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L’educazione sessuale non sia delegata alla scuola, ma sia riservata alla famiglia

febbraio 23, 2015 Comitato Famiglia Educazione Libertà

«La famiglia è esperta in umanità più di qualsiasi esperto, anche perché la vita non è un talk show, ma è una cosa seria». Lettera aperta di ventitré associazioni a Mattarella, Renzi e Giannini

gender-sh-98453501Ventitré enti (associazioni, fondazioni, comitati, etc.), che si occupano delle problematiche familiari ed educative, hanno scritto una lettera aperta al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e al ministro dell’Istruzione, con la quale chiedono che l’educazione sessuale non sia delegata alla scuola, ma sia riservata alla famiglia, la quale, in base all’articolo 30 della Costituzione, è la titolare del diritto/dovere di mantenere, educare ed istruire i figli. Quattro le motivazioni: rispetto dell’intimità, rispetto del pudore, rispetto della privacy e rispetto della libertà di educazione della famiglia. Ecco il testo della lettera, sulla base della quale le associazioni intendono avviare un ampio dibattito, che sappia superare l’indifferenza e la disinformazione che caratterizza il clima culturale e sociale di oggi.

Lettera aperta Illustrissimo Sig. Presidente della Repubblica On. Sergio Mattarella,
Illustrissimo Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri dott. Matteo Renzi,
Illustrissimo Senatore Stefania Giannini, Ministro Istruzione Università e Ricerca,

coscienti di non assecondare l’attuale “pensiero unico”, ci permettiamo esprimere alle SS.LL. un nostro punto di vista di principio, che ci sembra confortato anche dal senso complessivo della nostra Costituzione. Formuliamo così tale principio: l’educazione sessuale sia affidata alla famiglia e non assegnata alla scuola.

Riteniamo di avere fondate motivazioni a sostegno di tale punto di vista.

1) Rispetto dell’intimità
Se c’è un aspetto di ogni persona che attiene strettamente alla propria intimità, questo è proprio tutto ciò che riguarda la sfera sessuale. Per questo, i genitori conoscono i tempi e l’opportunità con cui affrontare certe tematiche e, avendo visto crescere giorno per giorno la giovane persona che hanno di fronte, sanno anche quali parole usare, nel rispetto, appunto, della intimità e della crescita di ognuno. Nella scuola, questo rispetto non sarebbe comunque possibile, neppure con le migliori intenzioni, perché quando si parla a venti o trenta persone, non tutte allo stesso grado di maturazione, è inevitabile produrre traumi a chi, per i motivi più svariati, non è ancora pronto a recepire certe nozioni che riguardano, appunto, la propria intimità.

2) Rispetto del pudore
Quanto detto, vale soprattutto in questo periodo, in cui, nelle scuole italiane di ogni ordine e grado, riescono ad entrare gruppi di “esperti” che, nonostante l’intento dichiarato di affrontare tematiche relative al doveroso contrasto alle discriminazioni ed agli atti di bullismo, quasi sempre all’insaputa dei genitori, e dopo avere in molti casi allontanato dalle classi gli insegnanti, esprimono brutalmente concetti ed esempi che quasi sempre lasciano sbalorditi, sconcertati e feriti molti giovani studenti. È bene che Loro sappiano che molto spesso tali gruppi parlano di masturbazioni a bambini di 4-6 anni, che nelle classi dicono che i rapporti orali e anali sono “naturali”, che, talvolta, alle ragazzine delle medie raccomandano di non dire ai genitori se rimangono incinte, perché ci sarà un giudice cui affidarsi per il problema dell’aborto. Sembra impossibile da credere, ma episodi del genere avvengono sempre più spesso nelle scuole italiane.

3) Rispetto della privacy
Mai come da quando è stata regolata per legge, la privacy è stata violata in modo clamorosamente sistematico. Questa violazione verrebbe perpetrata anche nella scuola, qualora vi fosse introdotta l’educazione sessuale, che, con tutta evidenza, potrebbe mettere in imbarazzo giovani che sarebbero costretti, di fronte a compagne e compagni, a pronunciarsi circa situazioni che attengono esclusivamente alla propria sfera privata.

4) Rispetto del diritto alla libertà di educazione della famiglia
Occorre rispettare la concezione della famiglia dello studente, in un campo in cui essa è strettamente legata alla concezione della vita, su cui la scuola non può e non deve intervenire in modo indiscriminato e, ultimamente, violento, nel rispetto degli articoli 29 e seguenti della Costituzione.

Riteniamo che l’educazione sessuale non debba essere affidata ad “esperti”. La famiglia è esperta in umanità più di qualsiasi esperto, anche perché la vita non è un talk show, ma è una cosa seria. Semmai, aiutiamo la famiglia a svolgere questo compito, senza sottrarlo alla stessa. In tal modo, daremmo finalmente applicazione ad un sano principio di sussidiarietà, che non può non essere un obiettivo di chi abbia a cuore una società libera, secondo i dettati costituzionali. A tale proposito, non possiamo non ricordare che la nostra Costituzione affida innanzi tutto ai genitori il compito di mantenere, educare ed istruire i figli (art. 30). Questo è un compito fondamentale e non sostituibile, talchè, se anche il nostro principio non dovesse essere malauguratamente accolto, i genitori non potrebbero essere espropriati, come spesso accade oggi, della potestà educativa, anche sul tema dell’educazione sessuale.

Pertanto, nei confronti dei genitori occorrerebbe comunque tener conto di quanto segue:

– riteniamo che si dovrebbe pensare, semmai, a corsi di sostegno alla famiglia;
– i genitori dovrebbero essere comunque coinvolti in ogni attività volta all’educazione affettiva (potenziando gli strumenti di partecipazione esistenti e concependone altri) a partire dalla fase preparatoria di eventuali interventi attuati nella scuola;
– i genitori dovrebbero comunque poter partecipare ad iniziative eventualmente intraprese;
– i genitori devono in ogni caso avere il diritto di non far partecipare i propri figli ad iniziative in tema di educazione sessuale che essi non ritengano coerenti con la propria impostazione di vita.

È di tutta evidenza che, se la famiglia venisse esclusa dalla partecipazione a questo ambito educativo, si cadrebbe inevitabilmente nella condizione propria dello Stato Etico di infelicissima memoria.

