti cattolici si fanno rinchiudere senza accorgersene nel recinto del pensiero confessionale. la difesa della famiglia è una questione che va lasciata sul terreno neutro e aperto a tutti i contributi. e facendo capire che l’obiettivo non è un interesse di bottega della chiesa ma il bene di tutta la società. poi, quando tutto si sfascia, chissà perchè, si rivolgono alla chiesa. ma spesso è troppo tardi.

        • Matteo scrive:

          Legge naturale… sono sempre stato contrario al Giusnaturalismo, nego sia giuridicita’ di un diritto di natura che la naturalita’ del diritto.
          Se si parla di legge naturale come si fa lasciare “la difesa della famiglia sul terreno neutro e aperto a tutti i contributi”? Come giustamente dici l’obbiettivo e’ il bene di tutta la societa’ quindi bisogna lasciare da parte i preconcetti e pensare alla tutela dei membri della societa’.

      • Quercia scrive:

        In parte sono d’accordo con te, Matteo.

        Non centra nulla la religione di stato, il fatto è che se un politico si dichiara vicino a determinati valori, che siano quelli cattolici o mille altri (scegli tu quali preferisci), è “curioso” che poi a livello pratico agisca e metta in pratica azioni politiche che sono diametralmente e sistematicamente opposte rispetto quei valori tanto esibiti. Buon senso vorrebbe che poi sia coerente con quei valori.
        Sarebbe come se un politico ateo e sempre dichiarato tale, eletto grazie ai voti di liberi cittadini, una volta in parlamento proponesse l’istituzione di una teocrazia.

        Secondo me Renzi “furbescamente” per “dire qualcosa di sinistra” e per cercare di tenere il piede in 2 staffe ha sparacchiato là una bella apertura a “matrimoni” gay + Ius soli che fa tanto politically correct.

        PS: fortunatamente non è solo Giovanardi a non essere d’accordo con i “matrimoni” gay, ma soprattutto la nostra Costituzione, che di fronte a tutte le varie possibili “società naturali” ha stabilito che la famiglia, ossia la società naturale fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna merita una tutela maggiore rispetto a tutte le altre.
        Per dire una cosa di sinistra avrebbe potuto dire ca “La nostra, essendo la Costituzione più bella del mondo, difende la famiglia. Io, nel sacrosanto rispetto di tutti i cittadini e nella piena condanna di tutti i comportamenti discriminatori, proporrò un aumento della tutela e degli aiuti alla famiglia. In particolare quella numerosa, che rappresenta ormai l’ultima sacca di proletariato oppresso.”. Proletariato (che deriva ovviamente da prole)…parola ormai dimenticata e diventata terribilmente “out”. Fa riflettere il fatto che la difesa del proletariato sia passata di moda nelle grandi battaglie della sinistra.

        • Matteo scrive:

          Ho gia’ spiegato sopra che ho tirato in ballo la religione di stato in risposta ad una precisa frase e non in senso lato.

          Riguardo la costituzione mi sembra di aver gia’ discusso con te che la corte costituzionale in una precisa sentenza ha ammesso che la costituzione non vieta ne permette i matrimoni gay e’ l’interpretazione del codice civile che li vieta.

          La solita sentenza 138/10 del 15/04/2010

          Su Renzi ti do ragione, molti del PD lo vedono di malocchio perche’ ha origine DC e cosi’….

          • Quercia scrive:

            puoi riportarmi i virgolettati di quanto dici riguardo la sentenza 138/10, grazie.

            Il link te lo posso dare io
            http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2010&numero=138

            • Bifocale scrive:

              Nella Sentenza 138 la Corte Costituzionale afferma che “i concetti di famiglia e di matrimonio non si possono ritenere “cristallizzati” con riferimento all’epoca in cui la Costituzione entrò in vigore, perché sono dotati della duttilità propria dei princìpi costituzionali e, quindi, vanno interpretati tenendo conto non soltanto delle trasformazioni dell’ordinamento, ma anche dell’evoluzione della società e dei costumi”.

              L’art. 29 della Cost. sancisce che “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”, il quale “è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi”; ma la stessa Costituzione non definisce il matrimonio, rinviando piuttosto alla nozione fissata dalla legge civile, cui spetta quindi la soluzione della questione se un matrimonio sia possibile anche tra persone dello stesso sesso. Per ritenere ammissibile un matrimonio siffatto, dunque, non occorrerebbe modificare la Costituzione.

