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Italia. Sempre più morti, sempre meno nati

febbraio 19, 2016 Redazione

Secondo l’Istat nel 2015 le nascite sono state 488 mila (-15 mila), nuovo minimo storico dall’Unità d’Italia. Gli ultrasessantacinquenni sono il 22 per cento della popolazione

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Al 1° gennaio 2016 la popolazione in Italia è di 60 milioni 656 mila residenti (-139 mila unità). Gli stranieri sono 5 milioni 54 mila e rappresentano l’8,3% della popolazione totale (+39 mila unità). La popolazione di cittadinanza italiana scende a 55,6 milioni, conseguendo una perdita di 179 mila residenti.

I morti sono stati 653 mila nel 2015 (+54 mila). Il tasso di mortalità, pari al 10,7 per mille, è il più alto tra quelli misurati dal secondo dopoguerra in poi. L’aumento di mortalità risulta concentrato nelle classi di età molto anziane (75-95 anni). Il picco è in parte dovuto a effetti strutturali connessi all’invecchiamento e in parte al posticipo delle morti non avvenute nel biennio 2013-2014, più favorevole per la sopravvivenza.

Diminuisce la speranza di vita alla nascita. Per gli uomini si attesta a 80,1 anni (da 80,3 del 2014), per le donne a 84,7 anni (da 85).

Nel 2015 le nascite sono state 488 mila (-15 mila), nuovo minimo storico dall’Unità d’Italia.

Il 2015 è il quinto anno consecutivo di riduzione della fecondità, giunta a 1,35 figli per donna. L’età media delle madri al parto sale a 31,6 anni.

Il saldo migratorio netto con l’estero è di 128 mila unità, corrispondenti a un tasso del 2,1 per mille. Tale risultato, frutto di 273 mila iscrizioni e 145 mila cancellazioni, rappresenta un quarto di quello conseguito nel 2007 nel momento di massimo storico per i flussi migratori internazionali. Le iscrizioni dall’estero di stranieri sono state 245 mila e 28 mila i rientri in patria degli italiani. Le cancellazioni per l’estero riguardano 45 mila stranieri e 100 mila italiani.

Gli ultrasessantacinquenni sono 13,4 milioni, del totale. In diminuzione risultano sia la popolazione in età attiva di 15-64 anni (39 milioni, il 64,3% del totale) sia quella fino a 14 anni di età (8,3 milioni, il 13,7%).

L’indice di dipendenza strutturale sale al 55,5%, quello di dipendenza degli anziani al 34,2%. L’età media della popolazione aumenta di due decimi e arriva a 44,6 anni.

Fonte: Istat


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12 Commenti

  1. leo aletti says:

    Questo è direttamente collegato con l’aborto (legge 194\78), si deve pertanto abolire questa legge per invertire la tendenza.

    • Samuele says:

      Diagnosi errata e, conseguentemente, terapia errata, caro Dottor Aletti!

      • Claudio says:

        Caro Samuele, fai presto a dire “diagnosi errata” ma 5 milioni (e più) di Italiani sono stati eliminati (per smembramento pezzo dopo pezzo) nei nostri “ospedali”. Questa la realtà…. le tue sono solo chiacchiere pelose.

      • leu aletti says:

        Non è diagnosi, ma è un fatto
        gli aborti in Italia sono più di 6 milioni e siamo noi i responsabili. E’ un pensionato che lo dice.

  2. Susanna Rolli says:

    O gli italiani non fanno più l’amore (e non lo credo, proprio loro!) o fanno grande uso di anticoncezionali, che significa dire a Dio -o a madre natura a seconda di uno come è messo dentro: “Di Te non mi fido, i figli non mi interessano, troppi pensieri”. Chissà qual è la Nazione che ama di più di un amore “libero” (da anticoncezionali, intendo).

    • Samuele says:

      Mai sentito parlare di “maternità cosciente e responsabile”???

      • Susanna. Rolli says:

        Forse che quelli che fanno figlii sono incoscienti ed irresponsabili? Si vergognino tutti coloro che pensano di si, e vadano a farsi pagare la pensione su Mate grazie al lavoro dei marziani.Talmente tanto responsabili, con la testa sulle spalle cje siamo i primi in Europa per denatalitá; suvvia,non lamentiamoci troppo!, almeno un primato ce l’ABBIAMO!

  3. Caterina says:

    Avere dei figli e’ una scelta che viene sempre più fatta e non subita. Per invertire la tendenza bisognerebbe rivalutare la genitorialita ‘ come valore, riconoscendo a chi ha dei figli dei vantaggi sociali concreti. Non mi sembra che questa sia l’intenzione dello stato italiano, la revisione dei parametri isee tanto per fare un esempio, per quei pochi vantaggi che un isee basso da’, e’ andata nella direzione opposta.

    In definitiva, lo stato per primo non si preoccupa di incentivare le nascite, quindi per lo stato questo evidentemente non e’ un problema

    • giovanna says:

      Sempre la solita broda, sempre la stessa noiosa, arida, inutile e triste broda, trollona, qui “caterina” : la ripeti come un mantra con tutti gli horror-nick possibili e immaginabili, da “filomena” in poi, ma è sempre la stessa noiosa, arida, inutile e triste broda.
      Non ti immagini nemmeno che la vita possa essere diversa dalla tua broda, ma ti assicuro che si può essere leali, accoglienti, buoni, sinceri, altruisti , allegri, contenti e non solo trollare, trollare, trollare.

  4. Giorgio says:

    Ma il governo Renzi ha trovato l’antidoto (ahimè sostenuto dagli amici del centro……): Il matrimonio omosessuale (non scrivo gay, perchè non capisco cosa abbiano di gaio) del DDL Cirinnà.

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