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Intimidazioni a Roberto Zucchetti, consulente Tav. La Digos segue pista anarchica

maggio 31, 2012 Chiara Rizzo

Cassonetti incendiati davanti a casa dopo un’intervista. Parla la vittima: «Evitiamo la spettacolarizzazione. Il problema, a sinistra in particolare, è chiarire i confini di quei gruppi con cui si può dialogare e isolare le componenti eversive»

Mercoledì notte, alle 4, a Rho ad uno scoppio segue il rogo di tre cassonetti dell’immondizia. Il fatto è accaduto di fronte l’abitazione dell’ex sindaco del paese, Roberto Zucchetti, che è anche docente di Economia dei trasporti alla Bocconi e membro del Centro per l’economia regionale, i trasporti e il turismo (Certet), e ricercatore del gruppo Clas che si occupa di consulenza in temi di trasporti e grandi opere, compresa l’Alta velocità in Val Susa. Proprio in quest’ultimo ruolo Zucchetti aveva partecipato alla trasmissione Settegiorni Raiparlamento, difendendo il progetto Tav.
La vicenda di mercoledì non è un fatto isolato, e gli investigatori del commissariato di Rho e della Digos stanno verificando se l’episodio possa essere ricondotto a una pista anarchica: non si esclude la possibilità che ci sia un collegamento con quell“escalation di violenze” promessa poco tempo fa dalla Fai (Federazione anarchica informale). Zucchetti, con tempi.it, invita però anzitutto ad evitare la spettacolarizzazione: «C’è stato un cassonetto bruciato. Chiamiamo le cose con il loro nome per il momento».

Professore, non si tratta, però, di un fatto isolato: quali altri episodi ci sono stati?
Poco prima di Pasqua ho cominciato a subire delle azioni di disturbo davanti alla mia abitazione: di notte degli sconosciuti tiravano uova al cancello. In un caso hanno poi lasciato un biglietto nella mia cassetta delle lettere dove c’era scritto: “Lei è il professore dei pentiti”. Il biglietto era firmato con la A cerchiata. Non ho dato peso alla cosa, pensavo ad una ragazzata e infatti non l’ho denunciata alla polizia. La cosa è andata avanti per un po’ di tempo: lunedì, non avendo trovato le uova davanti al cancello, ricordo di aver anche pensato “bene questa settimana niente”. Poi, invece, mercoledì il cassonetto.

Come si spiega questi avvenimenti?
Ripeto: bisogna parlare del fatto, per il momento si tratta di un cassonetto incendiato. Mi preme sottolineare che c’è una spettacolarizzazione che non mi piace. Per il momento, vorrei tenere le cose a questo livello: i fatti accaduti sono questi. Poi ognuno li commenti come vuole. Avendo fatto il sindaco so bene che, esponendosi tra tanta gente, c’è anche chi spintona. Tira addosso qualcosa. Questi fatti potrebbero essere legati ad un mio intervento televisivo. Ma, a mio avviso, c’è un secondo ragionamento da fare.

Quale?
Se siamo un paese libero ognuno deve poter esprimere le sue opinioni e nessuno lo deve attaccare. Questo è un problema anche di una certa sinistra, che al suo interno ha una componente che continua ad essere eversiva, ma forse non è ancora sufficientemente isolata. Le forze di sinistra hanno bisogno di chiarire i confini: per governare le città devono dire con grande chiarezza chi appartiene alla loro coalizione e qual è la loro politica verso questi gruppi.

Se la matrice fosse anarchica, non si può ricondurre il problema solo a sinistra: gli anarchici trascendono quello schieramento.
Certo gli anarchici sono un problema generale, e tutti abbiamo il dovere di chiarire il confine delle forze con cui si collabora e quelle con cui non lo si fa. E questo a prescindere dal piccolo fatto di Rho, perché andiamo tutti incontro ad un periodo di difficoltà nella nostra società. Sicuramente avremo difficoltà economiche e sociali gravi: dalla crescita della disoccupazione alla caduta del potere di acquisto. Ma, di fronte alle difficoltà, dobbiamo avere forze politiche capaci di temere i nervi a posto. E, ripeto, anche la stampa ha questo compito, evitando la tendenza allo spettacolare, che ora deve passare in secondo piano

Qual è stata la reazione delle forze politiche a Rho, dopo mercoledì notte?
Ho ricevuto la telefonata del sindaco Pietro Romano (Pd), che mi ha fatto piacere. Mi ha confermato che anche secondo lui bisogna tenere i nervi a posto, non ingigantire le situazioni, ma avendo ben chiaro che bisogna definire che si può discutere solo con chi accetta la libertà di parola. Senza ammiccare a chi ha altri atteggiamenti.

Teme per il suo lavoro?
La mia è un’attività di ricerca e non ho assolutamente paura. Cerchiamo di dare un contributo per valutare la validità dei progetti infrastrutturali, e ci sembra un contributo importante per prendere buone decisioni per i cittadini.

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