              Di fatti, proprio nella sentenza in oggetto, verso la fine si legge “che la materia è affidata alla discrezionalità del Parlamento”.

              • Giorgio scrive:

                Comodo estrapolare dalle sentenze quello che ci piace e tacere di ciò che non ci garba, eh signor Bifocale!?
                Peccato infatti che a quello che hai scopiazzato tu ci sia anche scritto:
                “Detta interpretazione, però, non può spingersi fino al punto d’incidere sul nucleo della norma, modificandola in modo tale da includere in essa fenomeni e problematiche non considerati in alcun modo quando fu emanata”.
                Peccato anche che il codice civile definisca chiaramente e inequivocabilmente il matrimonio come unione tra persone di sesso diverso:
                “Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri.”
                Dunque non il marito e l’altro marito o la moglie e l’altra moglie!
                Che razza di imbroglioni!

                • Bifocale scrive:

                  Giorgio, per quanto riguarda l’interpretazione della norme questo riguarda evidetemente i giudici, non il legislatore. Non per niente nella sentenza in questione la richiesta di trascrizione di matrimonio tra due persone dello stesso sesso contratto all’estero fu respinta. Ma è proprio perchè è il codice civile, non la Costituzione, che non da alcuna definzione di matrimonio, a fare riferimento a persone di sesso diverso che non vi è alcun impedimento di tipo costituzionale nel riconoscere anche le unioni tra persone dello stesso sesso, non per niente la CC dice che la materia è affidata alla discrezionalità del Parlamento. Inoltre, come ho gia’ riportato altrove, la Corte di Cassazione, in perfetto accordo con la Corte Europea dei diritti dell’uomo, con la sentenza n. 4184/2012 ha chiarito che “i componenti della coppia omosessuale, conviventi in stabile relazione, [sono] titolari del diritto alla vita famigliare [e hanno] diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata.”

                  • Giorgio scrive:

                    Dunque, per paradosso, se nella costituzione c’è scritto che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali di fronte alla legge”, basta fare una legge che modifichi il significato della parola “uguali” per cambiare la costituzione…

              • Quercia scrive:

                Scusate, ho scritto proprio da cani. Chiaramente era una domanda x Matteo (tra l’altro senza punto interrogativo), ma cmq grazie Bifocale per avermi risposto.

                Ti riporto le parole della sentenza. E’ piuttosto lunghetta, ma credo sia utile perchè tu, in buona fede, estrapolando una frase poi hai aggiunto una tua conclusione “Per ritenere ammissibile un matrimonio siffatto, dunque, non occorrerebbe modificare la Costituzione. Di fatti, proprio nella sentenza in oggetto, verso la fine si legge “che la materia è affidata alla discrezionalità del Parlamento” Anche se fosse come dici tu, chi è che modifica la Costituzione? …il parlamento. Cmq ti ricordo che la frase che citi fa riferimento alla discrezionalità del parlamento in tema di recepimento di normative internazionali.

                Ecco gli stralci della sentenza a cui fai riferimento:

                “è vero che i concetti di famiglia e di matrimonio non si possono ritenere “cristallizzati” con riferimento all’epoca in cui la Costituzione entrò in vigore, perché sono dotati della duttilità propria dei princìpi costituzionali e, quindi, vanno interpretati tenendo conto non soltanto delle trasformazioni dell’ordinamento, ma anche dell’evoluzione della società e dei costumi. Detta interpretazione, però, non può spingersi fino al punto d’incidere sul nucleo della norma, modificandola in modo tale da includere in essa fenomeni e problematiche non considerati in alcun modo quando fu emanata.”

                “Infatti, come risulta dai citati lavori preparatori, la questione delle unioni omosessuali rimase del tutto estranea al dibattito svoltosi in sede di Assemblea, benché la condizione omosessuale non fosse certo sconosciuta. I costituenti, elaborando l’art. 29 Cost., discussero di un istituto che aveva una precisa conformazione ed un’articolata disciplina nell’ordinamento civile. Pertanto, in assenza di diversi riferimenti, è inevitabile concludere che essi tennero presente la nozione di matrimonio definita dal codice civile entrato in vigore nel 1942, che, come sopra si è visto, stabiliva (e tuttora stabilisce) che i coniugi dovessero essere persone di sesso diverso. In tal senso orienta anche il secondo comma della disposizione che, affermando il principio dell’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, ebbe riguardo proprio alla posizione della donna cui intendeva attribuire pari dignità e diritti nel rapporto coniugale.”

