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Fertility Day. Due paroline a Renzi, il “benaltrista”

settembre 2, 2016 Luigi Amicone

Come dice la Roccella, il premier sa che esiste una questione demografica, ma boccia la campagna della Lorenzin perché “serve ben altro”: qualcuno gli ricordi che è il capo del governo

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Nel cumulo di macerie che si staglia in Italia, dove non c’è buona azione o buona pratica che non riceva immediata stroncatura polemica, normale che una buona iniziativa come il “fertility day” sollevi pernacchi e sputi tra l’élite innamorata della propria infecondità, avarizia e singletudine da zitella acida.

La reazione politicamente corretta all’iniziativa di mamma ministro Lorenzin ci sta, eccome. Vuoi che in un Paese alla deriva della sazietà suicida delle classi dominanti, in un paese che tra vent’anni parlerà mandarino e arabo, ma i cui capi restano ciechi e subalterni alla raffinatezza del matrimonio gay piuttosto che alla modernità (rispetto ai cornetti, alle merendine e alle macchinette del caffè) della Ru486 o del palloncino (che non si chiama più goldone ma “prevenzione”), alla fine non si alzi anche il gatto furbastro del primo ministro che capito dove tira il vento prende “le distanze” dall’iniziativa del suo stesso ministro del suo stesso governo?

Eh già. “Ci vuole ben altro” nel paese del benaltrismo. E vuoi dare torto a Eugenia Roccella? «Renzi prende le distanze da una delle pochissime buone iniziative del suo governo, il fertility day del ministro Lorenzin. Il presidente del Consiglio ammette che esiste una questione demografica, ma boccia la campagna d’informazione e di prevenzione per la fertilità e si rifugia nel luogo comune del “serve ben altro”, ovvero interventi strutturali. Qualcuno lo informi che, essendo il capo del governo, se ritiene necessario fare altro, il compito spetta a lui».

Dopo di che, punto secondo, la Roccella non ha nemmeno torto a raccontare l’elementare, Watson: «Troppe sono le coppie, e soprattutto le donne, che, sulla base di notizie sommarie o sbagliate, rimandano la genitorialità oltre i limiti biologici e vivono poi amare delusioni quando scoprono che anche la procreazione assistita, dopo una certa età, ha tassi di successo irrilevanti». Quindi, intanto che “occorre ben altro”, bisogna schifare una delle poche cose intelligenti che fa il governo di un venditore di tappeti tedeschi usati?

Punto terzo, sempre della suddetta e amabile ex radicale convertita al buon senno cattolico, «la questione demografica non sarà risolta dal fertility day, ma gli attacchi che l’iniziativa sta subendo sono incomprensibili o strumentali».

Strumentali è sicuro. Ma incomprensibili no. Infatti, cosa ti devi aspettare di nuovo nel paese dei rosicon-sfascisti, delle puzzette in forma di editoriali e della lingua indignata che lava i panni nell’Arno dei Rizzo&Stella tutti i santi day?

Ps. Nella serata di ieri mamma Lorenzin ha fatto sapere che non voleva offendere nessuno, che gettava la spugna, che «rimoduleremo il messaggio». E bravi. Avanti così, con il piagnisteo scassatutto.

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44 Commenti

  1. Giovanna F says:

    Infatti ha fatto ridere anche me questa mattina sentire in radio Renzi che diceva a proposito di questa iniziativa del ministro Lorenzin “ci vuole ben altro che questo” e giù a snocciolare cose banali (servono asili nido, una politica del lavoro che dia garanzie ai giovani che vogliono formare una famiglia, che non riescono ad accedere ai mutui, etc. etc…)!
    Al che ho pensato: stai a vedere che mi sono persa qualche cosa e che Renzi non è più a capo del governo e che quindi la colpa è già di qualcun altro ?!?!

    Troppo tragicomica ‘sta storia.

    Giovanna

  2. Quercia says:

    Bah…effettivamente questi cartelloni, semplicemente dicendo la verità, rischiavano di svegliare un po’ troppe persone.

    Ormai sembra di vivere in una società dove si può dire e proporre pressoché tutto (tanto x dirne una..vi ricordate il partito dei pedofili?), tranne proporre a dei cittadini maggiorenni di fare figli (non parliamo poi di sposarsi. Per carità…sacrilegio e scandalo).

    PS: visto che per l’ennesima volta questo governo a guida PD dimostra una visione “antropologica” piuttosto distante dalla visione “cristiana”, come reagirà l’altra forza di questo governo di centro sinistra, ossia l’Udc?

    • Eremita says:

      E’ pure un fatto che certe genialose campagne, per come sono concepite, vanno a cozzare con la sensibilità di coloro che vorrebbero sposarsi e fare figli in età biologicamente congrua ma si ritrovano senza il becco di un quattrino grazie a certi interventi sul mercato del lavoro ispirati al liberalismo spinto che invece di ridurne la rigidità a livelli accettabili ne hanno aumentato la precarietà a livelli intollerabili.
      Ma certe sottigliezze non saltano certo agli occhi di quelli che per avere un lavoro come si deve si son fatti raccomandare dal vescovo o dal pezzo grosso del partito.

      • Quercia says:

        A parte che lavoro in un settore totalmente precario e (purtroppo?) non conosco nessun alto papavero per raccomandazioni varie.

        Il tuo discorso non mi convince per un fatto.
        Com’è che nel dopoguerra gli italiani facevano figli e mettevano su famiglia, mentre oggi sebbene abbiamo molte più “certezze” di allora, ce lo sogniamo di far famiglia?
        Secondo me perchè è la mentalità ad essere fondamentale per questo genere di scelte. Non l’aspetto economico (che rimane molto importante, ovvio).

        • Eremita says:

          1) Non intendevo appiccicare proprio a lei l’etichetta del raccomandato, e se lei ha capito così me ne scuso vivamente.
          2) Che ci sia in Italia la mentalità anti natalità di cui si parla nell’articolo non mi sogno neanche di metterlo in discussione.
          Mi sono permesso di osservare che, come quando certi preti maldestramente tuonano dall’altare contro le colpe vere o presunte dei parrocchiani, di solito finiscono per risentirsi proprio quelli che di colpe ne hanno poche.
          Tutto lì.
          E tuttavia io penso che se i politici pensassero a rimuovere qualche ostacolo economico, oltre a pensare alla “mentalità”, secondo me la cosa aiuterebbe.

        • andrea udt says:

          In effetti non convince nemmeno me. Sono gli immigrati, in condizioni ancor più precarie, a far figli.

          • Eremita says:

            Quanti erano i laureati nel dopoguerra?
            Quanti lavori, arti e professioni che prima richiedevano un diploma oggi richiedono laurea e praticantato (non corrisposto)?
            Oggi tra laurea, master e altre diavolerie, si arriva a tranquillamente a trent’anni senza avere né arte ne parte, pur essendosi fatti il cosiddetto mazzo come un manovale.
            Insomma, se è vero che esiste una generica mentalità anti natalità di matrice ideologica lineetta culturale, bisogna riconoscere che ci sono anche delle oggettive condizioni economico-sociali che ostacolano anche i volenterosi.
            E sarebbe il caso che chi sta al governo, insieme alle pur utili campagne informative, facesse anche qualcosina per rimuoverli.
            Mi sbaglio?

            • Quercia says:

              Non sbagli. Quello che dico io, e mi pare che condividi, è che oltre alle cause “sociali” incide soprattutto una cultura anti denatalità. Spesso basata su un concetto di libertà che non è altro che egoismo.

              Fermo restando le cause sociali che dici tu.

              Infatti le persone che non vanno all’Università non è che si sposano di corsa e fanno 5 figli.

              • Eremita says:

                “Infatti le persone che non vanno all’Università non è che si sposano di corsa e fanno 5 figli.”
                Il problema è che una volta sposati e avuto il primo figlio, molti rimettono nel giusto ordine le priorità della vita e allora si mettono nel capo di recuperare, scodellando i suddetti 5 figli nell’arco di tempo in cui fisiologicamente se ne dovrebbe tirar su uno.

                • Quercia says:

                  Ti faccio un esempio. Se in Italia venisse dato uno stipendio alle casalinghe-i, cosa che riterrei giusta tra l’altro, magari crescente al crescere dei figli, questo aiuterebbe sicuramente chi vuole far figli. Però le persone che ritengono che lo stare a casa e o far figli sia da sfigati non deciderebbero di far figli.

  3. Giulia says:

    Non capisco per quale motivo un giornale come tempi, che dovrebbe fare del buon giornalismo, vero, con una critica ragionevole e acuta, con ideali, si riduca nella pratica a fare esattamente ciò che fanno gli altri… Critica senza guardare davvero a ciò che accade davvero, senza guardare a tutti i fattori in gioco e sputando addosso a chi la pensa diversamente. Sono una delle prime a pensare che questo famigerato “Fertility day” sarebbe stato un gesto molto intelligente e, mi ha innervosito la critica sterile dei soliti movimenti politici assai scarna e insensata.
    In ultima quindi vi consiglio di non sputare con i verso tutto e tutti con i soliti commenti che iniziano a diventare luoghi comuni esattamente come quelli di chi critica il ministro Lorenzin, lo dico perché è un vero peccato!

  4. il tempo passa in fretta says:

    In generale

    “…a 15 anni una donna ha una probabilità di concepimento del 40-50% per ciclo.
    A 25 anni scende al 30-35%.
    A 35 anni la percentuale è del 20-25%.
    Una donna di 45 anni ha il 3-5% di proabilità di gravidanza per ciclo…

    …Inoltre più gli ovuli sono vecchi e più probabilità hanno di portare con sè anomalie cromosomiche o di avere problemi di divisione cellulare dopo la fecondazione…”

    Questo non lo sapevo, grazie alla Lorenzin che mi ha fatto fare questa scoperta.

    • felpa says:

      Non pensare siano in tanti a saperlo, a scuola gli “esperti” non lo insegnano più. Tanti, poi, fingono di non saperlo.

      • augusta says:

        Concordo con Felpa, l’ignoranza sui temi della fertilità è impressionante, che sia per pigrizia o per disonestà intellettuale o per malafede.
        Sono un medico, so quello che dico, ci sono donne giovani e che posseggono diplomi liceali e magari pure una laurea, che non conoscono nemmeno il loro ciclo, nemmeno come avvenga la fecondazione, nemmeno cosa siano ovuli e spermatozoi e come cominci la vita umana.
        Un’ignoranza anche indotta dai media: mi è capitato di leggere recentemente più di un articolo per il pubblico femminile in cui si spiega che la pillola dei cinque giorni dopo non è abortiva, pur agendo ancora quando ormai una gravidanza è già iniziata ( dato che dal rapporto ci sono al massimo 72 ore per iniziare una gravidanza ), perché si è stabilito per legge che non è abortiva.
        E molte donne abboccano, figuriamoci se non abboccano alla possibilità pressoché infinita di rimandare il concepimento di un figlio. Poi piangono e lo Stato piange con loro : quelli che ci guadagnano, invece, si fanno belle risate.

  5. Donma says:

    “Il serve ben altro” del nostro caro Renzi, si riferisce, ovviamente, a quello che le elites in Europa hanno deciso che diventi il nostro Paese: il più importante esperimento della fusione etnico-culturale al fine di perdere radici e identità, creando degrado e lenta estinzione della civiltà. Non è un caso che navi di ogni nazionalità vadano a prelevare, instancabilmente, ogni giorno i disperati (ma non profughi) e li sbarchino nelle nostre coste, preferibilmente se sono isole (così non scappano). Non importa se non c’è più trippa per gatti (cioè per noi), non importa se le popolazioni subiscono decisioni incomprensibili ai più, calate dall’alto, con arroganza esemplare. Abbiamo di che gioire! I figli li faranno per noi i nuovi ospiti, perché preoccuparsi dell’infertilità, della mancanza di progettualità lavorativa per i nostri figli? Che gli italiani si estinguano pure! Per il godimento dei poteri forti che tutto questo hanno progettato e vogliono con veemenza mascherata di buonismo.

  6. Cisco says:

    L’unica fertilità che interessa a Renzi e’ quella degli uteri in affitto per facoltose coppie attempate, possibilmente gay.

  7. Sebastiano says:

    La cosa più allucinante è la polemica verso un Ministro della Salute che ha dato informazioni, oltretutto ineccepibili, sulla salute.
    Avesse fatto un intervento sulle lampade a risparmio energetico o sul cambiamento delle stagioni nessuno avrebbe avuto da ridire.
    Che buffoni.

    • Elisa says:

      No, è allucinante che un Ministro della Salute mandi messaggi del tipo “sbrigati a fare figli, che se aspetti diventi vecchia e inutile”. Lo Stato non mi deve spingere a fare figli come se il mio scopo nel mondo fosse quello, lo Stato mi deve permettere di fare figli se e quando voglio. La “campagna” della Lorenzin è inquietante e puzza di fascismo.

      Un manifesto recitava “la fertilità è un bene comune”. Eh niente, fa già ridere così..

      • Menelik says:

        Lo stato ti deve permettere di fare figli se e quando vuoi?
        Ma stai scherzando?
        Ti rendi conto che enormità hai scritto?
        Se una vecchia a sessant’anni in un colpo di matto volesse fare un figlio, lo stato dovrebbe metterla in condizione di esaudire quella follia……e quando quel poveraccio di un figlio avrà quindici anni, che farà, il badante, invece di andare a cercarsi una ragazza? Gli tocca fare il badante della vecchia?
        Roba da matti !
        Non vuoi fare figli? Non farli, sfido a trovare uno che ti obbliga.
        Ma non puoi pretendere che lo stato ti aiuti ad intraprendere una gravidanza FUORI DAI TEMPI NORMALI, QUELLI CHE LA NATURA HA PROGETTATO PER LA SPECIE UMANA.
        Sei fuori tempo e ti accordi dopo vecchia che volervi figliare?
        Ci dovevi pensare prima, ora sei time out.

        • Elisa says:

          Guarda che la Lorenzin non si riferiva di certo alle sessantenni, per cui volenti o nolenti è impossibile fare figli. Non diciamo idiozie. Quello della Lorenzin è un invito a fare figli da giovani, e non mi sta bene. I Ministri dovrebbero occuparsi di fornirmi le CONDIZIONI per fare figli il prima possibile (sempre che li voglia fare). I giovani di oggi sono disoccupati, non riescono a costruirsi un futuro e mi chiedono pure di figliare appena posso? Mi prendono per c**o??

          E comunque, anche fossimo tutti occupati a tempo indeterminato e con un sacco di soldi da spendere…. la fertilità è un bene comune?? Ma stiamo scherzando?? Nemmeno zio Benito diceva ste boiate!

        • Eremita says:

          La esimia ministra avrebbe dovuto dire
          “Cari giovani, vi vien fatto credere che essere genitori è una cosa poco importante e che si può rimandare fino a quando farà comodo… Non ci credete sono due balle.
          Voi datevi da fare, io mi impegno a sollecitare il governo a fare il possibile per aiutarvi”
          Così, secondo me, almeno le coppie volenterose non avrebbero avuto motivo di risentirsi e a lagnarsi sarebbero rimasti solo i cretini ideologizzati di cui sopra.
          Invece si è optato per una campagna che parte dal presupposto che gli italiani sono tutti scemi.
          Ma si sa che i politici di oggi non possono avere certo migliore considerazione di un popolo che sopporta la loro inettitudine senza ribellarsi.

      • Toni says:

        Cara Elisa
        Si, ma lo Stato può e deve dirti, se vuole essere nel rango dei paesi “civili” che fa parte della “salute” riproduttiva abortire. Per cui favorire la morte è preferibile all’incitare alla vita.
        Già, facciamoci una bella risata.

        PS: Pure un “viva la muerte” è fascista

      • andrea udt says:

        “inutile” e la “puzza di fascismo” le hai aggiunte tu.

        Il resto è un dato di fatto: le gravidanze dopo i 40 possono essere problematiche.

        Ma possibile che non si possa nemmeno dire l’ovvio senza che nascano polemiche?

        • Elisa says:

          Ma cosa dite…la campagna non si riferisce certo alle donne che vogliono fare figli a 60 anni! E a dirci che gravidanze dopo i 40 sono pericolose ci pensano i ginecologi. La campagna ha come scopo quello di dirci “donne, sbrigatevi a figliare che la Patria ha bisogno di voi” come se il nostro unico scopo nella vita fosse mettere al mondo figli. “La fertilità è un bene comune” fa semplicemente rabbrividire…devo fare figli come se fosse un “dovere sociale”?? Io i figli li faccio 1) SE voglio 2) QUANDO voglio, menopausa permettendo, e se li voglio dopo i 40 anni me ne assumo i rischi e i pericoli 3) se e quando lo stato mi permetterà di mantenerli. Questo è quello a cui un ministro deve pensare. Al mio utero ci penso io, se permettete.. la clessidra sapete dove mettervela..

          • Toni says:

            ll rapportare la cosa con il fascismo è una tua evidente forzatura. Il fascismo seguiva altre intenzioni nel cercare di fare figli alle persone (inclusa una visione “imperiale”). A te nessuno ti obbliga a fare figli, nessuno ti mette una tassa se sei nubile ecc.. Ma purtroppo oggi si può dire di tutto ad una donna, probabilmente si potrà forse un giorno dare dignità alle lavoratrici sessuali (con tanto di sanzione per la fobia di chi dissente) fuorché proporgli che può essere una madre.
            Ti faccio solo notare, inoltre, il tuo modo di pensare come sia prettamente egoista: “e se li voglio dopo i 40 anni me ne assumo i rischi e i pericoli”. I “rischi” non sono solo i tuoi.

            • Elisa says:

              Siamo sempre i soliti fenomeni da baraccone..non serve una pagliacciata come il “fertility day” per spingere le donne a fare figli. Ci sono Paesi in cui l’aborto è perfettamente legale (visto che la butti sempre sull’aborto Toni), in cui alle donne non si affibbia questa “responsabilità sociale” ma in cui si fanno comunque tanti figli. Guardate la Danimarca! Sapete perché? Perché ci sono politiche VERE a sostegno delle famiglie, e non slogan vuoti di significato. Facciamo ridere! Il paragone con il fascismo e la “giornata della madre e del fanciullo” è tutt’altro che forzato.

              Io ti dico, DA DONNA, cosa ho pensato di questa campagna. Ho 22 anni, per trovare lavoro dovrò aspettare almeno altri 5 anni, perché con gli studi che faccio mi costringono a sborsare altri soldi ed essere dipendente dei miei genitori ben oltre la laurea. Probabilmente prima dei 30 non avrò una condizione economica tanto stabile da permettermi di fare un figlio, ma di questo il nostro Ministro non si è mai preoccupato evidentemente. Una mattina mi alzo e scopro che quello stesso ministro mi sta chiedendo di sfornare pargoli prima dei 30, perché il mio utero è un bene comune. Sentirsi presa per c…. è un eufemismo..

              • Eremita says:

                Sì ma oltre al lato economico che non va sottovalutato, esiste anche un problema di mentalità “sociale” che si pone, semplificando all’osso, in questi termini: un figlio vale molto di più di una laurea e la società in cui si pensa il contrario è destinata a perire.

              • Eremita says:

                Aggiungo una cosa: domandi alle mamme laureate che conosce se si ricordano con più soddisfazione il giorno in cui hanno stretto la mano al presidente della commissione di laurea o quelli in cui hanno stretto al seno i loro figli.

                • Elisa says:

                  Eremita, è proprio questo il punto, il voler far passare un messaggio di mentalità sociale, voler dire “donne, non pensate alla carriera, non pensate a studiare e a crearvi un futuro, pensate a fare figli”. È proprio quello che dici tu che trovo aberrante! Ma finché lo dici tu, massimo rispetto per la tua opinione, se lo dice un Ministro comincio a preoccuparmi! Come si permette il Ministro di venirmi a dire che fare un figlio è più importante che fare carriera o laurearmi? Eccolo il fascismo, eccola la riduzione del ruolo della donna che leggevo in questa campagna e che tu mi hai confermato.

                  Toni, lo scopo della campagna non era quello di rendere le donne consapevoli del fatto che a una certa età le gravidanze sono rischiose. Lo scopo era spingere le donne a FARE FIGLI, meglio se da giovani, ovviamente perché se aspettano diventano rischiose. Non so se mi sono spiegata, ha espresso lo stesso concetto Caterina in un commento qui sotto, condivisibilissimo

                  • Eremita says:

                    Ma perché fate finta di non capire? La cultura e la carriera sono importanti, ma sono mezzi, non fini.
                    Ma lei lo domandi alle sue amiche se considerano più importante il giorno in cui hanno stretto la mano al presidente della commissione, o quello in cui hanno portato al seno il proprio figlio.

                    • Elisa says:

                      Eremita…sei tu che non capisci…nessuno nega che mettere al mondo un figlio sia una cosa bellissima. Ma io ho amiche che davanti a un test di gravidanza positivo si sono sentite completamente perse. Perché gli stessi ministri che stanno esortandole a procreare sono quelli che poi non danno loro gli strumenti per farlo serenamente. La Lorenzin non si deve occupare della mia voglia di avere figli, non deve decidere per me che sarà la cosa più bella della mia vita, non deve farmi sentire in dovere di essere madre. Il Governo deve darmi semplicemente gli strumenti per diventarlo, ripeto, se e quando ho voglia di vivere questa gioia. Non sono tutte rose e fiori, i figli sono bellissimi quando puoi mantenerli, quando hai un compagno che ti aiuti a crescerli, quando sei pronta a riceverli. Altrimenti il test di gravidanza positivo può trasformarsi nel tuo peggiore incubo.. facciano politiche concrete di aiuto alle famiglie, che a come realizzarmi come donna ci penso io…spero di essere stata abbastanza chiara stavolta

