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«È inaccettabile che lo Stato riapra le case chiuse. Questa non è una battaglia da bacchettoni ma da esseri umani»

aprile 24, 2014 Emmanuele Michela

Intervista al direttore della Caritas don Roberto Davanzo alla luce del rapporto sul lavoro delle unità mobili che operano con le prostitute e del referendum indetto dal consiglio regionale lombardo per abolire la Legge Merlin

Bisogna combattere la prostituzione in ogni modo, ma riaprire le case chiuse non serve a nulla. È questa la posizione del direttore della Caritas Ambrosiana don Roberto Davanzo, che commenta con tempi.it il dossier appena uscito sull’attività delle unità mobili del “Tavolo cittadino tratta e prostituzione”, una realtà che da dieci anni riunisce diverse associazioni laiche e cattoliche che portano assistenza a prostitute e transessuali e che tra il 2012 e il 2013 ha incontrato più di 1300 persone.

IL DRAMMA DELLE PROSTITUTE. Sono sette i drammi di queste donne che il dossier mette in evidenza e che Davanzo conosce bene. Si va dallo sfruttamento, caratterizzato da «vere e proprie condizioni di tratta per opera di organizzazioni criminali», ai problemi di salute, perché tra chi si prostituisce è alto il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili, di abortire e di avvicinarsi al mondo della droga.
Senza contare che spesso le prostitute si trovano in una condizione di fragilità e isolamento, con la quasi impossibilità di reinserirsi nel mondo lavorativo legale e la conseguente marginalità dalla società. Gli aspetti più preoccupanti, infine, sono quelli connessi alla tratta, con le donne che sono costrette a patire sofferenze e traumi di ogni sorta, incappando in situazioni di depressione, ansia, aggressività e sindrome post-traumatica da stress.

IL REFERENDUM SULLE CASE CHIUSE. Tutto questo succede a Milano, città dove il consiglio regionale lombardo ha votato “sì”, poche settimane fa, indicendo un referendum per abolire la Legge Merlin e riaprire così le case chiuse. «Quella legge di certo non è perfetta, ed è impensabile che da sola risolva il problema», commenta don Davanzo. «Tuttavia è inaccettabile che uno Stato con un timbro possa rendere etico e morale qualcosa che morale non è, ossia il fatto che una donna possa essere comprata».
I dettagli raccolti dal dossier del “Tavolo” gli danno ragione. Togliere le squillo dalle strade per destinarle a strutture chiuse dove possano esercitare il proprio lavoro in via legale non è la soluzione: «È vero, ci sono alcuni quartieri in città che rischiano di diventare invivibili, penso ad esempio a Viale Abruzzi. Però tutto ciò non è sufficiente perché lo Stato autorizzi qualcosa di simile».

«NON È BATTAGLIA DA CATTOLICI». Nel dibattito sull’abolizione della Legge Merlin, don Davanzo intravede un processo molto pericoloso: «Il ragionamento è lo stesso che si usa quando si parla della stanza del buco: dato che non riusciamo a limitare il fenomeno della tossicodipendenza, lo avvolgiamo in uno strato di legalità così da renderlo morale e lecito. Ma tutto ciò è inaccettabile, il vero nodo è un altro: è accettabile che ci possa essere un commercio dell’amore e della sessualità?».
Argomenti da non bollare come “cattolici”: «Questa non è una battaglia da bacchettoni o da moralisti, bensì da semplici esseri umani: dietro alla scelta di combattere la prostituzione c’è un concetto di umano che non ha una sua connotazione religiosa».

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38 Commenti

  1. Cisco scrive:

    D’accordo su tutto tranne che sulla cosa più importante, che detta da un sacerdote fa accapponare la pelle: «Questa non è una battaglia da bacchettoni o da moralisti, bensì da semplici esseri umani: dietro alla scelta di combattere la prostituzione c’è un concetto di umano che non ha una sua origine religiosa».
    In realtà solo uno sguardo cristiano, cioè profondamente religioso, su una persona può dire una cosa del genere, perché è questo sguardo che rende più umani.

