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Colorado. Sospesi quattro studenti di 10 anni per aver venduto marijuana a scuola. L’avevano rubata dall’orto dei nonni

aprile 28, 2014 Leone Grotti

Un bambino di quarta elementare ha rubato la droga ai nonni e l’ha rivenduta ai compagni, che ne hanno fatto uso. La polizia non è intervenuta e la scuola ha scritto alle famiglie: «La marijuana è una droga»

Quattro studenti di quarta elementare sono stati sospesi in una scuola di Greeley, in Colorado, per aver trafficato in marijuana, che nello Stato è acquistabile e coltivabile legalmente dall’1 gennaio di quest’anno.

LA COMPRAVENDITA. Un bambino di dieci anni ha preso della marijuana ai suoi nonni, che la coltivano in casa, e l’ha venduta a scuola lunedì scorso a tre suoi compagni. «Dalla compravendita avvenuta nel cortile della scuola ha guadagnato 11 dollari», spiega John Gates, direttore della sicurezza scolastica per il distretto di Greeley. Uno dei tre compratori, spiega ancora Gates, non aveva i soldi per pagare e il giorno dopo ha saldato il suo debito con una barretta dolce alla marijuana. Uno dei bambini è stato visto mangiare il dolce dai compagni, che hanno avvertito i professori.

«DROGA LONTANA DAI BAMBINI». Nessuno dei bambini è stato male ma il direttore della sicurezza ha criticato i genitori per essere stati «irresponsabili» a lasciare che i figli avessero accesso alla marijuana. Dopo l’incidente la scuola, che ha sospeso i quattro bambini per un periodo di tempo «significativo», ha scritto una lettera a tutti i genitori: «Sollecitiamo tutti i genitori, i nonni e chiunque altri si occupi dei bambini a trattare la marijuana come si tratta la droga, l’alcol e le armi. Questa droga è potenzialmente letale per i bambini e dovrebbe sempre essere tenuta sotto chiave, lontana dai più piccoli».

GUADAGNI APPARENTI? Problemi di questo tipo non erano mai esistiti in Colorado prima che la compravendita della marijuana fosse liberalizzata. Lo Stato ha annunciato di avere incassato grazie alla droga in un mese due milioni di dollari in tasse, anche se il guadagno potrebbe essere solo apparente.
In Inghilterra, ad esempio, la legalizzazione della coltivazione casalinga di cannabis ha portato a un aumento del 39 per cento delle operazioni della polizia per sequestrare piantine illegali e a un numero di ricoveri che si è impennato in 10 anni da 1.600 a 22 mila. Ricoveri che hanno un costo, soprattutto per il disastrato sistema sanitario inglese.

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16 Commenti

  1. Andrea (uno dei tanti) scrive:

    Giovanardi ne andrebbe fiero.

    • Menelik scrive:

      Giovanardi ha capito bene di che pasta è fatta la droga, l’ha capito altrettanto bene come chi la droga l’ha usata anni, l’ha venduta per pagarsi altra droga, ecc……..in poche parole, come chi ha avuto la vita rovinata dalla droga per un errore di gioventù che si riversa tutto il resto della vita.

      • Andrea (uno dei tanti) scrive:

        No, non lo ha capito e non capisce la differenza fra un ragazzino che prova una canna e un boss della droga colombiano. E le pene della legislazione italiana attuale lo confermano.

        Le canne fanno male alla salute?

        Certo.

        Come le sigarette e l’alcol, ma quasi tutti da ragazzi ci siamo fatti una rossa, presa almeno una sbronza, provato una canna.

        Poi siamo andata avanti, trovato un lavoro, fatta una famiglia e qualche volta pensiamo con nostalgia alle bravate di gioventù.

        La legislazione attuale è perfetta per trasformare piccoli consumatori occasionali in smaliziati spacciatori, e la gavetta la fanno proprio in carcere.