                “Questo significato del precetto costituzionale non può essere superato per via ermeneutica, perché non si tratterebbe di una semplice rilettura del sistema o di abbandonare una mera prassi interpretativa, bensì di procedere ad un’interpretazione creativa.”

                “Si deve ribadire, dunque, che la norma non prese in considerazione le unioni omosessuali, bensì intese riferirsi al matrimonio nel significato tradizionale di detto istituto.”

                “In questo quadro, con riferimento all’art. 3 Cost., la censurata normativa del codice civile che, per quanto sopra detto, contempla esclusivamente il matrimonio tra uomo e donna, non può considerarsi illegittima sul piano costituzionale. Ciò sia perché essa trova fondamento nel citato art. 29 Cost., sia perché la normativa medesima non dà luogo ad una irragionevole discriminazione, in quanto le unioni omosessuali non possono essere ritenute omogenee al matrimonio. ”

                Allora io non sono un costituzionalista..però mi sembra abbastanza chiaro il discorso, anche se lungo.
                Per farla breve, accetto smentite (anzi le apprezzerei molto) la Corte Costituzionale ritiene che:
                La legislazione attuale sul matrimonio non produce nessuna irragionevole discriminazione;
                Le unioni omosessuali non possono essere ritenute omogenee al matrimonio;
                I padri costituenti, parlando di matrimonio si riferivano esclusivamente a quello sancito tuttora dal codice civile del 1942;
                Per i motivi di cui sopra, la famiglia di cui all’art.29 dalla Costituzione è esclusivamente quella fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna.

                • Matteo scrive:

                  Scusa il ritardo. Come giustamente dici il matrimonio omosessuale non e’ permesso dalle attuali leggi [costituzionali e civili], il punto e’ se e’ vietato.

                  “Infatti, come risulta dai citati lavori preparatori, la questione delle unioni omosessuali rimase del tutto estranea al dibattito svoltosi in sede di Assemblea, benché la condizione omosessuale non fosse certo sconosciuta. I costituenti, elaborando l’art. 29 Cost., discussero di un istituto che aveva una precisa conformazione ed un’articolata disciplina nell’ordinamento civile. Pertanto, in assenza di diversi riferimenti, è inevitabile concludere che essi tennero presente la nozione di matrimonio definita dal codice civile entrato in vigore nel 1942, che, come sopra si è visto, stabiliva (e tuttora stabilisce) che i coniugi dovessero essere persone di sesso diverso.”

                  Il fatto che non ne abbiano parlato si applica sia nel bene che nel male [scegli tu qual’e’ il bene ed il male], sapevano dell’esistenza degli omosessuali ma non hanno ne pensato ad includerli ne ad escluderli lasciando la discussione sul piano civilistico [dove ai tempi un articolo sanciva l’eterosessualita’].
                  Le preleggi italiane dicono: “nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore”.
                  Se ci fosse un’interpretazione palese il problema non ci sarebbe, la connessione fra le leggi riguarda pur sempre la gerarchia delle leggi e un articolo della costituzione non credo che possa essere primario sulla costituzione. Tant’e’ vero che la corte costituzionale ha cercato di interpretare le intenzioni del legislatore “Pertanto, in assenza di diversi riferimenti, è inevitabile concludere che essi tennero presente la nozione di matrimonio definita dal codice civile”
                  Ma queste interpretazione e’ quella che piu’ lascia delle incertezze, motivo per cui viene fatta per ultima in mancanza d’altro, noi non possiamo sapere con certezza quello che pensavano ma solo supporlo e le supposizione non sono dogmatiche.

                  Nel diritto italiano e’ legale tutto cio’ che non e’ vietato e nella costituzione non e’ scritto in modo palese che certi matrimoni siano incostituzionali.
                  I padri costituenti potevano anche avere in mente il matrimonio eterosessuale mentre facevano l’articolo ma gli stessi rimandano la struttura del matrimonio al codice civile [presente e futuro] ponendo le basi a delle possibili modifiche.

                  Ci terrei a precisare che io sto facendo riferimento alla diversita’ fra “non e’ permesso” e “e’ vietato”.

                  • Quercia scrive:

                    Secondo me ti sbagli Matteo.
                    Il matrimonio omosessuale al momento è vietato, visto che il codice civile parla espressamente di moglie e marito. Non a caso vi è una discussione “vivace” su questi temi.

