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Dopo il matrimonio gay, cosa c’è nell’agenda Lgbt? Ovvio, il “poliamore”. La Nuova Zelanda conferma un trend

giugno 12, 2014 Benedetta Frigerio

Il Comune di Auckland ha deciso di sovvenzionare un convegno di «persone Lgbti che contestano i matrimoni e le relazioni monogamici». Del resto è questa «la prossima rivoluzione sessuale» dopo le nozze gay

In Nuova Zelanda, dove il matrimonio omosessuale è legale da più di un anno, il movimento arcobaleno si sta già spingendo oltre, promuovendo il “poliamore” (ovvero le unioni fra più di due persone), per altro a spese dei contribuenti. Il Comune di Auckland ha infatti deciso di sovvenzionare una conferenza intitolata “Poly Panel” e dedicata proprio al poliamore “queer”, un tema importante secondo gli attivisti gay perché – si legge nell’invito all’evento – «oltre a contestare l’eteronormatività, molte persone Lgbti mettono in discussione i matrimoni e le relazioni monogamici».

RIVOLUZIONE? Il sussidio pubblico alla conferenza, concesso attraverso il Rainbow Door Fund, istituito dall’amministrazione della città appunto per «migliorare la vita delle persone Lgbti», ha scatenato molte proteste. Così come è fonte di polemiche la stessa rivendicazione al centro del dibattito, anche per via delle gravi conseguenze sociali che comporta, non ultima l’apertura di fatto alla tanto vituperata poligamia. Del resto già nel 2009 il settimanale americano Newsweek dedicò un servizio a un gruppo di cinque conviventi bisessuali (tre uomini e due donne) per avvertire che il poliamore sarebbe diventato «la prossima rivoluzione sessuale» dopo quella gay (Tempi ha parlato per la prima volta del “movimento poliamoroso” in questo articolo di Rodolfo Casadei).

SE L’AMORE DETTA LEGGE. A tentare di spiegare accademicamente come la campagna per il matrimonio fra persone dello stesso sesso comporti in qualche modo un’apertura verso altre unioni di tutti i tipi sono stati nel 2011 tre docenti di Princeton e della Notre Dame in uno studio intitolato “What is Marriage?” (Che cos’è il matrimonio?) pubblicato sull’Harvard Journal of Law and Public Policy: «Supponiamo – si legge nell’articolo – che i riconoscimenti legali del matrimonio valgano anche per le coppie dello stesso sesso secondo l’idea dei revisionisti, per cui, se non li si riconosce, si discrimina chi si unisce per amore. [Se questo fosse vero] la nostra legge discriminerebbe anche le unioni aperte, temporanee, poligamiche, incestuose o animali. Dopotutto, le persone possono avere un desiderio romantico e sessuale per più persone, per i propri parenti o per partner non umani». Naturalmente l’articolo finì al centro di una disputa furibonda e i tre furono accusati di intolleranza dagli attivisti Lgbt, ma già all’epoca ci stava pensando la cronaca a confermare la loro tesi.

I “PIONIERI”. In Olanda la prima unione poliamorosa a tre era stata formalizzata addirittura nel 2005, quando Victor de Bruijn, sposato con Bianca, si recò dal notaio per includere Mirjam in quella che l’uomo presentò come la prima unione civile a tre della storia olandese. In realtà si trattava di un contratto di coabitazione, ma i media rilanciarono volentieri la definizione di Victor e così la battaglia del movimento Lgbt per i “diritti” dei poliamorosi poté cominciare.
In Gran Bretagna, dove il matrimonio gay è stato legalizzato nel luglio del 2013, il Guardian ha “sdoganato” le relazioni multiple alla fine dell’anno scorso per voce di James Norman, che ha raccontato di molti amici che «mi parlano della gioia di intraprendere relazioni poliamorose basate sull’amore e il rispetto». Mentre negli Stati Uniti già nel 2012, pochi mesi dopo le prime dichiarazioni pubbliche a favore della legalizzazione delle nozze omosessuali da parte di Barack Obama, c’era già chi dava per vinta anche la battaglia per il poliamore: per esempio Julia e Jim Janousek, una coppia di Minneapolis, che hanno dichiarato alla stampa di avere “aperto” da tempo a un terzo uomo il loro matrimonio, ma «senza farne un dramma», neanche rispetto ai figli, poiché tanto, «quando andranno all’università, questo non sarà più visto come un grande problema».

LA SENTENZA. Sempre in America, per altro, è stato un giudice federale dello Utah, Clark Waddoups, a collegare indirettamente la battaglia per i diritti gay a quella per i diritti dei poligami. Come ha spiegato il New York Times il 14 dicembre scorso, il giudice ha dichiarato incostituzionali alcune parti della legge che proibisce la poligamia nello stato, dando ragione a Kody Brown, un mormone che ha quattro mogli e diciassette figli (sono i protagonisti del reality show televisivo Sister Wives). In particolare Waddoups ha abrogato la norma che vieta la “coabitazione”, non quella che vieta il matrimonio poligamico «nel senso letterale», ovvero il possesso di più certificati di nozze. Il motivo? Il giudice ha citato verdetto della Corte suprema nel caso “Lawrence contro lo Stato del Texas” del 2003, che cancellò la legge contro gli atti omosessuali perché la Constitution protegge le persone «dalle intrusioni ingiustificate del governo nella propria dimora o in altri luoghi privati» e «l’autonomia degli individui comprende la libertà di pensiero, di fede, di espressione e di comportamento intimo».

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53 Commenti

  1. giovanni scrive:

    Forse, basterebbe prendere sul serio una battuta di due miei amici, (marito maschio, e moglie femmina) per evitare che qualcuno possa prendere in considerazione la possibilità di un poli-amore. “tra due che si amano nascono talvolta problemi e complicazioni che rendono difficile il rapporto, moltiplica questi problemi per due, tre, o più……………”

  2. Cisco scrive:

    “relazioni poliamorose basate sull’amore e il rispetto”

    Come no corbezzoli! Un tale (poli)amore e un tale (poli)rispetto che è possibile porvi fine per mezzo raccomandata a/r. Secondo me le Sentinelle e non solo dovrebbero anche protestare contro il matrimonio civile, prima che all’ideologia LGBTQIetc si aggiunga anche quella specista, che rivendicherà anche il diritto delle grandi scimmie a sposarsi con Scalfarotto.

    • Raider scrive:

      Sono no limits le assurdità cui si va incontro quando si eleva a principio di civiltà e fondamento di diritto l’idea(le) sadiana che ha trovato un divulgatore in Toni Negri (ricordate’ “Imperium”, scritto con Michael Hardt: ‘il ‘Manifesto’ del XXI secolo, proclamarono a cappella, perdindirindina, le Grandi Firme della Grande Stampa e i Grandi Vecchi dell’accademia. Be’, dove sono le masse che sfilano in processione ostentando, almeno, l’edizione economica di quel capolavoro?): ogni desiderio crea diritto. Solo così l’inferno sono gli altri: e dopo che l’O.N.U. raccomanda di sostituire il termine ‘identità’ con ‘personalità’, il cerchio (dantesco) si chiude a ogni possibilità di uscire da un incubo.

