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Critica il governo perché si occupa delle nozze gay e non della «crisi della famiglia». Giudice inglese costretto a dimettersi

maggio 20, 2014 Leone Grotti

Sir Paul Coleridge, il giudice di cause famigliari più importante della Gran Bretagna e grande oppositore del divorzio, ha dichiarato pochi giorni fa: «Mi avrebbero impiccato pubblicamente se avessi continuato»

matrimonio-gran-bretagna-coleridgeUn giudice dell’Alta corte inglese è stato costretto a dimettersi dalla sua carica per aver condotto una campagna a favore del matrimonio tradizionale, affermando che «mi avrebbero impiccato pubblicamente se avessi continuato».

FONDAZIONE PER IL MATRIMONIO. Sir Paul Coleridge, il giudice di cause familiari più importante della Gran Bretagna, grande oppositore del divorzio, ha creato il think tank Marriage Foundation nel 2012 per promuovere «relazioni stabili e durature», sapendo che «milioni di bambini vengono danneggiati dai genitori che si separano: non dico che ogni famiglia che si separa causa bambini problematici ma quasi tutti i bambini problematici hanno una famiglia separata».

NOZZE GAY «PROBLEMA MINORITARIO». Sir Coleridge ha sempre sostenuto che «la separazione dei genitori può essere una buona cosa per i genitori ma non lo è mai, mai, mai per i figli». A dicembre, dopo un’intervista in cui ha criticato le convivenze, denunciato l’impatto dei divorzi sui bambini e accusato il governo di occuparsi troppo dei matrimoni omosessuali («un problema minoritario») invece che affrontare la «crisi della famiglia», ha ricevuto dieci lamentele presso l’Ufficio per le proteste giudiziarie, organo che controlla l’operato dei magistrati.

«SPROPORZIONATO E RIDICOLO». Per questo, dopo un’indagine che ha appurato che le sue parole erano «incompatibili con le responsabilità giudiziarie», è stato richiamato ufficialmente e ad aprile ha dovuto dimettersi dalla divisione famigliare dell’Alta corte. «È ingiusto, sproporzionato e ridicolo», ha commentato pochi giorni fa Sir Coleridge. «Non sono le mie parole ad aver minato la reputazione dei giudici, ma quello che mi hanno fatto. Certe cose non dovrebbero accadere».

«POCHE E BANALI LAMENTELE». Sir Coleridge ha detto che ora si occuperà del suo think tank più attivamente, ma si è detto «terrorizzato» dal fatto che «poche e banali lamentele» possano minare il diritto di un giudice a esprimere la sua opinione sul matrimonio.

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30 Commenti

  1. Ridley says:

    Akira, a parte il fatto che di psichiatri che sostengono l’opposto ne potrai trovare altrettanti quindi “uno psichiatra” rappresentativo sarà difficile da trovare. La questione è che non esiste solo l’alternativa divorzio oppure restiamo insieme per i figli ma litighiamo tutto il giorno. Esiste la terza via che è quella di provare ad appianare le divergenze. ritrovare quello che ci piaceva dell’altro e che ci ha convinti a sposarlo e farci figli (o facciamo figli solo per gioco? questo sarebbe un altro problema). In questo caso invece non c’è alcuno psichiatra che possa dire che questo sarebbe un male per un figlio e nemmeno per i genitori. Ma noi no, vogliamo il “divorzio breve”, così al primo litigio va tutto in fumo.

    • Nino says:

      Davvero pensi che uno (o una) al primo litigio, alla prima difficoltà, casomai anche in presenza di figli, prende il cappello e va via salutando? Uno che fa così (e non nego che ce ne siano) è un irresponsabile ed è molto meglio per tutti che se ne vada effettivamente via il più presto possibile. Le persone normali, ovvero la maggioranza delle persone, quando ci sono delle difficoltà in famiglia e la separazione è l’estrema ratio, l’ultima soluzione e la accettazione di un fallimento. Il divorzio breve, se ci sarà, è qualcosa che avverrebbe dopo la separazione legale, e quando si arriva a quello in genere non si torna più indietro (e comunque ripensarci si può sempre, non è mica obbligatorio divorziare)

  2. luca says:

    faccio notare che un giudizio così sul divorzio viene da una persona che se ne intende, che da una vita segue questioni di questo tipo, al più alto livello giuridico. forse è da prendere in considerazione no? invece l’ideologia genderista, omosessualista e progressista decide di metterlo a tacere. chiaro esempio di gente che vuole un confronto libero, sereno e soprattutto democratico.

