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Le dieci bugie anticattoliche che non fanno onore agli storici. Intervista a Rodney Stark

agosto 29, 2016 Pietro Piccinini

Intervista all’autore di “Bearing False Witness”, un atto d’accusa contro gli «illustri bigotti» che spacciano per storia certe menzogne sulla Chiesa

inquisizione-rodney-stark

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti).

Paradossalmente quello che è forse il più efficace apologeta vivente del ruolo della Chiesa di Roma nella storia dell’Occidente non è neanche cattolico. Anzi, come spiega lui stesso nel suo ultimo libro, è «cresciuto nei fasti della Riforma» e «come tutti i luterani» ogni domenica alla funzione veniva «illuminato sulla perversione dei cattolici». Se Rodney Stark ha deciso di scrivere Bearing False Witness: Debunking Centuries of Anti-Catholic History (“Falsa testimonianza. Sfatare secoli di storia anticattolica”), non è dunque per un impulso partigiano a difendere una bandiera che non è mai stata sua. Piuttosto «ho scritto questo libro per difendere la storia».

Sociologo della religione e professore alla Baylor University, ateneo cristiano battista del Texas dove dirige l’Istituto di studi sulla religione, Stark è autore di decine di titoli di successo in molti paesi del mondo (apprezzati in Italia La vittoria della ragione e La vittoria dell’Occidente, dedicati alla «negletta storia» di come sia stato proprio il disprezzato cristianesimo a produrre la libertà, il progresso e la ricchezza della nostra civiltà). In Bearing False Witness ha raccolto i dieci «miti anticattolici» in cui si è imbattuto più spesso nel corso dei suoi innumerevoli studi. Dieci menzogne e false accuse che secondo Stark hanno avuto e hanno nel pensiero comune «conseguenze troppo pervasive per essere lasciate a confutazioni sparse».

L’antisemitismo motivato teologicamente dall’accusa di deicidio; l’esistenza di vangeli “illuminati” insabbiati da un clero ottuso; lo sterminio dei pagani seguìto alla “conquista” cristiana di Roma; i “secoli bui” del Medioevo interrotti finalmente dalla rivoluzione razionale dei Lumi; le crociate come primo sanguinoso atto di colonialismo europeo; i crimini dell’Inquisizione spagnola e la caccia alle streghe; il caso Galileo, prova della fobia della Chiesa verso la scienza; la giustificazione della schiavitù; il sostegno alle dittature contro la democrazia; la superiorità sociale e civile della Riforma protestante. Facendo nomi e cognomi e decine di citazioni, Stark massacra nel libro quelli che lui chiama «illustri bigotti», i colleghi studiosi che invece di comportarsi come tali «hanno abbracciato avidamente» le bufale anticattoliche, essendo «così convinti della depravazione e della stupidità della Chiesa cattolica romana da non aver bisogno di cercare conferme ulteriori», sebbene qualcuno di loro dovesse essersi accorto che tante di quelle storie erano «saltate fuori dal nulla». Vedi per esempio la leggenda che vuole che Cristoforo Colombo abbia scoperto l’America nel tentativo di dimostrare con la navigazione che la Terra è tonda e non piatta, come invece ancora credevano i cardinali spagnoli avversari della sua impresa. Una panzana pura e semplice inventata di sana pianta nel 1828 da uno scrittore, Washington Irving, noto più che altro per avere creato il cavaliere senza testa di Sleepy Hollow, eppure rimasta «nei libri di testo e nella cultura popolare per decenni anche dopo che gli studiosi erano risaliti alle sue origini fraudolente» (in Austria e Germania nel 2009 si insegnava ancora nelle scuole).

Un Papa non cattolico
L’ostilità degli “illustri bigotti” alla Chiesa, spiega Stark a Tempi, viene da lontano. «La Riforma e le successive guerre di religione generarono aspri odii e false accuse» che «hanno resistito» nei secoli. «Troppo ancora ne rimane nella cultura popolare delle nazioni protestanti», aggiunge. «Invece non so quanti miti malevoli antiprotestanti permangano nelle nazioni cattoliche». E se nell’antica Roma, secondo la tesi di E. Mary Smallwood ripresa nel libro, era «l’esclusività» degli ebrei e dei cristiani a generare impopolarità e persecuzione, negli ultimi secoli «l’antagonismo del politeismo rispetto al monoteismo che motivava l’antisemitismo e l’anticristianesimo è stato sostituito dall’antagonismo laicista verso tutte le religioni che comprendano insegnamenti tradizionali e pretese di verità». Di qui anche «la richiesta che il Papa, a tutti gli effetti, smetta di essere cattolico».

Secondo Stark «furono Voltaire e i suoi colleghi a inventare i secoli bui, e lo fecero allo scopo di poter proclamare che stavano liberando la civiltà dall’arretratezza religiosa». Mentre nella realtà un Medioevo oscurantista non è mai esistito. Al contrario, «la chiave più importante per l’ascesa della civiltà occidentale – si legge nel libro – è stata la dedizione di tante menti brillanti alla ricerca della conoscenza. Non di un’illuminazione. Non dell’illuminismo. Non della saggezza. Della conoscenza!». E per Stark è assolutamente sensato il fatto che molte di queste “menti brillanti” fossero cristiani medievali, perché, ci spiega, «il cristianesimo è una religione teologica (basata sul ragionamento intorno a Dio) che non solo è coerente con gli sforzi scientifici di spiegare il mondo, ma che ha dato vita alla scienza: la scienza non è accaduta altrove, poiché le religioni che guardavano l’universo come un mistero impenetrabile rendevano assurdo ogni sforzo scientifico». Ma nel tempo le opinioni di Voltaire e degli illuministi «furono accreditate da alcuni intellettuali che si opponevano a tutte le religioni e da molti altri che credevano erroneamente che quei filosofi stessero solo rivelando i peccati del cattolicesimo», continua lo studioso.

rodney-stark-Bearing-False-Witness-copertinaComodi pregiudizi
C’è un motivo se «oggi ormai perfino le enciclopedie popolari riconoscono che i secoli bui erano un mito». Significa che almeno su questa leggenda lo studio della storia ha prevalso sull’ideologia. Succede continuamente, solo che nessuno se ne accorge. Per smontare le dieci bufale storiche anticattoliche Stark stesso si appoggia sulle «opinioni prevalenti fra gli esperti qualificati», peccato che, da una parte, questi ultimi «scrivono sempre l’uno per l’altro e non si impegnano a condividere il loro sapere con il pubblico di lettori generale»; mentre, dall’altra, gli “illustri bigotti” continuano a godere di una credibilità sorprendente, almeno a livello mediatico. Anche quando le loro tesi disoneste sono state già smentite e loro stessi hanno ammesso la propria ostilità alla Chiesa. È il caso – ricostruito nel libro – di John Cornwell, celebre autore de Il Papa di Hitler, pietra miliare della propaganda anti-Pio XII, screditato abbondantemente e ripetutamente eppure ogni volta rilanciato dalla stampa o riciclato in altri testi, errori compresi. Il fatto è che, commenta amaramente Stark, «alla stampa piacciono sempre gli scandali e le notizie negative». E poi «i media sono davvero prevenuti nei confronti della religione».

Se è vero che gli “illustri bigotti” alimentano «molto anticattolicesimo “informato”», godendo di un’immeritata copertura mediatica, come può prevalere la verità nella battaglia delle idee? Stark non ha dubbi: «Perché fidarsi dei “miei” esperti piuttosto che di quelli che hanno opinioni anticattoliche? Perché le mie opinioni si basano sul consenso di storici autorevoli e qualificati, che io cito attentamente, mentre le sciocchezze anticattoliche non hanno sostenitori qualificati». E come sono considerati, nell’ambiente accademico e dal pubblico, gli studi di Stark? «I miei libri hanno raccolto buone recensioni da parte degli studiosi. Non che mi importi davvero. Quanto al pubblico, dia un’occhiata su Amazon alle recenti recensioni di Bearing False Witness scritte dai lettori: sono sorprendentemente positive».

Di sicuro, per sostenere le tesi di Bearing False Witness ci vuole del coraggio. Nel primo capitolo, per intenderci, l’autore si esercita nello smontare l’idea che «per secoli la persecuzione degli ebrei è stata giustificata [dalla Chiesa] nel nome di Dio». Un pregiudizio talmente radicato nell’immaginario collettivo che metterlo in dubbio risulterebbe quasi improponibile perfino ai cattolici stessi. Invece il professore della Baylor University, sulla base dei documenti storici e non certo di posizioni “papiste” precostituite, dice a Tempi di aver scoperto già molto tempo fa che, in realtà, «i cristiani che incolpavano gli ebrei per la Crocifissione tendevano anche ad accettare forme laiche di antisemitismo», e che quindi l’odio verso gli ebrei non è affatto una “invenzione” cattolica. Al contrario, continua, «quello che ho appreso in seguito è la larga misura con cui la Chiesa aveva protetto gli ebrei dalla violenza».