  3. Shiva101 scrive:

    Ma a voi che ve ne frega dei matrimoni gay, poliamore ecc..?

    Nessuno vi obbliga a fare nulla, siete liberi di sposarvi con chi vi pare, rifiutare l’eutanasia, non ricorrere alla fecondaz assistita….

    lasciatelo fare a chi invece vuole avvalersi di questi diritti..

    vi da fastidio?

    • giovanni scrive:

      Shiva, guardiamo la questione solo da un punto di vista economico, tralasciando il resto. Se qualcuno si vuole togliere lo sfizio di sposare 7 donne, e avendo già una certa età, sul più bello gli viene un coccolone e rimane stecchito, le 7 “mogli” hanno diritto alla reversibilità, te ne fai carico tu? Questo è solo un esempio di una lunga serie………

      • Sasso Luigi scrive:

        Giovanni: hai centrato la questione. Una relazione sponsale non è mai un puro affare privato.

    • HalbertMensch scrive:

      Sembra il mondo sia pieno di intolleranti con l’aspirazione di riuscire ad impedire agli altri di fare della loro vita quello che loro pare tra l’altro tirando in ballo le motivazioni più assurde (ma se uno ha 2.500 mogli poi la pensione di reversibilità tocca a tutte?). Tocca farsene una ragione: come ha fatto il movimento lgbt così farà quello poliamoroso: pian piano sì farà strada per ottenere riconoscimenti.

      Cattorepressi: rassegnatevi, è questione di tempo.

  4. Italo Sgrò scrive:

    La cosa buffa è che questi strani ellegibittisti, quando fai loro notare che prima o poi avremo il matrimonio uomo-pollo, ti dicono (per ora, fino a quando il Comitato Centrale non ordinerà loro di sostenere queste nuove aberrazioni) che non c’entra nulla, che il pollo non è un essere capace di esprimere consenso e di amare liberamente. Ma è solo questo il problema? Se Pierino ama un pollo e lo vuole sposare non deve costituire un problema – per un moderno ellegibittista – il fatto che il volatile non esprima consenso. Basta dire a Scalfarotto di presentare un adeguato ddl che preveda la possibilità di sposarsi anche ai non consenzienti, nominando un curatore al pollo perché si esprima al suo posto, nel supremo interesse dell’amore nazionale.

    E sempre senza dimenticare che molte aberrazioni mentali vengono fondate su un documento, il DSM, che ormai gli stessi specialisti considerano carta straccia, altro che Bibbia (vedansi a proposito le stroncature del DSM operate dal National Institute of Mental Health).

    • Quercia scrive:

      Vi allego un’interessante intervista ad uno dei maggiori esponenti statunitensi di questo pensiero democratico.

      http://www.notizieprovita.it/filosofia-e-morale/matrimonio-omosessuale-eutanasia-per-la-filosofia-davanguardia-di-peter-singer-sono-quisquilie-intellettuali/

      Per quanto riguarda la poligamia, non occorre andare in nuova zelanda (o in canada, brasile, paesi bassi ecc). E’ sufficiente leggere alcuni documenti del gay pride di roma 2014 dove si fa espresso riferimento ai poligami.
      Tanto fra qualche anno ci sarà qualche genio autodefinito costituzionalista che sosterrà che le famiglie numerose tutelate dalla costituzione sono in realtà i gruppi poligami e li definirà “famiglie poliamorose”.

      • mike scrive:

        non sono anti-semita ma il fatto che peter singer sia ebreo, insieme al fatto che gli ebrei contano nella politica e nel mondo dello spettacolo che riesce a formare le opinioni, mi fa ritenere meno assurda la teoria del complotto sionista. ma più che altro mi fa ritenere che siano gli ebrei il popolo nemico della fede. da sempre. nel caso dio si è incarnato nel popolo ebreo perché il problema va risolto alla radice. idem circa la vocazione di abramo. è pure vero che un certo Adolf Hitler fosse in parte ebreo. sull’olocausto… forse han fatto finta di uccidere gli ebrei che si sono riciclati altrove, in america ma non solo. chiedo davvero scusa per aver detto cose di cui non sono assolutamente certo, non voglio offendere la sensibilità di nessuno specie se è ebreo. è solo che sapere tempo fa che peter singer fosse ebreo, e anche altra gente sui generis come lui, mi evoca un dubbio che comunque ho. sulla gente sui generis un esempio da manuale sono paul Stanley e gene simmons dei kiss. il gruppo hard rock che musicalmente non erano male ma che erano acconciati in quel modo. e che scrissero la canzone god of Thunder. e che avevano il logo con le 2 s al modo nazista.

        • filomena scrive:

          No tu non se razzista….però ritieni senza ombra di dubbio che la tua è in assoluto la verità, Dio si è incarnato nel popolo ebreo per risolvere il problema alla radice (la famosa soluzione finale?) e fare in modo che non eserciti più la sua influenza dando origine a complotti contro chi detiene la verità, Hitler avrebbe sterminato 6 milioni di ebrei sono per nascondere che per metà era ebreo facendo finta di odiarli…e tu non saresti razzista? Se rispetto alle diverse etnie ti esprimi così, immagino cosa faresti a chi sfida la tua religione rivendicando i diritti civili o chiedendo di essere considerato normale e non contro natura.

          • mike scrive:

            Filomena ma che hai bevuto qualcosa? ti droghi? ma li leggi bene i commenti?
            a parte che è solo un’ipotesi ma comunque è vero che gli ebrei ai piani alti contano, e parlavo della possibilità che i famosi 6 milioni non furono uccisi ma in realtà fatti andare in altri posti dove si riciclarono. magari cambiando cognome. e magari pure nascondendo l’origine ebrea. cosicché oggi magari persone o famiglie influenti che non lo sono ufficialmente in realtà sono ebree. io questo intendevo, e neanche ne sono molto convinto. sul problema alla radice è che mettiti nei panni di dio: se vedi che un popolo crea problemi agli altri che fai ovvio cerchi di fargli cambiare strada. ecco abramo, poi i profeti e poi l’incarnazione. era questo quanto intendevo dire. altro che soluzione finale! forse hai bevuto un bicchierino in più.

      • giovanni scrive:

        Italo, per me stanno esagerando, quando la gente ne avrà piene le p###e di queste cagate, comincerà a prenderli a calci in quella parte del corpo dove alcuni di loro amano prendere altro……

  5. augusto scrive:

    Vedo che anche in Nuova Zelanda la follia avanza !

  6. Orazio Pecci scrive:

    “Sempre in America, per altro, è stato un giudice federale dello Utah, Clark Waddoups, a collegare indirettamente la battaglia per i diritti gay a quella per i diritti dei poligami.”

