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Francia, nozze gay. Vittoria della Manif: legge all’esame di costituzionalità sull’obiezione di coscienza

settembre 20, 2013 Leone Grotti

Grazie alla richiesta della Manif pour tous, il Consiglio costituzionale valuterà il problema dell’obiezione di coscienza dei sindaci che la norma non garantisce

È una prima vittoria della Manif pour tous. La legge Taubira, che legalizza il matrimonio gay in Francia, non consente oggi ai sindaci e agli aggiunti di rifiutarsi, per ragioni legate alla propria coscienza, di celebrare nozze omosessuali. Ma il Consiglio di Stato ha deciso ieri che la mancata garanzia dell’obiezione di coscienza potrebbe essere incostituzionale. Per questo ha trasferito il problema al Consiglio costituzionale, che dovrà esprimersi nei prossimi tre mesi.

CIRCOLARE VALLS. La richiesta di riconoscere l’obiezione di coscienza era stata presentata al Consiglio di Stato il 2 luglio scorso dal Collettivo dei sindaci per l’infanzia dopo che il ministro degli Interni Manuel Valls aveva ricordato in una circolare a tutti i primi cittadini le pene previste dalla legge in caso di rifiuto di celebrare un matrimonio gay.

SINDACI OBIETTORI. Negli ultimi mesi, il primo cittadino di Arcangues Jean-Michel Colo ha rischiato di essere sospeso, di vedersi revocata la carica di sindaco, di essere condannato a tre anni di prigione e a un’ammenda pari a 45 mila euro per aver fatto obiezione di coscienza. Stessa sorte hanno rischiato Jean-Yves Clouet, sindaco di Mésanger, Marie-Claude Bompart, sindaco di Bollène, e molti altri.

PROMESSA NON MANTENUTA. Nel novembre del 2012, Francois Hollande aveva assicurato che «la legge si applica per tutti ma nel rispetto dell’obiezione di coscienza». L’opposizione del Partito socialista e soprattutto del ministro Christiane Taubira avevano poi fatto fare marcia indietro al Presidente.

INCOSTITUZIONALITÀ. Ora toccherà al Consiglio costituzionale stabilire se la mancata garanzia dell’obiezione di coscienza contrasta con le libertà fondamentali riconosciute a tutti i cittadini nella Carta francese e se la legge sul matrimonio gay deve essere modificata.

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30 Commenti

  1. Anna scrive:

    Spero che i cittadini omosessuali di questi comuni si rifiutino di pagare le tasse locali appellandosi all’obiezione di coscienza per non dare soldi a istituzioni che ne negano i diritti.
    E in percentuale dovrebbero anche essere tagliati gli emolumenti ai sindaci e funzionari obiettori.

  2. Italo Sgrò scrive:

    Io invece gli darei un bell’aumento di stipendio a questi sindaci obiettori. Bravissimi!!!

  3. Remo scrive:

    In effetti, sarebbe interessare veder come reagirebbe la società se passa la prima obiezione di coscienza fondata su ragioni ragioni discriminatorie.

  4. Bifocale scrive:

    Quando si svolgono funzioni di servizio per TUTTI i cittadini i propri pregiudizi personali basati o meno sulle proprie personali credenze religiose andrebbero, per serietà e correttezza professionale, rigorosamente lasciate fuori dal proprio ambito lavorativo. Cosa ne direste di un sindaco che si rifiuta di celebrare un matrimonio tra una persona bianca e una di colore perchè ritiene le coppie miste ‘impure’ e la cosa va contro la sua coscienza? O un medico Testimone di Geova che si rifiuta di farvi una trasfusione di sangue perchè la sua ‘coscienza’ gli dice che è cosa assolutamente da non fare?

    • Tommasodaquino scrive:

      secondo il suo ragionamento allora i nazisti hanno solo fatto il proprio dovere infatti scrive

      “Quando si svolgono funzioni di servizio per TUTTI i cittadini i PROPRI pregiudizi personali basati o meno sulle proprie personali credenze religiose andrebbero, per serietà e correttezza professionale, rigorosamente lasciate fuori dal proprio ambito lavorativo”

      è l’inizio del totalitarismo

      • pse scrive:

        Gentile signore, alcune obiezioni al suo ragionamento.
        1) nazisti e fascisti non erano un potere democraticamente eletto, bensì dei gruppi che si sono imposti con la violenza, l’assassinio e la forzatura delle regole democratiche. Questo è già un buon motivo per non accettare la legittimità dei loro ordini e delle loro legislazioni.
        2) vi è una certa differenza tra fare obiezione per rifiutarsi di compiere in prima persona un atto che si ritiene abbietto (ad esempio sterminare gli uomini nelle camere a gas e nei campi di concentramento, o eseguire un intervento abortivo) o certificare la volontà di due persone adulte e consenzienti di assumersi degli impegni davanti allo stato (che il potenziale obbiettore ha chiesto di rappresentare) secondo una legge che è stata approvata democraticamente e legittamamente.

        • Tommasodaquino scrive:

          Nessun problema a risponderle

          1) I fascisti hanno preso il potere in maniera non democratica, infatti io ho scritto sui nazisti “allora i nazisti hanno solo fatto il proprio dovere “. La invito a studiare la storia perchè i nazisti sono andati al potere col voto democratico prego
          http://it.wikipedia.org/wiki/Adolf_Hitler

          2) “vi è una certa differenza tra fare obiezione per rifiutarsi di compiere in prima persona un atto che si ritiene abbietto” – Il punto è proprio questo “un atto che si ritiene abbietto” è posto nella discrezionalità del soggetto singolo, non può essere stabilito per decreto. Nessun principio giuridico dello stato stabilisce quanto lei sostiene. Se esiste la libertà di coscienza è soggettiva, se invece la giurisprudenza vuole eliminare la libertà di coscienza (come vuole fare lei) allora dipende solo da ciò che stabilisce lo Stato- in questo senso allora i nazisti dovevano eseguire gli ordini, “secondo una legge che è stata approvata democraticamente e legittamamente”

          • Tommasodaquino scrive:

            La deriva totalitaria si sta ripresentando sotto altre forme, la persona e la dignità della persona vengono sempre prima della legge dello Stato. L’alternativa è appunto l’annullo della libertà

          • pse scrive:

            Gentile signore, il grado di democraticità di una presa del potere non si valuta solo dal voto liberamente espresso (che pure è un requisito importante). Le violenze e le intimidazioni naziste, giusto per restare nel caso in questione, hanno creato un clima particolare che senza dubbio ha tolto ogni legittimità democratica al voto del 1933.
            Circa il diritto di obiezione e la libertà di coscienza: vero, ognuno di noi ha una coscienza soggettiva, ma viviamo in una comunità e ci sono dei limiti da rispettare, in modo particolare se ci si candida a rappresentare tutti i cittadini. Ripeto provi a immaginare un sindaco che rifiuta di firmare una licenza ad un negoziante perchè non vuole che vengano vendute carni di maiale. Mentre il negoziante è libero, se lo crede, di non venderle (al limite perderà clienti) il sindaco (o l’assessore) che devono firmagli il permesso e le licenze sono obbligati a farlo. Lo stesso coi matrimoni in Francia: nessuno costringe un sindaco a sposarsi con una persona del proprio sesso, ma se vuole fare il sindaco deve garantire che nel suo comune possano essere contratti matrimoni tra persone dello stesso sesso. I sindaci in questione, se non ricordo male, non solo rifiutavano di firmare gli atti dei matrimoni ma anche non delegavano queste funzioni ad altri (o forse sostenevano che essendo tutti obbiettori nel comune non si poteva contrarre il matrimonio), e in ogni caso questo genera evidentemente una situazione di discriminazione che appunto in una comunità complessa non è accettabile.

        • Tommasodaquino scrive:

          Nessun problema a risponderle

          1) I fascisti si sono imposti, i nazisti no infatti ho scritto “allora i nazisti hanno solo fatto il proprio dovere”. I fascisti li ha tirati fuori lei. Per quanto riguarda i nazisti le faccio notare che invece loro si che hanno preso il potere attraverso il sistema democratico. La invito a rileggere la storia http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Nazionalsocialista_Tedesco_dei_Lavoratori

          2) Se la giurisprudenza ammette la libertà di coscienza, questa è per definizione soggettiva. Da nessuna parte del diritto c’è l’interpretazione che da lei. Se invece si vuole ELIMINARE la libertà di coscienza allora la deriva sarà proprio quella ovvero che le persone saranno costrette a “compiere in prima persona un atto che si ritiene abbietto”

          non si può pensare che la libertà di coscienza venga stabilita per decreto. O se ne accetta l’esistenza o la si elimina con le NEFASTE conseguenze del caso, verso TUTTI.

  5. pse scrive:

    Anche a me sembra assurdo che si possa accettare che persone che si candidano a rappresentare tutti i cittadini, si rifiutino di svolgere le funzioni che questa rappresentanza impone. Altri qui hanno già fatto esempi di possibili future richieste di obiezione. Io ne aggiungo un’altra, invitando -senza astio- tutti coloro che appoggiano l’idea di fare obiezione ai matrimoni tra persone dello stesso sesso a dire come reagirebbero se un sindaco mussulmano (o ebreo) si rifiutasse di concedere una licenza commerciale ad un negozio alimentare in quanto verranno venduti alcoolici, uno ebreo la nega perchè verrà venduta carne di maiale, e uno indù proibirà l’apertura di un macello in quanto non vuole che le vacche vengano macellate. ognuno di loro potrebbe giustificare questi dinieghi affermando che non è tanto un problema di religione ma di legge “naturale” (l’alcool fa male e se ne abusa, ecc. ecc.).

    • Remo scrive:

      Ancore più divertente sarebbe un sindaco che si rifiuti di officiare matrimoni eterosessuali perché questioni di coscienza, perché li ritiene inutili o un retaggio del passato. Chissà cosa direbbero tutti questi difensori della libertà di coscienza atutti i costi.

      • Tommasodaquino scrive:

        Se un sindaco vuole rifiutarsi di officiare ad un matrimonio eterosessuale può farlo, come può tutt’oggi un prete opporsi alla celebrazione di un matrimonio in Chiesa, non vedo nulla di anomalo in questo. Infatti il matrimonio è un contratto non un diritto.

        • Remo scrive:

          Un sindano non può rifiutarsi di officare matrimoni, per farlo deve dimostrare che ci sono motivi ostativi per legge, non per le sue personali antipatie o il suo credo,

    • Cisco scrive:

      L’attività commerciale e’ una iniziativa privata, mentre il matrimonio e’ un istituto pubblico che, proprio perché viviamo in una comunità, ha un impatto sulla società del tutto imparagonabile con quello di un macellaio.

  6. giosali scrive:

    Bravissimi Sindaci obiettori… Perseverate! perchè finalmente qualcosa si muove…! Il diritto all’obiezione di coscienza è parte integrante della democrazia, perchè nessuna legge può obbligarci a fare ciò che è contro il proprio credo. I martiri cristiani per tener fede al proprio Signore Gesù Cristo, hanno preferito dare la vita invece di adorare una statua simbolo dell’imperatore, che lo imponeva per LEGGE. Pertanto se sia opportuno obbedire a Dio o agli uomini ognuno lo giudichi da se.

    • pse scrive:

      questi signori invece non vengono mandati in pasto ai leoni … se proprio non vogliono ratificare le nozze si dimettano anzichè piagnucolare ….

      • Tommasodaquino scrive:

        Nessuno piangnucola. Le farebbe comodo che si dimettano, dica la verità? Peccato trovare delle persone che difendono la propria libertà di SINDACI

        • omac scrive:

          Caro sig d. il sindaco non esiste per se,esiste per amministrare una parte dei poteri dello stato
          altrimenti si chiamerebbe “monarca” .approvo l’obbiezione di coscienza,ma il sofisma
          del paragone con i nazisti non regge( molti soldati e ufficiali infatti non vennero condannati proprio perché eseguivano ordini ) una cosa è non voler applicare una legge iniqua e discriminatoria,un’altra e non voler applicarne una legge perché ritengo che il blu sia un abominio.

          • Aurelio scrive:

            Ecco, bravo, e chi lo stabilisce se una legge è iniqua o discriminatoria? Lo Stato o la Coscienza degli individui?

            • Remo scrive:

              Il matrimonio non fa male a nessuno, l’omocidio sì. Se poi voi diventate relativisti quando vi fa comodo, sono problemi vostri, ma non potere farli ricadere sugli altri.

            • omac scrive:

              Domanda semplice,risposta molto complessa,mi dia una definizione di:stato e di coscienza ,avremo delle basi di riferimento su cui dialogare ,senza aprire scatole cinesi inutilmente

              • Aurelio scrive:

                Comprati un dizionario e poi, dopo averlo consultato, quando ti senti abbastanza erudito per dialogare di queste cose, fammi sapere.

        • Bifocale scrive:

          Tommaso, i sindaci sono eletti, e stipendiati, per governare la cosa pubblica in rappresentnza di tutti i cittadini, non per impartire lezioni di morale basandosi sui suoi personali pregiudizi e/o antipatie personali.

          • Bifocale scrive:

            (sui loro)

            • Aurelio scrive:

              Il fatto che siano eletti e stipendiati oppure siano stati investiti della loro carica dal sultano del Brunei, non cambia un accidente. In un paese che si vuol far definire civile lo stato non può in alcun modo ingerirsi nella coscienza individuale.
              In nessuno stato liberale ci si permette di voler stabilire per legge quello che i cittadini debbono pensare.

  7. Franco scrive:

    non c’é discriminazione se io mi astengo da fare un qualcosa che ritengo un peccato etico o religioso.
    Infatti non si discrimina con la volontà di emarginazione, di danneggiare una categoria di persone, ma perchè in uno stato di civile io non posso essere obbligato per legge a fare qualcosa che ritengo essere contro il mio credo. Non si tratta di imporre qualcosa a qualcuno, ma anzi al contrario, di non vedersi imposto qualcosa. Lo stato poi mica ha sempre ragione….. esiste anche l’uomo…..se cominciate a credere ciecamente all’imposizione di uno stato solo perchè avrebbe per forza ragione in quanto tale, siete sulla via del Maoismo ….altrochè democrazia.

    • Remo scrive:

      Ma la libertà di coscienza tua non può nemmeno incidere o precludere i diritti degli altri, se per legge ho il diritto di sposarmi con una persona di sesso uguale al mio e tu, come pubblico rappresentante, l’obbligo di officiare, ratificare o trascrivere i matrimoni, non ti puoi sottrarri a questo tuo dovere, perché così impedisci il mio diritto al matrimonio.

    • omac scrive:

      Sig Franco discriminare significa separare,cioè scegliere,non scegliere e già di per sé una scelta,sembra un paradosso,lei dice non Voler imporre qualcosa a qualcuno,mi sembra il contrario lei impone a sé stesso di fare una cosa,scegliere di non fare una scelta che percepisce come una violenza,perché? Perché non vuole subirla esattamente come gli altri. buona sera

      • Aurelio scrive:

        Egregio Remo-Omac
        Chi sostiene che un individuo non si possa esimere dal compiere un’azione che ritiene contraria ai propri convincimenti è un fascista (senza offesa, eh?!).

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