Sottoscriviamo questa lettera aperta, perché convinti che una vera convivenza democratica possa crescere positivamente solo nel rispetto di ogni singola persona e senza imposizioni ideologiche di qualunque tipo. Le famiglie italiane sono più preparate e mature di quanto, in modo interessato, spesso si voglia far credere.

Confidiamo che quanto da noi auspicato sia oggetto della massima attenzione. Da parte nostra siamo disponibili ad ogni tipo di confronto.

Con i più rispettosi ossequi

Milano, 19 febbraio 2015

Comitato Famiglia Educazione Libertà email: rete.educazione@gmail.com

AGAPO, Associazione di Genitori e Amici di Persone Omosessuali, Michael Galster

AGE, Associazione Italiana Genitori, Fabrizio Azzolini

ADVM, Associazione Difendere la Vita con Maria, Maurizio Gagliardini

Alleanza Cattolica, Laura Boccenti

AMCI, Associazione Medici Cattolici, Massimo Gandolfini

Associazione Amici CAV Mangiagalli di Milano, Gherardo Fiume

Associazione FAES, FAmiglia E Scuola, Giovanni De Marchi

Associazione Famiglie Numerose Cattoliche, Vittorio Lodolo D’Oria

Associazione Nonni 2.0, Pierluigi Ramorino

Associazione Obiettivo Chaire, Guido Testa

Associazione Pro Vita Onlus, Alessandro Fiore

Associazione Scienza & Vita, Brescia, Massimo Gandolfini

Associazione Vita è, Massimo Gandolfini

Fondazione Novae Terrae, Luca Volontè

Guai a chi tocca i bambini, comunità web, Alberto Cerutti

Manif Pour Tous Italia, Circolo di Milano, Silvia Avanza

Manif Pour Tous Italia, Jacopo Coghe

MEVD-Movimento Europeo per la Difesa della Vita e della Dignità Umana, Alberto Zelger

Movimento per la Vita ambrosiano, Luca Tanduo

Movimento per la Vita Fano, Maria Pia Ambrosini

SIDEF, Sindacato delle FAMIGLIE Onlus, Patrizia Rivera

UGL Lombardia, Manuela Ponti

Foto gender da Shutterstock

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55 Commenti

  1. Filomena.... scrive:

    E infatti si è visto quanto i genitori siano in grado di affrontare tali tematiche! È di questi giorni il caso della ragazzina tredicenne, ripetutamente violentata da minori suoi compagni di scuola. Dov’erano quelle famiglie esperte che insegnavano ai loro figli una sana educazione alla sessualità e all’affettività?
    Non mi risulta sia poi ne scandaloso ne illecito dire alle minori che in caso di gravidanza possono rivolgersi al giudice senza dirlo ai genitori, visto che la legge lo consente esplicitamente!!!!

    • Giannino Stoppani scrive:

      Caro barbetta, al di là della dubbia pertinenza dell’esempio proposto (che meriterebbe ampia trattazione a parte), tu sai benissimo che se le famiglie in grado di insegnare CON L’ESEMPIO una sana educazione sessuale sono oramai sempre di meno è proprio grazie alle “conquiste di civiltà” di cui tu, su queste pagine, ti vanti un giorno sì e l’altro pure, sicché è un fatto assodato che i ragazzi di oggi cercano di colmare col “sesso senza tabù” il desolante vuoto affettivo in cui tu, e i tuoi sodali praticanti a tempo pieno l’antica disciplina del ragionamento col sottopancia, li avete costretti a crescere.
      Tra l’altro poi, non si vede neanche perché aggiungere quello dell’educazione sessuale a tutti gli altri fallimenti della scuola statale, a meno che non si consideri questa l’ennesima tappa del generale imbarbarimento della società italiana.

      • giovanna scrive:

        Certo, per la barbuta Filomena mettere il cappello sulla vicenda della povera ragazza, nel senso di prendersi il merito di quanto successo, sarebbe stato il massimo !
        Una che crede che gli uomini abbiano più valore delle donne ( e infatti si presenta con barba e identità maschili ! ) e che uno debba fare la prima cosa che gli salta in mente a scapito di chiunque sia più debole…quale migliore sponsor di queste azioni violente ?
        Solo che il metodo , già applicato perfettamente senza bisogno di lezioni, lei glielo voleva spiegare a scuola, magari anche convincendo la povera ragazzina che era una cosa meravigliosa !
        Stavolta, Gianni-Filomena, sei arrivata tardi, ma i tuoi corsi di “educazione” sessuale potrebbero essere utili in futuro a legioni di maschi violentatori.
        ( lo sai, vero, che in Inghilterra a forza di non sostenere le famiglie, a forza di educazione sessuale dall’asilo a base di uso del preservativo, sono aumentate gravidanze, aborti e violenze di minorenni ?? )

        Poi, la freddezza glaciale con cui accenni a quel gravissimo fatto, solo per strumentalizzarlo, e senza mezza parola di compassione per la ragazzina, è veramente da brivido ! Come detto più volte, non è che non siamo più cristiani, ma non siamo proprio uomini e questo è il risultato.

    • To_Ni scrive:

      @ Filomena

      Anche questo è un esempio di come tiri una cosa a casaccio .Ovvio che non c’entra niente la violenza subita dalla ragazzina da parte di quei criminali con l’educazione sessuale (che poi è la vs concezione della sessualità, …. vedi il guadagno). Non vi è nessuna relazione se non un indebito accostamento tra situazioni diverse.

      Ma poi, e questo sinceramente non lo capisco, … cosa pensi che avrebbe aggiunto la conoscenza di qualche tecnicismo amatorio? Pensi che la l’anatomia sessuale, lo sviluppo puberale ecc. impedirebbe il subire un atto di violenza bruta? Pensi forse che una sessuologa non può essere violentata? Ritieni che chi è a conoscenza delle tecniche riproduttive sotto una violenza che e inibisce il coraggi e che ricatta, non può subire una violenza come quella subita da quella sfortunata ragazzina?

    • maboba scrive:

      Come se nei paesi dove esiste l’educazione sessuale a scuola queste cose non avvenissero! Sia più corretta per favore.

  2. Nino scrive:

    Io ritengo che l’educazione sessuale vada insegnata a scuola, visto che per molte famiglie è un argomento difficile da affrontare con i propri figli. Ma capisco che ci può essere chi non è d’accordo, quindi secondo me potrebbe essere resa facoltativa, con la possibilità, da parte delle famiglie dei minori, di esentare i propri figli esattamente come si fa oggi con l’ora di religione

    • giovanna scrive:

      Certo, è un argomento difficile da affrontare se uno non sa nemmeno dire cosa sia per lui essere padre, ti capisco untuoso Nino !
      Ma io dico, perché non affidi i tuoi fantomatici figli, comprati o meno che siano, a quelle associazioni lgbt di cui vai tanto fiero ?
      Mi pare, infatti, che hai detto che spieghi a questi fantomatici figli che possono scegliere se essere maschio o femmina e fin da piccoli li esponi a immagini di uomini e donne che mostrano dal vivo come si indossa il preservativo e le varie combinazioni sessuali, non disdegnando di far frequentare loro coppie sado-maso tanto ammodo… dunque buttali in pasto ai lgbt e lascia in pace i figli degli altri !
      Che hai detto, i tuoi figli è mo’ che sono belli e sistemati, ma vuoi pensare ai figli degli altri ?
      Pensa, quanti adolescenti carne da cannone per te e compagnia untuosa bella !
      Certo non ti può bastare l’opera di proselitismo omosessuale che porti avanti con assiduità su queste pagine nei confronti di qualsiasi giovane si affacci !

  3. nippur scrive:

    Mannaggia Nino, che hai fatto? Ti lavi i capelli con l olio di oliva per fare arrabbiare così tanto Giovanna? E non mi omosessualizzare!

    • Nino scrive:

      Caro Nippur … che vuoi che ti dica? Ci vuole pazienza nella vita!

      • giovanna scrive:

        Tanto sei untuoso, che ti scivola tutto addosso ! Ma per la causa gay e della compravendita dei figli altrui questo e altro ! Capelli untuosi, mani untuose, anima untuosa : sono indispensabili !

        Ti ricordi che tenerezza ti faceva quella bambina di TRE anni comprata all’estero e sfoggiata dai tuoi amichetti attempati, barbuti e danarosi ? Che bel quadretto ti sembrava , viscido Nino ?
        E quando , tra pochi anni, la potrai portare a lezione di gender e insegnarle tutte le belle cosine che sai sulle varie perversioni sessuali , su cui i tuoi fantomatici figli sono già abbondantemente edotti, da quello che hai dichiarato( mi pare che hai detto più volte di considerare l’età delle elementari una età adatta) ti commuoverai ancora di più !
        brrrr…alla larga, piccola !

    • Paolo Venisi scrive:

      Volete impedire che la conoscenza e la corretta informazione arrivi ai ragazzi.

      La famiglia non ha nessuna competenza per fare educazione sessuale e così le famiglie cattoliche non faranno altro che ripetere l’indottrinamento religioso che vi serve per mantenere e giustificare il vostro potere criminogeno.

      Avete paura della verità e questa è la prova più evidente della vostra malafede.

      Shiva101 vi sconfiggera’.

      • Giannino Stoppani scrive:

        Il sommo Shiva-Venisi, venerabile maestro delle contraddizioni lapalissiane, è di nuovo tra noi:
        “La famiglia non ha nessuna competenza per fare educazione sessuale”
        Questa frase sconcertante può voler dire almeno due cose entrambe terrificanti:
        1) che i genitori sono da considerarsi incompetenti in quanto nell’educazione sessuale così com’è concepita dal sommo Shiva la nascita dei figli è considerata un fallimento
        2) che, secondo il sommo Shiva, al massimo i genitori, per esser tali, di debbano intendere al massimo di orticoltura domestica, visto che evidentemente egli ritiene che i figli nascano sotto i cavoli.
        Considerando questa e le altre immonde bischerate che il sommo di norma posta senza risparmio su queste pagine, mi pare congruo sostenere che, da quello che Egli classifica come “corretta informazione”, e spaccia per “verità”, i minori debbano tenuti, come minimo, a una distanza misurabile in Kiloparsec.

        • Paolo Venisi scrive:

          xGiannino (Oscar?)

          Certo è ovvio che i genitori siano incompetenti..

          chi avrebbe dato ai genitori la competenza di fare educazione sessuale??

          La parrocchia??

          Hai idea di cosa sia e di cosa tratti “Educazione Sessuale”?

          Le famiglie sono solo persone comuni, aver fatto sesso una volta non li rende dei “geni” onniscenti, se erano stupidi e irrensponsabili prima lo saranno pure dopo e per di piu saranno un problema per i figli.

          L’educazione seria non puo essere fatta da tizi qualunque.

          Ascoltate Shiva101 Egli vi salva.

          • Giannino Stoppani scrive:

            O sommo Shiva Lapalisse, non riesci proprio ad elaborarlo l’elementare concetto che i “genitori”, appunto per esser un tempo diventati tali, ne sappiano almeno qualcosina, di sesso?!
            O forse tu sei di quelli che vuol “insegnare a babbo pipare”?!
            P.S.: in parrocchia, durante la preparazione al matrimonio, si fanno corsi di educazione sessuale propriamente detti, non la lettura delle istruzioni scritte sulle scatole di preservativi.

      • To_Ni scrive:

        @ Shiva101

        Ogni tanto l’infermiere ti per di vista, e tu fai finta di aver ingerito la tua pillola quotidiana ti muovi per i corridoi ed accedi ad un PC in un ufficio al momento privo di presenze. Questo spiega come riesci a partecipare al mondo le tue minchiate.
        Prima di dire se la famiglia non ha competenza dovresti andare per gradi:
        1) sapere cosa è una famiglia. Tu, che sei una fonte di vergogna per la tua, la confondi con qualsiasi cosa (anche bestiale);
        2) La competenza. Dovresti leggere il vocabolario e capirne il significato (ma sai fare la ricerca dei vocaboli?). Il fatto che tu non sai cosa è la competenza, e neanche il dovere educativo,e conoscendo il complesso detta tua personalità, mi porta ad immaginare che se nella malaugurata ipotesi tu avessi figli avrebbero più chance di una vita dignitosa in una “casa di tolleranza” che con te.
        Adesso rientra in camera che l’infermiere ti cerca.

  4. Nebuloso87 scrive:

    Ma….io faccio parte della generazione che ha fatto questa “lezione”. No so cosa vi immaginiate ma si tratta soltanto di una lezione di informazione sulla possibilità di contrarre malattie, e sul rischio di rimanere incinta. Non vengono fatte vedere nessune immagini inappropriate, né tantomeno video o raffigurazioni di come si indossa un preservativo. Parlare di queste cose con i genitori è imbarazzante per un ragazzino. Non è un’ora in cui si parla di posizioni e nemmeno cercano di trasmettere concetti legati ai sentimenti. Informazione e basta. E accade 1 volta in tutti i 5 anni di liceo, non è una lezione che si ripete, e non si partecipa l’anno dopo se si è già partecipato. Il giorno viene annunciato dalla scuola, se un genitore pensa di voler informare personalmente il figlio adolescente che ci sono malattie e preservativi lo faccia pure, e quel giorno non lo mandi a scuola.

    • giovanna scrive:

      Ho capito Nebuloso, ma non crederai che ci sia una unica LEZIONE standard in tutta Italia !
      In questi anni se ne sono viste e sentite di cotte e di crude !
      E comunque tu parli di liceo ! Su questo sito si è parlato , con fatti documentati, di bambini delle elementari e di ragazzini delle medie, introdotti alla sessualità da militanti lgbt !
      E anche, in ogni caso, parli di una libertà di scelta delle famiglie !
      Molte volte, invece, i genitori hanno saputo a cose fatte ! Nella mia piccola realtà, è accaduto in passato, alle medie, che nemmeno gli insegnanti potessero essere presenti : ragazzini dati in pasto a gente che ha una visione della sessualità lontana anni luce da quella delle loro famiglie e tralascio i dettagli.
      Fortunatamente , ora si viene avvisati con tanto di circolare e di nome e cognome dei relatori e con la libertà di partecipare o meno, ma tocca stare sempre all’erta, sappiamo di avere a che fare con gente subdola, molto subdola.

  5. Nebuloso87 scrive:

    Ciao Giovanna. Io credo che bisogna valutare bene le informazioni. Posso parlare per la mia città, Milano, e per quanto riguarda i licei che conosco non è successo nulla di strano come tu lo descrivi. Alle medie e alle elementari un argomento del genere non è mai stato affrontato. Dubito sinceramente che un preside sano di mente organizzi un’ ora di educazione sessuale alle elementari. Nei licei di questa città sono i membri della croce rossa che fanno questa cosa, non l’arci gay. Qualsiasi tipo di iniziativa deve essere approvata da un preside, e per legge qualsiasi intervento di esterni viene annunciato con circolare. Non è che un gruppo di gay possa entrare a caso in una scuola e imporre un raduno in cortile e proclamare che tutti devono essere gay. Ma in quale città italiana accadono queste assurdità?????

  6. Nino scrive:

    Certo è incredibile leggere a volte certi miscugli di menzogne e di insulti gratuiti. D’altronde, ognuno dovrebbe essere responsabile, oltre che delle proprie azioni, delle proprie parole, e spesso le parole sono lo specchio dell’anima.

    • giovanna scrive:

      Caro untuoso Nino, non so se ti rivolgevi a me, dato che il tuo stile scivoloso e ambiguo non è facilmente interpretabile.
      Nel caso, quello che hai scritto, e io ho solo riportato, è tutto nero su bianco, compresa la tua frequentazione con coppie sado-maso che parlano in pubblico delle loro pratiche, la frequentazione di parecchie coppie che hanno comprato bambini all’estero e anche la conoscenza di quella bimba di tre anni , comprata all’estero e privata per sempre della carezza di una mamma, sfoggiata, come un trofeo o un oggetto di design, nel film Italy in a day dai tuoi due anzianotti amichetti con barba e danaro in abbondanza.
      Per non parlare del fatto che hai detto, sempre nero su bianco, che ai tuoi ( fantomatici, perché si fa veramente fatica che possano esistere dei padri come te, che non sanno nemmeno dire cosa significhi essere padre ) bambini spieghi l’uso del preservativo e che possono scegliere se essere maschi o femmine.

      Poi, se tu queste cose che hai scritto te le sei inventate, non posso saperlo.

      E non negherai di aver citato le cifre gonfiatissime della propaganda gay ad un ventenne che sosteneva di non ave mai r incontrato un altro omosessuale in tutta la sua scuola, invitandolo in pratica a darsi da fare e incontrare al più presto militanti lgbt , proprio il genere di gente cui dare in pasto un giovane !

      Alla larga dagli untuosi !

  7. Sascha scrive:

    Con lo Stato Islamico che bussa rozzamente alle porte servono figli per la patria. L’emergenza è che I popoli europei si stanno auto-estinguendo: le famiglie scompaiono, la gente muore sola nelle case di riposo, le donne rimandano i figli. Così mancheranno uomini per difendere le frontiere dovremo dipendere sempre di più dagli immigrati (mare nostrum) con tutti i problemi che ne conseguono.
    Questi sono le vere questioni che dovrebbe affrontare la cosiddetta “educazione sessuale” sugli anticoncezionali si sa già tutto, l’aborto va disincentivato, le perversioni sessuali come il sadomasochismo scoraggiate come anche il sesso occasionale e ricreativo. Va istillato il desiderio di maternità e paternità, il concetto di fedeltà al partner, alla nazione alla famiglia, la stabilità del matrimonio. Così va affrontata l’emergenza in corso.

  8. Paolo Venisi scrive:

    xGiannino (Oscar?)

    “i “genitori”, appunto per esser un tempo diventati tali, ne sappiano almeno qualcosina, di sesso?!”

    Ahahah.. cosa sanno come mettere il “coso” nella “cosa” ..??
    Questo lo sanno anche gli animali!

    No guarda non sanno proprio NULLA di sesso..
    Non è questa l’educazione sessuale!!

    Nè tantomeno quella fatta in parrocchia visto che si basa sui testi sacri e NON sulla realtà scientifica!!
    E infatti la scienza, per l’ENNESIMA VOLTA, dice cose totalmente contrarie a quello che dice .. la parrocchia..dove si fa solo indottrinamento.

    Dove le famiglie sono indotte a non usare il preservativo e a fare decine di figli per avere più battezzati possibili.

    Che farete il giorno in ci sarà illegale iscrivere minorenni nella chiesa?

    Shiva101 vi sconfiggerà!!

    • To_Ni scrive:

      Shiva 101
      Da piccolo ti hanno allattato con la sambuca contraffatta ?
      Dimmelo … :-) ….. ormai abbiamo una certa confidenza.

    • Raider scrive:

      Shiva non riesce a uscire neanche morto dal binario101, che deve sconfiggere, nemmeno con la noia di sentirsi parlare è capace di spuntarla. Allora, va bene l’educazione sessuale nelle scuole, affidata a gente che si ritreine più affidabile dei genitori: che, per meritare il titolo, devono essere infallibili. Cero è che l’educazione sessuale in Uk non ha funzionato, se voleva prevenire malattie sessuali e aborti di ragazzine appena puberi: ma, perquanto riguarda la liberalizzazione sessuali dei bambini, funziona, con l’età dei rapporti sessuali che si abbassa e contesualmente, la richiesta di abbassare l’ètà in cui sono consentiti ai minorenni rapporti sessuali che aprono la strada alla legalizzazione dela pedofilia.
      Del resto, che senso ha parlare di educazione sessuale se non si fa nulla per arginare la pornografia che circola su telefonini e Internet? E chi sono, bambini e adolescenti o adulti, sia repressi che “disinibiti”, a diffondere questo lerciume che intossica la gioventù? L’educazione sessuale nelle sue applicazioni tecnico-pratiche non ha segreti, per molti govanissimi che vengono precocemente svezzati al sesso, come suol dirsi, virtuale: e le teorie gender sarebbero solo il perfezionamento di un ciclo di apprendimento che ha nei nuovi media i nuovi mostri.
      L’educazione, la semplice buona educazione è un passo fondamentale per tutto. La sensibilità personale, vissuta all’interno della famiglia e nei più dversi contesti sociali in cui i giovani sono inseriti, non può essere oggetto di un programma di Stato o di un’utopia psico-sanitaria. Se vi sono coppie che non sanno come affrontare l’argomento con i figli – non è una tragedia: è avvenuto e avviene in tantisissimi casi – possono contattare specialisti che potranno seguire i loro figli individualmente. Ma all’educazione sessuale di Stato o commissarile a norma UE è una forma di indottrinamento cui le familgie hanno il diritto e il dovere di opporsi.

      • To_Ni scrive:

        Caro Raider,
        io da tempo ho confinato Shiva101 nelle macchiette. A suo modo è un “caso” perche rappresenta la concretizzazione di un tipo di individuo sul quale il sistema culturale dominate ha provocato la formattazione dell’intelligenza per innestare un sistema di pensiero più a buon mercato . Non c’è un barlume di senso critico, nessun interesse di conoscenza, nessuna elaborazione personale ma risposte confezionate, automatiche e volgari . Probabilmente Shiva ha una sua costituzione (o dotazione) per cui il risultato è più evidente nelle sue conseguenze. Ma non è il solo, trovo che neanche Nino e Filomena riescono a discostarsi da tale impostazione . In particolare Filomena, con il post sopra dove per giustificare la “sua” educazione sessuale chiama in causa il triste episodio di cronaca. Opera come Schiva anche se in maniera più elaborata. Sottende che la famiglia non è stata “in grado” a tutelare la figlia per la mancata “educazione”. Io mi abbandono a qualche sberleffo (per insofferenza) ma sinceramente come si può rimanere di ghiaccio di fronte a chi sposa la tesi che quella violenza è dipesa da una carenza di educazione sessuale? Chi ha una pallida cognizione di famiglia sa benissimo che la cosa più importante, la prima, quando i figli rientrano a casa dalla scuola è guardarli e vederli. Scrutare la loro serenità o la loro preoccupazione chiedere, insistere, essere responsabili nel senso di essere capaci di “saper rispondere” ( se non ricordo male il significato etimologico della parola responsabilità). Ma cosa c’entra questo con questo con l’educazione sessuale?
        E’ da pensare proprio l’esatto contrario. Chiamano educazione sessuale il propagandare uno schema di comportamento avulso da ogni sistema di valore. Insistono con una materializzazione pruriginosa del sesso che spinga, in nome della solita becera idea di liberta, ai comportamenti più sfrenati. La violenza può solo aumentare. Abbiamo propagandisti peggio che bestie e senza vergogna .

        • Raider scrive:

          Toni, leggere quello che scrivete tu, Giannino e Q.B., qui sotto, mi rinfranca: e non voglio nemmeno dire che è così alla faccia di Paolo Venisi, che sembra intrappolato nel binario di un nickname che associa il nome del dio indù della distruzione a una serie di suggestioni numerologiche e di altro genere, tutte cose da cui dovrebbe tenersi lontano in coerenza a convinzioni che, così, non rispetta più di se stesso – un genere di coerenza, questo, che dice a cosa porta la causa per cui si batte.
          E’ periodo di Quaresima, ricorda Q.B.: i segni di qualcosa di profondo e grave li cogliamo intorno a noi. Vanno in un’unica direzione, lungo un binario a Pensiero Unico: sempre più chiaro è che quello che possiamo non è rimesso a noi. Ma agiamo come se fosse così. e preghiamo.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Con codesto commento, caro Shiva, da sommo sei diventato imo.
      Gli animali, tanto per cominciare, la perversione di cui è capace l’essere umano che è bacato dal peccato originale, manco se la sognano.
      Che i genitori non sappiano NULLA del sesso è un’affermazione che definirei alquanto spericolata, se non proprio da TSO urgentissimo,
      Tuttavia, volendo venirti incontro, se per “educazione sessuale” tu intendi la descrizione dettagliata delle varie modalità di intrattenimento* sessuale tra due persone dello stesso sesso, allora probabilmente non sei lontano dal vero, visto che i genitori sono normalmente persone eterosessuali, che per certe cose possono al massimo provare una istintiva repulsione da reprimere con grande fatica.
      Che in parrocchia si faccia educazione sessuale basandosi sui testi sacri è solo un tuo ridicolo pregiudizio di cui chi si è sposato in chiesa non può che ridere a crepapelle, ma è inutile fartelo presente, tanto tu presumibilmente non ti sposerai mai in chiesa e dunque non potrai verificare in prima persona l’entità della bischerata che hai sparato senza cognizione di causa.
      * Invece di “intrattenimento” volevo usare “accoppiamento”, ma tale termine, per ovvi motivi, mi è parso inadeguato, visto che con esso genericamente ci si riferisce all’atto sessuale finalizzato alla riproduzione.

    • Q.B. scrive:

      Non si può negare che il troll shiva sia un commentatore capace di mettere pervicacemente il culo davanti alle pedate (leggasi insistere con determinazione a farsi ridicolizzare da tutti); eppure sono certo che dietro la maschera tafazziana si nasconda chi nella vita ha subito abusi e sofferto traumi che hanno lasciato segni quantomai visibili. Credo sia qui per gridare il suo dolore.