    Lo Utah è lo stato dei Mormoni (che originariamente praticavano l’eptapoligamia- fino a sette mogli per uno), quindi immagino che il giudice Waddoups voglia annullare la legge federale antipoligamia del 1890.

  7. Giovanni Cattivo scrive:

    Tanto rumore per nulla. Nell’articolo non si cita nessuna richiesta di riconoscimento legale del MATRIMONI poliamorosi. E mi pare logico visto che uno con una mentalità del genere al matrimonio dovrebbe essere allergico.

    Se uno vuole vivere con altre persone che non sono il partner e i figli basta approvare una legge sulle unioni civili, che poi siano polipartner o vecchie zie penso non debba fregare a nessuno.ù

    In futuro qualcuno porrà il problema della poligamia? Ne parleremo, intanto possiamo già dire che abbiamo una millenaria esperienza di bambini cresciuti senza problemi in famiglie del genere e che il problema posto dal mio omonimo buono non esiste, la reversibilità è una, al limite si divide per sette.

    • Toni scrive:

      Tu non hai nessuna esperienza millenaria di bambini cresciuti bene in famiglie del genere. Anche se, per te, crescere bene è misurato con il tuo metro e questo non è confortante per nessuno

      • Orazio Pecci scrive:

        «Possiamo già dire che abbiamo una millenaria esperienza di bambini cresciuti senza problemi in famiglie del genere».

        Così all’impronta non me ne viene in mente neanche un esempio sufficientemente documentato. A meno che GC non si riferisca al caso dei sultani ottomani, nati per l’appunto in famiglie ampiamente poligame. La cui esperienza peraltro non sarebbe “millenaria” ma al massimo “plurisecolare” e che peraltro dimostrerebbe casomai il contrario, visto che la vita di famiglia nel Topkapi si sviluppava tra un tentativo e l’altro di soppressione reciproca perpetrati dalle diverse favorite del sultano dotate di figli maschi a danno dei figli maschi delle altre favorite, per sgombrare ai propri rampolli la strada verso il trono. Senza contare che il primo atto pubblico del nuovo sultano appena insediato era far fuori i fratelli meno fortunati per strozzare (letteralmente) sul nascere ogni possibile concorrenza.

        • Giovanni Cattivo scrive:

          La poligamia è diffusa in tutto il mondo musulmano (fino a quattro mogli, oggi è parecchio in regresso, per la verità) e senza limiti di numero in tutta l’Africa sub sahariana. Non è assente in altre parti del mondo.

          • Menelik scrive:

            I primi a parlarne male sono gli stessi musulmani.
            Scrivo questo per averlo sentito da un paio di marocchini, separatamente.
            Un marito che ha due mogli, anzi, diciamo le cose come stanno laggiù: POSSIEDE DUE MOGLI, innanzitutto deve essere di censo sufficiente a mantenere entrambe le donne e i figli di entrambe.
            Poi tra le mogli si scannerebbero dalla gelosia, gelosia non scatenata da sentimenti di amore o desiderio di sessualità col marito, ma da motivi finanziari.
            Di solito in quelle case ci sono due piani, in uno abita una moglie e nell’altro, l’altra, e con i rispettivi figli.
            Avere la poligamia liberalizzata, significherebbe che i più abbienti POSSIEDONO più donne, e i poveri mortali operai una e Deo Gratia che c’è quella.
            Una volta c’era falce e martello e i “ploretari”, oggi la contestazione settantasettara neopositivista si è talmente inborghesita da coltivare simili stronzate da altoborghesi dandies.
            E’ proprio vera la scritta sullo striscione alla manifestazione, anni fa, che diceva:
            PROLETARI DI TUTTO IL MONDO, PERDONATECI.

            • Velenia scrive:

              Poliamore anche polisuocere.Contenti loro….

            • Giovanni Cattivo scrive:

              Guarda che non ho mica detto che condivido la poligamia. Anzi. Sarei d’accordo al fatto che un uomo abbia più mogli se almeno la stessa legge autorizzasse la donna ad avere più mariti. Non succede da nessuna parte. Le poche società che da questo punto di vista sono egualitarie semplicemente non prevedono il matrimonio: Ed è ovvio, in più di due il matrimonio è un problema non da ridere, meglio evitare. Per questo questo genere di articoli mi sembrano allarmistici. A meno che non si inventi una forma ideale di poligamia ce adesso non esiste, allora ne parleremo, ma adesso non ha senso.

          • Quercia scrive:

            e quel genere di struttura sociale noi dovremmo importarla e prenderla ad esempio??

            …va beh voler sempre avere ragione, ma almeno trovate qualche esempio più positivo. Ottimo dai, domani mi sposo con una. Se non mi da figli la caccio di casa e se invece me ne da continuo a sposarne altre. Se qualcuno osa dirmi qualcosa tipo (guarda che tua moglie merita rispetto, guarda che i tuoi figli devono essere accuditi anche da te, guarda che i tuoi figli crescono con un pessimo esempio paterno con tutte le consueguenze presenti e future sia dal punto di vista individuale che della collettività, guarda che le donne sono persone tanto quanto te ecc ecc) gli risponderò che la poligamia è diffusa in tutta l’africa subsahariana.

            Visto che tirate fuori esempi del genere, faccio notare che in una nazione tanto più la famiglia è equiparata ad altre “società naturali” tanto più la struttura sociale di quel paese è disgregata e i cittadini stanno peggio. A meno che ora qualcuno non voglia sostenere che l’africa sub-sahariana è da prendere come esempio pure dal punto di vista socio-economico. Conviene che sorvoliate su questo discorso e ricominciate con la tiritera dei capricci negati negati, discriminazioni, libbbertà, ammmore e vi inventiate nuove parole tipo: poligamofobia.

            • Giovanni Cattivo scrive:

              Forse non mi sono spiegato. Dicevo che non risulta che la poligamia sia dannosa per i figli. Poi che sia uno dei peggiori esempi di patriarcato, una istituzione che tratta le donne come mucche mi sembra pacifico. Infatti le società con alti livelli di uguaglianza tra uomo e donna non hanno la poliginia e neppure la poliandria, ma forme deboli di matrimonio oppure libere unioni.

              • Quercia scrive:

                Non ti risulta che la poligamia sia dannosa per i figli? ma pensa…

                Come pensi che cresca una figlia all’interno di una simile “società naturale”?
                Come pensi che cresca un figlio vedendo suo padre che ogni altro giorno gli porta a casa una madre diversa e con quale concezione della donna cresce?

                La risposta è abbastanza ovvia, non credi?

                Oltre agli effetti sul singolo figlio/a cittadino/a, pensa che società o collettività si sviluppa se per famiglia si intende questo genere di “gruppi”. Questo per farti riflettere sul fatto che questi temi non riguardano solo ed esclusivamente l’ambito privato come si vorrebbe far credere, tuttaltro. Riguardano soprattutto la collettività e la sua struttura/caratteristiche.