    • ftax scrive:

      In realtà uno sguardo cristiano è, soprattutto, profondamente UMANO. Quindi è capace di andare al fondo della natura umana, che è fatta già così dal suo Creatore.
      Il problema è riconoscere la propria natura, che è inalienabile e assoluta.
      Ma questo è responsabilità di ogni uomo in quanto tale, non è privilegio del cristiano: per questo il sacerdote ha detto bene.

      • Cisco scrive:

        Si Ftax, ma non bisogna dimenticarsi che quel tipo di UMANO che guarda a una donna non come oggetto sessuale, ma come una persona la cui dignità supera i suoi peccati, nasce dall’incontro con Cristo, come nel caso della Maddalena: anche i farisei erano esseri umani, ma non veramente UMANI. Per questo il sacerdote ha detto una minchiata, con tutto il rispetto per la sua opera che testimonia con tutta evidenza che lui Cristo l’ha incontrato, a differenza dei magnaccia

        • ftax scrive:

          Con tutto il rispetto per la devozione religiosa che dimostri, non vorrei che la minchiata la stessi facendo tu dicendo che i farisei “non erano veramente umani”.
          Se quello che affermi fosse vero, sarebbe tempo perso anche fare i missionari, magari presso popolazioni che hanno usanze e costumi radicalmente contrari alla morale cristiana…
          Ripeto: il sacerdote ha detto bene perchè ha semplicemente toccato il senso religioso che sta alla base di ogni uomo, religioso o no (come diceva anche San Tommaso d’Aquino).

          • Cisco scrive:

            Caro Ftax, i missionari – tra cui mio zio – vanno appunto ad annunciare il vangelo alle popolazioni indigene, non a dirgli di non andare a puttane, che è la conseguenza della conversione. Proprio perchè anche gli indigeni a puttane ci vanno eccome, sono poligami e applicano spesso la pena di morte. Ciò non significa che non sono umani, ma che solo l’incontro con Cristo – attraverso l’educazione – può tirare fuori dalla loro umanità una umanità redenta, cioè una umanità che li possa far agire da persone create a immagine e somigianza di Dio. Educare significa proprio questo, “tirare fuori” il meglio dell’umanità di una persona, dargli quel criterio secondo cui possa liberamente scegliere se essere o meno all’altezza dei suoi desideri più autentici. In questo senso ho fatto la distinzione tra semplice condizione umana e “umanità eccezionale” (ri)nata dall’incontro con Cristo.

          • Cisco scrive:

            Caro Ftax, senza conversione il senso religioso non è sufficiente per accettare pienamente di trattare le donne con dignità. Altimenti sarebbe appunto tempo perso quello dei missionari che – come mio zio comboniano – spendono la propria vita ad annunciare Cristo a chi ancora non lo conosce, sebbene in quanto creatura ha già un suo senso religioso. San Tommaso – e la Chiesa – dicono che il senso religioso connaturato con l’uomo rende questo “capace di Dio”, ma senza accettazione della Rivelazione l’uomo non può conoscere fino in fondo la verità. Altrimenti la Pasqua sarebbe inutile. E nessuno vorrebbe le case chiuse.

    • Fran'cesco scrive:

      Forse voleva dire solo che non c’e’ bisogno di riconoscere di essere religiosi per arrivare ad essere uomini veri (e quindi riconoscere che la prostituzione va combattuta).

  2. Daniele Ridolfi (Sentinella in Piedi) scrive:

    Per Emanuele Sarti:

    “Ne gioverebbero anche i rapporti uomo donna”.

    Emanuele, ma in che mondo vivi?
    La prostituzione distrugge i rapporti umani e mercifica il corpo delle persone. Non c’è alcun giovamento in tutto questo…

    • Emanuele scrive:

      Vivo in un mondo, anzi, stato in cui gli uomini per fare sesso si devono caricare delle mille seghe mentali delle donne condizionate dalla morale cattolica secondo la quale se ti piace il sesso sei sporca.
      Oltre al fatto che ci sono cofani che se la tirano e uomini che si fanno sottomettere, con la prostituzione questo sparirebbe.