      E se qualcuno lo chiede dico si, siamo in Quaresima e questo vuole essere un esercizio di carità rivolto a chi soffre, per quanto irritante egli sia.

  9. Paolo Venisi scrive:

    A Giannííí…. ora gli animali sono immacolati come la Madonna?

    Ma pure l’uomo discende dalle scimmie ovvero era ed è un animale..

    sto peccato originale allora DO ‘STA??

    ma non vedi a quali contraddizioni siete ridotti??

    In parrocchia si fa educazione sessuale basandosi sul catechismo e sulle encicliche papali come l’humanae vitae
    che SONO basati sui testi sacri..

    e non credo proprio che papa Paolo6 abbia interpellato degli specialisti sessuologi per scrivere quella propaganda al proprio potere..

    Non soffrite più ascoltate Shiva101 Egli vi salva!!

    • Giannino Stoppani scrive:

      Non ho capito se il tuo è un penoso tentativo di cambiare discorso oppure il tentativo di conoscere i almeno rudimenti della religione che tanto dimostri di odiare e ignorare nella stessa misura.

    • Raider scrive:

      Si diceva ‘medico, cura te stesso’, figurarsi se chi soffre di un patologico senso di onnipotenza salvifica può scampare a questa patologia innocua per gli altri. Comunque, gli animali sono innocenti, cioè, non sono respponsabili di quello che fanno: e Shiva, ma ce n’eravanmo accorti, vuole sottolineare che razza di animale è, senza, perciàò, sentirsi in conflitto di interessi con gli animali. E in effetti, non è questo, no, il conflitto che lo dilania – se ne vuole parlare… E neppure quello con la dotrina cattolica, che Shiva ignora allo stesso modo e allo stesso titolo delle bestie dei campi: la differenza, che gli sfuggirà, è che le bestie de campi non scrviono post pretendendo di insegnare ciò che non hanno potuto imparare.

    • To_Ni scrive:

      Shiva 101 … fioretto si …fioretto no …fioretto si ….fioretto no….

      Hai letto che amici miei e tuoi sopra propongono di dedicarti, stante il periodo, un fioretto. Ho dei dubbi e te li confido: Io trovo che se tutti ti prendono metaforicamente a pedate e ceffoni metaforici si persegue un fine edificante e si realizza un amorevole gesto di rimetterti con i piedi per terra dopo i momenti di delirio che vivi quando sfuggendo all’infermiere hai accesso ad un pc. Credo che se per la Quaresima ti si lasci scorrazzare nel sito con i tuoi impulsi bestiali, la tua tendenza alla blasfemia, le tue farneticazioni sulla famiglia (a te sconosciuta) ed altre compulsioni, tutte cose che ti dominano, si compromette il percorso terapeutico intrapreso. Comincerai a pensare che “hai steso tutti” … comincerai a guardarti allo specchio a lungo, e comincerai metaforicamente (spero solo metaforicamente) a trascurare l’igiene e, penserai, che tanto profumi lo stesso. Non so se ti si rende un servizio. Non so se è vero bene nei tuoi confronti. Ma ti dicevo … sono dubbi.

      • Q.B. scrive:

        Gentile toni, l’intendimento non era certo abdicare al dovere della correzione fraterna, che a troll Shiva è necessaria come l’aria. Era solo un invito alla riflessione sulla severità della sofferenza umana che grida da dietro quel volto sfregiato dalle circostanze della vita (se con o senza colpa non sappiamo). Era un invito a tentare di rimodulare il gesto di carità (perché tale è il dileggio che il troll suscita) tenendo conto di questa dimensione tragica, seppur riconoscendo, io per primo, che i ceffoni (metaforici) il personaggio te li tira fuori dalle mani.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Ebbene, se a qualcuno la performance di Shiva e compagnia briscola, in questo tempo quaresimale, ricorda una dolorosa via crucis, a me invece mi vengono in mente le frustate finte dei figuranti vestiti da legionari nelle sacre rappresentazioni del Venerdì Santo.
          Se poi, per rimaner nella similitudine, si pensa che il condannato, anziché arrancare portando una croce, sfila impettito berciando e spernacchiando come un diavolo durante un esorcismo…

  10. Paolo scrive:

    Una lettera che definire macabra e grottesca in quanto all’ipocrisia e alla mal celata ideologia sottostante è dire poco.
    Come al solito dietro a parole e frasi tipo “privacy”, “famiglia” ecc si cerca di far passare l’ideologia religiosa che anche in questo caso vuole comunque imporsi a scapito di una necessaria, vera, scientifica ed oggettiva educazione sessuale che deve essere garantita anche nelle scuole.
    Vedete cari amici confessionali è proprio la visione distorta delle ideologie religiose in merito che rende questa educazione ancora più necessaria negli istituti scolastici…non potendo essere garantito ad un bambino di crescere in una famiglia che sappia trasmettergli le giuste informazioni sul sesso, la contraccezione,eccc almeno la scuola deve venir in aiuto.
    Non può essere legittimata una visione ideologica e distorta della vita affettiva e sessuale delle persone solo perchè conforme ad un credo religioso…non è concepibile in uno Stato evoluto che vengano passate come valide farneticazioni contro l’uso del preservativo, contro l’orientamento omosessuale, contro l’autrodetermionazione, ecc.
    Questi sono i valori di una società civile verso cui la scuola deve tendere…
    Il resto poi è solita fuffa religiosa senza alcuna base oggettiva ma riempita di pietose paroline quali “vuoto affettivo”, “pudore”, eccc…semplicemente urtante.

    • Nino scrive:

      Paolo, dai …addirittura macabra poi … bisogna essere tolleranti, non te lo hanno insegnato a scuola?

      • To_Ni scrive:

        @ Nino
        No, ….. ti prego, fallo esprimere che è meglio. E’ importante il fatto che chiama “paroline” il “vuoto affettivo” o il “pudore” per deridere. Significa che non ha idea di precisi sentimenti. Almeno per me è importante che lui lo dica perché manifesta compiutamente la sua natura. Legittima il dirgli che sconosce la profondità dell’essere umano (cose che attengono l’anima e che la “sua scienza” genitale non può svelagli). Peccato che sei come lui, altrimenti il suo dire ti avrebbe allertato con un campanello d’allarme.
        Lascialo scrivere ….. ti prego. Non me lo reprimere.