                • Giovanni Cattivo scrive:

                  Come penso cresca un figlio in una società poligamica? Come il mio amico George Otieno brillante giornalista keniota il cui padre ha nove mogli.

                  • Giannino Stoppani scrive:

                    Insomma i figli maschi stanno benone e fanno i brillanti giornalisti, le femmine prese a calci e via andare.
                    E pensare che ieri su queste pagine c’era chi definiva la società occidentale “maschilista” del “padre padrone”?

                    • Giovanni Cattivo scrive:

                      No a volte fanno i ministri come Aminata Traorè (maliana) o la nostra Cecile Kyenge. Dipende dal tipo di famiglia. In generale comunque ( e l’ho già detto ) la poligamia si sposa con le forme più retrive del patriarcato-

                  • Toni scrive:

                    Se la poligamia si sposa con le forme più retrive del patriarcato, gli esempi fatti non contano un….!
                    I casi fortunati si trovano dappertutto, tra baraccati, tra figli di drogati, tra figli di prostitute …. e solo uno sciocco reputerebbe questi esempi significativi .

                  • Quercia scrive:

                    VA beh Giovanni..se rispondi così lascio perdere. Buona continuazione nel trollaggio 😉

                    PS: mi sorprende solo che Filomena non ti abbia già spolpato vivo dopo i tuoi commenti. Ma forse anche secondo lei la società poligamica subsahariana è un esempio da importare in Italia in quanto sicura produttrice di brillanti giornalisti e ministre.

                    • Giovanni Cattivo scrive:

                      Cosa c’è di strano nel direche la poligamia, per come si è storiamente detrrminata sin ora, non è dannosa per l’educazione dei figli ed è invece ingiusta nel rapporto tra i coniugi?

  8. Danilo scrive:

    Ma hanno fissato un limite numerico di coniugi?
    Eviva Eviva non ci sono limiti siamo tutti sposati!Libertà!Via amo tutti dal profondo del mio cuore!Si sposiamoci tutti siamo 7 miliardi una grande famiglia unita!
    Ci sono anche i cani?
    Be si puo fare,Eviva Eviva siamo tutti sposati e anche con i cani!Libertà!
    Pero stai discriminando i gatti!
    Giusto,eviva eviva,siamo tutti sposati con i cani con i gatti!Libertà!
    E ci sono gli idioti?
    Eviva Eviva sono tutti diventati idioti.Libertà!

    Pataccari sociali!L’ecesso di libertà porta all’idiozia.

  9. Federico dell'Arca scrive:

    Premessa: la “poli-gamia”, come dice la stessa parola, presuppone il γάμος, il gamete, quello stesso della “mono-gamia”. Ovvero, presuppone l’unione dei due sessi, la “coniunctio oppositorum”. Chi pratica l’omosessualità, a prescindere se in due o più di due persone, non può essere affatto “poligamo”, perché nell’omosessualità non c’è nessun autentico γάμος. Il fatto che voi associate omosessualità e “poligamia” rivela quanto la vostra prospettiva cristiano/cattolica – che vi porta ad adorare un dio estraneo se non contrario alla natura – vi confonda le idee su cosa sia naturale e cosa sia contronturale. Che vi piaccia o no, la poligamia è cosa sana e giusta, dato che è l’unica forma di amore presente in natura. Nelle società umane, la poligamia è praticata da millenni in tante culture passate e presenti (compreso l’Islam, che è fortemente omofobo), e regola rapporti di convivenza sociale. Inoltre, anche laddove vige la monogamia – relazione esclusivista che è di fatto contronatura in quanto comporta l’abnegazione di una parte di sé – l’istinto poligamo resta vivo e attivo in ogni maschio eterosessuale (che abbia un minimo di auto-percezione dei propri istinti e una bassa dose di ipocrisia). Non c’è nessun legame tra omosessualità e poligamia, semmai si trovano gli antipodi: la prima è una pulsione infertile, la seconda è una pulsione più fertile della monogamia. Nella maggior parte delle culture poligame odierne, in particolare in Africa, l’omosessualità è considerata un crimine. Per non parlare dell’Islam. L’omosessualità è condannata da quasi tutte le religioni storiche, al contrario la poligamia è presente nella tradizione di quasi tutte le religioni, vecchio testamento compreso. Siete molto confusi.

    In varie forme, peraltro, ancora oggi la poligamia convive benissimo con il matrimonio civile – ad esempio, può essere dilazionata nel tempo con più matrimoni – ed è molto diffusa in varie forme nella nostra società presunta monogama. Lo stato italiano ha già legittimato qualche mese fa alcuni risvolti aspetti della poligamia, equiparando i riconoscimenti giuridici dei figli fuori dal matrimonio a quelli nella coppia matrimoniale. Non risulta che ci fosse alcun collegamento con le rivendicazioni delle lobby gay, e infatti quasi nessuno ha protestato tra gli anti-LGBT. Tranne forse i cattolici più fanatici, quelli che ancora mal digeriscono anche il divorzio. Il problema è che alcuni di voi sono tra questi, e ciò non vi aiuta ad avere una prospettiva chiara sui “diritti civili” al netto di sovrastrutture cattoliche.

    Peraltro, se voi cattolici potete contare su tutta una serie di privilegi nel diritto matrimoniale, è anche grazie a un certo Benito Mussolini, che dietro i mascheramenti borghesi e il matrimonio celebrato in chiesa era anche lui poligamo.

    In quanto al “poliamore”, non si capisce perché tale concetto sia così temuto e connotato negativamente. Fermo restando che personalmente concordo sul fatto che non ci sia alcune necessità di stravolgere l’istituto giuridico del matrimonio – un istituto giuridico che non ha a che vedere con la presunta sacralità dell’amore monogamo – chi l’ha detto l’amore tra due persone è superiore a quello tra tre o più? L’ha detto il dio ebraico? Di certo, altri dèi hanno detto diversamente, e lo stesso Gesù ha suggerito diversamente. Possibilmente l’unica vera forma di amore supremo è quello universale, quindi il concetto di “poliamore” potrebbe essere anche religiosamente superiore all’amore monogamo, a prescindere se questo sia associato o meno al matrimonio.

    Finché non vi affrancate dai vostri preconcetti, dal vostro monoteismo morale, dal vostro dogmatismo pretesco, non siete credibili sul piano delle battaglie civili in difesa dell’istituto giuridico del matrimonio.