                    • Eremita says:

                      Lo Stato deve aiutare la maternità (e la paternità) e, soprattutto deve rimuovere gli ostacoli economici e sociali che fanno sì che una donna si debba sentire “persa” di fronte a un test di gravidanza positivo.
                      La gravidanza non dovrebbe essere un’alternativa alla cultura e alla carriera di una donna.
                      Ma di qui a pretendere di figliare a cinquant’anni…

              • Sebastiano says:

                E’ incredibile. Persino un messaggio lapalissiano, già ultranoto al buon senso prima che alla scienza medica, viene fatto passare per “fascista”.
                “…quello stesso ministro mi sta chiedendo di sfornare pargoli prima dei 30…”
                Ma quando mai: se provi a leggerlo senza le lenti deformate della tua ideologia del “posso tutto e quando mi pare”, il ministro dava semplicemente un’informazione elementare e ovvia: SE vuoi fare figli, ALLORA l’età più fertile è ecc. ecc.
                Il ministro di cui parli è il Ministro della Salute, per inciso, e sta parlando al paese che ha il tasso di natalità più basso d’europa e fra i più bassi al mondo.
                Quello da cui vorresti, e giustamente, un sostegno economico per poter far figli e costituire una famiglia, è un altro. Anzi, per la verità, sono tanti altri, a cui piace chiacchierare e, all’occasione, sbertucciare anche chi dice cose ovvie.
                Perché, qualunque cosa si dica, affermare che “i problemi sono altri” fa sempre comodo ai nullafacenti.

                p.s.: se parliamo di tasso di fecondità (n° medio di nati in rapporto a donne dai 19 ai 49 anni), la Germania, che pure ha un welfare di tutto rispetto e paragonabile a quello della Danimarca, ci è di un filino superiore (se non addirittura sotto)… Mah…

              • Sebastiano says:

                “…Una mattina mi alzo e scopro che quello stesso ministro mi sta chiedendo di sfornare pargoli prima dei 30…”

                Ma quando mai, il ministro (della salute, oltretutto) ti avvisava che:
                SE vuoi fare figli,
                ALLORA è meglio farli da giovane che non da vecchia.

                Oltre che il buon senso, lo dice anche la scienza medica. Ma pur di attaccare qualcuno (dandogli del “fascista”, come al solito), non vedete né l’uno né l’altra.
                Chi si dovrebbe occupare del resto (assicurare supporto economico a chi vuole fare figli) sono altri ministri, tutti occupati a dire che “i problemi sono altri”.

                p.s.: ma com’è che in Germania, che ha un welfare familiare paragonabile a quello della Danimarca, il tasso di fecondità (n° medio di nati per donne dai 19 ai 49 anni) è inferiore a quello dell’Italia?

              • Toni says:

                Cara Elisa
                vedo lo sforzo spasmodico di confermare a dispetto di ogni evidenza una incongruenza girandoci intorno , tirando in ballo il fascismo ed amenità simili. Vedo che una certa scuolaL ti ha giovato.*
                Se lo Stato ti dice che devi mangiare verdure e ti fa le tabelle dietetiche nelle mense è fascista ?
                Se lo Stato ti dice (tra contraddizioni) “non fumare” e’ fascista? Diventa terrorista se ti fa vedere i malati di cancro?
                Se à livello planetario l’ONU ti dice che bisogna estendere le politiche abortive e un FASCI-ONU? (non capisci che l’esempio della Danimarca dato che pure io non trovo serio quel tipo di slogan con la clessidra e credo che le politiche serie sulla famiglia bisogna farle).
                Mi devi dire perché lo Stato non è fascista se tranquillamente ti può dire di cibo fumo e aborto e lrotezioni solari , ma non può suggerirti che portare al mondo dei bambini, in una età ragionevole (e non quando ti avvii ad essere vecchia e stanca è un bene per sé stessi e per un bambino che deve essere accompagnato nelle sue esplosioni di energia.)?
                Lascia perdere il prima dei 30 anni perché qui nessuno ti obbliga a fare una cosa che non vuoi o puoi fare.

