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Abbiamo ragioni forti affinché San Pietro non conosca la stessa sorte di Santa Sofia?

febbraio 16, 2015 Fabrice Hadjadj

La sottomissione dei jihadisti di Parigi all’islamismo non è solo una reazione al vuoto culturale e spirituale della République. È una continuità con quel vuoto.

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Cari Jihadisti, è il titolo di una lettera aperta pubblicata da Philippe Muray – uno dei più grandi polemisti francesi – poco dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. La lettera si conclude con una serie di avvertimenti ai terroristi islamici, ma a esser presi di mira, di riflesso e ironicamente, sono in verità gli occidentali fanatici del comfort e del supermercato. Cito un passaggio da cui si può facilmente cogliere lo scherno pungente e sarcastico:

«[Cari Jihadisti], temete la collera del consumatore, del turista, del vacanziere che smonta dal suo camper! Voi ci immaginate rotolati nei piaceri e nei passatempi che ci hanno rammolliti? Ebbene noi lotteremo come leoni per proteggere il nostro rammollimento. Ci batteremo per ogni cosa, per le parole che non hanno più senso e per la vita che queste si portano appresso. »

E oggi possiamo aggiungere: ci batteremo specialmente per Charlie Hebdo, giornale ieri moribondo e privo di qualsiasi spirito critico – perché criticare è discernere, e Charlie metteva nello stesso calderone jihadisti, rabbini, poliziotti, cattolici e francesi medi – ma proprio per questo ne faremo il simbolo della confusione e del nulla che ci animano!

Ecco pressappoco lo stato dello Stato francese. Invece di lasciarsi interrogare dagli avvenimenti, parla e parla, ne approfitta per lavarsi coscienza, risalire nei sondaggi, disporsi accanto alle vittime innocenti, alla libertà schernita, alla moralità oltraggiata, purché non si ammetta il vuoto umano della politica condotta da parecchi decenni, né l’errore di un certo modello eurocentrico che prevedeva la necessaria evoluzione del mondo verso la secolarizzazione, mentre altrove, quasi ovunque e almeno dal 1979, si assiste ad un ritorno della religione nella sfera politica. Ma ecco: questa coscienza lavata e questo accecamento ideologico stanno preparando per molto presto, se non la guerra civile, perlomeno il suicidio dell’Europa.

La prima cosa che bisogna constatare è che i terroristi dei recenti attentati di Parigi sono francesi, che sono cresciuti in Francia e non sono incidenti di percorso e neppure mostri, ma prodotti dell’integrazione alla francese, veri figli della Repubblica attuale, con tutta la rivolta che tale discendenza può indurre.

Nel 2009, Amedy Coulibaly, l’autore degli attentati di Montrouge e del supermercato kosher di Saint-Mandé, era stato ricevuto all’Eliseo da Nicolas Sarkozy con altri nove giovani scelti dai loro datori di lavoro per manifestare i benefici del percorso studio-lavoro: a quel tempo lavorava con un contratto di formazione nella fabbrica della Coca-Cola della sua città natale di Grigny.

I fratelli Kouachi, orfani, figli di immigrati, erano stati accolti dal 1994 fino al 2000 in un centro educativo della Corrèze, centro che appartiene alla fondazione Claude-Pompidou. All’indomani della sparatoria alla sede di Charlie Hebdo, il direttore del centro educativo si diceva stupefatto:  « Siamo tutti scioccati da questa storia perché conosciamo quei giovani. Si fa fatica a immaginare che quei ragazzi, che erano perfettamente integrati (giocavano a calcio nei club locali), abbiano potuto uccidere deliberatamente in quel modo. Si fa fatica a crederci. Durante il loro percorso da noi non hanno mai dato luogo a problemi di comportamento. Saïd Kouachi […] era completamente pronto per la vita socio-professionale. »

Queste affermazioni rimandano a quelle del sindaco di Lunel – piccola cittadina del Sud della Francia – che si stupiva del fatto che dieci giovani del suo comune fossero partiti per unirsi alla jihad in Siria, proprio adesso che la municipalità aveva risistemato una magnifica pista da  skateboard nel loro quartiere…

vaticano-shutterstock_174665492Il legame tra martirio e maternità
Che ingratitudine! Come è possibile che questi giovani non abbiano veduto le loro aspirazioni più profonde compiute lavorando per Coca-Cola, facendo dello skateboard o giocando nella squadra di calcio locale? Come mai il loro desiderio di eroicità, di contemplazione e di libertà non si è sentito soddisfatto dall’offerta così generosa di poter scegliere tra due piatti surgelati, guardare una serie tv americana o astenersi alle elezioni? E perché le loro speranze di pensiero e di amore non si sono realizzate con tutti i progressi in corso, e cioè con la crisi economica, il matrimonio gay e la legalizzazione dell’eutanasia? Perché era precisamente questo il dibattito che interessava il governo francese fino al giorno prima degli attentati: la République era tutta tesa verso un’altra grande conquista umana, l’ultima senza dubbio, e cioè il diritto di essere assistiti nel suicidio o essere finiti da un boia la cui delicatezza sia attestata da un titolo di studio in medicina…

Mi spiego : i fratelli Kouachi e Coulibaly erano « perfettamente integrati », ma integrati al nulla, alla negazione di ogni slancio storico e spirituale, ed è per questo che alla fine si sono sottomessi a un islamismo che era non soltanto la reazione a tale vuoto, ma era anche in continuità con quel vuoto, con la sua logistica di sradicamento mondiale, di perdita della tradizione familiare, di miglioramento tecnico del corpo per farne un super-strumento connesso a un dispositivo senz’anima…

Un giovane non cerca soltanto ragioni per vivere, ma anche e soprattutto – giacché non possiamo vivere per sempre – ragioni per dare la propria vita. Ora, ci sono ancora in Europa ragioni per dare la propria vita ? La libertà di espressione ? Va bene ! Ma cosa abbiamo di cosi importante da esprimere ? Quale Buona Novella abbiamo da annunciare al mondo ?