    Infine, faccio notare che, in un fantomatico scenario ipotetico in cui in Italia fossero legittimati i “matrimoni” gay, il fatto di legittimare anche “matrimoni” plurivoci sarebbe semmai compensativo. Se il matrimonio fosse rivoluzionato a tal punto da poter essere tra più persone – normali, omosessuali, asessuate, non importa più l’orientamento – di fatto verrebbe meno l’intero istituto del matrimonio e quindi verrebbe meno il problema di stravolgerlo o meno. I gay non avrebbero più alcun privilegio, in quanto il matrimonio diventerebbe solo una forma di unione civile molto elastica che si adatta a varie forme di rapporti di convivenza. Come dire: “per colpa di qualcuno, non si fa credito a nessuno”.Nella sostanza, si tratterebbe di sciogliere l’istituto matrimoniale, e fare una forma di unione civile che sia adattabile alle esigenze di tutti. Di sicuro è meglio sciogliere l’istituto matrimoniale per accontentare le esigenze di tutti che stravolgerlo per accontentare i capricci di alcuni. Del resto, voi cattolici potrete continuare a sposarvi in chiesa come nella vostra tradizione. O no?

    • Menelik scrive:

      “…Che vi piaccia o no, la poligamia è cosa sana e giusta, dato che è l’unica forma di amore presente in natura. Nelle società umane, la poligamia è praticata da millenni in tante culture passate e presenti…”.

      La poligamia esiste da millenni, questo è vero, in particolare in società molto arretrate, con una forte divisione tra abbienti e tutti gli altri. Era simbolo di ricchezza POSSEDERE, ripeto se non fosse sufficientemente chiaro, POSSEDERE più mogli come simbolo di ricchezza e di potere.
      Era una sorta di status symbol: i re della dinastia Moghul, nell’India pre-coloniale, possedevano decine di mogli ed altrettante concubine.

      “….la monogamia – relazione esclusivista che è di fatto contronatura in quanto comporta l’abnegazione di una parte di sé – l’istinto poligamo resta vivo e attivo in ogni maschio eterosessuale (che abbia un minimo di auto-percezione dei propri istinti e una bassa dose di ipocrisia…”.

      Riguardo a questo punto, lei può parlare solo per sé.
      Io sono sposato da 33 anni, sempre con la stessa donna, e l’idea di andare a letto con altre, mi fa schifo.
      Non per il sesso in sé, ma mi farebbe schifo l’immagine che avrei di me stesso.
      Io provengo da una non-famiglia di origine, con una madre mezza matta ed un padre che era un cornificatore seriale, uno che ha bruciato gli stipendi di una vita per le donne, e francamente non li rimpiango neanche un po’.
      Mi dispiace per loro, poveracci.
      Chissà cosa si illudeva di trovare mio padre, in ogni caso aveva perso un figlio.
      Con ancora ben stampata nella mente l’esperienza della non-famiglia che mi è toccata in sorte nella gioventù, oggi se io cornificassi mia moglie, mi vergognerei di me stesso.
      E se mia moglie mi cornificasse, la manderei a quel paese senza tanti complimenti.
      Perché il matrimonio non è una buffonata, è una cosa maledettamente seria, e a chi piace fare il farfallone e poi vantarsene magari, da perfetto scemo, farebbe bene a non considerare nemmeno l’idea di sposarsi.
      Possono strombazzare finchè vogliono da liberi single, tornare a casa alla quattro del mattino, fumare tutti gli etti di mariuhana che vogliono e rimpinzarsi anche di cocaina, tanto non hanno figli che giudicano.
      Sissignori, perché I FIGLI GIUDICANO, E SONO GIUDICI SEVERI.
      Il più implacabile giudice è sé stesso, se non sei narcotizzato dall’ipocrisia.
      Ma anche i figli giudicano, e io non ho fatto eccezione, negli anni che furono.
      Vi piace la poligamia? Perché imbrattare il matrimonio? Mettetevi d’accordo in 5/6 o quanti volete, vi comperate un appartamento (in affitto non so se ve lo darebbero, perché marca male la cosa) e ci fate tutto quel che vi pare, e con gli anticoncezionali, per evitare di mettere al mondo dei poveri disgraziati che, una volta cresciuti, avranno parecchio di cui rinfacciarvi.
      E questo a prescindere da elucubrazioni etimologiche dotte……roba da cardinali, non da operai.

      • Giannino Stoppani scrive:

        Mi pare che Menelik abbia centrato un punto non da poco: saranno proprio i loro figli a prenderli a calci nel sedere.

      • Federico dell'Arca scrive:

        Personalmente, ho già detto che io NON sono favorevole a stravolgere il diritto matrimoniale. Pur considerandomi di mentalità poligama, non vedo necessità di stravolgere alcunché, e sono contrarissimo a presunti riconoscimenti di “nozze” gay. La poligamia, ribadisco, non è affatto inconciliabile con il matrimonio laico, dato che lo stato consente il divorzio e quindi permette se non altro di dilazionare la poligamia nel tempo. Per il resto, le faccio notare tre cose: 1) Il possesso e la possessività è una questione di istinto, di animalità, ed è legata tanto alla monogamia quanto alla poligamia. Semmai, chi ha una mentalità poligamica (o comunque più “aperta”) sviluppa minore possessività verso il proprio partner, perché non lo considera un proprio possesso esclusivo. 2) Il tipico padre “cornificatore seriale” cui lei fa riferimento non è affatto un poligamo, ma un monogamo infelice ovvero un poligamo represso. Il poligamo che è veramente tale non concepisce tradimento, perché non concepisce la fedeltà esclusiva verso una persona. Di certo non si sposa in chiesa, e non promette nessuna fedeltà. Sceglie piuttosto di essere fedele a se stesso e ai propri istinti. 3) Di certo, è più infelice la nostra società odierna – in cui un figlio è soffocato dalle costanti attenzioni di mamma e papà – rispetto alcune società passate, in cui il bambino era spesso orfano in tenera età, o affidato a una balia, e in cui spesso il padre era lontano – perché andava in guerra – e la fedeltà coniugale era una pura formalità. Forse che questi figli crescevano meno sani? Per come la vedo, l’omosessualità scaturisce dal contronatura dalla società monogama, non certo dalla sana poligamia: l’omosessualità è più legata all’eccessiva presenza del padre nella società odierna, che alla sua secolare assenza.

