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Critica razionale (e dantesca) alla sentenza della Corte Suprema sulle nozze gay

luglio 4, 2015 Aldo Vitale

La decisione sembra davvero più ideologica che giuridica, poiché incentrata non sulla razionalità del diritto, ma sulla passionalità dell’amore

Lo scorso 26 giugno 2015 gli arcobaleni di tutto il mondo si sono uniti all’unisono quando la Corte Suprema degli Stati Uniti d’America ha statuito che i singoli Stati non possono rifiutarsi di riconoscere il matrimonio tra persone dello stesso sesso senza violare la Costituzione.

La USSC (US Supreme Court) ha decretato insomma che deve esistere un free-love universale ogni impedimento del quale contrasta con i principi costituzionali statunitensi.

La USSC ha incentrato la propria decisione sull’esistenza di un diritto al matrimonio imperniato su quattro pilastri: la personale scelta del matrimonio è inerente al concetto di autonomia individuale indipendentemente dall’orientamento sessuale; il diritto al matrimonio è fondamentale perché esso supporta l’unione di due persone; il diritto al matrimonio comporta la tutela dei figli e delle famiglie; il matrimonio è la chiave dell’ordine sociale.

Il tutto, afferma la Corte, nell’ottica per cui il matrimonio altro non è che l’unione di due persone che insieme possono cercare altre libertà come l’intimità e la spiritualità, sebbene si debba prendere atto, sempre secondo la Corte Suprema statunitense, che l’istituto matrimoniale si è evoluto nel corso del tempo.

Le problematiche sono troppe ed eccessivamente articolate per essere esaustivamente affrontate in questa sede.

Tuttavia, delle considerazioni generali sembrano potersi effettuare.

In primo luogo: occorre ricordare la differenza di concezione del matrimonio tra i Paesi anglosassoni, detti di “common law”, e gli altri come l’Italia, detti di “civil law”.

Nei primi il matrimonio è considerato a tutti gli effetti un contratto, cioè come uno scambio di patrimonio e ricchezza, averi e beni. Altrove, come in Italia, invece, a causa della consolidata cultura giuridica e filosofica antica di secoli, si è ben consapevoli che il matrimonio non è un contratto poiché non c’è scambio di ricchezze, ma una convenzione, poiché gli sposi convengono di sposarsi, cioè fanno convergere le proprie libere volontà senza alcuna influenza di carattere patrimoniale.

Una simile differenza è fondamentale per comprendere perché nella cultura giuridica anglosassone il matrimonio sia considerato in continua evoluzione, parimenti a qualunque contratto di natura patrimoniale, mentre altrove, come in Italia, invece no o comunque entro certi limiti.

In secondo luogo: ritenere che il matrimonio sia un istituto in continua evoluzione, significa perdere di vista la dimensione ontologica, cioè essenziale, dell’istituto matrimoniale stesso, il quale viene sradicato dalla sua natura per essere abbandonato ai marosi dei mutamenti storici e sociali. In questa prospettiva di continuo cambiamento, in cui ad una verità unica e fondativa se ne sostituiscono altre molteplici ed incostanti (cioè in sostanza delle non-verità), non si comprende perché, per esempio, non si possa considerare anche ulteriormente mutevole in un prossimo futuro, fino a ricomprendere la poligamia prima e il poliamore poi (come, infatti, già molte comunità LGBTQ hanno cominciato a richiedere pubblicamente ed ufficialmente).

L’istituto giuridico del matrimonio, con tutta evidenza, così considerato è destinato a sgretolarsi sotto il peso della mutevolezza del sentire sociale, a tutto discapito della universalità del suo essere giuridico, cioè fondato su una verità che prescinde dal dato economico, storico o sociologico.

Lo stesso diritto, se interpretato come strumento di mera formalizzazione del sentire sociale e politico, perde la sua essenza e diventa un mero artificio del potere, come in tutte le tirannie totalitarie della storia in genere e del XX secolo in particolare.

In terzo luogo: nella prospettiva della Corte Suprema statunitense sembra che l’elemento fondativo del matrimonio altro non sia che l’amore tra due soggetti.

Occorre a questo punto chiarire che l’amore non è un bene giuridico e che il diritto si disinteressa dell’amore, come di tutti gli altri sentimenti, quali per esempio l’amicizia o l’odio.

Amore, amicizia e odio non sono beni giuridici e devono sempre essere intesi come estranei al diritto, per diverse ragioni; tra i tanti motivi delineabili si consideri uno dei connotati strutturali del diritto, cioè la sua coercibilità, ovvero la possibilità di costringere un altro soggetto a qualcosa. Che amore, amicizia oppure odio sarebbero quelli che fossero comandati dalla legge e per cui la legge prevedesse delle sanzioni in caso di inosservanza?