    • Nino says:

      Faccio notare 🙂 che la notizia è, come spesso capita, posta in maniera da consentire letture fuorvianti. quello che è accaduto (e la notizia è del dicembre scorso) è che l’Office for Judicial Complaint, l’istituto inglese che controlla il comportamento dei giudici, ha definito le interviste rilasciate dal giudice ed i suoi articoli pubblicati sui giornali “incompatibili con le sue responsabilità di giudice” chiedendogli di abbassare i toni dopo che lui aveva stigmatizzato pesantemente “il devastante impatto della fine delle famiglie sui bambini, criticando le convivenze e chiedendo maggior supporto statale al matrimonio”

      La affermazione molto forte del giudice, a mio avviso, è la seguente “quelle coppie la cui relazione è abbastanza stabile da assumersi la responsabilità di avere dei figli dovrebbe sposarsi” come se il matrimonio desse maggiori garanzie ai bambini rispetto alle convivenze. D’altronde il giudice ha fondato e gestisce la Marriage Foundation che ha come scopo quello di difendere l’istituzione del matrimonio.

      Detto questo, e precisato che sulle unioni gay la posizione del giudice è la seguente

      “E’ gratificante che il matrimonio in qualunque contesto sia al centro dell’attenzione … mail matrimonio gay è un problema minore … e troppo tempo ed energia gli è stato dedicato se si pensa che riguarda solo lo 0,1% della popolazione”

      se gli sono state fatte delle pressioni ingiustificate queste sono certamente da condannare.

      • sindar says:

        La affermazione molto forte del giudice, a mio avviso, è la seguente “quelle coppie la cui relazione è abbastanza stabile da assumersi la responsabilità di avere dei figli dovrebbe sposarsi”

        Accidenti che commento al vetriolo….assolutamente stigmatizzabile

        • Nino says:

          Forse come cittadino inglese potrei ritenermi offeso dal sentirmi dire che non sono adatto a fare il genitore perchè non sono sposato. Poi non conosco a sufficienza l’inghilterra per capire il senso di questa affermazione nel contesto nazionale. Posso immaginare (ma è una mia illazione) che un giudice che opera nella High Court’s Family Division, e che quindi è chiamato a giudicare sul diritto di famiglia, dovrebbe essere meno coinvolto sull’argomento, ed avere posizioni meno radicali sul tema sul quale è chiamato a giudicare.

          Lo stesso giudice ha detto di essersi dimesso (o meglio, di non aver chiesto il rinnovo del mandato) per potersi dedicare di più alla sua fondazione, aggiungendo che sarebbe anche rimasto se avesse avuto maggior supporto dai suoi colleghi.

          • giovanni says:

            Il problema è trovare un giudice che non ha opinioni sull’argomento, speriamo in un intervento dei extraterrestri.

            • Nino says:

              una cosa è avere opinioni (impossibile non averne) altre è essere chiaramente un attivista in una determinata direzione.

              • Zarathustra says:

                Promuove la stabilità della famiglia: cosa vi sia di negativo o di parte in questo, non è dato sapersi.

                “Gli edifici crollano spesso, forse è meglio preparare le fondamenta con più cura.”
                Voto 4: Di parte.

      • giovanni says:

        Ferma condanna delle pressioni ingiustificate, a condizione che il magistrato non ritiri le sue dimissioni……… Nino non fare il furbetto!

        • Nino says:

          non sono d’accordo, il magistrato (ormai ex) avrebbe potuto anche restare in carica, sapendo che ogni suo giudizio sarebbe stato guardato con sospetto a causa delle sue posizioni radicali sulla supremazia del matrimonio rispetto alla convivenza. Secondo me un giudice non dovrebbe mai avere opinioni personali troppo radicali sugli argomenti sui quali è chiamato a giudicare, perchè siamo tutti esseri umani.