        • Menelik scrive:

          Riguardo al terzo punto, mi permetto di farle notare che fino a tutti gli anni 60, nell’Italia rurale, sia Centro che Settentrione (e lo scrivo per esperienza diretta) spesso i bambini crescevano in unità plurifamigliari, ma sempre di unità famigliari si tratta, dove ogni famiglia era ben delimitata nei componenti.
          Mi riferisco, come avrà capito, ai poderi, mezzadri nel Centro e patriarcali nel nord-est.
          Praticamente, ogni podere alloggiava più famiglie, spesso imparentate, che condividevano il lavoro agricolo e zootecnico, ma ognuna occupava un appartamento all’interno dell’unità poderale.
          Io tuttora vivo in una struttura del genere, in cui però ….e per fortuna!!!…siamo rimasti soli coi figli.
          In queste case i bambini crescevano assieme e assieme dividevano quasi tutto, dal gioco alle prime mansioni lavorative.
          Succedeva che il marito…il babbo…si allontanasse, o per guerra (la classe contadina ha fornito la gran parte della “carne da cannone” delle due guerre mondiali) o per lavoro lontano…la trebbiatura o le miniere.
          Qualche babbo ci lasciava anche la pelle più facilmente di oggi.
          Così i bambini rimanevano orfani di un genitore, e restavano con l’altro, ma in una struttura in cui più famiglie abitavano a distanza ravvicinata, e supplivano le carenze.
          Tra i braccianti e i mezzadri o i contadini delle famiglie patriarcali c’era solidarietà e si viveva in una sorta di comunità in cui, una volta tolto ciò che doveva essere dato al padrone, il dividendo veniva diviso tra le famiglie, ma non c’era una divisione netta, rimaneva una mutualità in cui una vedova non veniva lasciata a mani vuote anche se non aveva potuto rendere nel lavoro quanto le altre famiglie.
          In questa ottica i figli crescevano in una specie di comunità plurifamiliare, ma con unità famigliari ben definite, in cui ognuna aveva un suo cognome, anche se i casi di omonimia parentale erano diffusissimi.
          Questo modello di famiglia rurale è stato scardinato con l’avvento del boom economico, e tuttora nei “casoni” e i poderi abitano singole famiglie e non più tre o quattro come fino all’immediato dopoguerra.
          Ma, tengo a precisare, questo non è assolutamente né poligamia né comunità come la intendono oggi i sovvertitori della famiglia.
          I primi di maggio sono stato ad un corso di archeologia del preistorico, nel Carso friulano.
          Il docente, un prof universitario triestino con cattedra a Pisa, ha dichiarato esplicitamente, ad una mia domanda, che il concetto di unità famigliare era presente anche PRIMA DEL NEOLITICO.
          Dunque in era molto pre-cristiana.

    • Danilo scrive:

      Premessa: la “poli-gamia”, come dice la stessa parola, presuppone il γάμος, il gamete, quello stesso della “mono-gamia”

      Si mi piace questa premessa anfibologica e sofistica,cosa ne dice di spiegarmi in che senso nella monogamia non ci si riproduce?Dopo un kilometro di parole che giustificano una fallacia per anfibologia.

      E giusta perchè si trova in natura?Mi illustra in che senso se una mantide religiosa decapita il maschio bisogna fare una legge che garantisca alle donna di avere una ghigliottina nello sgabuzzino?Giusto per farmi due risate insieme alla fallacia naturalistica di Moore.

      • Federico dell'Arca scrive:

        La poligamia è una monogamia moltiplicata, proprio come il politeismo è un monoteismo moltiplicato. Chi ha mai detto che nella monogamia non ci si riproduce? Sì, per me tutto quello che c’è in natura è buono e giusto. Ma la natura bisogna saperla capire, e non usarla a proprio uso e consumo. La mantide religiosa non è nemmeno un mammifero, cosa c’entra con l’animale homo sapiens? Gli sterili sofismi sono i suoi, tanto quanto quelli di coloro che vogliono dimostrare che l’omosessualità esista in natura.

        • Danilo scrive:

          Nella poligamia ci si riproduce,anche nella poligamia,quindi dato che per il principio di non contraddizione una propietà di una parte non si estende all’insieme classe del tutto non si può far derivare dalla premessa nessun discorso in maniera logica.

          Se per lei in natura tutto ciò che è buono e giusta allora lei fa derivare da una descrizione una prescrizione.Ma far derivare una descrizione da una prescrizione non costituisce becessità logica.

          http://www.presentepassato.it/Quali_diritti/Bioetica/b35_donatelli_fallacia_naturalistica.htm

          Per brevità lei fa derivare da una descrizione una prescrizione il che miseramente fallace.

          Anche gli atacchi ad personam sono una volgare fallacia.

          • Federico dell'Arca scrive:

            Gli attacchi ad personam li ha messi in atto sin dall’inizio lei, e continuando a proiettare la propria stessa fallacia sull’interlocutore.

            Che le piaccia o no, quantitativamente, statisticamente, la poligamia risulta più fertile della monogamia. Nelle culture poligame, avere un centinaio di figli è una cosa del tutto normale. Per inciso, la poligamia è presente anche nel vecchio testamento.

            Infine, è evidente che il mio concetto di “buono e giusto”, da non cristiano, non equivale per nulla al suo. Il mio “buono” e il mio “giusto” sono intesi in senso extramorale, così come li intendeva Nietzsche. Dire che la natura è “buona e giusta”, significa dire che la natura non può essere diversamente da quella che è, e va amata in quanto “natura”. Per me la natura è la madre di ogni diritto, di ogni “ius” concepito dall’uomo.

            • Danilo scrive:

              Be se la mia è una fallacia dovrebbe saper dimostrare che insistentemente l’inferenza della proprietà riproduttive di monogamia e poligamia sono lo stesso insieme visto che lei afferma la prima come la proprietà biologica riproduttiva ma dice che lo è anche la seconda.Ma essendo che per il P.D.N.C esistono altre proprietà discriminanti non sono lo stesso insieme ,il che è come dire che l’insieme degli elementi persone aventi la proprietà di avere i capelli lunghi e lo stesso insieme della proprietà delle persone con i capelli corti,in quanto i hanno capelli.Il che è privo di senso.Perciochè l’asserto

              “continuando a proiettare la propria stessa fallacia sull’interlocutore.”

              Il che è soltanto una locuzione e eminentemente posta,proprio in quanto tale ha una giustificazione ridondante come una petizione di principio.

              “Che le piaccia o no, quantitativamente, statisticamente, la poligamia risulta più fertile della monogamia.”

              E un’estimatore dei tacchini induttivisti?
              Ribadisco quindi che da descrizioni non si ricavano prescrizioni etiche (buono o giusto)

              Dire che la natura è “buona e giusta”, significa dire che la natura non può essere diversamente da quella che è, e va amata in quanto “natura”. Per me la natura è la madre di ogni diritto, di ogni “ius” concepito dall’uomo.

              Dire alla natura è buona è giusta significa dire ciò che è.

              La natura è buona è giusta perchè (di cui segue cio che è) la natura e buona e giusta in quanto va amata in poichè natura.Limitandomi dunque a formalizzare tale asserto e scompendendolo:

              a)Siccome la natura non può essere diversa da ciò che è allora è buona e giusta (non sequitur).Se quindi è buona e giusta allora lo è in quanto non può essere diversa da cio che è.

              La ringrazio per un’altra petizione di principio,quindi se non le dispiace non la prendo nemmeno in considerazione,anche se è indifferenza da ciò che mi piace o non mi piace.

              Se le piace Nietzsche non vedo in che senso una petizione di principio sia maggiormente valida invocando un’autorictas .Ma per esempio cosa ne pensa del fatto che la più grande confutazione della dottrina dell’eterno ritorno sia l’esistenza stessa della madre di Nietzsche?

