Google+

L’infermiera che “muore” in Ucraina e Renzi che “arriva”: Twitter e le non notizie

marzo 2, 2014 Antonio Gurrado

Le tv hanno rilanciato il tweet di Renzi che a colloquio con Napolitano scrive: “Arrivo, arrivo”, ma così ci hanno confermato solo una cosa che sapevamo già

ucraina-infermiera-tweet-muoioNel giro di due giorni due parole semplici come “arrivo” e “muoio” hanno cambiato impercettibilmente ma irrimediabilmente il modo in cui le notizie si pongono nei nostri confronti. L’infermiera ucraina ferita al collo da una pallottola ha impiegato l’ultimo fiato della propria vita a prendere il telefonino, aprire l’applicazione di Twitter e scrivere al mondo intero «Muoio».

Questa notizia dovrebbe interessare più agli etologi e agli studiosi dell’evoluzione umana che a politologi e storici, affiancando caso mai figure più degne nel novero delle ultime parole inconsuete: il «Vabbe’» di Kant e l’«Armeno moro guarito» di Petrolini, per non parlare del linguista Basilio Puoti. Pare che sul letto di morte questi avesse dichiarato: «Me ne vado, ma si può anche dire: me ne vo».

La parte interessante è che, dichiarando formalmente su un social network la propria morte, l’infermiera è effettivamente risultata morta; tanto che, essendo poi sopravvissuta, ha inviato al mondo in lutto un ulteriore tweet in cui spiegava di essere in realtà viva, ringraziando tutti per il cordoglio e scusandosi quasi per il non avvenuto decesso. Se avesse disposto di uno smartphone, Mattia Pascal non avrebbe trovato miglior metodo di svanire agli occhi del mondo: scrivere su Twitter di star morendo per comunicare il dato di fatto di essere morto subito dopo aver cliccato, benché vivo, sul tasto dell’invio.

Se avete frequentato le medie superiori invece ricorderete senz’altro che Mattia Pascal apprese di essere ufficialmente morto da un quotidiano – comprato «con la speranza che mi facesse addormentare» – sul quale campeggiava il titolo “Suicidio”. L’autorevolezza del quotidiano nella società di cent’anni fa fece sì che Mattia Pascal lo leggesse apprendendo di essersi suicidato; oggi invece il quotidiano dirama la notizia della morte di una persona perché costei l’ha dichiarata sul proprio profilo Twitter.

renzi-twitter-arrivoLa vera notizia che i giornali ci hanno dato dunque non è stata la morte dell’infermiera in sé ma il fatto che avevamo letto l’autocertificazione di morte dell’infermiera; se nessuno avesse letto il suo «Muoio» l’infermiera, essendo comunque sopravvissuta, non avrebbe avuto bisogno di comunicare ciò che si tende a dare per scontato riguardo a chi scrive qualcosa su Twitter, cioè che sia ancora vivo. I quotidiani sono serviti soltanto a confermarci una cosa che sapevamo già anche se non era vera.

Lo stesso è avvenuto durante il colloquio fra Renzi e Napolitano. Mentre le telecamere inquadravano da due ore e mezza una porta chiusa, Renzi ha rotto la clausura (rifugiandosi forse in bagno o approfittando di un attimo di presidenziale distrazione) per annunciare su Twitter: «Arrivo, arrivo!». Chi stava guardando la diretta fiume con un occhio alle indiscrezioni che trapelavano sul proprio smartphone – tipo Gratteri ministro della Giustizia secondo le fonti certe di Beatrice Borromeo – aveva dunque appreso che Renzi stava per arrivare nonostante che la telecamera fissa, appositamente piazzata per garantire a tutti di cogliere l’attimo in cui la porta si sarebbe aperta, non mostrasse variazioni di sorta.

La porta chiusa del Quirinale
Mentre la diretta ci avrebbe comunicato in tempo reale l’istante in cui la porta si sarebbe aperta, lo smartphone ci ha fatto sapere che stava per aprirsi, dando la notizia dell’evento prima che accadesse e trasportandoci tutti di peso negli inviolati penetrali del Quirinale, facendoci immaginare cosa stesse succedendo dietro la porta che la tv continuava a mostrare chiusa e immutabile.