E se davvero l’elemento fondante dell’istituto giuridico del matrimonio, in un’ottica di scelta individuale come indicato dalla Corte Suprema, fosse davvero l’amore, perché vietare ad un padre e ad una figlia, ritrovatisi dopo anni e innamoratisi, di sposarsi per avere dei figli, come accaduto proprio di recente negli Stati Uniti? Il loro amore sarebbe diverso, meritando minor tutela rispetto a quello degli altri?

Come la libertà non è semplicemente fare tutto ciò che si vuole, cioè operare in assenza di regole, così anche l’amore, quello vero, presuppone un ordine, un ordine naturale, delle regole, come ricorda, tra i tanti e meglio di altri, Benedetto XVI nella Deus caritas est allorquando distingue tra eros, l’amore transeunte e mondano, e agape, l’amore autentico che mette in relazione.

La vera relazione, occorre ricordare a questo punto, nonostante la Corte Suprema ignori questi delicati passaggi, si ha solo nel caso in cui si rispettano tutte le necessarie regole, naturali e di ragione, cominciando dal requisito che fonda la vera relazione, cioè l’apertura e il donarsi totalmente all’altro e al totalmente altro: in questo senso, la diversità per eccellenza e per natura, è quella tra uomo e donna.

Solo nell’unione di uomo e donna, cioè dei diversi per natura e per definizione, si ha autentica relazione, come già si evince dal piano strettamente e meramente biologico per cui è necessaria la cooperazione di un uomo e di una donna per mettere in essere una nuova vita, cioè per aprirsi alla relazione naturale, tramite il concepimento.

Ecco perché, almeno in Italia, si considera l’unione tra donna e uomo quale unione naturale che dà vita alla famiglia intesa appunto come società naturale.

In quarto luogo: l’amore, comunque, non è un elemento sufficiente per ritenere legittimo, lecito o giusto un istituto giuridico, un rapporto, o un legame, specialmente se con l’amore si intende qualunque tipo di relazione umana prescindendo dall’ordine naturale o morale.

Ecco perché Dante rinchiude nelle atroci segrete del suo quinto canto dell’inferno Paolo e Francesca. I due senza dubbio si amavano, ma il loro amore era, in quanto cognati, un amore non giusto, in violazione della legge umana e divina, fraudolento rispetto all’ordine della natura e alla natura delle relazioni, alla relazione di coniugio di Francesca con il marito Gianciotto e di consanguineità di quest’ultimo con Paolo.

L’amore non è e non può essere la causa di giustificazione di qualunque tipo di rapporto, prescindendo dalla natura e dalle conseguenze del medesimo.

Senza dubbio, per esempio, si nutre, oggi, grande amore per il creato e l’ambiente, ma, come ricorda papa Francesco nella sua ultima enciclica Laudato si’, un amore verso gli animali che ignori l’amore verso l’uomo («non c’è ecologia senza un’adeguata antropologia» n. 118) non è vero amore per la natura.

L’amore, insomma, non è estraneo alla ragione, cioè all’ordine naturale delle cose, a meno che, ignorando questa sua caratteristica essenziale, non si preferisca essere schierati tra quanti giustamente Dante identifica come coloro «c’hanno perduto il ben de l’intelletto», cioè tutti quelli che non hanno preso posizione tra il male e il bene, tra la menzogna e la verità, tra un amore distorto dall’opera umana e l’amore corretto dei precetti della ragione e di Dio, tra il disordine umano e l’ordine divino.

In conclusione: la decisione della Corte Suprema, criticabile anche per altri diversi motivi, perfino più strettamente giuridici, e pur tuttavia impossibili da esaminare in un così breve spazio, sembra davvero più ideologica che giuridica, poiché incentrata non sulla razionalità del diritto, ma sulla passionalità dell’amore, un amore che è in contrasto con il diritto naturale e che, in quanto tale, non è vero amore; la suddetta sentenza, insomma, lungi dall’essere espressione di giustizia rappresenta piuttosto il triste volto di un diritto violato, cioè, in definitiva, dell’ingiustizia, come ricorda Hans Urs von Balthasar: «Un amore che distruggesse il diritto sarebbe fonte di ingiustizia».


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38 Commenti

  1. paolo scrive:

    La sentenza del 26 giugno mi ha fatto venire in mente Mussolini: tutte le ideologie sono finzioni, quindi nesuno può impedirmi di promuovere e imporre la mia(“Diuturna”). La stessa cosa disse Anthony Kennedy (l’unico giudice repubblicano che ha votato con i liberals) nel 1992 quando identificò l’essere americano con il definire autonomamente il significato della propria esistenza, giustificando l’aborto nella sentenza Planned Parenthood contro Casey.

    I sofisti, allo stesso modo, (Protagora, e il suo”homo mensura rerum”) dicevano cinicamente che “giustizia non è altro che il diritto, il vantaggio del più forte (Platone, Repubblica) e insegnavano che il discorso è semplicemente arte retorica piuttosto che persuasione razionale.
    Se questo è vero, allora la prossima generazione di uomini delle Corti avrà il compito di restaurare una giurisprudenza ragionevole, una rivoluzione socratica, in cui la verità stia a fondamento della legalità, non il mero potere, alleluia!

  2. Raider scrive:

    “L’uguaglianza fra genitori e figli ha distrutto la famiglia, l’uguaglianza fra insegnanti e studenti ha distrutto la scuola, l’uguaglianza fra l’arte e l’intrattenimento ha distrutto la cultura, l’uguaglianza fra cittadini e non cittadini ha distrutto le nazioni.” Lo sostiene Renaud Camus, che i politicamente corretti, gli immigrazionisti, gli islamofili, la Sinistra da cui proviene, i gay come lui processano e condannano per islamofobia.

    • MicheleL scrive:

      Tutti esempi di relazioni inerentemente gerarchiche, ovvio che il loro livellamento le ha destabilizzate.
      L’uguaglianza tra bianchi e neri ha distrutto le società? L’uguaglianza tra uomo e donna nei concorsi pubblici ha distrutto l’impiego? L’uguaglianza tra religioni ha distrutto il loro ruolo nella società? L’uguaglianza politica tra ricchi e poveri ha distrutto la società?
      Secondo lei una coppia di sessantenni novelli sposi è socialmente più rilevante di una coppia gay?

      • giovanna scrive:

        Guarda, è semplicissimo, MicheleL, ci sono cose uguali e cose diverse, credo che possa ammetterlo anche uno come te, che col suo compagno non può fare un figlio e ,se lo vuole, se lo deve comprare o far regalare, come un comodino o un cagnolino.
        Certo, mi dirai tu, un cagnolino e un figlio sono uguali e la loro uguaglianza di fatto non distruggerà la società.
        Anche se magari distruggerà quel bambino venduto o regalato, perché tu hai scritto nero su bianco che auspichi che il figlio venga regalato dalla mamma a due maschi, dalla madre e privato per sempre dell’abbraccio della mamma, ma rispetto alla soddisfazione del proprio desiderio, questa è una sciocchezzuola.

        E ora, aspettiamo la calata degli amichetti, come sempre quando intervieni tu, sarà un caso ?

        • MicheleL scrive:

          Giovanna, se vuole parlare da sola non mi dispiace, ma non tiri in ballo me :)
          I miei figli saranno miei, erediteranno i miei geni, il mio gene di resistenza alla caffeina, il mio gene di probabile resistenza all’Alzheimer, il mio gene di probabile resistenza alle malattia cardiache, il mio gene di probabile resistenza al diabete. I miei nonni sono morti tutti dopo 90 anni e i loro nonni furono tutti molto longevi. Il genoma è quello che ci contraddistingue, che influenza anche la nostra personalità (io ho un metabolismo specifico dell’ossitocina che mi rende probabilmente più empatico della media). Altrimenti potremmo mescolare i bambini nei reparti neonatali, in fondo sono nati tutti nello stesso giorno, che differenza fa? Quindi, Giovanna, no, non può prendere il principino William e cambiarlo con un altro.
          I miei saranno figli anche della donna che donerà il suo ovulo, io mi sto informando per donare il mio sperma, che considero avere interessanti proprietà. La donna che li partorirà saprà da subito che non sono e non saranno mai figli suoi, ma avrà permesso con un gesto di generosità (non ci guadagnerà nulla e non ci perderà nulla, su questo non transigo) senza il quale i miei figli saranno abortiti dalla mia mente.
          Detto questo, si figuri se mi viene in mente una idiozia come quella di paragonare un animale ad un essere umano. Gli animali sono ben diversi dagli uomini (v. Carl Cohen) e tanto per dirne una non sono in grado di intendere e volere.
          La mia uguaglianza farà del bene alla società, tutti sapranno che gli amici e i parenti del mio compagno sono miei amici e miei parenti, che li amo e ho per loro la stessa considerazione che ho per i miei amici e parenti. Tutti potranno contare su questo legame.
          I bambini cresciuti dalla coppie omogenitoriali devono solo temere i bigotti, i livorosi, che non si fanno scrupoli a scrivere frasi ingiustificate, contrariare alle evidenze sociali, mediche e scientifiche, ovvero menzogne che potrebbero traumatizzare un giovane altrimenti sereno, come documentano studi su migliaia si casi. Non saranno privati degli abbracci e delle cure di cui avranno bisogno. Che questo affetto debba venire da due persone di sesso diverso è una convinzione che non trova riscontro nella realtà.

          • Emanuele scrive:

            …visto che i bambini non sono animali, non credi sarebbe il caso di chiedere loro cosa ne pensano di questi gesti di altruismo? Di essere privati dell’abbraccio della madre subito dopo nati? Abbraccio che per loro rappresenta l’unica cosa che esiste al mondo: la loro madre. Cosa pensano di essere privati delle loro radici? Certo, a te magari non interessa, ma se a loro interessasse? Te lo sei mai posto il problema?

            Lo sperma è tuo, ma i tuoi figli non sono tuoi! Non sono organi o sangue che si può donare, sono PERSONE. Le persone non si donano, non si scambiano, non si barattano.