            • Giovanni Cattivo scrive:

              No, qui ti sbagli. Una società poligama non cresce di numero più velocemente di una monogama. Il numero dei nati maschi e dei nati femmine è più o meno uguale quindi se uno ha dieci mogli dieci uomini resteranno celibi ( e, come succede in molte civiltà africane avranno come amanti le mogli di quello sposato). A meno di non improtare donne dall’esterno con tutte le difficoltà del caso. Comunque il potenziale riproduttivo di una donna è sottotutilizzato anche nelle società monogame.

          • Federico dell'Arca scrive:

            Gli attacchi ad personam li ha messi in atto sin dall’inizio lei, e sta continuando a proiettare la propria stessa fallacia sull’interlocutore.

            Che le piaccia o no, quantitativamente, statisticamente, la poligamia risulta più fertile della monogamia. Nelle culture poligame, avere un centinaio di figli è una cosa del tutto normale. Per inciso, la poligamia è presente anche nel vecchio testamento.

            Infine, è evidente che il mio concetto di “buono e giusto”, da non cristiano, non equivale per nulla al suo. Il mio “buono” e il mio “giusto” sono intesi in senso extramorale, così come li intendeva Nietzsche. Dire che la natura è “buona e giusta”, significa dire che la natura non può essere diversamente da quella che è, va accettata in tutto e per tutto in quanto “natura”. Per me la natura è la Madre di ogni “diritto”, di ogni “ius” concepito dall’uomo.

    • Raider scrive:

      NO. Sembra che il problema non sia, dunque, l’essere a favore della famiglia ‘tradizionale’, ma il requisito minimo dell'”affrancamento” da monoteismo morale”, dal “dognmatismo pretesco” e beninteso, da essi soli. Se, monomania/monocrazia non morale o dogmatismo anti-pretesco a parte, si difende la famiglia vecchio modello, allora, sembra che questo sia consentito se si rifiuta ogni idea non conforme. Non si riece a immaginare un dogmatismo peggiore di questo. (Non c’entrava niente, ma fa sempre comodo, mentre si stabilisce qual è il dogmatismo buono e quello ce non lo è, citare Mussolini per intimidire chi on è d’accordo, mostrando cpon un esmpio pratico a cosa serve il ddl Scalfarotto). Una specie di astigmatismo culturale, che fa vedere storte le linee rette e sfoca i contorni delle figure, familiari, genitoriali e non, in un indistinto grigiore in cui l’una cosa vale l’altra e che parliamo a fare. Tutto va bene o ci andrà: l’importante, ho capito bene?, è che la religione, quella cristiana – soprattutto quella cristiana: specialmente quella cristiana: vero? – sia sradicata, cancellata, che sparisca dalla vita sociale e dalla coscienza dei singoli. Dal preambolo della Costittuzione europea hanno già provvedduto; dalla storia, prossimamente.
      Ma proprio la sua franchezza nell’affrancatura agli altri del dogmatismo, intanto che ce ne si è affrancati o proclama immuni, dimostra le ragioni di chi si oppone alle nozze gay, da lei, Federico dell’Arca, considerato un falso problema o un problema superato dai fatti: “Nella sostanza, si tratterebbe di sciogliere l’istituto matrimoniale” hai detto niente, dopo che lo hanno detto quelli che all’estensione dei diritti fino a vanificarli si oppongono! E perché scioglierlo, come se fosse un fiocco che strozza la libertà di non sposarsi, invece di queste allegre compagnie, di questi club di gete che si stima in cui si entra e si esce come da un self-sevice? Presto deto: “Per accontentare le esigenze di tutti.” Ma chi nega che certe esigenze possano essere soddisfatte anchesenza sposarsi e senza chiamare famiglia “ogni forma di unione civile?”
      Insomma, siccome ci si può unire senza limiti di numero, quantità e varietà, genere prossimo e differnza specifica, in nome di sentimenti di benevolenza e di socievolezza, dall’amore alla semplice simpatia o per il gusto di stare inisieme o tanto per provare nuove forme di aggregazione; o per scopi pratici, dalle ragioni fiscali a quelle di partecipazione azionaria alla generazione di bambini su cui vantare una paternità/maternità/o-quello-che-sarà srl, bambini a titolarità limitata o al portatore: ebbene, che ce ne facciamo della famiglia? Unione civili così fluide, così evanescenti, in effetti, polverizzano ogni discussione prima ancora di contraddire la civiltà basata sulla famiglia ‘tradizionale’. E d’altra parte, prefigurano e anzi, postulano ‘scenari’ inediti, su cui occorre un bell’atto di fede dogmatica per sperimentazioni sulla pelle, non diciamo di altri, diciamo dei bambini, verso cui una responsabilità condivisa e talmente confusionaria – più di quanto non si accusi chi vede le cose in maniera semplice o dogmatica, se piace di più al senso di libertà che fa ritenere superiori all’esperienza umana delle civiltà conosciute o perlomeno, di quella cui ancora (ma per poco, certo, continando di queso passo) apparteniamo – potrà trovare più utile, più converniente, più giusto delegare a qualche ente autorizzzato di occuparsi di gestazione, educazione, formazione dei piccoli della specie.
      Distruggere la famiglia e distruggere il Cristianesimo. Poi, dei matriomini gay, che volete importi davvero, a chi si è affrancato da sé e pensa ad affrancare agli ati? Che i gay fossero strumentalizzati in questa battaglia senza senso, in una guerra ideologica su tutti i fronti, lo avevamo capito: ora, sappiamo anche perché.

      • Federico dell'Arca scrive:

        Vedo che per voi è inconcepibile l’essere contemporaneamente anti-cristiani (quale mi considero, da buon discepolo di Nietzsche) e ferocemente contrari all’equiparazione della sessualità biologica (che viene impropriamente chiamata eterosessualità, come se ce ne fosse un’altra possibile) con i rapporti cosiddetti “omosessuali”. Ovvero: se sei anticristiano, sei automaticamente dalla parte dei LGBT e a favore delle nozze gay e, viceversa, se sei filo-gay sei contro il cristianesimo. Peccato che nella realtà non sia affatto così: basti pensare che il più famoso gay d’Italia (Vendola) si considera credente nel dio cristiano, e all’interno della stessa chiesa cattolica si annida una lobby gay, secondo indiscrezioni venute fuori alcuni mesi fa. Per quanto mi riguarda, il problema della difesa della famiglia fondata sul matrimonio monogamo è secondario, perché il matrimonio monogamo è un istituto CULTURALE che potrebbe essere (e che probabilmente un giorno sarà) altrimenti. Ben più importante è la difesa del principio BIOLOGICO e meta-culturale del matrimonio, ovvero la congiunzione di due sessi opposti. La questione attiene sopratutto al piano del diritto naturale, tanto più che le “coppie” di omosessuali pretendono un riconoscimento pseudo-scientifico di “naturalità” della loro condizione, e un presunto “diritto umano” a vedersi equiparare sul piano sociale alle coppie fondate sulla sessualità biologica. Finché continuate a difendere soltanto il vostro orticello cattolico – orticello che nessuno vi toccherà all’interno delle mura della chiesa, a meno che il papa non meta in atto politiche omofile – vi sfuggono le questioni più importanti, quelle trasversali alle culture e alle ideologie religiose, e in quanto tali condivisibili anche dai non cattolici, dagli anticristiani (o dagli islamici, dai buddisti, eccetera).

        • Raider scrive:

          Il pensiero automatico non a niente a che vedere con quello che ho scritto, so bene che c sono seguaci o lettori di Nietzsche per niente favorevoli alle nozze gay: vale anche per parecchi comunisti e anti-nietzeschiani la stessa cosa. L’idea che la ‘forma’ di famiglia possa mutare non la dobbiamo neppure a Nietsche. le lobby gay all’interno della Chiesa non rappresentano certo i valori della chieaa o del Cristianesimo, che, semmai, vogliono sovvertire dall’interno, oltre tutto quello che si è scatenato contro la Chiesa e contro il Cristianesimo per lobby gay peggio. Fin qui, nessuna novità, se non per rilanciare polemiche all’ordine del giorno: in cui viene bene anche Nietzsche, ma senza nulla di particolarmente nietzschiano da dire.
          Dispiace per Nietsche, Dell’Arca, ma, per quello che serve a lei, il grande Friedrich si riduce al profeta di ‘domani tutto può succedere’, con la chiosa ‘probabilmente': perché dovrebbe, non è chiaro. L’Amor Fati e l’Eterno Ritorno spiegano tutto e il contrario di tutto e La Volontà di Potenza non sembra quella dei popoli: e per non dire ‘staremo a vedere’, l’impressione è che, per il sì e per il no e il non si sa mai, il nichilismo attivo si riduca a una lamentazione contro ‘l’orticello cattolico’. Un po’ poco. E un po’ poco nietzschiano.

          • Danilo scrive:

            Infatti le dissezioni di Nietzsche sono pura retorica sentimentalista giustamente è collocato nell’irrazionalismo.

            L’eterno ritorno non è che un dogma fideistico di tale filosofia,il disprezzo per la religione cristiana un forma di fanatismo intollerante.

            “In un sistema finito, con un tempo infinito, ogni combinazione può ripetersi infinite volte.”(eterno ritorno)

            La più grande illusione di Nietzsche e che tutte le combinazioni siano equiprobabili,se poi lo spazio fosse estensionalmente infinito in una sistema finito,per tempi finito,ogni combinazione sarà unica.

            Non ritornerà mai Dell’Arca,tale superstizione è stroncata dal fatto che qualunque modello è ideale quindi incerto.

            O antinomicamente:

            Mondo infinito-finito (una delle antinomie kantiane)

            —-

            A prendere lo spaziotempo einsteiniano lei è destinato a non essere ripetuto,dove sono lo spazio il tempo relativamente a un’ osservatore morto?.E quindi solo una speranza quella di Nietzeshe,speranza infranta e illusione dell’uomo forte,ma Nietzesche è nella bara come tutti i mortali,e nessuno lo ha visto più zampettare sulla terra.Nulla è più divertente che ricordare a chi crede all’eterno ritorno che non tornerà mai più,e stroncarli ogni speranza, presentandoli il nulla assoluto e l’annichilimento totale dell’essere che lo aspetta,per ricordarli Pascalianamente “sei un fuscello puoi essere spazzato via a ogni istante ma credi di essere chissà chi”.L’infinito è un idea non un esistenza,non sappiamo se il tempo è infinito nè se lo è l’universo!Ipotizziamo e idealizziamo che lo sia ciò non significa che lo è ontologicamente!

            • Raider scrive:

              Bravo Danilo, per il tuo contributo. Nietzsche non sarebbe stato così entusiasta delle polisportive erotiche. Avrebbe gettato su di esse apostrofi e invettive di prima scelta. Il transumanismo non è il superomismo, ma il suo contrario, anzi, la sua contraffazione iper-tecnologica. Con i modelli di famiglia in corso di emersione e in attesa di legalizzazione, si avranno tanti diritti di famiglia che nessuno avrà più diritto a una famiglia: e il diritto stesso sarà rimesso o all’arbitrio del singolo o allo strapotere dello Stato.

  10. AndreaB scrive:

    Forse bisogna partire dall’inizio, con alcune domande semplici.

    Perchè le società oggi più evolute e più rispettose dei diritti umani fondamentali hanno rinunciato a istituzionalizzare e a promuovere da tempo immemore la poligamia, o più in generale il poliamore?

    Perchè qualcuno vuole che vengano riconosciute e approvate anche questo tipo di unioni?

    Alla fine è amore o puro egoismo?

    L’egoismo va incentivato?

    Chi vuole che le orge vengano approvate e istituzionalizzate, fondamentalmente disprezza la vita, vuole usare il suo corpo e quello degli altri come pezzi di carne da cui trarre piacere, senza nessun amore, solo godimento, egoismo, disprezzo per gli altri e per se stesso… Non potrà mai essere soddisfatto, perchè dopo ogni pasto avrà piu’ fame di prima… Squilibrato nel male.

    Vogliamo davvero che la nostra società favorisca la crescita di persone di questo tipo?

    • Federico dell'Arca scrive:

      E’ davvero singolare che contro il bau-bau della poligamia si chiamino in causa i “diritti umani”. Ti faccio notare che è proprio in nome di tali presunti cosiddetti “diritti umani” che l’ONU ci sta impolpettando la cultura di gender. L’America di Obama, società evoluta come piace a te, è la stessa che vuole imporre le nozze gay al resto del mondo. I “diritti umani” vanno messi seriamente in discussione, altroché che considerarli un baluardo di civiltà.

      • AndreaB scrive:

        Buonasera Federico,
        purtroppo, da un certo punto di vista lei ha ragione. Le cose sembra peggiorino di giorno in giorno… Invece di imparare il meglio dalle varie culture di questo mondo globalizzato, spesso si impara il peggio. Perche’? Spesso per egoismo. Dovunque si perdano i valori cristiani, che, grazie al cielo, per alcune parti sono presenti anche in altre religioni, il rispetto per la vita umana viene a mancare. I piu’ deboli, invece di essere protetti vengono a volte emarginati, a volte uccisi. La pieta’ viene a mancare, l’intelligenza e’ offuscata dai sensi. Anche le persone sagge, che parlano e agiscono senza doppi fini e agiscono nell’intento di fare del bene al loro prossimo, vengono messe da parte…

        La poligamia porta molta infelicita’, fa nascere molte gelosie, fa crescere l’odio e porta distanti dal vero Amore. Tutto questo solamente per tentare di soddisfare dei bassi ed inesauribili appetiti?
        La capacita’ di regolare l’istinto ci distingue dagli animali… Cerchiamo di affinare un po’ di piu’ questa capacita’ e forse impareremo ad amare.

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