        Caro Nino, basta Paolo, veniamo a noi (sento sempre che ami discutere con me). Cosa è la tolleranza? Come te la hanno insegnata a scuola? Che ti hanno fatto?

    • To_Ni scrive:

      Paolo mancava urlo tuo urlo di battaglia riproducibile in un “paraponzi ponzi po”.

      Non prendertela con il credo religioso e non chiamare in causa la scienza nell’educazione sessuale (a ben vedere è questa una situazione che esula anche dal fatto religioso). Le cose in se non hanno nessuna contrapposizione e poi l’interesse scientifico quando ci sei tu c’entrano un fico secco. Parla più tosto del fatto che si pretende di inculcare a dei bambini a partire dai 4 anni (secondo il famoso studio in sede europea del 2010) una educazione per mezzo di giocattoli che riproducono gli organi sessuali. Che si praticano nelle scuole materne, dei tuoi paradisi civili europei, esperimenti finalizzati a destabilizzarli facendogli perdere il senso d’identità (vestendoli indistintamente maschi e/o femmine). Che si propongono letture nelle scuole superiori prive di arte ma … pornografiche.
      Non c’è nessuna esigenza scientifica. Quella della necessità dell’educazione sessuale” è un vero e proprio bisogno, gonfiato artificialmente in maniera spasmodico con il quale si cerca di sottrarre autorità e responsabilità alle famiglie per metterla nelle mani di chi può, tramite organismi – commissioni ecc (cose ignote alla gente e che sicuramente non li rappresenta) portare avanti le scempiaggini che sopra o brevemente richiamato.
      Per creare una sessualità vissuta come semplice obbedienza ad un impulso e dove la volontà la ragione ed il sentimento non hanno voce in capitolo. Quindi una educazione sessuale che se da un lato viene, infondo, incontro all’esigenza di gente come te (che dove trovare una giustificazione a ciò che desidera e fare mirando a portare tutti al proprio livello), dall’altra è strumentale a creare una soggetto che obbedisce ad ogni impulso, cosi ingurgita meglio tutto, così è più servile e consumatore. .
      Per vedere qual è è il tenore dell’educazione sessuale che si vuole portare avanti, ne abbiamo del resto avuto un assaggio coni dépliant fatte dalle varie associazioni gaio che di tanto in tanto spacciano nei pressi della scuola.

      Ciao Paolo …. “paraponzi ponzi po”.

      • Paolo scrive:

        Sig. Toni….ma a parte il disco rotto che le hanno insegnato in parrocchia ha altro?
        La informo che non essendo vittima di paturnie religiose nè io nè altri dobbiamo trovare alcuna giustificazione per la mia normale, naturale e legittima vita affettiva e sessuale.
        Mi porta un caso di bambino destabilizzato da corsi de educazione sessuale? Possibilmente non proveniente da famiglie religiose che prima lo abbiano indottrinato a dovere…
        Vede se non fosse evidente la malafede dietro a questa lettera (abbiano almeno il coraggio di buttare la maschera) bisognerebbe veramente organizzare corsi di educazione sessuale in primis per gli adulti.

        Se le pensa che la famiglia sia il vostro strumento di indottrinamento poi mi spiace deluderla ma non è così…vi saranno bambini che riceveranno anche dalla famiglia una corretta educazione sessuale e altri meno fortunati che riceveranno un indottrinamento confessionale che di educatrivo non ha nulla (basta vedere la guerra al preservativo).

        Ps Continuo e continuerò a tirare a mano la scienza…che oggettivamente la smentisce su tutta la linea…e così sarà sempre. Amen

        • To_Ni scrive:

          @ Paolo,

          Forse è credibile che non hai bisogno di giustificazioni in un epoca che vede abolito il senso della vergogna. Non ho interesse sulla tua supposta “normale e naturale” vita sessuale, che trovo legittima solo se vissuta in ambito privato con pudore e dignità. Solo che queste sono “paroline”, per quanto mi risulta nel leggerti, che ti appaiono difficili se non sconosciute.

          Sul naturale:

          Prendo spunto da quanto hai obbiettato a Q.B. (“Fossi in lei eviterei di citare la natura…non le conviene”.) ti invito, ancora una volta, di abbandonare i freni inibitori, ad esternare quanto hai da dire. In merito io mi limito a constatare ancora una volta che tra le tante “nature” il normale possa essere riconosciuto alla pedofilia, la zoofilia, l’incesto e quant’altro. Io del resto credo che l’omosessualità sia naturale, ma come una potenzialità secondaria, quando vengono meno specifiche condizioni di sviluppo in una personalità.
          Sulle “patunie religiose”:
          Stancamente ripeto quello che è mio solito ribattere a chi come te si illude di essere de spirito libero: Non c’è nessuno (in tutte le epoche ed in tutte le latitudini del mondo) che è privo di un sistema devozionale una sfera del «sacro» che porta a vivere al di là della sopravvivenza fisica, la sfera in cui l’uomo mette in gioco il suo destino, spesso la vita, la sfera in cui sono radicate motivazioni più profonde, quelle che danno un senso alla vita. Certo, poi ognuno ha la religione che si merita. Il tuo è una schema devozionale sfortunato e preconfezionato, che pretende di dare un senso alla vita solo con una regressione infantile, come il poppante che porta istintivamente tutto alla bocca. L’obbedienza immediata ad ogni impulso che è legittimato per il solo fatto che l’avverti indipendentemente dalle motivazioni che lo sollecita. Ed a parte ciò la bieca accettazione di essere figlio del caso e destinato al nulla. Caro paolo, non sei uno spirito libero …. ma un pollo da batteria.

          Sulla scienza:

          Dobbiamo intenderci quale è tutta la scienza che ci smentisce. Se parli di quei studi che ti ostini a chiamare evidenze e ti riferisci alle adozioni a favore dei gay da parte dell’APA, Patterson, Tasker e simili, per non ripetermi e dilungarmi ti dico solo che è la “scienza” che ti meriti. Delle idiozie concentrate su quattro interviste spontanee, campioni limitati di popolazione con comparazioni di tra gruppi di riferimento improbabili. La tipica scienza che si commissiona quando si vuole sentire dire che si è “normali, naturali e legittimi”.