Sapere se l’Europa sia ancora capace di portare una trascendenza che dia senso alle nostre azioni – dico che questa è la questione più spirituale e per ciò stesso anche la più carnale. Non si tratta solo di dare la propria vita; si tratta anche di dare la vita. Curiosamente, o provvidenzialmente, nell’udienza del 7 gennaio, il giorno stesso dei primi attentati, papa Francesco indicava, citando un’omelia di Oscar Romero, il legame tra martirio e maternità, tra l’essere pronti a dare la propria vita e l’essere pronti a dare la vita. E’ un’evidenza innegabile : la nostra debolezza spirituale si ripercuote sulla demografia ; che lo si voglia oppure no la fecondità biologica è sempre segno di una speranza vissuta (anche quando tale speranza è disordinata, come nel natalismo nazionalista o imperialista).

fabrice_hadjadj-foto-meeting-riminiL’insegnamento di De Gaulle
Se si adotta un punto di vista totalmente darwinista, bisogna allora ammettere che il darwinismo non è un vantaggio selettivo. Credere che l’uomo sia il risultato mortale del casuale bricolage dell’evoluzione non incoraggia granché a fare figli. Meglio un gatto o un cagnolino. O forse uno o due piccoli sapiens sapiens, per inerzia, per convenzione sociale, alla fine non tanto come figli ma come giocattoli adatti a esercitare il proprio dispotismo e per distrarsi dall’angoscia (prima di aggravarla radicalmente). Il successo teorico del darwinismo conduce inevitabilmente al successo pratico dei fondamendalisti che negano tale teoria ma che, loro, fanno tanti figli. Un’amica islamologa, Annie Laurent, mi ha detto a questo proposito una frase illuminante : « Il parto è la jihad delle donne. »

Ciò che a suo tempo spinse il generale de Gaulle a concedere l’indipendenza all’Algeria fu precisamente la questione demografica. Mantenere l’Algeria francese con giustizia avrebbe voluto dire accordare la cittadinanza a tutti, ma essendo la democrazia francese sottoposta alla legge della maggioranza e dunque a quella della demografia, essa avrebbe finito con il sottomettersi alla legge coranica. Il 5 marzo 1959 de Gaulle confidava a Alain Peyrefitte : « Lei crede che il corpo francese possa assorbire dieci milioni di mussulmani che domani saranno venti milioni e dopodomani quaranta? Se facessimo l’integrazione, se tutti gli arabi e i berberi di Algeria fossero considerati francesi, come impedirgli di venire a stabilirsi in Francia metropolitana dove il tenore di vita è talmente più elevato? Il mio paesino non si chiamerebbe più Colombey-les-Deux-Églises, ma Colombey-les-Deux-Mosquées ! »

Certo, c’è una liberazione della donna di cui possiamo essere fieri, ma quando tale liberazione si risolve nella militanza contraccettiva e abortiva, e la maternità e la paternità sono concepite come pesi insopportabili per individui che hanno dimenticato di essere prima di tutto figli e figlie, tale liberazione non può che fare posto, dopo qualche generazione, al dominio numerico delle donne col burqa, perché le donne con la minigonna si riproducono molto di meno.

E’ facile protestare : « Oh ! il burqa ! che usanze barbare ! » Quelle usanze barbare unite a un’immigrazione che compensa la denatalità europea capovolgeranno la nostra civilizzazione del futuro – di un futuro, infine, senza posterità…

In fondo, i jihadisti commettono un grave errore strategico : provocando reazioni indignate finiscono col rallentare l’islamizzazione dolce dell’Europa, quella che Michel Houellebecq presenta nel suo ultimo romanzo (pubblicato anch’esso il  7 gennaio) e che si realizza a causa della nostra doppia astenia religiosa e sessuale. A meno che la nostra insistenza sul non confondere le cose, e sul ripetere che l’islam non c’entra niente con l’islamismo (mentre sia il presidente egiziano Al-Sissi che i fratelli mussulmani ci dicono il contrario) e a colpevolizzarci del nostro passato coloniale – a meno che tutta questa confusione non ci consegni con ancor più grande quanto vana ossequiosità al processo in atto.

C’è in ogni caso una vanità che dobbiamo smettere di avere ed è di credere che i movimenti islamisti siano movimenti pre-Lumières, barbari come dicevo prima, e che diverranno moderati non appena scopriranno gli splendori del consumismo. In verità sono movimenti  post-Lumières. Essi sanno che le utopie umaniste che si erano sostituite alla fede religiosa sono crollate. E dunque ci si può chiedere con qualche ragione se l’islam non sia il termine dialettico di un’Europa tecno-liberale che ha rifiutato le sue radici greco-latine e le sue ali giudaico-cristiane: e siccome questa Europa non può vivere troppo a lungo senza Dio e senza madri, ma come un bambino viziato non riesce tornare da sua madre la Chiesa, essa acconsente finalmente a darsi a un monoteismo facile, dove il rapporto con la ricchezza è sdrammatizzato, dove la morale sessuale è più debole, dove la postmodernità hi-tech costruisce città radiose come quelle del Qatar. Dio e il capitalismo, le huri dell’harem e i guru del computer, perché non potrebbe essere questo l’ultimo compromesso, la vera fine della storia?

Una cosa mi sembra certa: ciò che c’è di buono nel secolo dei Lumi ormai non può più sussistere senza il Lume dei secoli. Ma riconosceremo che quella Luce è quella del Verbo fatto carne, del Dio fatto uomo, e cioè di una Divinità che non schiaccia l’umano, ma che lo accoglie  nella sua libertà e nella sua debolezza? Questa è la domanda che pongo a voi alla fine: siete romani, ma avete ragioni forti affinché San Pietro non conosca la stessa sorte di Santa-Sofia? Siete italiani, ma siete capaci di battervi per la Divina Commedia, o ne avrete vergogna, visto che Dante, nel XXVIII canto dell’ Inferno, osa mettere Maometto nella nona bolgia dell’ottavo girone?

Infine, siamo europei, ma siamo fieri della nostra bandiera con le sue dodici stelle? Ci ricordiamo ancora del senso di quelle dodici stelle, che rimandano all’Apocalisse di San Giovanni ed alla fede di Schuman e De Gasperi? Bisogna rispondere, o siamo morti: per quale Europa siamo pronti a dare la vita?

Traduzione di Ugo Moschella

Foto Santa Sofia e Vaticano da Shutterstock


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30 Commenti

  1. Andrea UDT scrive:

    Beh, i filosofi fanno sempre i filosofi, è più forte di loro.