          D’altronde Coleridge stesso, pur ribadendo che le sue convinzioni non hanno mai interferito sulle sue decisioni in tribunale. ha ammesso che “la sua attività nella Wedding Foundation potrebbe essere considerate inusuale e non-convenzionale per un giudice”

          • Alvaro il Laido says:

            Che il matrimonio determini una maggiore assunzione di impegno rispetto a una convivenza è un dato di fatto incontrovertibile la cui ovvietà è tale che vien da piangere a doverlo spiegare (cit. Card. C. Caffarra).
            Che la maggiore assunzione di impegno in una relazione vada a tutto vantaggio dei figli è un altro dato di fatto incontrovertibile come sopra.
            Se c’è qualcuno che giunge a definire da “attivista” o da “radicale” una posizione fondata su dati oggettivi e incontrovertibili come quelli che ho citato qui sopra è chiaro che il suddetto qualcuno deve per forza essere un emerito rintronato dalle ideologie che gli hanno fatto perdere finanche il minimo senso della realtà.
            Una prece.

            • Nino says:

              considerato che si sposa non deve sottostare a nessun test psicologico-attitudinale (sto esagerando, non chiedendo che si faccia, sia chiaro), niente dimostra che una coppia convivente sia inadatta o meno adatta di una coppia sposata ad avere ed educare dei bambini.

              • Alvaro il Laido says:

                Hai voglia a piangere povero Caffarra!
                Ho scritto proprio lì sopra che è la serietà dell’impegno che i coniugi sono disposti a prendersi che fa la differenza!
                Se il tuo datore di lavoro ti offre di scegliere tra un contratto di lavoro a tempo determinato e uno a tempo indeterminato, tu che scegli?
                Quale contratto pensi che la tua banca preferisca come garanzia di un mutuo?
                Ci vuole tanto per capire queste ovvietà???

    • Paolo says:

      Ehhhh mah quanti “ista” tutti insieme adesso anche contro il sacrosanto diritto del divorzio. Ma non vi stancate mai di inventarvi vittime inesistenti? Un giudice per le famiglie con una visione così ideologica di certo non è un bene.

      • Franco says:

        E da quando è ideologico sostenere il fatto lapalissiano che i figli crescono meglio in un rapporto stabile?!
        Dal giorno che vi siete rincoglioniti?!

  3. Raider says:

    In Italia, un giudice che convalida un matrimonio gay celebrato negli U.S.A. in base a leggi americane, viene ritenuto un interprete fedele della Costituzione e pertanto, è da osannare; in UK, un giudice che esprime l’opinione, plusibile statisticamente, che dedicarsi le unioni gay riguardano una percentuale risibile della popolazione, cos da essere meno urgenti di altre questioni che riguardano l’istittuto familiare, è costretto alle dimissioni. Se non è dittatura del Pensiero Unico, aspettiamo che il Pensiero Unico ci dica come va definita.

    • Nino says:

      @Raider, se leggessi bene l’articolo (o addirittura ti andassi a leggere gli articoli dei quotidiani inglesi) ti renderesti conto che non è stato costretto alle dimissioni e che il motivo della censura subita dal giudice ( e che poi ha influenzato sulla sua scelta di non rinnovare il suo impegno per dedicarsi completamente alla fondazione pro-matrimonio da lui fondata) è principalmente quello di aver affermato che una coppia non sposata non deve fare figli. Opinione rispettabile ma non condivisibile, e un po’ troppo radicale per una persona che deve giudicare proprio di diritto di famiglia

      • Raider says:

        “Ad aprile ha dovuto dimettersi dalla divisione famigliare dell’Alta Corte”: mi sembra sufficientemente chiaro in italiano, per dovermi avventurare nella lettura di articoli scritti in una lingua che non conosco. Questo giudice era ritenuto idoneo a esercitare una funzione così delicata fin quando, per opinioni formulate proprio sulla base dell’esperienza cumulata quand’era ritenuto in stato di idoneità, è stato ritenuto non idoneo alla carica che ha rivestito. Un episodio che dovrebbe fare riflettere anche chi, su famiglia e convivenza, ha opinioni del tutto diverse dalle sue e da quelli di altri, ma che dovrebbe preoccuparsi, almeno, del modo in cui viene intesa e applicata la giustizia. Ma vedo che non è così: e che c’è chi plaude.