          Sul “bambino destabilizzato”

          Credimi sulla parola. E’ un discorso lungo, ma non è questo il problema, è difficile farlo con te che non hai la più pallida idea di cosa è un bambino se non un desiderio di una cosa da possedere (mi riferisco solo all’adozione) . Non hai idea di come cresce, di come ti guarda, di come si differenzia negli atteggiamenti con il padre e con la madre … e non sai quante altre cose. Ci sono momenti nello sviluppo della sua vita che pretende una direzione, una guida, delle certezze. E vuoi andarci tu, a partire da quattro anni (e questo mi fa imbestialire) …. con quattro zozzi chiamati, in un sistema di decadenza come il nostro, “esperti” … con che cosa? Con il giocattolo a forma di organo sessuale, vestendolo da femmina anche se è maschio ….. tutto per insegnarli il giusto modo di toccarsi e fare toccare. Nino sarà contento (spero che mi legga) … io li prenderei a pedate.

          Caro paolo…. chi è destabilizzato non capisce quando si destabilizza.

          Ciao Paolo… paraponzi ponzi……po.

        • To_Ni scrive:

          @ Paolo, mi ha favorevolmente impressionato l’arguzia della sua risposta. Le ho pure risposto congratulandomi.
          Spero che il moderatore pubblichi al più presto. Spero….

          • To_Ni scrive:

            Paolo, visto che bravi. l’hanno pubblicato subito.

            • Giannino Stoppani scrive:

              Che tristezza constatare che qualcuno crede che tutto diventi “normale e naturale” a furia di ripeterlo come un “ora pro nobis” delle litanie lauretane.
              P.S.: sulla sconcezza (epistemologicamente parlando!) della metodologia truffaldina degli studi che, secondo la fatina dei denti, dimostrano “parapaponzi ponzi po” ne trovi una sintesi assai esemplificativa in nell’articolo che ho già segnalato di Renzo Puccetti e Giuliano Guzzo “In difesa dello studio Sullins” su “La Croce” quotidiano.

              • To_Ni scrive:

                Finché lo ripetevano a se stessi come un training autogeno, per suggestionarsi, ci poteva pure stare. Il fatto è che adesso pretendono di imporlo. Ed hanno la sfacciataggine di dire che le famiglie indottrinano i figli e li devono avere in mano per educarli perché sanno cosa fare.

                Sullins ha fatto un signor studio, ma conoscendo le canaglie, gli scateneranno contro l’inferno.

    • Q.B. scrive:

      Si parlava di severità della sofferenza umana che grida da dietro un volto sfregiato dalle circostanze della vita, et voilà, ti compare paolo, leopardiano pastore errante per le steppe asiatiche piangendo la natura ingannatrice, sacerdote della fatina dei denti per il quale il grado di civiltà di una società si misura dalla libertà di ingroppata sconfinata; e poi insistono a dire che la sofferenza non sia un tratto comune tra gli attivisti della gaiezza.

      • Giannino Stoppani scrive:

        Uno degli aspetti più divertenti di certi interventi è senz’altro il modo con i loro autori ci figurano il “mondo migliore” prossimo venturo ove, manco a dirlo, giammai ci sarà posto per quello che a loro non garba, ovvero usando una quantità tale di insulsa prosopopea autoreferenziale (“paraponzi ponzi po!”) che farebbe impallidire il più cialtrone degli imbonitori da televendita di batterie da cucina.

      • Paolo scrive:

        Mi scuso sig. q.b. ma davanti all’ennesima manfrina sulla sofferenza umana, eccc mi viene uno sbadiglio.
        Non so cosa abbia contro la fatina dei denti, e mi chiedo anche come mai in virtù di cosa le ideologie religiose debbano essere prese più seriamente della fatina che mette soldini al posto dei dentini.
        Fossi in lei eviterei di citare la natura…non le conviene.
        Di triste c’è solo la visione che vorrebbe propugnare lei, oltre che innaturale e castrante.

        Sig. Stoppani vede io sono un ottimista e mi auguro che certe demenziali assurdità (che piacciano o no non conta) in futuro non ci esistano più…se lei si sente di non acer un posto in virtù di ciò…problemino squisitamente suo.

        Ps. la smetterie di fare dello spirito…prima ha postato argomentando con un “peccato originale” siamo seri vahhh…

        • Giannino Stoppani scrive:

          Cosa sarebbe codesto? Il ruggito del coniglio?
          Se le risposte che ti fulminano le vuoi davvero far passare per tedio, allora ti conviene sloggiare alla chetichella facendo finta di nulla, viceversa, se per puntiglio non ti periti passare a piedi uniti la soglia del ridicolo, è ovvio per il lettore che i metaforici calci nelle tue pur già da lungo tempo devastate terga son arrivati puntuali come i treni giapponesi.
          Quindi, da bravo, vai a cuccia e pensa i soldini che ti porterà la fatina dei denti dopo tutti gli sganassoni che ti sei cuccato.
          P.S.: “Demenziale assurdità”, se ancora non lo avessi capito, è la definizione che meglio s’addice alle tue autoreferenziali e spocchiose bischerate.

        • giovanna scrive:

          Caro Paolo, 99 volte su 100 lascio perdere qualsiasi tentativo di conversazione con te, perché , come con Shiva, e ormai come con Gianni-Filomena, si capisce che c’è un handicap strutturale-mentale che ti annulla la capacità umana di interagire.
          Ma stavolta capita a fagiolo uno dei tuoi tanti farneticanti interventi ( e ti assicuro che non lo dico per patito preso, ma sono proprio farneticanti ! ) per dire che proprio in virtù di come sei ridotto tu qualcuno magari potrebbe farsi delle domande religiose sul significato del suo essere al mondo !
          Voglio dire, chi, leggendoti, o leggendo Shiva, in tutto il mondo, vorrebbe essere ottuso, disumano, ripugnante umanamente , come tu ti mostri ?
          Te l’ho detto un’altra volta : l’omosessualità è l’ultimo dei tuoi problemi.
          Il tuo problema è una infelicità e un disagio che si taglia a fette.
          E ora, se hai voglia, vai con la solita rispostina a pappagallo !

          E non parlare di bambini, neanche ti ricordi cosa è stato per te essere bambino, cosa ti ha causato tanta sofferenza psichica , che vuoi che ci passino altri bambini !
          Non è che lo devi raccontare qui, ma lo sai che qualcosa è successo.

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