                    Riguardo alla volontà dei padri costituenti mi dici “noi non possiamo sapere con certezza quello che pensavano ma solo supporlo e le supposizione non sono dogmatiche.”, invece, su questo tema, la Corte Costituzionale è chiara e sa cosa pensavano i padri costituenti infatti afferma”..è inevitabile concludere che essi tennero presente la nozione di matrimonio definita dal codice civile entrato in vigore nel 1942, che, come sopra si è visto, stabiliva (e tuttora stabilisce) che i coniugi dovessero essere persone di sesso diverso.”

                    Però è più interessante l’altro discorso che fai. Quello cioè, per semplificare, se la costituzione (visto che la definizione di matrimonio è data dal c.c.) accetti o meno il matrimonio omosessuale.
                    Non estrapoliamo le frasi, in fase costituente, secondo la Corte Costituzionale, non hanno parlato di matrimoni gay, “sebbene ovviamente conoscessero la situazione”, perchè volevano elevare a tutela costituzionale una determinata “società naturale”, nel pieno rispetto di tutte le altre. Infatti la sentenza continua con “Si deve ribadire, dunque, che la norma non prese in considerazione le unioni omosessuali, bensì intese riferirsi al matrimonio nel significato tradizionale di detto istituto.”

                    Su i concetti di fondo siamo d’accordo. Ossia, la definizione di matrimonio è stabilita dal codice civile del 1942.
                    Però la costituzione (parlo in generale, non solo per il caso italiano), essendo una legge che stabilisce i principi fondamentali di un ordinamento, non “perde tempo” a rispiegare delle definizioni già date in altre norme. Quindi i padri costituenti nel 1946, quando decisero di dare una particolare tutela per la famiglia, stabilirino che per famiglia doveva intendersi quella fondata sul matrimonio. Non specificarono “fra un uomo e una donna” perchè era ed è tuttora ovvio (a livello normativo) cos’è il matrimonio. Presa questa decisione, condivisibile o meno, a mio paree non è sufficiente modificare la definizione di matrimonio del c.c, perchè verrebbe stravolta completamente la volontà dell’assemblea costituente. Cosa ribadita anche dalla sentenza che mi hai citato e ti ho riportato quando dice “Detta interpretazione, però, non può spingersi fino al punto d’incidere sul nucleo della norma, modificandola in modo tale da includere in essa fenomeni e problematiche non considerati in alcun modo quando fu emanata.”
                    Poi mi ripeto, non sono un costituzionalista, quindi non dico che sia impossibile modificare soltanto il c.c. però, visto anche quanto dice la sentenza. non mi sembra molto coerente un ordinamento in cui per modificare la costituzione basti modificare la definizione delle parole (attraverso magari un decreto legge o una votazione stiracchiata), in modo tale che il testo costituzionale rimane sempre quello a livello letterale ma di anno in anno vuol dire l’esatto opposto. Un sistema giuridico con queste caratteristiche non avrebbe una vita molto lunga, credo.

                    Mi puoi riportare i virgolettati della sentenza in cui “la corte costituzionale …ha ammesso che la costituzione non vieta ne permette i matrimoni gay e’ l’interpretazione del codice civile che li vieta”??

                    • cornacchia scrive:

                      La Corte Costituzionale ha affermato questo (sentenza 15.04.2010, n. 138, in Giurisprudenza Costituzionale, 2010, 2, 164):
                      “L’art. 2 Cost. dispone che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
                      Orbene, per formazione sociale deve intendersi ogni forma di comunità, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico. IN TALE NOZIONE è DA ANNOVERARE ANCHE L’UNIONE OMOSESSUALE, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri”.
                      Quindi, è certo che:
                      – il legislatore e la società sono tenuti a rispettare pienamente l’unione omosessuale, quale strumento di esplicazione della persona umana (sottratta, in quanto tale, a qualsivoglia logica pubblicistica), al pari dell’unione eterosessuale (nel senso che il rapporto merita la stessa dignità/libertà d’espressione;
                      – il legislatore non è obbligato ad equiparare l’unione gay al matrimonio (attenzione, al matrimonio, non all’unione etero);
                      – il legislatore ha facoltà di equiparare l’unione gay al matrimonio.