            La vita dei figli appartiene a loro, non ai genitori.

            • MicheleL scrive:

              Esistono decine di studi che rispondono alla sua domanda: si tratta di bambini felici come gli altri. Tali studi formano la base sulla quale psicologi e pediatri si dichiarano a favore dell’omogenitorialità. Già oggi molte donne optano purtroppo per l’aborto, molte che non desiderano essere madri optano per l’adozione di figli purtroppo indesiderati ancorché loro. Infine esistono donne generose che conducono la gestazoone per altri, portando in grembo figli non loro. Non stiamo parlando di alcun baratto, ma di azioni a favore di bambini che altrimenti non avrebbero alcuna famiglia (ma la trovano con l’adozione) o non sarebbero mai nati (senza la gestazione per altri).

              • Emanuele scrive:

                Scusa, con quale unità si misura la felicità? La scienza può indagare solo quantità misurabili, cosa difficile con i sentimenti …

                Al più, questi studi dimostrano che questi bambini vanno bene a scuola, fanno sport, non hanno problemi con la legge (queste sono quantità misurabili ), ma che questo corrisponda alla felicità ce ne corre… Io da ragazzo corrispondevo al profilo “felice”: buoni voti, tanti amici, nessun problema, ma ero tutt’altro che felice ed i miei problemi ho dovuto affrontarli una volta adulto.

                Quindi un gruppo di studiosi ha stabilito un set di parametri ARBITRARIO che SECONDO LORO sono correlati con la felicità. Peraltro spesso i dati sono stati ottenuti interrogando i genitori e non i diretti interessati (abbiamo più volte letto su questo sito interviste a figli di coppie gay diventati adulti non così felici della situazione ).

                Questo metodo di lavoro è tutt’altro che scientifico, ricorda le teorie di Lombroso (un set arbitrario di parametri, le misure del cranio, avrebbe stabilito se uno era buono o delinquente ) o i criteri con cui.i medici del Reich stabilivano chi era umano e chi sub-umano (razzismo scientifico, in auge anche negli osannato USA).

                Aspetterei un po’ prima di decidere della sorte delle persone in base a questi studi… le cavie di questa ingegneria sociale solo esseri umani.

              • Emanuele scrive:

                La redazione mi ha bloccato il commento… Spero compaia tra un po’.

                • giovanna scrive:

                  La disumanità di quello che scrive MicheleL è veramente da brivido, da paura.
                  Ma d’altra parte queste pratiche sono da brivido e da paura, almeno questo tizio si espone senza l’ipocrisia di un Nino o delle leggi fatte passare subdolamente, contro il diritto dei figli di crescere con la loro mamma e il loro papà.
                  L’ultima ipocrisia che rimane è quella di parlare di “generosità” delle madri che regalano i figli, quando è ovvio a chiunque sia in buona fede che il mercato dei bambini apre a forme di sfruttamento delle madri veramente odiose e inevitabili.
                  Ma quale donna sana di mente potrebbe mai regalare un figlio , che ha accolto nel suo ventre per nove mesi, ad una coppia di maschi ? Ad una coppia di MicheleL ?
                  A leggere queste robe tremende , esibite con orgoglio e protervia, non posso che pensare che la storia si ripete, che nazismo e comunismo non hanno insegnato niente, che il male c’è, non c’è niente da fare, c’è.
                  Certo, dubito che MicheleL creda fino in fondo a quello che ha scritto, che un bambino si possa trattare come un cagnolino e privare della madre come se niente fosse, che creda veramente agli studi farlocchi che mette avanti, sicuramente, essendo un uomo, ha dentro di sé un barlume che gli permetta di riconoscere l’estrema disumanità di quello che ha scritto.
                  Ma come il soldato nazista de “La Storia” di Elsa Morante, forse strappa dal suo cuore quel fiorellino superstite, perché il fascino del male, della sua egoistica soddisfazione, della sua smania di potere, è per lui più attraente del fascino del bene.
                  Comunque questo orrido intervento del MicheleL me lo salvo , ad imperitura memoria.

                • SUSANNA ROLLI scrive:

                  Non so come fai a leggere, Emanuele, io oggi non ce la faccio …La prima cosa che cerca un neonato è il calore, l’affetto, la tetta della mamma che di lì a poco sarà la fonte da cui zampillerà tanto buon latte per il suo nutrimento…ed anche il suo ciuccio. Che gli daranno due uomini a questi pargoli??
                  Io oggi ho il mal di stomaco a leggere certe arroganze..
                  Allora da domani io pretendo la luna -che sarebbe pretendere meno che un bambino in carne ed ossa…Ed esigo che lo stato faccia di tutto, con legiferando a mio favore- perchè Love il love, ed io amo la luna…
                  Bleah!

                  • Emanuele scrive:

                    …purtroppo dobbiamo rispondere fino alla morte. Tacere vorrebbe dire in certo senso acconsentire.

                    Come leggiamo sul Vangelo, ciò che è stato bisbigliato negli orecchi, gridatelo dai tetti!