Come la vede Obama
Anche quando si arriva a lambire l’attualità, Stark non si fa molti problemi a rovesciare le visioni mainstream. Nel volume scrive che le prime offensive della civiltà cristiana (non della Chiesa) contro le altre religioni e le eresie avvennero nel secolo XI, quando cioè la supremazia cristiana si vide minacciata dall’espansione dell’islam. Ma è sbagliato teorizzare che oggi in Occidente stia accadendo qualcosa di analogo. Lo “scontro di civiltà” non è un frutto marcio della nostra islamofobia. Dice Stark a Tempi: «Non credo che l’Occidente cristiano stia diventando intollerante. Credo che l’Occidente non-cristiano stia diventando intollerante: in alcuni paesi europei ci sono leggi contro il cosiddetto hate speech che vietano la lettura in pubblico di alcuni passaggi della Bibbia».

Nel libro c’è poi un accenno polemico a Barack Obama, che l’anno scorso ha contribuito a diffondere la lettura anticattolica delle crociate (autentico cavallo di battaglia per Stark) dichiarando che non tutta la violenza religiosa nella storia è venuta dall’islam, e che anche i cristiani «hanno compiuto azioni terribili nel nome di Cristo». Il commento di Stark è asciutto: «Se il terrorismo proseguirà, e lo farà – ci dice – le visioni come quella di Obama saranno screditate: io sono convinto che assisteremo a una rinascita del sostegno nei confronti dell’impegno giudeo-cristiano».

E Stark, non cattolico, non battista e non più luterano, in cosa crede? «Ho perso la fede luterana quando ero un ventenne e sono rimasto senza fede (ateo mai) fino alla sessantina, quando anni passati a scrivere sulla religione mi hanno portato a concludere che il cristianesimo offre la spiegazione della vita più plausibile».

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29 Commenti

  1. Sarifuma Medò scrive:

    Ancora loro:
    le solite B.R.R.M. (Braccia Rubate alla Rimozione Macerie).

  2. Alèudin scrive:

    @Carlo

    Complimenti per le argomentazioni, per la tua recensione avvenuta dopo una accurata lettura, per la tua opinione priva di pregiudizi.

    Insomma, sei una persona intelletualmente onesta e libera…

  3. uber scrive:

    Solo perché confuta la vostra di spazzatura? Cari laicisti, avete la censura nel sangue.

  4. Sebastiano scrive:

    E la galera per chi lo legge? te l’hai dimenticata?

  5. beppe scrive:

    meno male che qualcuno ha il coraggio di remare contro . STARK, non Carlo….ma ce ne vuole per sradicare i pregiudizi seminati da tv ( FOCUS….ad es..) ricordate la BBC di KETTETH CLARK con la sua CIVILIZATION? ? sembra un’altra era geologica e intellettuale

  6. Filippo81 scrive:

    Ah Carle’, senza le tue “geniali” riflessioni non possiamo più vivere ormai…ahahahah

  7. BIASINI scrive:

    Vero. Lo metterete. Chi? Voi.

  8. Menelik scrive:

    Ultimamente gli impegni mi fanno stare meno tempo su internet, ma una sbirciata a Tempi, la mia preferita rivista on line, la do tutti i giorni, anche se alcuni giorni di sfuggita.
    Vedo con grande piacere che la Redazione è intervenuta per cancellare dei post, sicuramente offensivi, di qualche trollone.
    Bene, segni di vita dopo la meritata pausa estiva.
    Thumbs up per l’intervento dei moderatori di Termpi.

  9. Angelo scrive:

    Se c’è qualcuno che controlla i post, dovrebbe intervenire subito a svolgere il suo compito, prima che il sito diventi una rivoltante pattumiera. (per l’immondizia abbiamo già i cassonetti…).

  10. Eremita scrive:

    Eppure fior di altissimi prelati storcono il naso a sentir parlare di apologetica.

    • uber scrive:

      Non ne comprendono l’esigenza, ancora fissati che il mondo sia spontaneamente pronto al ddialoggo.

  11. mamifacciailpiacere scrive:

    Tutti i vari Rodney Come-si-chiamano americani non hanno nulla, ma proprio nulla, da insegnare. Vadano nelle praterie a pascolare le mucche, non abbiamo bisogno della loro pseudo-cultura….