                    • Samvise Gamgee scrive:

                      Con tutto il rispetto, la Corte Costituzionale rispetto al Padreterno non conta un piffero, dunque dei suoi pomposi auspici noi ce ne possiamo anche disinteressare in toto.
                      Ciò vale anche per le direttive e le risoluzioni di quella banda di ladri che è la UE e le sue costosissime e corrottissime istituzioni.
                      Verrà un giorno che tutti i nodi arriveranno al pettine e in cui molti penseranno che sarebbe stato meglio non esser nati.

          • Quercia scrive:

            Capisco Matteo, però ti faccio notare che la mia risposta alla tua affermazione riguardo la religione di stato te l’avevo scritta ben prima alla tua precisazione.

            Cmq ti faccio notare che il mio commento non era tanto su “religione di stato” si o no (per carità. Assolutamete no), ma sulla coerenza fra valori dichiarati (a prescindere da quali essi siano) e azioni concrete. Tutto qui.

    • mike scrive:

      a me alfano e gli altri che non hanno fatto cadere il governo hanno destato sospetti. certo se si andava ad elezioni l’esito non era scontato. poi però hanno fondato un nuovo partito. anche qui è pensabile che a destra ci siano due partiti e non più uno, e che uno dei due (il NCD) possa raccogliere voti da chi una vota votava DC e che magari non vota da anni. ma francamente non so. la cosa che mi fa insospettire di più è il nome dato al nuovo partito, nome nel quale compare il termine “nuovo”. dagli anni novanta tale modo di parlare è più di sinistra. all’epoca si usava dire “progressismo”, “progresso” o simili di significato (e anche ora) mentre oggi non è improbabile che si usi “nuovo”. forse sbaglio ma il sospetto, o chiamiamolo dubbio, ce l’ho. del resto renzi avrebbe, per molti, democristianizzato il pd. forse ha dato solo un colpo di vernice, e poi magari renzi ed alfano si uniscono e riformano una DC di nome ma non di fatto.

  2. Bifocale scrive:

    Qualcuno faccia notare a Cerelli che la Corte Costituzionale con sentenza n. 138/2010 ha chiarito il fatto che il Parlamento è liberissimo di consentire anche alle coppie dello stesso sesso di potersi sposare senza che vi sia bisogno di alcuna modifica costituzionale per il semplice motivo che le nozioni di famiglia e di matrimonio non sono cristallizzate ma, come la società, in continua evoluzione. Inoltre la Corte di Cassazione, in perfetto accordo con la Corte Europea dei diritti dell’uomo, con la sentenza n. 4184/2012 ha chiarito che “i componenti della coppia omosessuale, conviventi in stabile relazione, [sono] titolari del diritto alla vita famigliare [e hanno] diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata”.

  3. Enrico Z scrive:

    Polizze vita hanno la dicitura “beneficiario” da decenni. Puoi pure, all’interno di un asse eriditario, intestarla al portiere sotto casa. Ciò che dice Renzi é falso.

  4. Enrico Z scrive:

    Polizze vita hanno la dicitura “beneficiario” da decenni. Puoi pure intestarla al portiere sotto casa, al di fuori dell’asse ereditario senza alcun minimo, dico minimo problema. Ciò che dice Renzi é falso.

    • luca scrive:

      si e le pensioni? i contratti di affitto? il diritto di poter vivere nello stesso paese se uno dei due è straniero? il diritto di permessi di lavoro per poter assistere il partner malato? il diritto di presentare un unico modello 740 e pagare così tasse come coppia e non come due singoli? il diritto di decidere sul corpo del compagno defunto?

      parliamo poi dei doveri reciproci di mutua assistenza che sono poi sanciti dal matrimonio? per esempio io sto con uno 20 anni e decidiamo che lui lavora e io sto a casa ad occuparmi di faccende domestiche. poi lui si stufa e io vengo semplicemente cacciato, perchè dovrei essere l’unico a pagare i disaggi di una decisione presa di comune accordo? etc

  5. Valerio scrive:

    Anche io mi trovo d’accordo sull’approvazione graduale delle unioni civili per approdare infine ai veri e propri matrimoni e relative adozioni, anche solo per evitare uno choc fulminante agli omofobi e dovere sostenere loro le spese mediche in qualche Centro Igene Mentale (tra l’altro ho fatto caso che le perone schizofreniche tirano sempre in ballo la religione, Dio, i castighi, punizioni ecc…). l’Italia non è prona per il matrimonio fra persone dello stesso sesso. per questo motivo ritengo giusto procedere per gradi… piano piano, mattoncino dopo mattoncino, giusto il tempo per dare la possibilità agli omofobi di capacitarsene e, nel frattempo, portare a segno un obiettivo di fondamentale civiltà.