    Allora, Fabrice Hadjadj dice: : “i fratelli Kouachi e Coulibaly erano «perfettamente integrati», ma integrati al nulla, alla negazione di ogni slancio storico e spirituale, ed è per questo che alla fine si sono sottomessi a un islamismo….”

    Insomma, la tesi è questa: è colpa dello stato laico, ce ne vorrebbe uno clericale che dia “un senso della vita”, altrimenti cadono nel vuoto e si attaccano all’islamismo.

    E’ una tesi che personalmente ripugno. Primo perchè cade nello stereotipo “è colpa della società”, secondo perchè è ingenuo.

    Puoi anche istituire l’ora di “scuola di comunità obbligatoria”, non serve a nulla.
    Statalizzare il senso religioso e propinarlo non serve a nulla.

    Nel film “Trainspotting” c’è una osservazione geniale: “la droga? non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni agguanta l’eroina”

    Fatte le debite proporzioni è la stessa cosa con l’islamismo.

    I vari Kouachi e Coulibaly sono arance meccaniche: sono come Alex Delarge, teppistelli (vengono dalla microcriminalità) che non salvi integrandoli con il bonus di offrirgli “un senso”.

    E’ gente violenta che agguanta l’islam perchè l’islam gli offre un cappello di giustificazione morale, “nobilita” la loro violenza dandogli un fine alto.

    Uccidi pure, è in nome di dio. Hai rovinato la tua vita bighellonando, con il crimine di basso cabotaggio, rubacchiando?
    Riscattati, fagliela vedere, ammazzali tutti e diventa un martire celebrato in paradiso.

    l’islam è la benzina perfetta per il loro motore assetato di sangue.

    Perchè l’islam E’ violento.
    Perchè l’islam E’ prevaricatore.
    Perchè l’islam E’ un incitamento alla ritorsione.

    Piantatela con l’islam buono, piantatela con i “contesti storici”, piantatela: guardate la storia, leggetela, guardate cosa ha prodotto la cultura islamica.

    E piantatela di giustificarli lagnandovi dello “stato laicizzato”.

    • EquesFidus scrive:

      Rispondo qui anche all’altra tua, piccosa, osservazione ad un mio intervento: sì, la colpa è anche dell’Occidente, e la cura al tumore islamista è il concetto di cristianità. Non certo il laicismo, troppo vincolato nella mollezza omosessualista e decadente che impedisce di prendere decisioni sensate e realmente orientate al bene comune, preferendo soddisfare il proprio che anzi vede nell’unica cosa che è (o meglio, è stato) un collante tra i popoli che poteva opporre, e lo ha fatto in passato, opporsi alla sete di sangue islamica un nemico da insultare, distruggere e devastare. Ad ogni modo no, non voglio lo stato clericale, che credo sia una aberrazione orrenda: io voglio lo Stato di ispirazione cattolica, realmente cattolica, in cui è riconosciuta la Regalità Sociale del Cristo e che la Chiesa non sia messa alla berlina ogni tre per due. E questo perché, ormai, molti membri della gerarchia sono passati dall’altra parte della barricata: gente senza né arte né parte che sta a blaterare di un vano dialogo, quando anche il più stolto sa che con l’Islam non si dialoga, proprio perché mancano figure di riferimento univoche: l’Islam si combatte, a fila compatte e marciando uno di fianco all’altro, come un sol uomo. E basta con questo buonismo velenoso e coi vani monologhi, che ci stanno annientando e che stanno devastando la Sposa del Cristo: l’Islam non è una religione, è una perniciosa eresia fondata sulla guerra e sull’annientamento dell’altro per ottenere i suoi beni (prova ne è la tassa umiliante imposta ai dhimmi) con cui non sarà mai possibile dialogare; e questo proprio perché si può dialogare con i singoli islamici (e nemmeno con tutti, solo i più “slavati”, l’equivalente mediorientale dei “cattolici adulti”) ma non con l’Islam in toto.
      Tra l’altro, l’Islam non è anti-materialista, anzi l’esatto opposto: essendo l’astratto Allah assolutamente trascendente i suoi servitori possono rivendicare il dominio assoluto su tutto ciò che solletica il loro interesse.

      • EquesFidus scrive:

        Ho commesso fin troppi errori scrivendo di getto, scusatemi; ripropongo qui l’intervento, scritto in modo più chiaro:

        “Rispondo qui anche ad un’altra tua, piccosa, osservazione ad un mio intervento: sì, la colpa è anche dell’Occidente, e la cura al tumore islamista è il concetto di cristianità. Non certo il laicismo, troppo vincolato nella mollezza omosessualista e decadente che impedisce di prendere decisioni sensate e realmente orientate al bene comune, preferendo soddisfare il proprio ventre e la propria sete di denaro anziché fare la cosa giusta; anzi, il potere vigente in Occidente vede nell’unica cosa che è (o meglio, è stata) un collante tra i popoli europei e che poteva opporsi (e lo ha già fatto in passato) alla sete di sangue islamica un nemico da insultare, distruggere e devastare, spesso per motivazioni più ideologiche che pratiche. Ad ogni modo no, non voglio lo “stato clericale”,qualunque cosa sia, che credo sia una aberrazione orrenda (se intendi una sorta di cesaropapismo) in ogni caso: io voglio lo Stato di ispirazione cattolica, realmente cattolica, in cui è riconosciuta la Regalità Sociale del Cristo e dove la Chiesa non è messa alla berlina ogni tre per due. E se la Chiesa non ha fatto valere le sue ragioni è perché, ormai, molti membri della gerarchia sono passati dall’altra parte della barricata: gente senza né arte né parte, che sta a blaterare di un vano dialogo assurto a panacea di tutti i mali del mondo, quando anche il più stolto capisce che con l’Islam non si dialoga, proprio perché mancano in esso figure di riferimento univoche: l’Islam si combatte, a file compatte e marciando uno di fianco all’altro come un sol uomo. E basta con questo buonismo velenoso e coi vani monologhi, che ci stanno annientando e che stanno devastando la Sposa del Cristo: l’Islam non è una religione, è una perniciosa eresia fondata sulla guerra e sull’annientamento dell’altro per ottenere i suoi beni (prova ne è la tassa umiliante imposta ai “dhimmi”, cioè a cristiani ed ebrei), con cui non sarà mai possibile dialogare e a cui non frega niente di dialogare con coloro che reputa infedeli; e questo proprio perché si può dialogare con i singoli islamici (e nemmeno con tutti, solo i più “slavati”, l’equivalente mediorientale dei “cattolici adult(erat)i”) ma non con l’Islam in toto.
        Tra l’altro, l’Islam non è anti-materialista, anzi è proprio l’esatto opposto: essendo l’astratto Allah assolutamente trascendente, i suoi servitori possono rivendicare il dominio assoluto su tutto ciò che solletica il loro interesse. Da questo procede tutta la smania di potere ed il bisogno di prevaricazione assoluta.”