              • To.ni scrive:

                Caro MicheleL
                Si tratta di studi accozzati che presumono come valido quello che si intende dimostrare. Portati avanti con finanziamenti e sovvenzioni da parte di tuoi affini. Con il benestare di associazioni psichiatriche che, a detta d ex membri, sono OBBLIGATORIAMENTE gay frendly (numerosi componenti lo sostengono da anni).
                Trovo inoltre l’idea di chi sostiene “normale” una cosa è DEVE avere un rapporto con la cognizione di chi lo afferma . Ti ho chiesto, in altre circostanze, per questi gaiosi studiosi che ti forniscono argomenti a sostegno che sei un valido sostituto di una madre, quanti sono abortisti, eutanasisti, gay (se uno studio non vale se è di un cattolico… per coerenza ) , fautori della liberazione delle droghe leggere ecc
                Ma non è neanche questo che mi preme dirti, perché conosco che basta che il tuo ventre è soddisfatto razionalizzi ogni cosa: Trovo penoso e squallido la tua ipocrisia a fronte di un mercato mondiale che fa commercio di esseri umani (mi interessa poco se sono omo ed etero) e tu… (molto volgare) …. te ne vieni ad affermare “donne generose che conducono la gestazione per altri”. Sono frasi che per la tua evidente malafede, vanità, indifferenza per il prossimo (bambino), e per il tuo ego smisurato e capriccioso sono la prova, oltre ogni ragionevole dubbio (il vero “autorevole studio” fatto sul campo), che non sei DEGNO di nessuna adozione (ed avanzerei riserve pure sull’affido di cagnolini).
                VERGOGNATI!!!
                PS: Ti anticipo, mai nessuna bile mi assale rivolgendomi a te, ma si tratta sempre di un invito composto a non rompere i….. a dei bimbi che possono avere una meravigliosa madre e devono subire lo scherno di una figura pelosa ruvida, capricciosa figura (oppure i tuoi “autorevoli studi” dicono che sei meglio di Belen?) .

                • MicheleL scrive:

                  Sa bene che so dettagliare le accuse che muovo agli studi (quei 2 o 3) di senso opposto a quelli (decine) su cui si basano APA, AAP e altre associazioni. Lei, sa dettagliare? No, non sa farlo, perché non è la verità. To.Ni, non sono io l’arrogante, quello è lei che pretende di avere ragione perché…Perché di sì. Ma i dogmi non fanno una ragione e in questi casi conducono solo al male, perché sono falsi dal falso è il male che esce, pure se so che lei non è mosso da cattive intenzioni. E così lei non sa distinguere le idee buon da quelle cattive e demonizza tutto quello che non in linea con quello in cui crede. Io invece ho una grande stima per molti dei principi del cattolicesimo, salvo alcuni che sono oggetto di discussione. Ed ecco che io posso essere per la gestazione per altri e contro ogni forma di lucro, come nel caso di donazione di organi, che posso essere per la liberalizzazione delle droghe leggere e contro l’abuso di esse, per l’emancipazione femminile e contro l’aborto. Perché io a differenza di lei, ho fiducia nel genere umano, e non credo che i concetti debbano essere estremizzati per ottenere il bene, ma anzi che tale atteggiamento finisca per nuocere. La bile scorre, perché lei cerca di attaccare me personalmente. Si sfoga su di me, mi accusa, cerca di deludere i miei sogni, ma io, al contrario di quello cui a lei piace credere, non scrivo per il mio ego, per me. Scrivo per il bene del mio prossimo, minacciato da alcune idee che persone come lei sostengono senza comprenderne l’incoerenza con la realtà.

                  • To.ni scrive:

                    Ho visto in ritardo …questo post, come mi dispiace.

                    Caro MicheleL,,,,, si, so dettagliare, So benissimo le modalità in cui sono stati condotti gli studi farlocchi.
                    So benissimo le persone che sono state cacciate per non esseri allineati ai diktat delle associazioni che sono obbligati a chiudere gli occhi per affermare quello che si deve dire ai tipi come te. Si ne conosco i nomi e cognomi.
                    So ragionare sulle cose e le capisco e vedo le strumentalizzazioni, le persecuzioni, l’insinuazione capillare propagandistica. Capisco la tua insolenza celata che è irrispettosa di ogni essere umano (piccolo, grande, ateo,cattolico, musulmano, buddista) . So anche che non ci penseresti due volte a calpestarlo a privarlo della propria individualità per soddisfare il tuo ombelico.
                    Io ti attacco personalmente perché dici cose disgustoso e privo di ogni decenza. Cose che non mi passano inosservate e che non sono compensabili con il tuo dare del lei.