  6. Giulio Dante Guerra scrive:

    Ecco l’ennesima prova che Alfano è “nato politicamente” demo-cristiano, ossia “demi-chrétien”, “cristiano a metà”. Leggo anche che Cerrelli definisce l’operazione Renzi “trasbordo ideologico inavvertito”. E’ la citazione del titolo d’un vecchio libretto, “Trasbordo ideologico inavvertito e dialogo”, scritto da Plinio Corrêa de Oliveira nel 1965, tradotto in italiano da Silvio Vitale e Giovanni Cantoni e pubblicato a Napoli da L’Alfiere nel 1970. Nel libretto l’autore denunciava i pericoli del “dialogo” fra cattolici e marxisti, collegato, all’epoca, all'”Ostpolitik” vaticana, e praticato abbondantemente, con continui cedimenti, da molti politici democristiani, i cui sopravvissuti ed eredi si autodefiniscono oggi “cattolici adulti”. Costoro, oggi, vogliono dialogare, con la stessa tattica del “cedere per non perdere”, con gli esponenti più accesi della “dittatura del relativismo”.

    • Bifocale scrive:

      Guerra, l’alternativa al relativismo è l’Assolutismo: un Pensiero Unico da imporre, un solo punto di vista, nessun dialogo e nessuna elasticità mentale e voglia di aprirsi al pensiero altrui. In altre parole, inequivocabilmente, una dittatura.

      • mike scrive:

        e perché, bifocale, oggi la cultura atea/laica che fa? dove non arriva il potere legislativo viene in (loro) soccorso quello giudiziario. tipo la cosa che dici tu su una sentenza della cassazione nel 2010.
        il potere giudiziario non dialoga ma sentenzia, asserisce. certo ce lo vuole ma se inizia a fare un po’ troppo, ossia solo per una corrente di pensiero, siamo alla mancanza di dialogo. ossia l’assolutismo. se qualcuno critica tirano fuori la storia dei diritti, il che equivale (in tale visione) a dire che ciascuno cosa sente, se non proprio come si alza la mattina, deve poterlo fare senza impedimenti, senza critiche (=ossia senza dialogo). e questa sarebbe, visto che la citi, elasticità mentale e voglia di aprirsi al pensiero altrui? ma tanto ormai molta gente, e vale ovviamente pure per gli etero, è stata iniziata a ragionare così.

        IL RELATIVISMO, ANCHE SE NON SEMBRA, è UNA FORTE FORMA DI ASSOLUTISMO. POSSIBILE CHE TUTTO SIA RELATIVO? SI DIMOSTRI. NON VIENE FATTO, E GUARDA CASO. DICENDO LA COSA IN ALTRO MODO è CHE COL PROSSIMO O CI ANDIAMO D’ACCORDO O SE CI SERVE LO PREVARICHIAMO, LO SFRUTTIAMO. TERTIUM NON DATUR. CON L’ASSOLUTISMO IN LINEA DI PRINCIPIO NON è CERTO CHE SI PROPONGA IL PREVARICARE, COME DIMOSTRA “L’ASSOLUTISTA (MA SOLO PER TE) CHIESA”. è BENSI’ CERTO CHE COL RELATIVISMO SI PROPONGA IL PREVARICARE, INFATTI IN TALE VISIONE TUTTO è RELATIVO, NON CI SONO REGOLE MORALI UNIVERSALI, PER CUI BENE E MALE SONO SOGGETTIVI. IL CHE è UN MODO NEANCHE TROPPO NASCOSTO PER DIRE FAI I TUOI COMODI ANCHE A COSTO DI PREVARICARE IL TUO PROSSIMO. SE A VOI PATITI DEL RELATIVISMO PIACE QUESTO FATE PURE. IL RELATIVISMO è UN MODO PER FAR COLLASSARE IN TUTTI I SENSI UNA SOCIETA’. OGNI SOCIETA’ PER CONTINUARE DEVE AVERE UNA CERTA ARMONIA INTERNA TRA I SUOI COMPONENTI. OGGI SEMPRE MENO è COSI'(COME MOSTRANO FENOMENI TIPO I DIVORZI, I DELITTI IN FAMIGLIA ECC). OCCORRE RIFLETTERE DEL PERCHE’ (=VERSO QUALE FINE) LA SOCIETA’ è STATA INDIRIZZATA IN TALE MODO DI PENSARE E FARE. PER ME è ABBASTANZA EVIDENTE.
        e mi sono stancato di scriverlo parecchie volte. ed infatti ora non l’ho scritto.