      • Daniele Ridolfi (Sentinella in Piedi) scrive:

        Allora scendi in strada e vai a parlare con le prostitute e chiedi loro se sono felici di fare quel lavoro…

        P. S. Io di andare per le strade a vedere le condizioni in cui versano le prostitute l’ho fatto ed ho avuto modo di constatare che sono tutt’altro che felici…

        • filomena scrive:

          Ecco che esce fuori l’esperienza diretta…..vi ricordate del deputato Mele dell’UDC che è stato trovato a letto con prostitute e per giustificarsi ha detto che la famiglia era lontana e lui a Roma si sentiva solo?

          • Fran'cesco scrive:

            che c’azzecca ???

            • EquesFidus scrive:

              C’entra che bisogna spalare fango (se non ben di peggio) contro i cristiani e non c’è niente di meglio che prendere coloro che dichiarano di esserlo e poi ne fanno di cotte e di crude, conseguendo il duplice obeittivo di dichiarare che i cristiani sono ipocriti e di mettersi a posto la coscienza dicendo che, in fondo, di persone senza peccato non esistono e quindi si può fare ciò che più aggrada (e se la premessa è veritiera la conclusione è fallace). Purtroppo, i cristiani soffrono più per il “fuoco amico” proveniente da sedicenti correligionari che per l’odio degli anticristiani.

              • filomena scrive:

                Non era certo per mettere a tacere la coscienza che ho citato Mele ma solo per dire che qualche volta sarebbe meglio non fare grandi proclami di santità per i cattolici e poi …. farsi beccare come polli.
                Meglio forse non sparare sentenze.

                • Fran'cesco scrive:

                  Peccare, si chiama, peccare. Siamo tutti peccatori, e Cristo e’ morto in croce per redimerci. E ci ha detto “va’ e non peccare piu'”.
                  San Paolo li mandava a morte, i Cristiani, guarda un po’ chi e’ diventato…

          • beppe scrive:

            quelli di sinistra non sono migliori, sono solo più furbi.

          • Daniele Ridolfi (Sentinella in Piedi) scrive:

            Cara Filomena,
            io dalle prostitute ci sono andato non per “consumare un rapporto sessuale” con loro, ma per fare evangelizzazione di strada insieme agli operatori dell’Associazione “Papa Giovanni XXIII” (fondata da Don Oreste Benzi). Facendo questo, ho potuto vedere coi miei occhi e sentire con le mie orecchie l’abisso di dolore in cui queste ragazze vivono. Per questo dico che la soluzione dei problemi di queste ragazze non è la riapertura delle case chiuse (che, anzi, aggraverebbe persino la situazione), ma è proporre a queste ragazze un radicale cambiamento di vita (ed alla “Papa Giovanni XXIII” le aiutiamo proprio a venire via dalle sofferenze della strada, a farle sentire meno sole, a trovare un lavoro dignitoso, a formare una famiglia, ecc…).

            • filomena scrive:

              Mi fa piacere che lo scopo di scendere in strada dalle prostitute non sia stato quello di “consumare un rapporto sessuale” , tuttavia consiglierei se si vuole fare una opera buona di aiutarle concretamente più che evangelizzarle (di cui probabilmente non sentono minimamente il bisogno), magari denunciando lo sfruttatore e attraverso l’Associazione dando loro un posto dove e di che vivere. Temo che del vostro proselitismo non se ne facciano nulla come dei vostri propositi di decantare la famiglia.

            • IO scrive:

              Evidentemente a voi cattolici dà fastidio perchè toglierebbe la prostituzione dalle strade e verrebbero meno i presupposti per i vostri enti di beneficienza che ricevono lauti finanziamenti e incentivi fiscali dallo Stato.
              Questo spiega come mai la Chiesa ha sempre ospitato e tassato dentro i suoi territori ( Stato Pontificio ) le case di tolleranza per secoli. Il motivo è semplice: fino al 1870 era il Pontefice a incassare gli introiti fiscali di tale attività. Da quella data in poi è un’altra autorità a farlo, ossia lo Stato Italiano, in quanto lo Stato Pontificio da quel momento in poi cessa di esistere. Come al solito il motivo vero sono sempre i soldi. Tutti i discorsi etici e morali sono solo una maschera e un paravento per giustificare questa situazione assurda e paradossale.