        • Nino says:

          ma sai, si dice traduttore traditore, gli articoli originali non parlano mai di pressione perchè si dimettesse. Quindi nessuno lo ha mai ritenuto non idoneo. Dopo di che io ho già scritto prima che secondo me poteva benissimo non dimettersi, anche se non credo sia bene avere idee radicali su un argomento sui cui bisogna giudicare con la massima oggettività.

          • Zarathustra says:

            Oggettività che si può anche non avere quando vengono smantellate leggi a colpi di sentenze, evidentemente.

    • Nino says:

      P.S: per quanto riguarda il caso del giudice che tu citi (ti riferisci alla sentenza di Grosseto del mese scorso immagino), mi viene da fare una precisazione, che come al solito ai più è sfuggita. Il giudice di Grosseto (e comunque solo in primo grado) non ha “convalidato un matrimonio gay celebrato negli U.S.A.” ma si è limitato a dire che è possibile certificare ed rendere pubblico (pubblico da un punto di vista legale) un atto che in sè è valido nel paese in cui è stata effettuato. Anche qualora la sentenza passasse in giudicato, questo non cambierebbe lo status dei due uomini che non risulterebbero, per lo stato italiano, coniugati ma coniugati negli U.S.A. e quindi solo negli U.S.A. considerati uniti in matrimonio

      • Raider says:

        Un’interpretazione un po’ forzata di una legge americana che produce effetti da noi: o che, no, non produce effetti, ma solo sentenze che non c’entrano nulla. Ora, sarebbe consentito non, per carità di patria della ‘Costituzione più bella del mondo’, applicare il senso di giustizia di un’Alta Corte di un altro Paese; ma trarre qualche analogia rispetto all’orientamento della giustizia su certi temi: e invece: no, non è consentito neppure questo, le opinioni sulla famiglia di un giudice inglese e quelle di chiunque altro, valgono quanto la legge italiana alla luce delle leggi americane in America.

        • Nino says:

          francamente non ho capito il tuo commento.

          • Raider says:

            Il ‘francamente’, come inizio, espone a ritorsioni che le risparmio perché apprezzo sempre il coraggio e la cortesia. E in effetti, ciò che ho era un po’ oscuro di proposito perché intendevo replicare l’effetto che a me faceva il suo commento, che non mi è sembrato molto più pertinente n chiaro. E non per (tutta: ma, un po’, anche, le devo riconoscere qualcosa in più di una franchezza perfettamente comprensibile, in una persona educata e che ne usa con moderazione e senza volgarità) colpa sua, ma per responsabilità di un giudice di Viterbo che si è espresso su un atto stipulato in America, dove è valido per le leggi colà vigenti.
            Quali effetti teorico-pratici ha, non so, un parere o una sentenza relativa a qualcosa che la legge italiana non consente? Un modo per aggirare la legge, per autorizzare e invalidare, di fatto, le leggi italiane che non ci piacciono ‘votando’ a titolo personale (coniugale o societario) come un Parlamento sovrano nel momento stesso in cui si ricorre alla legge di un altro Paese?
            Ecco, se così fosse, un invito (anche solo) a boicottare la legge italiana mi sembra più grave, nella sostanza e nelle conseguenze, delle opinioni personali e legittime di un giudice inglese che, come afferma lei stesso che legge direttamente i testi in lingua originale e per questo, negava le dimissioni, a quanto pare, effettivamente, sì, vero, si è dimesso.

            • Nino says:

              il “francamente” voleva solo sottolineare che avevo provato ma non ero riuscito a comprendere. Sul giudice (di Grosseto,mi pare, e non di viterbo, ma è un dettaglio) se non ho capito male (ma non sono un legale) non ha invitato a boicottare una legge italiana, che in quanto legge in italia non può essere boicottata, cioè quella (se interpreto correttamente) che impedisce a due persone maggiorenni dello stesso sesso di contrarre matrimonio civile. La sentenza dice solo che l’atto (il matrimonio) americano può essere trascritto ai soli fini certificativi e di pubblicità, ovvero per “rendere atto” che quei due si sono sposati negli stati uniti e che negli stati uniti (e solo lì) il loro matrimonio ha valore legale. Anche se la sentenza passasse in giudicato, per la legge italiana loro resterebbero due uomini single.