        • Federica scrive:

          Penso che ci sia solo odio e non amore , questo volere imporre a tutti anche ai bambini che sono le uniche anime pure in questa società’ che va alla deriva e’ solo per voler cercare di rendere naturale ciò’ che naturale non è’ ma che al contrario e’ un disordine sessuale da curare . Ma sopratutto allontanerà’ ancora di più’ la possibilità’ di un cambio di inversione duro e difficile , il ritorno ad amare il sesso opposto a voler cercasi e scoprirsi con l’obiettivo comune di procreare naturalmente e cioè’ con l’ amore e non con le macchine o affittando uteri ma solo amandosi.
          Dio ci creati diversi apposta proprio per rimanere insieme ed affrontare le prove e le gioie della vita insieme.
          Le adozioni gay non sono pensabili mettere delle anime innocenti e pure in realtà’ di disordini sessuali effettivi e difficilmente spiegabili ai bimbi, non mi sembrano neanche proponibili.

          • mike scrive:

            parli di odio ma forse è più esatto dire tigna. siamo lì ma la sfumatura è un’altra. anche se in fondo hai pienamente ragione. una cosa che mi fa imbestialire sai quale è? ammettendo (e non concedendo, perlomeno finchè qualcuno non riuscisse casomai a dimostrarlo) che si nasca omosessuali, ma in natura i figli possono farli un uomo e una donna. dovrebbero pensare, volendo razionalizzare sulla loro condizione, che comunque figli anzi bambini non dovrebbero crescerli. che la natura o se ci credono il creatore così abbia stabilito. così avrebbe più senso, a livello logico. e invece no, vogliono pure i bambini. ti rendi conto? è prima un tirare in ballo la natura, e poi un fregarsene altamente. io ciò lo definisco tigna o egoismo ad un alto livello (se non è proprio al più alto di livello). alla fine per loro è solo un capriccio. se ne fregano dei bambini. e su questo, onestamente, non sono molto diversi dalle coppie etero che divorziano e che usano i figli per vendette contro l’ex coniuge.

          • Luca scrive:

            Federica il fatto che scriva che le unioni tra due persone dello stesso sesso sarebbero “un disordine sessuale da curare” mi sembra dica tutto sulla sua ignoranza sul tema e sul suo pregiudizio verso tali persone.

            • mike scrive:

              sei ingrato verso di lei. le sue parole non mostrano un pregiudizio. esprime una opinione e non ci avverto astio/odio. se non in forma molto leggera. poi sul “disordine da curare” diciamo che avrà usato un linguaggio forte, ma è pur vero che finora il mondo omosessuale può solo dire che l’APA ha derubricato l’omosessualità dalle malattie mentali. un po’ poco. dopo magari non sarà una malattia, ma paragonarla all’eterosessualità pare arduo e di certo gli interessati non aiutano. hanno solo i nervi scoperti.

            • Edo scrive:

              Eh che palle con sta storia sull’ignoranza e sui pregiudizi: ma la realtà la vedete? Parla chiaro: siamo fatti per unirci (in tutti i sensi) con l’altro sesso.

        • Bifocale scrive:

          Mike, lanci tuoni e fulmini contro il potere giudiziario…peccatto che lo fai a commento di una bella intervistina che Tempi ha pensato bene di fare al vicepresidente dell’Unione giuristi cattolici italiani. Verrebbe da pensare che le tue lamentele siano a senso unico…

          • mike scrive:

            ma dai, che fai il finto tonto? comunque è vero ciò che dici. è che il potere giudiziario oggi come oggi è schierato politicamente. una persona che fosse super partes e obbiettiva direbbe la stessa cosa. e non solo da noi.

      • Giorgio scrive:

        Eh, eh, eh!
        Ma tu lo sai cosa cos’è il “pensiero unico”?

        • leo aletti scrive:

          Ribadisco ” un pensiero maggioritario non cattolico prevarrà nella Chiesa ” Leggete, quasi tutti gli interventi precedenti, impongono il pensiero unico , il mio è minoritario come quello di Paolo VI. A risentirci senza pregiudizi. La pazienza è la virtù dei forti.