              • Giannino Stoppani scrive:

                Incredibile!
                Ancora a raccontare la favoletta degli “autorevoli studi” dopo che qui e altrove ti è stato sbattuto sul grugno che si tratta solo di emerite pagliacciate, essendoti stato ampiamente dimostrato che tali pseudo-studi sono stati condotti da militanti gay domandando a “volontari” gay quanto sono felici i loro “amati” figlioli?
                Ti rendi conto che ripartendo ogni volta da capo dimostri solo quanto è grave la tua incapacità a renderti conto della realtà effettuale?

                • MicheleL scrive:

                  Mi rinfresca la memoria, per cortesia, così ci divertiamo un po’?

                  • Giannino Stoppani scrive:

                    Per rinfrescarti la memoria tu puoi ricorrere alle cure di un geriatra.
                    Agli altri basta e avanza cercare il tuo nick (o il tuo “avatar”) incrociandolo con “autorevoli studi” per avere un nutritissimo elenco delle tue figuracce, nonché una idea abbastanza precisa, anche se per difetto, della tua patologica malafede.
                    A proposito, un interessante passatempo per psichiatri sarebbe quello di individuare cosa esattamente vuoi millantare corredando il tuo pseudonimo con codesta immagine diagnostica.

        • karlocl scrive:

          Bau Bau. Altro non dico visto il confronto bimbo , cagnolino

          • giovanna scrive:

            Tesoro, a me risulta che i cagnolini si possano regalare, come auspica MicheleL per i bambini.
            Infatti, lui è contrario alla compravendita dei bambini, ma è favorevole che le mamme li tengano in pancia nove mesi e li regalino ad una coppia di maschi.
            Come cagnolini, appunto.

            • MicheleL scrive:

              I bambini vengono adottati da sempre.

              • giovanna scrive:

                Senti, MicheleL, se credi anche lontanamente che sia possibile paragonare l’adozione, che supplisce ad una disgrazia ( e a cui non sarebbe il caso di aggiungere la disgrazia di non avere nemmeno un papà e una mamma adottivi ) con la fabbricazione di bambini che verranno strappati alle mamma appena partoriti e verranno cresciuti senza la mamma , per la soddisfazione del desiderio di due maschi che non possono procreare tra loro…..e soprattutto se credi che sia possibile convincere qualcuno di questa malvagia assurdità….sei proprio in totale e perseguita malafede.
                .
                Prima di scrivere certe boiate, conta fino a un milione e rinunciaci.
                Mamma mia che livello basso, bassissimo, incredibile.

                Naturalmente non mi risponderai, ma certo che devi aver avuto dei genitori tremendi o, comunque, li hai vissuti così, dato il tuo patologico odio per la famiglia.
                Si sente in tutti i tuoi interventi questo odio profondo per i papà e le mamme, per i mocciosi che pretenderebbero di non essere trattati come giocattoli.
                Fino a che punto si può odiare l’uomo, se lo si considera una merce che si può regalare ?
                Un figlio cresciuto bene non scriverebbe le robe che scrivi tu manco sotto tortura.
                .E comunque, abbiamo la libertà di non far subire ad innocenti il male che abbiamo subito, o pensato di subire ,noi.

                • MicheleL scrive:

                  Faccia l’elenco Giovanna delle persone tristi nel caso della gestazione per altri senza lucro e nel caso di affido di un bambino per l’adozione (qui si può immaginare le ragioni, violenza, prostituzione, gravidanza indesiderata o altra ragione che possa venirle in mente). Così capirà la differenza. Le ricordo che gli omosessuali sono buoni genitori come gli altri, in caso volesse partire per la tangente su questo punto, che per altro non è del tutto pertinente, perchè la riflessione che la invito a fare sopra vale anche per genitori eterosessuali, che ricorrono alla gestazione per altri o all’adozione.

                  • Giannino Stoppani scrive:

                    Autorevoli studi dimostrano che è semplicemente falso che le coppie omosessuali siano “buoni genitori”, anzi, i loro malcapitati figli vanno incontro a serie problematiche.
                    Ecco, così impari.

              • To.ni scrive:

                Ma non per soddisfare le tue voglie … ma per garantire il loro bene. Calmati…comprati il cagnolino.

  3. MicheleL scrive:

    Sentenza Corte USA (che per altro voi stessi avete pubblicato):
    “Nessuna unione è più profonda del matrimonio, perché incarna i sommi ideali di amore, FEDELTÀ, DEVOZIONE, SACRIFICIO E FAMIGLIA. Nel formare UN’UNIONE CONIUGALE, due persone diventano UNA COSA PIU’ GRANDE di quel che erano prima. Come dimostrano alcuni dei ricorrenti in queste cause, il matrimonio incarna un amore CHE PUÒ PERDURARE PERFINO OLTRE LA MORTE. Sarebbe fraintendere questi uomini e donne dire che non rispettano L’IDEA DEL MATRIMONIO. La loro istanza è di POTERLA RISPETTARE, E RISPETTARLA AL PUNTO DI RICERCARNE IL COMPIMENTO PER SÉ. La loro speranza è di non essere condannati a vivere nella SOLITUDINE, ESCLUSI DA UNO DEGLI ISTITUTI PIÙ ANTICHI DELLA CIVILTÀ. Chiedono EGUALE DIGNITÀ agli occhi della legge. La Costituzione garantisce loro questo diritto. La sentenza della Corte di appello del Sesto Distretto è annullata. Così è stabilito”