          • Menelik scrive:

            Era un misero tentativo di scusa per cercare di venir fuori dai guai giudiziari per aver dato cocaina ad una prostituta e questa era andata quasi in coma per overdose.
            Le sue parole non hanno il minimo significato, solo le cazzate che si dicono in questura per tentare maldestramente di creare un’attenuante.

        • Emanuele scrive:

          ma infatti io parlo di persone adulte e cosenzienti che vogliono fare questo lavoro o regolarizzarlo. Quelle sfruttate vanno aiutate, punto!

          • leo aletti scrive:

            Mi risulta che nello Stato Pontificio esistevano le case di tolleranza. Oggi vedo che la comunità di don Benzi agisce con successo nel settore. Proporrei che si legiferasse secondo quanto viene fatto dalla comunità di don Benzi di Rmini. Il resto è sfruttamento.

          • Fran'cesco scrive:

            Lavoro? Regolarizzarlo???
            Se anche volessimo chiudere 2 occhi sull’immoralita’ del “lavoro”, come si fa a pensare di considerarlo equivalente ad altri lavori, e sperare che si possano applicare le regole applicabili al normale mondo del lavoro???
            Facciamo un paragone con altri “vizi”: il gioco (e guarda il disastro delle sale giochi in questi tempi), la droga (radicali che vogliono liberalizzarla…)….

  3. Ale scrive:

    Le cosiddette case chiuse vanno riaperte perché soltanto così si impedirà a TERZI di sfruttare economicamente il corpo di una donna. Si toglieranno tante ragazze dalle strade che, non vogliono fare le prostitute, ma sono obbligate da sfruttatori. E chi invece vuole “vendere” il proprio corpo sarà seguita per evitare malattie e sfruttamento economico da parte della malavita. Inoltre pagheranno le tasse e si garantiranno la loro pensione e nel momento che vorranno smettere nessuno le “costringerà ” a continuare. Non mi sembra che negando alle prostitute un posto sicuro e controllato dove prostituirsi “le case chiuse” il fenomeno della prostituzione sia scomparso. Il presupposto della Legge Merlin ovvero chiudere le case chiuse per abbattere la prostituzione ha ottenuto tutto l’effetto opposto. E’ ora che i cristiani smettano di pensare che tutti devono vivere secondo l’insegnamento di Cristo. Chi non vuole farlo e’ libero di non farlo perché Dio che ci ha creato e ci ha fatto “liberi”. Come Dio non ferma la mano degli assassini, stupratori, pedofili così i cristiani non possono imporre il loro credo e modus vivendi a chi non lo è . Sarebbe bello che Dio potesse intervenire nella vita umana, ridistribuendo le ricchezze, non avremmo più la fame nel mondo, oppure fermasse la mano degli assassini. Non interviene nella vita dell’uomo perché l’ha fatto libero. Lo stesso gli uomini non possono costringere altri uomini sulla base di un credo religioso. La prostituzione per un cristiano e’ peccato ma per altre religioni non lo è . Lo Stato deve essere Laico. La prostituzione se decisa dalla persona senza costrizione va rispettata e regolamentata per evitare lo Sfruttamento da parte della Malavita che Riduce le Persone in Schiavitù. Semmai i cristiani possono adoperarsi per aiutare ” chi è smarrito a trovare la giusta strada, ma non possono imporre tale strada contro la volontà di quell’individuo” .

    • Gabriele scrive:

      Parole sante.

    • Fran'cesco scrive:

      Uno stato civile non puo’ autorizzare prostituzione, droga, scommesse che rovinano le famiglie…
      Che messaggio si passa ai nostri figli?
      E’ una questione umana, come dice l’articolo.

      • Gabriele scrive:

        Effettivamente è più civile subappaltare alla mafia.
        La nostra coscenza, alleviata, ringrazia.

        • Fran'cesco scrive:

          Fammi capire, siccome la mafia esiste, e gestisce attivita’ inumane, per combatterla legalizzo e voglio (pretendo di) controllare queste attivita’?