        • Andrea UDT scrive:

          Le rispondo cercando di non dilungarmi troppo.

          1) voglio sottolineare che non è solo questione di “vuoto”: sono convinto che quelle schegge impazzite (parigi ieri, cophenaghen oggi) sarebbero esplose comunque. L’islam è solo la benzina che hanno usato per alimentare il loro rancore e frustrazione.

          2) di cosa penso dell’islam mi pare chiaro

          3) sembra che la laicità venga demonizzata, quasi sia motore primo dei mali dell’occidente.

          Per semplificarla in maniera brutale il ragionamento di fondo è: “andiamo a rotoli perchè non andiamo più a messa”

          La laicità è preziosa, è libertà, perfino quella di dire no alla fede. Ed è uno degli ingradienti irrinunciabili per creare democrazia, libertà di voto, libertà di pensiero e responsabilità. Ed è stata utile anche alla chiesa, libero stato in libera chiesa, separazione fra potere temporale e spirituale, il concetto di costituzione, diritto, libertà di stampa etc. etc. Senza laicità NON esisterebbero. E’ una cosa di cui la stessa chiesa ha beneficiato e beneficia.

          Ed è uno dei tratti distintivi dell’occidente

          4) non credo alla “statalizzazione” del senso religioso, allo stato che “riempie il vuoto”. Come dice Cisco è una partita personale, non esiste che un burocrate anche se prete la giochi al posto tuo.

          5) concordo che l’occidente stia svaccando, morendo di noia, rincoglionendo.

          6) la Regalità Sociale del Cristo e dove la Chiesa la riconosce l’individuo ogni persona deve essere LIBERO di esprimerla.

          Ma Riconoscerla a norma legge o altro è pericoloso.

          Gli stati islamici in fondo fanno la stessa cosa:riconoscono la Regalità Sociale di Allah. E la impongono a norma di legge con tutti i disastri connessi.

          Diverso è riconoscere il ruolo sociale della chiesa, essere realisti nel riconoscere la sua importanza storica, apprezzarne i meriti e conservare il sacrosanto diritto financo di criticarla quando interviene nelle cose del mondo o metterne in dubbio i dogmi e fondamenti.

          7) La partita con l’infinito e il senso religioso è personale e dobbiamo essere liberi di giocarla secondo NOSTRA coscienza.

          8) non volevo, ma mi sono dilungato.

          • EquesFidus scrive:

            Non sono per niente d’accordo. Ma proprio per niente.
            Anzitutto, perché non sta scritto da nessuna parte che la laicità deve corrispondere ad una a-religiosità o, peggio ancora, all’ateismo di Stato. Nessuno, l’ho già detto qui e altrove, intende lo Stato di ispirazione cattolica come lo Stato dove tutti sono cattolici, tutti devono andare a Messa la domenica e dove il peccato è reato. Nessuno lo ha mai considerato così, nemmeno ai tempi dello Stato pontificio che Lei disprezza. L’unica, vera laicità è quella che separa cariche religiose e cariche statali, ma non si può dimenticare che pure il potere di Cesare proviene da Dio, e che se non è legittimato da Dio è doveroso opporsi alla tirannia.
            Il fatto che la laicità (o meglio, il laicismo) sia colpevole quanto gli imam nel formare le coscienze malate dei terroristi credevo che fosse un’ovvietà; evidentemente mi sbagliavo. E’ chiaro che se in una società, nel nome del fasullo ed irrazionale “religiosi in pubblico, atei in privato” (leggasi: che tu sia ateo o no non importa, la laicità non ha dio e tu devi agire di conseguenza, anche se non è ciò che vuoi o che Dio permette), tutto quanto è insensato ed ideologico, per cui non si capisce perché si dovrebbero fare certe cose anziché no (vedasi il velenoso relativismo, che ormai ammorba tutto) e che, anzi, lotta furiosamente per eliminare quel poco di religioso che è rimasto, chiunque abbia la forza (culturale e morale) di dire no è avvantaggiato nella competizione. E’ così: la laicità in sé non riempie i vuoti dell’uomo, non lo fa la democrazia (che di suo è solo uno strumento umano, non un dogma come vorrebbero certuni, tanto meno quella liberale imperante) e men che meno l’ateismo; l’uomo non si volta certo al Presidente della Repubblica quando lo si priva di valori e di identità. Se va bene si volta verso la Chiesa, se va male si volta verso i gruppuscoli islamici; prova ne sono i molteplici convertiti all’Islam andati a combattere in Siria.
            La Chiesa non ha beneficiato per niente del laicismo occidentale, che vede la religione come una superstizione da celebrare chiusi in casa e che non può e non deve incidere sulle coscienze e, quindi, sul pubblico; la Chiesa (o meglio, alcuni suoi esponenti) si è rammollita, ha perduto di vista i suoi obiettivi (di cui il primo e più importante è al salvezza delle anime, secondo il principio “extra ecclesiam nulla salus”) e si è messa a dialogare con gente il cui unico desiderio è vedere il proprio nome scritto nelle pagine dei libri di storia come “colui/colei che ha eliminato la Cattolica”. Prima se ne renderà conto, meglio sarà; come pure, trovo vergognoso paragonare la Regalità del Cristo ad una presunta Regalità di Allah, quando in realtà questo due piani non sono nemmeno lontanamente comparabili. La Chiesa cattolica chiede, giustamente, che le leggi dello Stato seguano la regalità sociale del Cristo e la legge naturale, perché sono le uniche leggi giuste possibili; lo Stato islamico vuole che tutti siano sottomessi ad una legge più politica che religiosa, che vive sulla schiavitù e che si occupa più di risolvere problemi economici che non morali. Come si fa a ritenerle comparabili? Soprattutto, come può un cristiano (almeno nominalmente) esultare per gli sfregiatori del Cristo e non adoperarsi per rendere lo Stato, se non conforme al Suo volere, quantomeno non in contrasto con esso?