    Non vi è un riferimento basilare all’amore, ma alle sue caratteristiche nel contesto sociale della funzione dell’istituto matrimoniale, ovvero l’IDEA DEL MATRIMONIO. Si chiede uguale dignità perché uguale è il contributo. La polemica dell’amore, che non è elemento sufficiente ad formare un interesse sociale, che è viceversa per la stabilità della coppia (di qui i doveri) è un’arma di distrazione di massa, come lo spauracchio del gender, per tirare il ballo la poligamia. I gay si vogliono sposare per le stesse ragioni per cui si sposano gli etero e non vi è in tali ragioni un legame verso la poligamia che sia diverso tra etero e gay (supporlo è ancora una volta un pregiudizio, voler tracciare una differenza dove non c’è).

    Infatti, si potrebbe usare lo stesso argomento anche per i cattolici, che fanno giurare l’amore:
    D’altra parte la CEI fa recitare agli sposi: “Io , accolgo te, come mia/o sposa/o. Con la grazia di Cristo, prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di AMARTI e onorarti tutti i giorni della mia vita

    Segue quindi specularmente l’argomento per cui anche i cattolici aprirebbero all’amore poligamico, non vi è infatti nel giuramento un’indicazione come “unico” e se la moglie acconsente il marito le è fedele anche se ama pure una seconda donna…Come rivendica la Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni.

    Non resta che constatare che in assenza di argomenti (la storiella della malattia mentale non funziona più, come non funziona quella della depravazione, che in passato erano sufficienti a chiudere la partita); si raschia il barile delle illazioni, delle acrobazie dialettiche, si minacciano catastrofi sociali, il gender, la poligamia, come ai tempi di Dante si minacciava l’ira divina, le fiamme degli inferi… Ma il gioco non funziona più, la gente è da secoli illuminata e alla favola del babau (e non solo) non abbocca più .

    • Emanuele scrive:

      “Non vi è un riferimento basilare all’amore…”, ah no?

      “Nessuna unione è più profonda del matrimonio, perché incarna i sommi ideali di AMORE, fedeltà, …” infatti è il primo requisito citato…

      “il matrimonio incarna un AMORE che può durare fin oltre…”

      • MicheleL scrive:

        Ripeto: non è detto sia una condizione sufficiente, nè che sia necessaria. Viceversa l’amore è giurato durante la cerimonia cattolica, quindi perché questo argomento polemico dovrebbe valere per la posizione della Corte Suprema e non per quella della CEI?

        • Emanuele scrive:

          …infatti ho scritto sotto che il matrimonio omo non si basa sull’amore (almeno riguardo alla sentenza USA ).

          Voglio però precisarti che l’amore coniugale cristiano non è un generico sentimento , ma si basa su un modello ben preciso come insegnato da Cristo. Il modello sono Adamo ed Eva prima del peccato originale.

          Tant’è che Cristo, in base a questo modello sconfessa il divorzio e altre pratiche.

          Paolo e gli altri apostoli rincarano la dose:

          «Non illudetevi: né immorali (pornòi), né idolatri, né adùlteri (moichòi), né depr avati (malakòi), né sodo miti (arsenokòitai), né la dri, né avari, né ubriac oni, né calunn iatori, né rapi natori erediteranno il regno di Dio» (1 Corinzi 6, 9 )

        • Emanuele scrive:

          …avevo risposto, commento in moderazione…

  4. Emanuele scrive:

    …mettiamo i puntini sulle i: il riconoscimento del matrimonio omosessuale non si basa sull’amore ma sul sesso.

    Se si basasse sull’amore, la Corte Suprema avrebbe dovuto includere non solo coppie gay, ma anche gruppi poliamorosi, amici, parenti, etc. Insomma tutte quelle persone che sono legate dall’amore.

    Per il riconoscimento si chiede invece una cosa ben precisa: una relazione more uxorio, ossia una relazione basata sul Sesso.

    Ricordo, come già discusso e come sostenuto dalla Saraceno (non certo una filo clericale!) che il matrimonio è il riconoscimento sociale non dell’amore, che dovrebbe rimanere nella sfera privata, ma della volontà di fondare una famiglia. Il matrimonio è dunque l’istituto nel quale si diventa genitori e figli legittimi. Ovviamente in una relazione omosessuale queste cose sono impossibili per sostanza (come sosteneva To.Ni) e non per accidente , come per le coppie sterili.

    Rimane dunque possibile fondare il nuovo istituto solo sulla sessualità. Ma ciò non ha senso, poiché vorrebbe dire che il matrimonio è l’istituto giuridico che fornisce riconoscimento sociale alla sessualità. Per tale motivo, solo per aver rapporti sessuali, le coppie hanno diritto ad agevolazioni fiscali, reversibilità, subentri, tutele, adozione, etc.