          • Gabriele scrive:

            Perchè no? Lo stato gestisce il dolore, la malattia, la morte e con le case farmaceutiche e i pazienti ci ricava entrate. Lo stato non è un ente morale. Se sottrae attività alla mafia regolando diversamente dei settori in cui la criminalità lucra io penso sia positivo.
            Credo oltretutto che la collaborazione con lo stato,per la delicatezza dei casi, di qualsiasi entità religiosa, sia più “confortevole”rispetto al boss di turno. Sempre che si escluda l’ipotesi che stato e mafia siano equivalenti.
            O la seconda migliore del primo.

            • Fran'cesco scrive:

              Allora chiediamo allo stato di gestire le “esecuzioni” di mafia.
              Ti sembra troppo il paragone? Perche’ paragonare allora la prostituzione (cercata dall’uono) alla malattia (fisiologica della natura dell’uomo)?

              • Gabriele scrive:

                Anche le pulsioni sessuali sono fisiologiche nella donna e nell’uomo e per soddisfarle, chi non ha moglie o marito, o per qualsiasi altro motivo alcuni frequentano chi offre sesso a pagamento.
                Non sei d’accordo ? Bene fai opera di redenzione.
                Considera però che comportarsi “bene”e andare in Paradiso non è obbligatorio. auguri.

                • Fran'cesco scrive:

                  Bene, aggirato il problema della mafia torniamo al nocciolo:
                  e’ una questione umana, e uno stato civile non puo’ essere contro l’uomo, autorizzare a vendere il proprio corpo.
                  Guarda caso chi ci rimette sono sempre i deboli (donne, straniere, senza lavoro, …)

    • Cisco scrive:

      Ale, dimentichi che i TERZI sfruttatori sono anche i clienti, non esiste solo lo sfruttamento economico.

      • filomena scrive:

        I clienti sfruttano sempre ciò che si offre loro e questo vale per tutti i rapporti di questo tipo. Condivido pienamente l’analisi di Ale e aggiungo una sola cosa. Questo genere di attività non può essere svolta solo dalle donne ma anche dagli uomini.

        • Fran'cesco scrive:

          Gia’ e chissa’ perche’ praticamente non esiste la prostituzione maschile… per favore!

    • AndreaB scrive:

      Buonasera Ale, mi permetterei di chiarificare e riassumere il suo interessante intervento. Mi corregga se sbaglio, ma ho avuto l’impressione che lei volesse dire quanto riporto nei seguenti punti.
      1) Lei ritiene che non sia giusto sfruttare economicamente il corpo di una donna, e fin qua sono perfettamente in sintonia con la sua opinione.
      2) Secondo lei riaprendo le case chiuse, nessun TERZO, potra’ piu’ sfruttare il corpo di una donna… Beh, su questo avrei molti dubbi… Innanzitutto legalizzando la prostituzione, uno degli sfruttatori diventerebbe sicuramente lo Stato.
      3) Dalle sue parole non ho capito con certezza se lei e’ o meno a favore della prostituzione, ovvero se la reputa una cosa negativa anche nei casi in cui la prostituta non sia apparentemente costretta. Le auguro, comunque, che nessuna sua parente, o persona alla quale vuole veramente bene, decida di intraprendere questo tipo di attivita’, perche’ non credo che le farebbe piacere.
      3) Lei ritiene che combattere la prostituzione porti meno benefici alla societa’, che quelli che porterebbe rendendola una istituzione… Appare troppo contraddittorio: sarebbe come dire che siccome rubare non e’ una cosa buona, mettiamo delle regole sul rubare, cosi’ piu’ nessuno si fara’ male, ed una parte dei furti dovra’ essere versata allo Stato, che istituira’ un fondo per aiutare chi ha subito i furti… Sembra un po’ pazzesco, non trova?

      4) E’ vero, il Signore ci ha creati liberi, infatti siamo anche liberi di non favorire la prostituzione, riaprendo dei luoghi precisi adibiti allo scopo… Ora, alla sua frase: “Come Dio non ferma la mano degli assassini, stupratori” eccetera, provi a sostituire, soprattutto nel caso lei non ci creda, alla parola “Dio”, la parola “Legge” e si accorgera’, come in una democrazia le leggi approvate dalla maggioranza, impongono determinati comportamenti, si spera giusti, alla minoranza che li ritiene sbagliati.
      5) Detto questo, lei afferma che gli uomini non possono costringere gli altri uomini, sulla base di un credo religioso.
      Ma questo, per lei significa che invece possono costringerli sulla base di un credo antireligioso?