            • EquesFidus scrive:

              Ho invertito il motto “religiosi in privato, atei in pubblico”; in ogni caso, anche cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia.

              • Andrea UDT scrive:

                1) “..ma non si può dimenticare che pure il potere di Cesare proviene da Dio, e che se non è legittimato da Dio è doveroso opporsi alla tirannia.”

                E’ esattamente il modo di pensare della cultura islamica.
                Basta mettere Komehini/califfo_di_turno al posto di Cesare e Allah al posto di Dio.

                Legittimato da Dio significa che il clero, prete o imam di turno, ci mette l’ultima parola e il sigillo di legittimità.

                Quello che viene fuori l’hai sotto gli occhi.

                2) ” non sta scritto da nessuna parte che la laicità deve corrispondere ad una a-religiosità o, peggio ancora, all’ateismo di Stato ”

                Mai pensato, mai scritto.

                3) i meriti del cristianesimo li ho presenti, sono enormemente superiori a presunti (non me ne viene in mente nessuno) meriti dell’islam

                Saluti, Andrea.

                • EquesFidus scrive:

                  Io, per legittimato da Dio, intendevo dire anzitutto quello che viene detto nel Vangelo (cioè che anche Cesare governa perché Dio vuole, e questo perché anche Cesare è un uomo, non una divinità) e cioè che la società deve aderire alla regalità sociale del Cristo (che dovrebbe essere punto fermo per qualsiasi cattolico, e che ha una connotazione ben precisa, non indicante, ad esempio, l’intolleranza verso altri culti o unione tra cariche civili e religiose), perlomeno nella legge morale naturale (ché poi non sono affatto disgiunte). In soldoni, che lo Stato perlomeno non dia contro alla morale ed all’etica cristiana, proprio perché all’infuori di queste non ci può essere vero bene, men che meno vero bene pubblico.
                  L’ho detto anche prima: il cesaropapismo per quanto mi riguarda non è tollerabile, ma è anche intollerabile l’eliminazione di Dio dalla cosa pubblica. Personalmente, la penso come san Giovanni Bosco, “bravi cristiani, onesti cittadini”; i problemi nascono sia quando Cesare e Dio pretendono di essere la stessa persona, sia quando Cesare decide di sputare in faccia a Dio. Saluti, Antonio.

                  • Andrea UDT scrive:

                    OK, chiarissimo.

                    Il mio punto di vista è ovviamente anche influenzato dalla mia esperienza di vita.
                    Ad esempio il divorzio dei miei genitori è una di queste esperienze.
                    E’ contro alla morale ed all’etica cristiana: ma la vita ha confermato che fu ed è la decisione migliore per loro e per noi figli.

                    Temo l’etica e la morale imposta a norma di legge.

                    Sono consapevole dei limiti e rischi dell’uomo (inteso come umanità) quando si ritiene unico arbitro e giudice di se stesso.

                    Ma, tutto sommato, sono ottimista.

                    Sono convinto che si possa fare del bene e perseguire il bene pubblico anche al di fuori dell’etica cristiana.

                    • EquesFidus scrive:

                      Lasciando stare il primo punto (il divorzio non è affatto un bene, per tutta una serie di motivi, al massimo la separazione in casi estremi come insegna la Chiesa), ché non è argomento del topic e che richiederebbe una abbondante confutazione che non ho voglia di scrivere, sì, io auspico che lo Stato segua l’etica e la morale cristiana, però attenzione, ciò non significa che il peccato diventa crimine, o viceversa: i piani si sovrappongono solo parzialmente (ad esempio, un omicidio è anche peccato), ma non sono corrispondenti. Anche perché, invece, la storia insegna che quando l’uomo cerca di affrancarsi dall’etica cristiana succedono le oscenità più tremende, e questo perché non esiste vero bene (privato o pubblico) all’infuori del Cristo

  2. Alessandro2 scrive:

    Articolo meraviglioso, che ho salvato e che diffonderò. Grazie.

    • Raider scrive:

      Sono d’accordo con Andrea UDT, non è un problema di educazione o di indottrinamento, in aprticolare, scolastico, che suscita sempre reazioni e resistenze del tipo: cos’ho che non va?
      Ma l’indottrinamento laico non sarebbe percepito meno prevaricatore di quello confessionale; e farei notare quello che scrive Hadjadi e che non va tenuto sulo sfondo: “l’islamizzazione dolce dell’Europa”. E’ il punto vero di ogni discorso che insegua la chimera – ah, dolcissima! – dell’integrazione. Il concetto dev’essere sfuggito a Alessandro92, secondo cui “l’islamizzazione dell’Europa” è un topos letterario. Non dirò nulla sulla cecità provvidenziale: ma wuesto travisamento anche solo del contenuto di un articolo è nel solco delle visioni ottative che il politicamente corretto e il processo di dhimmizzazione in atto producono a pieno regime (a Pensiero Unico).

      • Alessandro2 scrive:

        Ancora, Raider: NON SONO ALESSANDRO92. Hai problemi di lettura, vedi numeri 9 dove non ci sono.

  3. maurizio scrive:

    Assolutamente d’accordo con l’articolo di fondo.
    Caro AndreaUDT,dovresti rileggerlo con più calma,senza paraocchi e presunzione perché non é filosofia spicciola o clericale quella che lì si esprime ma un giudizio puntuale,storico e culturale su ciò che ci sta accadendo mentre noi ci trastulliamo nei nostri sofismi,questi sì,filosofici e ideologici cioè avulsi da uno sguardo serio e libero sulla realtà.Il punto d’attacco non è lo stato laico né la laicità vera(quella l’ha inventata Cristo-leggi il Vangelo:”Date a Dio quel che é di Dio e a Cesare quel che è di Cesare”non la Rivoluzione francese né Charlie Hebdo)ma il laicismo dilagante col risultato di un vuoto di coscienza e di umanità,che noi non sappiamo più come riempire e stiamo fatalisticamente sulla difensiva,salvo far finta di ribellarci quando siamo punti sul vivo,nella carne cioè.
    Il punto non é fare distinzioni tra islam e islamismo-ma chi le fa?non l’articolo,mi pare-questo é certo,il punto siamo noi,di cosa siamo portatori per noi stessi,i nostri figli e tutti gli altri che ci guardano e ci incontrano.Se non scaviamo fino a questo punto,siamo già fregati.Allora,certo,il problema non é la società e nemmeno gli altri,siamo noi!!

    • Andrea UDT scrive:

      Guarda, io le distinzioni fra islam e islamismo non le faccio proprio.

      Dico, per quello che vedo, che sono la stessa cosa. Guarda l’egitto: quando le “masse” hanno avuto libertà di voto si sono messe in mano ai fratelli mussulmani. E per rimediare le cose si son dovuti mettere in mano all’esercito. Quando è così è una sconfitta per quel paese.

      E sono finiti così perchè democrazia e libertà di pensiero non sono scontate: perchè siano assimilate, entrino nel DNA servono generazioni. E non è un processo naturale.

      Le dò 100% ragione se mi dice che la laicità è un seme prezioso del cristianesimo (date a cesare quello che è di cesare), ma per metterlo in pratica ci sono voluti secoli. Per separare stato e chiesa ci sono volute pure le cannonate (breccia porta pia) e statisti illuminati (cavour, libero stato in libera chiesa), guerre civili, derive sanguinarie (giacobini) etc. etc.

      Questi anticorpi la cultura islamica non li ha.

      NON LI VUOLE.

      Per loro non deve essere un giudice di un corpo democratico nel seno di una costituzione (pur perfettibile, come tutte le cose umane) a decidere quando da libertà di parola si sconfina nell’insulto gratuito: vogliono un barbuto che sbercia da un minareto versetti (satanici, visto certe sure che incitano all’odio) e quello decide se devi morire o no.

      La libertà di espressione non è scontata. C’è stato un tempo dei libri messi all’indice. Io riconosco al cristianesimo un valore altissimo di promozione dell’uomo, ma la chiesa, LE CHIESE, sono state gelose del potere temporale e della libertà di parola.

      Che in occidente ci sia un senso di vuoto e un rincoglionimento generale è ovvio. Perchè non abbiamo il coraggio di batterci per i nostri valori, che sono ANCHE quelli di mettere in dubbio perfino le sacre scritture se il nostro giudizio lo ritiene.

      Però manca il coraggio.

      Le sgallettate Femen con le tette imbrattate insultano la chiesa di oggi che dice cose ragionevolissime (famiglia, aborto, deriva della finanza etc.), ma sull’islam non apre bocca.
      La condizione della donna in pakistan, arabia saudita, yemen, nigeria e in ogni luogo ove islam E’ LEGGE è drammatica. Ma li non ci mettono piede. Non finiscono ad anno uno intervistate, finiscono lapidate sotto un mucchio di pietre se ci provano.

      Vinceranno loro.

      Perchè anche se le loro idee (o meglio: ideologia religiosa) sono marce sono comunque disposti a morire.

      Noi ci battiamo per il vitalizio se lo abbiamo, per un posto parastatale parassitario se non lo abbiamo.

      Non siamo nemmeno capaci di fronteggiare una finanza perversa che ci autostrangola, ci battiamo per scempiaggini assurde e inumane (commercio di uteri e seme): ma come faremo a froteggiare la barbarie dell’islam, ridotti così?

  4. angelo scrive:

    roma 2030: … e qui, a destra di Piazza Abu Bakr, potete ammirare le famose LATRINE BERGOGLIO.

  5. maurizio scrive:

    Caro Angelo(o diavolo)degno emulo di Charlie Hebdo..non sai dire altro..forse le latrine ti sono familiari? Che desolazione!su questa desolazione prosperano i fanatici di tutte le risme..riattacca il cervello al cuore e sii sereno!!

    • angelo scrive:

      angelo, spero che la storia vada in un altro verso, ma se prosegue con questo stile, di bergoglio ricorderemo solo le sue docce per i barboni.

  6. Alessandro92 scrive:

    Rispondo qui per comodità una volte per tutte: impressionante la tua ossessione Raider nei miei confronti complimenti! Mi hai detto di tutto “falso, ipocrita islamista” di tutto approffitandone della mia pazienza mentre io ho cercato di mantenere la conversazione in toni amichevoli ho sbagliato evidentemente: risposta positiva alla mia domanda allora, mi consideri un nemico personale. Analizzi tutto quello che scrivo come fossi uno psicoanalista, non so perché lo fai ma è esasperante hai raggiunto il tuo obbiettivo. Questo leggere tra le righe cose rinfacciandomi continuamente di tutto lo trovo disgustoso e visto che mi ero già lamentato di ciò adesso dico basta. Probabilmente ti diverte questo giochetto ma io non lascio che altri si divertano sulla mia pelle. Io ho cercato fino all’ultimo di mantenere un rapporto positivo con te tornando anche a risponderti dopo che già una volte avevo lasciato perdere ma niente non ti interessa la mia amicizia bene ne prendo atto: sono gli effetti della “spersonalizzazione”, vedi come funziona bene?
    A tutti gli altri dico: bravi bravi continuate così già c’è la guerra, ne avrete sempre di più perché volete insistere nelle vostre posizioni irremovibili. A chi lavora per la pace faccio i miei migliori auguri ma tanto questi hanno loro (non certo io Sebastiano) le fantasie e manco se ne accorgono. Non vi sto neanche a rispondere mi avete stancato, io sono un ignorante per voi, un fantasioso che vive di sogni. Qui perdo tempo e poi mi avete stancato sopratutto per le offese cui forse avrei dovuto rispondere a tono ben prima. Un abbraccio a tanta gente che cerca di dialogare e capire gli altri per costruire qualcosa di meglio del mondo di oggi è che anche qui hanno spesso postato.
    Me ne vado non commenterò più qua fate quello che volete tanto poi a rimediare ai guai tocca sempre ai poveri cristi. Almeno sarete contenti senza le mie citato “corbellerie, palle” e via dicendo.Stavolta non voglio chiudere con parole di pace perché ho visto che non servono a niente con certa gente che vuole per forza scontrarsi con me. E adesso ditemi pure di tutto come al solito.
    Nel congedarmi voglio fare i complimenti al giornale Tempi e ringraziarlo dello spazio che mi ha dato e della pazienza dei giornalisti che hanno riletto a volte i commenti che inviavo.

    • Raider scrive:

      Alessandro92, lasci perdere quello che ho detto di lei e quello che penso delle sue idee, invece di o prima di fare la vittima, dimostri quello che lei sostiene e che lei ha capito quello che legge, partendo proprio da quest’articolo di Hadjadj: lo ha capito o no? Hadjadj scrive di “islamizzazione dolce dell’Europa”: e continua così:
      “quella che Michel Houellebecq presenta nel suo ultimo romanzo e che si realizza nella nostra doppia astenia religiosa e sessuale.” Aspetti, fin qui siamo tutti d’accordo, tranne la premesa, quella che lei trova un luogo comune letterario e che Hadjadj, proprio in questo articolo che le piace dall’inizio alla fione nonostante quello che c’è in mezzo, scrive a chiare lettere proprio perché nessuno possa fare finta che stia parlando d’altro solo perchè attacca la laicità (per cui, v. l’articolo di Mauro Zanon). Dunque, scrive Hadjadj:
      “A meno che la nostra insistenza nel dire che “non si devono fare associazioni indebite”, nel ripetere che l’Islam non c’entra niente con l’islamismo (mentre sia il presidente egiziano Al Sisi sia i Fratelli Musulmani ci dicono il contrario) e a colpevolizzarci del nostro passato coloniale – a meno che tutta questa confusione non ci consegni con ancor più grande quanto vana ossequiosità al processo in atto.”
      Di quale “processo in atto” si tratti, Hadjadj lo ha già detto: “l’islamizzazione dolce dell’Europa.” O le pare che Hadjadj si riferisse a qualcos’altro?
      Metta quest’articolo accanto all’altro, cui accennavo, di Mauro Zanon, pubblicato sia su “Tempi” cartaceo che su “Tempi.it”, in cui è dimostrato che lo Stato laico francese, così intransigente con i cristiani, finanzia le moschee, come non bastassero i finanziamenti che gli islamici si costruiscono da soli: e sono riportate le complicità di Destra e Sinistra francese, “laiche” e immigrazioniste, di PS e UMP, non i laidi nazionalisti identitari del Front National – finanziati da Putin: e grazie di cuore! -, nel favorire in modo aperto o surrettizio l’islamismo, quanto moderato, ci può giurrare anche lei, Alessandro92: e aggiunge Véliocas. “Visti gli interessi economici della Francia in Qatar e in Arabia Saudita, è mal accolta ogni sorta di inquietudine circa questi finanziamenti.” Ci sarebbero anche gli investimenti qatarioti e sauditi e in generale, silamici, in Italia e nell’e, non solo in Francia, per avere un quadro della situazioni in cui ci troviamo più chiaro di quello che le risulta difficile vedere, Alessandro92.
      Lei è pronto a scagliarsi contro gli U.S.A. dei “cowboy ripuliti” e va bene, questi cliché potrebbero essere usati anche sul conto di altri, ma lei non lo fa e va bene anche questo, fatti suoi, lei non risparmia il suo disprezzo senza distinzioni, le distinzioni le fa, diversamente da quei cialtroni equidistanti di CH che, almeno, cercava di prendere in giro o oltraggiare tutti; mentre lei – che si dichiara cristiano e pretende di essere obiettivo come se gli altri non lo fossero solo perchè non la pensano come lei – preferisce l’insulto monodirezionale, col vantaggio non indifferente che non costa nulla, non la epspone neppre remotamente a ritorsioni per il ricorso a epiteti offensivi, perdipù, di matrice razzista et simila; nega che sia in atto, come scrive Hadjadj, “l’islamizzazione”, dolce o bitter, dell’Europa; ed è sempre intervenuto su questo blog unicamente per giustificare dal punto di vista storico e politico l’Islam, senza mai controreplicare sul piano delle argomentazioni, ma solo su quello degli appelli al “dialogo”, senza dire mai su che; vorrebbe incornicare un articolo di cui dimostra di comprendere molto poco: cosa cui ha un diritto incontestabile, così come ha il diritto di replicare, cosa che io le auguro di fare come lei non ha mai fatto.
      Ora, dato tutto questo, lei vorrebbe farsi passare per vittima di quella che definisce la mia ossessione, non dovendo ringraziarla per non averla qualificata come intolleranza. Lasciamo perdere tutto quello che le ritiene di avere subito: ma se avesse davvero tanta considerazione per i “poveri cristi” che devono “rimediare ai guai”, avrebbe evitato di autocompatirsi e io l’avrei rispettata almeno in questa sua scelta.

    • Sebastiano scrive:

      Avevo scritto un posto più lungo ma come al solito è sfumato.
      Non avendo tempo di riscriverlo, ti do un semplice consiglio: anziché fare come i bambini che, quando stanno perdendo, scappano a casa portandosi via il pallone, prova a guardare la realtà per quello che è e non per come ti piacerebbe che fosse. Fra l’altro faresti un dispetto ai vari imam e anche ai “maitre a penser” del relativismo occidentale illuminato (compreso quello di tanti “cattolici adulti” nostrani): entrambe facce della stessa puzzolente medaglia il cui obiettivo principale è quello di impedire di guardare davanti a se e non al proprio ombelico ideologico.
      Se hai qualcosa da dire, questo posto – AL CONTRARIO DI TANTI ALTRI CHE SI BEANO DELLA LORO PRESUNTA TOLLERANZA – è sempre libero. Ma non pretendere che quello che dici sia preso per oro colato. Qui si discute per fatti e argomenti, non per fantasie.

      • Alessandro92 scrive:

        @raider il tuo rispetto se volevi me lo davi prima. La gente si rispetta sempre e comunque a prescindere non sei tu che scegli chi rispettare o meno lo hai capito? Io non faccio nessuna vittima mi sono tolto qualche sassolino dalle scarpe. E smettila di dire che io sono intervenuto solo per difendere l’Islam quando ho scritto post sull’Ucraina o che non ti avrei risposto. Il commento sopra di Alessandro2 non l’ho scritto io. Sul resto ne abbiamo già parlato “usque ad nauseam”. Punto.

        @sebastiano: guarda che io ho parlato per fatti e argomentazioni a cui ho aggiunto degli auspici personali ho messo in chiaro che i musulmani devono cambiare atteggiamento su molte cose e ho criticato il fatto che il Corano contenga quei versetti. Sulle donne e il velo non è fantasia incommentabile constatare che qui come in certi paesi islamici (dove ovviamente non regnano i talebani) molte donne vanno senza veli o se lo mettono per scelta: guarda delle foto della Tunisia, della Turchia o anche del Marocco oppure pensa a Ruby e non venirmi a dire che io parlo per fantasie.
        Sull’islamizzazione poi i dati a sostegno del l’ipotesi dicono un 8% di popolazione musulmana in tutta Europa quibdi siamo ben lontani da una conquista islamica, non credete ai proclami che fece a suo tempo Gheddafi o di qualche imam. Questo ovviamente a meno che questi benedetti islamici non se ne vadano o lascino l’Islam, il futuro è ricco di possibilità quindi potrebbero essere ancora di meno.
        Per il resto si fanno delle scelte, ho scritto è lanciato delle proposte, chi ha voluto coglierle le ha rilanciate, altri leggeranno e se vorranno le faranno proprie. Sul pensiero unico ho criticato sia lo ius soli, l’operazione mare nostrum e i criteri con cui si concede la cittadinanza quindi in realtà i dispetti maggiori li avrei già fatti.
        E con questo chiudo

        • Raider scrive:

          Tanto per evitare che Alessandro92 si crogioli nell’equivoco in cui potrebbe essere indotto a cadere qualche altro, devo precisare: io non devo dare né togliere rispetto, che è il riconoscimento della dignità dell’altro e va, in prima istanza, a chi non conosciamo ancora: e dopo, a coloro cui riconosciamo la corenza e il coraggio delle idee e la responsabilità e consequenzialità degli atti, anche verbali. A titolo di esempio della coerenza e tendenza a fuggire, prima che dal blog, dalle regole del discorso, tendenza di cui Alessandro92 ha fornito ampia prova, mi limiterò a segnalare solo qualche caso eloquente in proposito:
          – si parla del divieto islamico, imposto, beninteso, da tutti gli isalmici, moderati e non moderati, a rappresentare una commedia di Voltaire in Francia, non in Egitto o in Iran, a Khartoum o a Kabul, ma in Francia, dove Voltaire si è sempre rappresentato, dove è garantitta la libertà di espressione, di critica, di satira e di dissenso: e Alessandro92 risponde, logicamente, che lui quella commedia non la conosce: e siccome non la conosce,
          – difende il diritto degli islamici di risentirsi, di criticare e protestare, come fosse stato proibito loro di farlo e non fossero stati gli islamici a proibire – con minacce di ritorsioni a regista, attori, teatro e eventuale pubblico pagante – ai francesi di portare sulle scene uno spettacolo che dimostra come gli islamici siano, per l’appunto, intolleranti e fanatici come Voltaire li rappresenta e come agedo come hanno fatto con uno spettacolo live di intolleranza islamica hanno avuto cura di illustrare per dare ragione al censurato;
          – nel thread in cui si discute di Conchita Wurst, Alessandro92 interviene per osservare che questo fenomeno da baraccone mediatico è espressione della decadenza da cui ci salveranno gli islamici; e siccome gliel’ho fatto notare, afferma che lui, sì, vero, lo ha scritto, ma non perché convinto della cosa,no, tutt’altro, ma, come si sarebbe dovuto capire non si capisce da che, sostiene di averlo scritto solo per fare un dispetto a un intervento che non gli era piaciuto;
          – attacca chiunque paventi il rischio o noti l’evidenza dell’islamizazione dell’Europa, perfino al di là dei dati numerici e come è documentato dagli di articoli pubblicati da “Tempi” che legge pure lui: e poi, esalta un articolo di Hadjadj in cui si parla di “islamizzazione dell’Occidente” e in chui l’autore si chiede – a proposito della salvezza messianica che viene dall’Islam – se siamo disposti a morire per l’Europa e per impedire che San Pietro faccia la fine di Santa Sofia.
          Infine, Alessandro92 se la prende con chi – preso atto che Alessandro92 non è in grado di dare conto di neppure una di queste cose, di dire tutto e il contrario di tutto, anche quando parla dell’Ucraina – lo accusa, per non dirgli altro, di falsità: e Alessandro92, offeso, lascia il blog spargendo lacrime sulla sorte ingrata dei “poveri cristi” come lui che porranno rimedio ai guai combinati da chi non è d’accordo con lui, che non è d’accordo neppure con se stesso.

        • Raider scrive:

          Ci dovrebbe essere un mio post in attesa, spero sia fatti passare, grazie.

        • leo alettil scrive:

          Il centro del cosmo e della storia è Gesù Cristo. L’Apocalisse termina con vieni Signore Gesù.

  7. Cisco scrive:

    Hadjaj dice cose condivisibili, ma non può dare la colpa solo al rammollimento dell’Occidente: se così fosse, sarebbero molti di più gli jihadisti della porta accanto! Per fortuna il rincoglionimento gaio non porta sempre ad afferrare un kalashnilov, ma più spesso un preservativo. Guai a eliminare la responsabilità personale, senza per questo evitare di sondare quel mistero che è l’uomo e quel dramma che è la sua libertà. E certamente cercare – ma non spetta allo Stato – di rispondere a quelle domande dell’uomo che siano all’altezza del suo desiderio.

  8. cachorroquente scrive:

    “In verità sono movimenti post-illuministi. Essi sanno che le utopie umaniste che si erano sostituite alla fede religiosa sono crollate.”

    Se pensano che siano crollate, perchè investire tanta energia per combatterle? Per sconfiggere l’educazione occidentale (vedi etimo di Boko Haram), per uccidere vignettisti atei e blasfemi, per terrorizzare le comunità ebraiche europee simbolo del multiculturalismo illuminista? Perchè non allearsi con le rovine dell’utopia umanista per sconfiggere il vero bastione dell’umanità, invece di scendere in piazza facendosi forza delle parole di Papa Francesco?

    • yoyo scrive:

      Perché, benché morente, i suoi fautori non si arrendono. Non esiste un diritto alla blasfemia. Charlie ha trovato, purtroppo, chi non si limita a raccogliere firme e far celebrare messe di riparazione, ma chi nella sua religione sublima la legge del taglione.

      • Raider scrive:

        Mi scusi, Yoyo, ma non è che i musulmani “sublimino” la legge del taglione, l’hanno reintrodotto, così come hanno ripristinato il sacrificio abramitico che Gesù Cristo aveva abolito sacrificandoSi Lui una volta per tutti eper tutte le vittime, umane e animali.

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