  5. giovanna scrive:

    E il fatto è che interlocutori rozzi come questo Helvetius non sono l’eccezione, ma la regola.
    Se non fossero rozzi non vorrebbero che fosse permesso comprare un figlio alla mamma, privarlo per sempre della mamma, fin dal privarlo dell’allattamento a privarlo di qualsiasi carezza e abbraccio materno, farlo crescere con due maschi.
    Con questi interlocutori c’è da confrontarsi, sia che siano ricoperti d’ipocrisia, come l’untuoso Nino, sia grossolani come il volgare paperotto ( come lui si è chiamato, un uomo che si chiama paperotto, un uomo ! ) Helvetius.
    Nel secolo scorso ci si è confrontati con altre rozzezze, che vantavano ben più ampio consenso, ci confronteremo, volenti o nolenti, anche con questa disumanità.

  6. To.ni scrive:

    Helvetius
    Non siamo cavillosi, sei tu che comprendi male le cose e le vuoi facili facili. Accoppiarsi con ogni cosa….è facile. Ed è quello che vuoi… un bel diritto all’accoppiamento con tutto…(Sganarello, la cui figura ho rivalutato in queste ore …direbbe “evoluzione”) . Il pensare alla dignità del corpo, a non essere guidati da impulsi incontrollati, e morbosi….è difficile (cioè cavillosi nel tuo linguaggio). Vuoi il diritto riconosciuto, che tutto quello che vuoi è giusto. Nota, non dico legittimo….altrimenti non hai motivo ad essere qua dato che siamo marginali nella società, sempre meno, e che il mondo va nella tua direzione. No, ti disturba che c’è una categoria di uomini che pensa che quello che fate è rivoltante ed è pure in grado di trovare pena per il vostro riduzionismo.
    Ci saremo sempre.

  7. Emanuele scrive:

    …ti sei perso i miei interventi precedenti, se vuoi interloquire, ti prego prima di leggerli.. .

    Comunque, nell’arco di decine di migliaia di storia umana il matrimonio è servito solo ad una cosa… il che non vuol dire che forme diverse di unione tra individui non siano legittime, si pensi all’amicizia, all’associazionismo, ed a tutti i gruppi sociali, fino ad arrivare alle nazioni ed all’intera comunità umana.

    Ripeto per l’ennesima volta: l’errore non è dare diritti alle unioni omosessuali, ma utilizzare l’istituto del matrimonio che si è evoluto per millenni per una cosa diversa. Sarebbe come usare il cacciavite per piantare i chiodi.

    E non è solo una questione di nomenclatura, poiché l’istituto del matrimonio applicato alle coppie gay porta con sé inevitabili storture, come le adozioni (ed anche le agevolazioni fiscali e la reversibilità, ma qui il discorso si allunga). Le adozioni, infatti incidono pesantemente sui diritti di terze persone: i bambini.

    Quindi, andava concepito un istituto apposito per le coppie omosessuali e per tutti i tipi di convivenza diversi dal matrimonio. Si è invece preferito deformare il matrimonio facendolo diventare il luogo di un generico amore ad impegno reciproco (ma senza trarne le relative conseguenze riguardo poligamia e rapporti tra parenti, mantenendo il numero 2 eletto a valore assoluto).

    Mi pare indubbio che la questione sia puramente ideologica ma con un fine ben preciso, destrutturare il matrimonio ed atomizzare la società.

  8. Emanuele scrive:

    Abbiamo resistito al Sinedrio, a Nerone e Vespasiano, all’impatto del barbari, alle eresie, a Lutero, ai Giacobini, a Napoleone, a Garibaldi, al comunismo e al nazismo, al Vaticano II… resisteremo anche ad Obama ed i suoi sodali. Per ora mi sa che devi accontentarti dei romanzi di Dan Brown e di Super Quark…

  9. To.ni scrive:

    Helvetius

    Ho scritto un commento in linea con il tuo stile, rispettando i canoni e la profondità del tuo argomentare….la redazione mi ha discriminato .
    Comunque , aspetta seduto….perché hai maggiore probabilità che vedi tornare i dinosauri

  10. SUSANNA ROLLI scrive:

    Aiuto!

  11. SUSANNA ROLLI scrive:

    Emanuele, pensavo ad una coppia di conoscenti che desiderava adottare un bambino ma cio’ non è stato possibile per una piccola -veramente piccola!- quisquilia; una domanda pratica ad uno dei genitori che secondo le persone preposte per l’adozione (non so come si dice, forse sono medici..) non era veramente esatta: adozione negata, tristezza infinita…
    Poi ora lo Stato che dovrebbe fare? Filtrare il moscerino – come descritto sopra, la quisquilia, INGOIANDO IL CAMMELLO(cioè sostituendo la figura padre-madre con madre-madre o padre-padre)?
    Fossi nella coppia che si è vista negare il bimbo per un “moscerino” andrei veramente su tutte le furie, come minimo!!

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