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Il Papa racconta il suo viaggio nella Germania secolarizzata e divisa

settembre 21, 2011 Angela Ambrogetti

Intervistato brevemente dalla tv tedesca Ard, Benedetto XVI racconta le tappe principali del viaggio che da domani il Papa farà nella sua terra natale: dal discorso al Bundestag, il Parlamento a Berlino, alla visita a Erfurt, terra di Lutero, per incontrare la Chiesa riformata. Dall’enclave cattolica Etzelsbach a Friburgo

«Dobbiamo di nuovo sviluppare la capacità di percezione di Dio, capacità che esiste in noi». E’ questo il messaggio che il Papa ha offerto ai suoi connazionali alla vigilia del suo arrivo. Tre minuti in tv nel programma “Wort zum Sonntag” della televisione pubblica tedesca Ard. «Penso con gioia particolarmente a Berlino, dove ci saranno molti incontri, e, naturalmente, al discorso che terrò al Bundestag e alla grande Messa che potremo celebrare allo Stadio olimpico», Poi la preghiera ecumenica ad Erfurt: «In quel monastero agostiniano, in quella chiesa agostiniana dove Lutero ha iniziato il suo cammino, potrò incontrare i rappresentanti della Chiesa Evangelica di Germania». Uno stare insieme che non rappresenta «alcun evento sensazionale» perché la vera grandezza dell’evento è che «saremo intimamente vicini e si manifesterà un vero ecumenismo».

E poi l’Eichsfeld, «questa piccola striscia di terra che, pur passando attraverso tutte le peripezie della storia, è rimasta cattolica» e Friburgo, con la veglia con i giovani e la grande Messa che concluderà il viaggio. Non è «turismo religioso, e meno ancora uno “show”» spiega il Papa, ma il modo di rimettere Dio al centro della storia. Quella cui Benedetto XVI risponde è la domanda più antica e contemporanea del mondo: «Ma Dio, esiste? E se esiste, si occupa veramente di noi? Possiamo noi arrivare fino a Lui?».  Il Papa argomenta: «Certo, è vero: non possiamo mettere Dio sul tavolo, non possiamo toccarlo come un utensile o prenderlo in mano come un qualsiasi oggetto», ma «nella grande razionalità del mondo possiamo intuire lo spirito creatore dal quale esso proviene, e nella bellezza della creazione possiamo intuire qualcosa della bellezza, della grandezza e anche della bontà di Dio».

Ecco perché «in questi giorni vogliamo impegnarci per tornare a vedere Dio, per tornare noi stessi ad essere persone dalle quali entri nel mondo la luce della speranza, che è luce che viene da Dio e che ci aiuta a vivere». Ovviamente le polemiche ci saranno, ma i quattro giorni di Benedetto XVI in Germania saranno anche la prima vera occasione per il Papa di visitare ufficialmente la sua nazione, e l’invito è stato del presidente federale. Cattolico, divorziato e risposato, incarna il tipico cattolico “di sinistra”. La Germania è fortemente divisa e per questo si è avviato un “dialogo” nella Chiesa. Berlino è una città secolarizzata e segnata dalla immigrazione, una città con una storia tragica e un futuro che sembra sempre più lasciare fuori Dio e la fede. Una città difficile che Benedetto XVI si propone di conquistare con un discorso al Parlamento (accettando che qualcuno non venga) e con la messa nello Stadio Olimpico come fece Giovanni Paolo II.

Ai politici il Papa potrebbe parlare di bioetica, ai fedeli, che sono molto più del previsto, del ritorno di Dio nella vita della nazione. E poi ci sono gli  appuntamenti con le molte delegazioni, dagli ebrei ai musulmani, agli ortodossi e all’incontro doppio con la Chiesa Evangelica. Ecco l’altro punto forte del viaggio: il dialogo con la Chiesa della Riforma. In Germania cattolici e protestanti si incontrano di continuo, lavorano insieme, si confrontano e forse si “contaminano a vicenda”. Per questo Benedetto XVI ha accettato di dare spazio non solo alla preghiera comune ad Erfurt, ma anche ad un incontro dei vertici del Consiglio delle Chiese Evangeliche. Erfurt è la terra di Lutero, ma è anche la terra nella cui regione i cattolici hanno mantenuto la fede durante l’epoca della Ddr. Etzelsbach, a 80 chilometri, è un’enclave fedele a Roma che il Papa visita per dire il suo grazie. Qui Benedetto XVI reciterà i vespri mariani e incontrerà la gente che ha bisogno di riconciliarsi con l’altra parte della Germania.

Ratzinger sarà anche il primo papa a visitare Friburgo, città del sud cattolico ma diversa dalla Baviera. Città dove Benedetto ha scelto di incontrare i cattolici impegnati nella società. In particolare i rappresentati del Consiglio del Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi (Zdk), una vera presenza politica e sociale in Germania che non può essere paragonata a nessun altro organismo laicale in Europa. Al laicato è dedicato anche un incontro domenica pomeriggio, quasi per lasciare il messaggio conclusivo del viaggio. Ai giovani, che il Papa incontra a Friburgo, Benedetto lascia la riflessione sul tema del viaggio: Dove c’è Dio, là c’è futuro. Diversi gli omaggi alla nazione tedesca, dall’incontro con i Giudici della Corte Costituzionale che custodiscono la carta fondamentale della Germania rinata dopo la II Guerra Mondiale, a quello con l’ex Cancelliere Helmut Kohl, prostrato nel fisico ma lucidissimo. Liturgie accurate e dedicate alla gente, alla Chiesa e ai santi patroni della Germania, discorsi che voleranno alto ai temi fondamentali ed essenziali della fede cattolica, al ritorno di Dio nella società e nella cultura.

I vescovi tedeschi, che stanno vivendo il processo di dialogo interno alla Chiesa affrontando anche il “memorandum” dei teologi dissidenti, incontreranno il Papa in un pranzo ufficiale. Benedetto XVI, che ha incontrato la presidenza della Conferenza episcopale qualche settimana fa a Castelgandolfo, vuole lasciare che il dibattito faccia il suo corso. Uno dei temi è la questione della pedofilia, già efficacemente affrontato in Germania, e forse durante il viaggio potrebbe esserci un incontro con le vittime. Ma questo lo sapremo forse ad incontro avvenuto.

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