          • mike scrive:

            ti do ragione, con un solo appunto: il pensiero non cattolico forse già è molto presente nella chiesa. forse è molto presente anche alle alte sfere della chiesa. e certo scendendo in basso (basta confessarsi 2/3 volte al mese e talvolta ti chiedi “ma questo che razza di prete è?”). sennò come mai hanno scelto un cardinale argentino? ma perché avevano capito che sceglierlo in europa era troppo rischioso. poteva essere un lupo travestito da agnello. forse le dimissioni di Ratzinger hanno colto molti impreparati. credo che abbia fiutato qualcosa che lo ha spinto a dimettersi. si potrebbe anche aggiungere una cosettina sul perché i prelati, di ogni rango, ogni tanto vengono spostati. fanno bene a spostarli. se hanno combinato casini poi continuare è più difficile. e mi riferisco anche alle coppie gay, che in questo articolo è l’argomento. la chiesa se vuole salvarsi faccia molta attenzione ai vari preti/frati/suore che vanno in giro a predicare, formano dei gruppi di giovani e poi non si sa che razza di idee mettono nella testa della gente. sia chiaro che qui non mi riferisco solo alla faccenda dei gay ma a più cose. che anzi quasi che la faccenda dei gay potrebbe passare in secondo piano rispetto ad altro (leggi idee orientaleggianti).

            • mike scrive:

              forse si sarà capito però sul fare attenzione mi riferivo non al vaticano, ma alle diocesi e ai vescovi competenti.

  7. cornacchia scrive:

    Ciao Giovanna.
    Purtroppo, devo rispondere al Tuo invito circa i gay offesi per la loro identità.
    http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/insulti-e-minacce-a-sfondo-omofobo-sebino-la-denuncia-dei-genitori_1037832_11/?src=box_provincia
    Istigazioni al suicidio di un ragazzino perché gay, che credo dovrebbe avere il supporto di tutta la comunità circa il Suo diritto ad intrecciare una relazione alla luce del sole.
    Adesso, non mi raccontare che se fosse stato etero, sarebbe stato ugualmente minacciato.
    Naturalmente, avrei sperato che Tu avessi ragione circa l’assenza di questi casi.
    Ciao

    • Giorgio scrive:

      Insomma, per giustificare un’emergenza nazionale basta una denuncia.
      E poi si ha un bel dire che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge.

      • cornacchia scrive:

        Si diceva, su queste pagine, che le coppie omosessuali sono favorite dal costume e dal sentire sociale rispetto a quelle eterosessuale. Trovatemi il caso di due persone perseguitate e/o discriminate e/o represse perché eterosessuale ed avrete dimostrato la vostra tesi.

        • Giorgio scrive:

          Che rammenti io, invece, su queste pagine si diceva dei famosi dati statistici inoppugnabili che avrebbero dovuto dimostrare l’emergenza omofobia in Italia, dalla quale certi furbacchioni fanno discendere l’approvazione con procedura d’urgenza di una certa legge liberticida.
          Delle persone discriminate e represse in quanto eterosessuali basta che tu chieda delle famiglie alle prese con la tutela della maternità nel mercato del lavoro di oggigiorno.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

La Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line è una suv compatta per chi va sempre di corsa ma non per questo manca di praticità. Si parte da 46.000 euro.

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Mentre tutti sono sotto l’ombrellone, la Casa varesina presenta le ultime due moto che mancavano all’appello dell’Euro4: le F3 (675 e 800) e la Dragster 800 RR. E con l’occasione…

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La fame del colosso indiano Bajaj sembra non avere fine: dopo aver conquistato il 49% del Gruppo KTM, ora punta a un noto Marchio inglese. Nasce così la partnership (commerciale) Triumph e Bajaj

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Black Jack, come il gioco d’azzardo che coinvolge banco e giocatori. In questo caso, però, il ruolo del casinò viene interpretato dalla Opel e l’oggetto del desiderio non è il classico “21”, bensì la city car Adam in edizione speciale. L’inedito allestimento Black Jack, che esalta l’inclinazione alla personalizzazione tipica dell’utilitaria tedesca, porta in dote […]

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Dopo il successo ottenuto con la 300, Beta allarga ulteriormente la gamma delle enduro “facili”: ora è il momento della Beta XTrainer 250, moto facile per alcune soluzioni ma comunque capace di grandi cose

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