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Il bilancio torinese mostra «l’animo laico e anticlericale del M5s»

aprile 1, 2017 Francesca Parodi

«Gli unici ambiti in cui decidono di tagliare sono le agevolazioni per enti di culto, scuole paritarie e Onlus» dice il consigliere comunale Silvio Magliano

Chiara Appendino, il volto più “rassicurante” del M5s, considerata tra i possibili candidati alla guida del partito nel 2018, rischia ora di perdere il favore di molti suoi concittadini. Il primo bilancio di previsione 2017 presentato dalla giunta comunale di Torino ha infatti sollevato molte critiche, poiché prevede importanti tagli al welfare familiare, all’istruzione e al mondo della cultura: si tolgono le agevolazioni sulla tassa rifiuti (Tari) per più di 50 mila famiglie (gli sconti valevano 5 milioni di euro, ma la giunta promette di reintrodurli quando troverà nuove risorse), si stanziano 5,8 milioni in meno per i musei e i teatri, e si taglia il 25 per cento del contributo alle scuole materne cattoliche della Fism.

SCUOLE PARITARIE. Tra i più delusi c’è Silvio Magliano, capogruppo dei Moderati per Fassino e consigliere comunale di Torino, che si è battuto per il ripristino della riduzione del 30 per cento sulla tassa rifiuti alle scuole materne paritarie, riuscendo infine ad ottenerla «solo sulla carta, perché i Cinque stelle non l’hanno messa a bilancio. Ma questi sgravi erano stati concessi dalle precedenti amministrazioni in quanto le scuole legate alla Fism sono parte integrante del sistema scolastico pubblico». Simili agevolazioni erano state concesse anche agli enti di culto (che garantiscono coesione sociale e sono un punto di riferimento soprattutto nelle periferie) e alle Onlus (associazioni e cooperative sociali).

ANIMA LAICISTA. Niente da fare anche per gli aiuti agli istituti paritari: «L’Appendino ha tolto i contribuiti che il comune versava alle scuole Fism e la conseguenza più immediata è l’aumento delle rette. Il problema però è che nelle paritarie non ci vanno solamente i figli di famiglie benestanti, ma anche chi non ha trovato posto nelle pubbliche. Quindi questi tagli andranno a colpire diverse fasce della società». Secondo Magliano, «quello dell’Appendino è un attacco alla libertà educativa del nostro paese», dal momento che questa decisione della giunta comunale «sta svelando l’anima laicista, anticlericale e contraria a ogni tipo di insegnamento che non sia quello statale dei Cinque stelle». Delle scuole convenzionate con la Fism infatti 56 sono cattoliche e una ebraica.

LA LETTERA DELL’ARCIVESCOVO. Questo bilancio lascia quindi intravedere, secondo Magliano, l’utopia alla radice del Movimento: «I Cinquestelle si nascondono dietro il fatto che non ci sono più risorse, ma gli unici ambiti in cui decidono di tagliare sono le agevolazioni per enti di culto, scuole paritarie e Onlus. È quindi evidente che vogliono cancellare i corpi intermedi tra lo Stato e i cittadini, come le associazioni, le cooperative e le scuole private, per creare “un’unica rete diretta”». Magliano auspica quindi degli interventi contro queste decisioni, a partire dalla Curia, e in effetti 14 parroci hanno scritto al sindaco Appendino, mentre l’arcivescovo Nosiglia ha lanciato un appello sull’importanza degli istituti privati per le famiglie del comune.

DECRESCITA INFELICE. «Chi patirà le conseguenze di questi tagli saranno soprattutto i poveri, gli ultimi della società, proprio quelli di cui l’Appendino, in campagna elettorale, si voleva far portavoce» dice Magliano. «Proprio l’Appendino, mesi fa, aveva detto che a Torino c’erano due tipi di code: quelle fuori dai musei e quelle fuori dalla Caritas. Ora, con questo bilancio, otterrà l’effetto di ridurre drasticamente l’ingresso agli spazi culturali e di aumentare il numero di indigenti in difficoltà».
Si tratta di un bilancio preventivo e il sindaco ha assicurato che si troveranno nuovi fondi nel corso dell’anno, ma Magliano è scettico: «I Cinque stelle sono contrari a ogni tipo di opera di urbanizzazione, di “colate di cemento” e di trasformazioni, mentre sono favorevoli solo alla “decrescita felice”. Mi chiedono quindi dove troveranno nuove risorse se non ci sono investimenti».

Foto Ansa

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