                Assodato l’ egoismo del ragionamento sopra? (Post precedente).O non l’hai compreso?

                Ps: *
                “Io ho fatto questo” dice la mia memoria. “Io non posso aver fatto questo” dice il mio orgoglio e rimane irremovibile. Alla fine è la memoria a cedere.

                Friedrich Wilhelm Nietzsche

                A dispetto dell’evidenza

                • Toni says:

                  Elisa
                  Ho letto male il tuo post per cui ho fatto un post inutilmente polemico. Mi scuso

                  Ho mal collocato parentesi è nom ho cancellato parole (Danimarca…) . Ma sono con cellulare e spero che si capisca che per me il punto del discorso non è lo slogan (veramente brutto) ma il principio che lo Stato ha il dovere di dire certe cose per il bene di tutti.

              • Sebastiano says:

                Ci rinuncio.
                Dopo aver scritto tre risposte (castigatissime), e dopo cinque ore non vederne pubblicata neanche una mi dà una certa impressione…
                E mi provoca un certo giramento. Forse la Redazione si è stufata di vedermi commentare.
                E pure io di scrivere a vuoto.
                Scusate lo sfogo, continuate pure.

                • Elisa says:

                  No dai facci sapere. Anche a me pubblicano in ritardo, se scrivo due commenti con lo stesso contenuto è per quello non perché stia svalvolando

  8. Caterina says:

    Il punto secondo me è un altro. Se la campagna doveva essere educativa sulla fertilità, ovvero passare il messaggio che la donna ha un periodo di massima fertilità dopodiché questa diminuisce. , allora non doveva basarsi su slogan che parlano della maternità (che è una possibile conseguenza della fertilità unita ad una sana attività sessuale ) e del suo ruolo sociale

    Se invece voleva affrontate il problema del calo demografico (che c’è ed è grave ) allora non è il ministro della Salute a doverlo fare ma il governo, ma con messaggi ed azioni di ben altro tipo e che affrontino gli altri 999 ostacoli che una coppia giovane deve superare per iniziare un percorso di genitorialita responsabile

  9. Sebastiano says:

    anno nascite decessi saldo
    2002 538.198 557.393 -19.195
    2003 544.063 586.468 -42.405
    2004 562.599 546.658 +15.941
    2005 554.022 567.304 -13.282
    2006 560.010 557.892 +2.118
    2007 563.933 570.801 -6.868
    2008 576.659 585.126 -8.467
    2009 568.857 591.663 -22.806
    2010 561.944 587.488 -25.544
    2011 419.596 454.393 -34.797 (¹) 1 gennaio-8 ottobre
    2011 126.989 139.009 -12.020 (²) 9 ottobre-31 dicembre
    2011 546.585 593.402 -46.817
    2012 534.186 612.883 -78.697
    2013 514.308 600.744 -86.436
    2014 502.596 598.364 -95.768
    2015 485.780 647.569 -161.789

    Per favore regalate un paio di occhiali a Luca Nullo di faccialibro. Grazie.

    • Luca says:

      Mi sa che sei tu, Sebastiano, ad avere bisogno di occhiali nuovi.
      I dati che ho postato, come puoi ben leggere dalla prima riga, sono relativi al computo totale della popolazione, che è in costante aumento da decenni, e che è l’unico dato oggettivamente rilevante dal punto di vista economico.
      Il saldo nascite-morti, che non tiene conto dell’immigrazione, è un dato che può interessare solo i fautori della preservazione di un inesistente “razza italica”.

      • Sebastiano says:

        Capisco che non leggi le domande (degli altri) ma solo le (tue) risposte. La fregatura è che di tutto rimane traccia:

        “Mari Marti:
        L’Italia da tre anni vede più morti che nascite, lo dice l’ISTAT, non mio cugino.”

        “Luca Nullo:
        Io vedo una serie di “più”. Lei vede altro?”

        Dalla quale si capisce anche un’altra cosa: che se uno ti dice “angurie” tu rispondi con “cetrioli”, perché entrambi sono verdi fuori.

        A che punto ti sei ridotto…

        • Luca says:

          Sebastiano,
          provo a rispiegartelo, leggi con attenzione:
          non conta nulla che le nascite siano meno delle morti (il dato che citate tu e Mari Marti) quando, grazie all’immigrazione, il saldo finale della popolazione è in positivo.
          Tutti i residenti pagano tasse e contributi, non solo i “cittadini”.

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