  12. Sebastiano scrive:

    Fa un po’ senso (e un po’ impressione) leggere Raffaele Menichetti Tornello quando afferma “…Questo infatti è il problema. Credere che Stark sia un egregio difensore quando invece è uno storico mediocre…che lavora su basi ideologiche e non storiche, e non smentisce alcunchè a chi la storia la sa…”
    E si capisce: lui ha “studiato Arti Visive” e dirige la “Rameto Production, società che realizza videoclip musicali e colonne sonore per adattamenti teratrali o pubblicitari”
    Da ciò si deduce che lui infatti “la storia la sa”. Peccato che la confonda con quella del cinema.

  13. Sebastiano scrive:

    Ritento (e tre).
    Il primo che ha commentato su faccialibro (che non nomino, altrimenti l’antispam fa fare a questo messaggio la fine degli altri due), il quale ha “studiato arti visive” e dirige una società che si occupa di “videoclip e spot pubblicitari”, definisce lo Stark “uno storico mediocre” che “non smentisce alcunchè a chi la storia la sa”.
    Beh, si capisce che lui “la storia la sa” (un po’ meno l’ortografia e la sintassi italiana). Peccato che, mancando altre considerazioni, viene il forte dubbio che l’abbia confusa con quella del cinema.

    • rameto scrive:

      Tu hai letto Stark? No. E comunque che ne sai di cosa ho studiato io? Ci conosciamo? Hai dimostrato solo la tua stupidità.

      • Eremita scrive:

        Se lei definisce una persona “uno storico mediocre” senza addurre di argomenti oggettivi a supporto di cotanto discredito, è più che lecito che la gente si domandi con quanta “cognizione di causa” lei faccia certe affermazioni, anche basandosi sulle notizie che lei medesimo dà di se stesso.

        • rameto scrive:

          Se avesse la bontà di osservare e leggere, si accorgerebbe che in cima, nei posti riservati a faccialibro, ci sono due post miei. In uno esprimo un giudizio, evidenzio delle criticità portando paragoni, su quanto scrive Stark, nel secondo rispondo ad un commento del buon Edoardo. Il tutto avrebbe senso leggendo entrambi i post. Il fatto che poi lo pseudo furbo venga a far le pulci a me facendo notare che secondo lui non sono uno storico, mentre si abbevera alla fonte di Stark che non è uno storico, ma un sociologo della religione, denota per l’appunto esattamente quello che ho scritto. Non si capisce perchè secondo il pensiero illuminato io non da storico (secondo lui) non ho capacità di giudizio e critica mentre un altro non storico come Stark invece le ha.

          • Eremita scrive:

            Ma lei la conosce la differenza tra “opinione” e “argomento oggettivo”?
            Se io dico che secondo me il Milan è più forte della Juventus esprimo un’opinione.
            Il risultato della partita di campionato tra Milan e Juventus, invece, è un argomento oggettivo.

            • rameto scrive:

              Perchè ripetere sempre le stesse cose? Se commento con dati oggettivi lo svolgimento di un lavoro, dove trovo delle criticità e le espongo (che tra l’altro ho condensato e ridotto all’osso), esprimo un giudizio, e il mio pensiero finale era ed è attenti ad incensare Stark in quanto poi certe sue tesi sono in antitesi con i cattolici conservatori e tradizionali. Quindi ci sono tutti gli elementi oggettivi per dire che Stark non è quel grande storico che l’articolo dipinge. Il fatto che non sia poi uno storico ma un sociologo rende oggettivamente l’approccio storico al problema traballante. Posso dirlo? Si, perchè i miei studi mi consentono di criticare le opere altrui. Ci ho preso? Ho indovinato? Ho sentito e letto critiche e recensioni decisamente più distruttive della mia, non detto non leggete perchè dice sciocchezze, dico attenti leggete ma fate attenzione non vi fermate solo al fatto che dice di svelare dieci bugie anticattoliche. Punto.

      • Sebastiano scrive:

        1) Che io abbia o non abbia letto Stark, non hai nessun elemento per affermarlo;
        2) Cosa hai studiato tu, lo hai scritto tu stesso nel tuo profilo (e non mi pare sia il curriculum di uno storico; ma, a prescindere da questo, continui a evitare di portare a giustificazione della tua tesi argomenti un po’ più solidi di una battutina da osteria);
        3) Non ci conosciamo, né ho alcuna intenzione di cambiare la situazione, grazie;
        4) Hai dimostrato la tua arroganza, che è pure peggio della mia (presunta) stupidità.

        Se hai argomenti, non necessariamente tuoi, per dire che Stark è quello che hai descritto, portali e discutiamo. Altrimenti vatti a fare una bevutina.

        • Mussolini Sempre Immortale scrive:

          Sebastiano, lei è solo un modernista. Vada a concelebrare una cenetta protestante.

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