              Sul giudice ho già ribadito che è stata una sua libera scelta, ma che le sue posizioni “forti” potevano mettere in dubbio la sua imparzialità.

              • Raider says:

                Neanch’io sono un giurisperito, ma le leggi le fanno i rappresentanti del popolo e il popolo elettore può dire la sua anche quanto all’operato della magistratura. Non si comprende, se tutto fosse come se niente fosse accaduto, l’esultanza del mondo gay, forse perchè l’impressione – che non è solo di bigotti fuori tempo massimo, evidentemente – è che, se a Londra un giudice ritenuto, per il pregresso, impeccabile si esprime fuori del coro politicamente corretto, è costretto a dare le dimissioni spontaneamente, diciamo; mentre, se un giudice, in Italia, emette una sentenza che va nel senso del politicamente corretto, anche se è un atto giuridico chenon c’entra nulla con la legge italiana e lo scopo sembra la pubblicità certificata di una legge americana in contrasto con la nostra: allora, è un eroe.
                E torno a ricordare il caso Buttiglione, quando l’ex parlamentare, allora in fase FI, fu sottoposto a una commissione – di cui facevano parte Santoro, Fargione (Rif. com.), Pistelli (mi pare. ma, se non era lui, un altro margheritino) e forse, la Gruber con pashmina collo – doveva giudicare l’idoneità dell’ex parlamentare, allora in una fase politica forzista, a ricoprire cariche istituzionali eurocratiche: e nonostante Buttiglione avesse chiarito che avrebbe applicato le leggi anche in contrasto con le sue convinzionii, le sue convinzioni non corrispondevano alle idee del profiler politicamente corretto: e Buttiglione fu bocciato. Tanto per dire che quello che vale per parlamentari europei e giudici inglesi aspetta solo di essere tradotto in italiano grazie all’on Scalfar8.

  4. filomena says:

    Dove è finita la questione che per cui un giudice dovrebbe dimostrare di essere sopra le parti che voi invocavate tanto quando di trattava di giudicare un imputato eccellente? Vi ricordate il famoso detto “troveremo un giudice a BERLINO….”?
    Bene in questo caso in cui si tratta di occuparsi di cittadini INNOCENTI che divorziano allora va bene che un giudice prenda pubblicamente posizione contro una legge dello stato cioè il diritto a poter mettere fine a un rapporto che non è più accettabile. Come sempre due pesi e due misure in funzione della vostra ideologia conservatrice.

    • Franco says:

      E quand’è che un rapporto non è più accettabile?
      Quando la moglie spende cinque euro in più dal parrucchiere?
      Oppure quando il marito perde il lavoro?
      Un giudice non sarebbe imparziale perché difende un istituto come il matrimonio da chi ne vuol fare una burletta?
      Certo è che pur di attaccare la linea editoriale di questo sito voi troll vi esponete al ridicolo più totale!
      E se tu sei la stessa Filomena che si è detta pronta a giustificare la pedofilia purché non riguardi preti o Berlusconi, allora sulla questione della doppia morale ti conviene glissare alla grande!
      Roba da chiodi, si diceva una volta!

    • Raider says:

      Che i giudici italiani che si occupano di certi processi, se li contendono, passano intercettazioni e verbali di deposizioni ai giornali amici, per non dire degli avvisi di garanzia a orologeria pubblicati a bomba dalla ‘grande stampa’ che concerta tempi e titoli per un effetto masimmanete dirompente e destabilizzante; che indagano in una sola direzione; che si organizzano in correnti; applicano la legge – vedi la Bossi-Fini – aggirandola, vanificandola, criticandola nei dispositivi di sentenza e si esprimono e come!, con prese di poszione e atti conseguenti e unilaterali, siano ritenuti imparziali, è segno che chi lo sostiene non sa cosa sia l’imparzialità; e per restare alle metafore sballate cui chi lo sostiene farebbe bene a restare per sempre, non sa nulla nemmeno delle bilance truccate di una dea bendata come la Fortuna.

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