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Difendiamo i diritti umani, purché non si tratti di Israele. Il caso di Human Rights Watch

dicembre 13, 2012 Leone Grotti

Così il vicepresidente dell’organizzazione: «Non muovere un dito mentre l’Iran accampa giustificazioni per uccidere tutti gli ebrei e annientare Israele è una posizione indegna della nostra grande organizzazione».

Che ai paladini della difesa dei diritti umani di Human Rights Watch (Hrw) non andasse a genio Israele, lo si sapeva già. Infatti, quando il dittatore della Libia Muammar Gheddafi inveiva contro i sionisti, l’organizzazione lo difendeva definendolo «riformatore dei diritti umani». Ora però un articolo del Wall Street Journal ha messo in piazza che il capo di Hrw, Kenneth Roth, si rifiuta di definire “genocide” le insistenti dichiarazioni del regime islamico iraniano che vorrebbe «spazzare via dalla carta geografica Israele». In una email di cui il Wall Street Journal è entrato in possesso, il vicepresidente di Human Rights Watch, Sid Sheinberg, scrive: «Non muovere un dito mentre l’Iran accampa giustificazioni per uccidere tutti gli ebrei e annientare Israele è una posizione indegna della nostra grande organizzazione».

«IRAN NON ISTIGA AL GENOCIDIO». Ed ecco la risposta di Roth: «Molte dichiarazioni dell’Iran sono sicuramente deplorevoli, ma non costituiscono istigazione al genocidio. Nessuno ha agito sulla base di esse». È vero, nessuno ha ancora sterminato tutti gli ebrei che vivono in Israele, ad ogni modo minacciare di lanciare una bomba atomica sullo Stato mediorientale non è un bel biglietto da visita. Roth ha poi confermato al telefono con i giornalisti americani che non ritiene che l’Iran istighi al genocidio degli ebrei e che parlare di Teheran in questo modo «fa parte del tentativo di far rullare tamburi di guerra contro l’Iran».

PREVENUTI CONTRO ISRAELE. Come riportato dal Foglio, Gerald Steingberg, presidente di Ngo Monitor, ha commentato: «Siamo di fronte a un esempio lampante dell’indifferenza di Roth rispetto alle minacce di genocidio e alle violazioni dei diritti umani quando ne è vittima Israele. Roth, che controlla Human Rights Watch dal 1996, si è sempre dimostrato ossessivo nell’attaccare lo Stato ebraico». Continua il Foglio: «Il settimanale americano New Republic ha parlato di una “guerra civile di Human Rights Watch contro Israele”. A denunciare l’organizzazione è stato infine lo stesso fondatore, un ultraliberal come Robert Bernstein, che fondò la ong quando era presidente della casa editrice Random House. Oggi Bernstein accusa la sua stessa creatura di “aiutare quelli che vogliono trasformare Israele in uno stato paria”». Paladini dei diritti, dunque, a meno che non si tratti di Israele.

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1 Commenti

  1. misudo lapaga says:

    apparte che Roth é chiaramente un cognome ebraico. Quindi perlomeno ci andrei cauto nell’accusare Monsieur Roth di indifferenza. Detto questo: andiamo a rileggerci magari con l’aiuto di una traduzione non US-made la traduzione dal Farsi di quanto dichiarato anni orsono da Ahmadi-Nejad. E vi sfido a trovarci un inivto attivo alla persecuzione degli ebrei. Si, lo so che ha la pelle olivastra, la barba malfatta e indossa quei finto proletari giubbotti, per cui il personaggio risulta sgradevole al palato nostrano. Pero’ davvero, niente che giustifichi il vostro noachitico fervore. Ad oggi è plutôt Israele che ammazza la gente senza andare troppo per il sottile a quanto risulta dalle statistiche. Poi chiaro, sono più’ europei degli infedeli islamici,e in fondo Gesu’ era uno di loro per cui ci viene da tifare israel, pero’ a mente fredda… fossi in voi non sarei così’ acriticamente filoisraeliano. Poi dai, stiamo ancora qui a citare il foglio e il suo carico di bullshit? Ma la ferrara-mania non é ancora tramontata a tempi?

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