      Fare in modo che lo Stato avvalli favorevolmente la prostituzione, aprendo, magari a spese dei contribuenti, delle case di malaffare, non eliminerebbe comunque la prostituzione di strada e la schiavitu': Come esiste il lavoro nero, cosi’ continuerebbe la prostituzione sommersa.
      Se la nostra societa’ partorisse un po’ meno persone con un’idea distorta e perennemente inappagante della sessualita’, forse i clienti sarebbero di meno ed anche le donne ridotte in schiavitu’.

    • AndreaB scrive:

      Buonasera Ale, mi permetterei di chiarificare e riassumere il suo interessante intervento. Mi corregga se sbaglio, ma ho avuto l’impressione che lei volesse dire quanto riporto nei seguenti punti.

      1) Lei ritiene che non sia giusto sfruttare economicamente il corpo di una donna, e fin qua sono perfettamente in sintonia con la sua opinione.

      2) Secondo lei riaprendo le case chiuse, nessun TERZO, potra’ piu’ sfruttare il corpo di una donna… Beh, su questo avrei molti dubbi… Innanzitutto legalizzando la prostituzione, uno degli sfruttatori diventerebbe sicuramente lo Stato.

      3) Dalle sue parole non ho capito con certezza se lei e’ o meno a favore della prostituzione, ovvero se la reputa una cosa negativa anche nei casi in cui la prostituta non sia apparentemente costretta. Le auguro, comunque, che nessuna sua parente, o persona alla quale vuole veramente bene, decida di intraprendere questo tipo di attivita’, perche’ non credo che le farebbe piacere.

      3) Lei ritiene che combattere la prostituzione porti meno benefici alla societa’, che quelli che porterebbe rendendola una istituzione… Appare troppo contraddittorio: sarebbe come dire che siccome rubare non e’ una cosa buona, mettiamo delle regole sul rubare, cosi’ piu’ nessuno si fara’ male, ed una parte dei furti dovra’ essere versata allo Stato, che istituira’ un fondo per aiutare chi ha subito i furti…
      Sembra un po’ pazzesco, non trova?

      4) E’ vero, il Signore ci ha creati liberi, infatti siamo anche liberi di non favorire la prostituzione, riaprendo dei luoghi precisi adibiti allo scopo… Ora, alla sua frase: “Come Dio non ferma la mano degli assassini, stupratori” eccetera, provi a sostituire, soprattutto nel caso lei non ci creda, alla parola “Dio”, la parola “Legge” e si accorgera’, come in una democrazia le leggi approvate dalla maggioranza, impongono determinati comportamenti, si spera giusti, alla minoranza che li ritiene sbagliati.

      5) Detto questo, lei afferma che gli uomini non possono costringere gli altri uomini, sulla base di un credo religioso.
      Ma questo, per lei significa che invece possono costringerli sulla base di un credo antireligioso?

      Fare in modo che lo Stato avvalli favorevolmente la prostituzione, aprendo, magari a spese dei contribuenti, delle case di malaffare, non eliminerebbe comunque la prostituzione di strada e la schiavitu’.

      Come esiste il lavoro nero, cosi’ continuerebbe la prostituzione sommersa.

      Se la nostra societa’ partorisse un po’ meno persone con un’idea distorta e perennemente inappagante della sessualita’, forse i clienti sarebbero di meno e sarebbero di meno anche le donne ridotte in schiavitu’.

  4. pse scrive:

    Considerato che questa “geniale” proposta di legalizzare la prostituzione viene dalla maggioranza abortista e razzista per cui il direttore Amicone ha invitato a votare per spiazzare i “poterazzi” sarebbe un autentico spasso assistere a tutto questo.
    Peccato che in realtà qui (come nel caso nasko) si giochi sulla pelle delle persone …

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