La tv ha subito rilanciato il tweet di Renzi apparentemente per darci la notizia che Renzi stava arrivando ma, in realtà, la vera notizia che la tv ci ha dato non è stato l’arrivo di Renzi in sé ma il fatto che avevamo letto del suo imminente arrivo. Anzi, il fatto che Renzi stesse arrivando dipendeva esclusivamente dal fatto che noi avevamo letto il suo «Arrivo» perché, se per assurdo tutti l’avessero ignorato, allora Renzi non sarebbe stato per arrivare anche se avesse in effetti dichiarato di star arrivando.

La tv è servita soltanto a confermarci una cosa che sapevamo già anche se non era ancora accaduta e che, per giunta, prima o poi sarebbe dovuta accadere di sicuro, a meno dell’improbabile circostanza che un corazziere burlone avesse chiuso a chiave la porta dall’esterno.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

4 Commenti

  1. fabio scrive:

    Francamente a metà di quest’ articolo avevo già il mal di testa … doveva essere ironico ??… Boh !?!?

    • filomena scrive:

      Concordo la valutazione su questo articolo. Aggiungo inoltre che al di fuori di alcuni temi per i quali Tempi dimostra una attenzione che definirei compulsiva (omosessualità, famiglia, maternità, ruoli di genere), gli articoli sono di scarso contenuto ( vedi quello sulle libellule) oppure di una faziosità che rasenta il ridicolo come quelli di politica o di esteri.

      • Marturano scrive:

        Certo che ad accusare gli altri di attenzione compulsiva e poi tirare fuori i “soliti” argomenti quando non c’entrano niente, ci vuole un bel coraggio. Complimenti!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Nessuno fiati. Nessuno si muova. L’hanno fatto davvero! Hanno ridato vita alla storica sigla GSi. Un’icona per tutti i “figli degli Anni ‘80” cresciuti a pane e Opel sportive. Con buona pace della divisione OPC, la nuova versione high performance della Insignia Grand Sport – seconda generazione della berlina tedesca – tornerà a sfoggiare la […]

L'articolo Opel Insignia GSi: gradito ritorno proviene da RED Live.

Solida e ben fatta, la Seat Ateca 1.6 TDI Advance è il primo SUV della Casa spagnola. Si parte da meno di 24 mila euro chiavi in mano

L'articolo Prova Seat Ateca 1.6 TDI Advance proviene da RED Live.

La fortwo, l’utilitaria più corta sul mercato – è lunga solo 2,69 m – si aggiorna. La novità principale è rappresentata dalla disponibilità di serie, sin dall’allestimento entry level youngster, della frenata automatica d’emergenza e dei fendinebbia. Un upgrade in materia di sicurezza tutt’altro che marginale, esteso anche alla versione a quattro posti forfour. Tessuto […]

L'articolo smart fortwo e forfour 2018: danno di più proviene da RED Live.

Vi piace pedalare in collina? Se volete farlo in compagnia di migliaia di altri ciclisti, e con la possibilità di mettere alla prova il vostro spirito agonistico, l’occasione giusta è la 5° edizione della Granfondo Scott, in programma il 3 settembre 2017 con partenza e arrivo a Piacenza Expo. La manifestazione propone due percorsi, caratterizzati […]

L'articolo Granfondo Scott, al via il 3 settembre proviene da RED Live.

C’è qualcosa che non torna… Non dovevi cambiare radicalmente? Non dovevi votarti alla collocazione centrale del motore? Ah, manca ancora un anno? Questo, allora, significa che sei l’ultima versione della Corvette “tradizionale”. Il canto del cigno di una delle muscle car più apprezzate al mondo che, per festeggiare i 65 anni di carriera, debutta nella […]

L'articolo Chevrolet Corvette MY18: l’ultima volta proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana