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Grecia. «A causa dei tagli i nostri ospedali sono diventati pericolosi»

gennaio 3, 2017 Leone Grotti

Michalis Giannakos, a capo del sindacato degli impiegati negli ospedali pubblici greci, denuncia l’austerity: «Muoiono pazienti che potrebbero sopravvivere»

Il sistema sanitario della Grecia è sull’orlo del collasso e «pazienti che sarebbero potuti sopravvivere stanno morendo per colpa degli obiettivi fiscali da rispettare». Sono forti le accuse di Michalis Giannakos, a capo del sindacato degli impiegati negli ospedali pubblici greci. Secondo l’infermiere, i tagli fatti nel nome dell’austerità per ottenere aiuti dall’Unione Europea hanno trasformato «i nostri ospedale in zone pericolose».

ALMENO TREMILA MORTI. Circa il 10 per cento dei pazienti ricoverati nelle strutture sanitarie greche rischiano di sviluppare infezioni fatali a causa della mancanza di personale e di prodotti adeguati a mantenere la pulizia negli ospedali. Tremila persone sono morte per questo motivo tra il 2011 e il 2012, afferma una ricerca del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, e da allora la situazione è costantemente peggiorata, secondo Giannakos.

MILIARDI DI TAGLI. «Ormai ogni 40 pazienti c’è solo un infermiere», dichiara al Guardian. «Spesso i malati dormono su letti che non vengono disinfettati, perché lo staff degli ospedali ha così tanto lavoro che non riesce neanche a lavarsi le mani come dovrebbe. Anche volendo, poi, molte volte manca il sapone». Nel 2014, la Grecia ha destinato il 4,7% del Pil alla sanità, contro il 9,9% del periodo pre-crisi. Più di 25 mila, tra medici e infermieri, sono stati licenziati. Il governo di Alexis Tsipras ha annunciato di voler rimediare alla situazione assumendo 8 mila medici e dottori nel 2017, ma non è chiaro se sia in grado di farlo. Dal 2009, sono stati tagliati già 5 miliardi di euro alla sanità, 350 milioni di euro solo nel 2016.

MANCA TUTTO. Oltre al personale, mancano anche scorte di medicinali, così come «guanti, cateteri e fazzoletti», afferma Yiannis Papadatos, a capo del reparto di terapia intensiva di uno dei tre ospedali pediatrici di Atene. «Quando il nostro ospedale finisce le scorte, faccio il giro tra gli amici per chiedere aiuto e fondi». In molti ospedali non vengono più effettuati neanche i test del sangue perché i fondi per il laboratorio sono stati tagliati.

«SANITÀ COMPROMESSA». Perfino il Fondo monetario internazionale ha recentemente riconosciuto che in alcuni casi i tagli sono stati così pesanti che «servizi pubblici di base come i trasporti e la sanità sono stati compromessi». Se il presente è drammatico, il futuro non promette niente di buono: a maggio il governo ha approvato nuovi tagli in molti settori per 5,4 miliardi e gli studenti di medicina cominciano a espatriare. «I migliori se ne vanno perché sanno che qui in Grecia non potrebbero sviluppare le loro potenzialità», ammette Michalis Samarakos, docente presso la facoltà di medicina dell’università di Atene. «Il problema sta crescendo. Già oggi non abbiamo più tirocinanti in nefrologia. E senza tirocinanti, gli ospedali non possono funzionare».

Foto Ansa

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