        • Menelik scrive:

          C’è una cosa che non sai della droga:
          quando sei sotto effetto hai sempre i migliori propositi per smettere, e dici a te stesso: questa è l’ultima canna, questa è l’ultima pera; domani, chiudo e mi disintossico. Da domani cambio vita.
          Ma inganni te stesso sapendo di ingannarti.
          L’indomani, appena avverti i morsi dell’astinenza, non necessariamente fisica come l’eroina, anche quella psicologica come la cannabis, che ti fa credere che senza di quella ti manca qualcosa, che il mondo senza è in bianco e nero, mentre sotto effetto acquista tutti i colori della tavolozza, l’indomani, dicevo, mandi a quel paese tutti i propositi della sera prima, ti si affaccia la verità, ti metti a nudo davanti a te stesso e scivoli nel solito posto a farti l’unica cosa che credi di essere in grado di fare.
          C’è una molla che ti OBBLIGA a smettere: la non disponibilità di droga, o la non disponibilità di denaro per acquistarla dai tuoi canali. Solo allora sei ricettivo ad un programma di disintossicazione.
          Se ne hai a disposizione liberamente, non smetterai semplicemente MAI.
          Chi te lo fa fare, dal momento che ne puoi avere senza limite, o meglio, l’unico limite è la facoltà del corpo e della tua mente a gestirne l’effetto?
          La droga non si governa, è lei che governa te, è questo che bisogna capire.

          • Andrea (uno dei tanti) scrive:

            Guarda che un paio di canne una ventina di anni fa me le sono fatte.

            E non è cascato il mondo.

            Ti dirò di più: avendo frequentato GS e CLU ne ho conosciuti tanti, ma proprio tanti, che almeno una canna e una sbronza se la sono fatta e pur essendo ancora oggi gente di Chiesa non si fa venire le convulsioni alla Giovanardi se qualche ragazzo oggi, come loro ieri, prova uno spinello.

            Una strigliata e via.
            Sanno distinguere una ragazzata da un reale problema

            Metti sullo stesso piano una canna tanto per provare e cocainomane: è come mettere sullo stesso piano chi non si fa mancare un bicchiere di vino a tavola e un alcolista fatto & finito.

            Sbagli, come Giovanardi.

            • Menelik scrive:

              Ma la cannabis non è mai come un bicchiere di vino che si beve a pasto.
              Si prende la cannabis in qualunque sua forma per sballare.
              Sballare è lo scopo degli spinelli.
              Sballare, andare via di testa, godersi le fantasie che si creano nella mente, le immagini che compaiono davanti agli occhi chiusi.
              Non si può fare il paragone col bicchiere di vino: il bicchiere di vino a lo spinello sono due mondi diversi, due aspettative diverse dalla sostanza psicoattiva, due tipologie di utenti completamente diverse.
              Non c’entra niente l’uno con l’altro.

              • Giovanni scrive:

                Quello che descrivi tu è il comportamento tipico del tossico, dell’eroinomane. Puoi essere anche tossico per alcool, per cocaina, in teoria anche per al marijuana, ma io di gente che pensa solo alla canna non ne conosco neanche uno. Alla bottiglia e alla pera si.

                Conosco una coppia di coniugi cinquantenni che si fanno una canna la sera prima di dormire e domani di nuovo a lavorare. Gente che fuma con gli amici come si berrebbe una bottiglia di vino, per cantare ed andare su di giri, ma senza essere sballati nel senso di persi nelle loro sensazioni.

                PS Immagini dietro gli occhi chiusi? Cavolo, gli amici con cui ho fumato quelle rare volte han sempre sbagliato pusher :-)

  2. Giovanni scrive:

    Molto equilibrato il preside che ha scritto ai genitori di trattare la marijuana come l’alcool, le armi e i farmaci (drugs in in inglese) . Ci sono molte cose legali che devono essere tenute fuori dalla portata dei bambini.

    • Menelik scrive:

      D’accordissimo.
      Dunque è completamente fuori luogo l’aggiunta di un altro veleno mentale, per ora ancora fortunatamente illegale, agli altri veleni mentali legali.
      Se uno è intossicato di arsenico, gli diamo anche del cianuro. Tanto è già avvelenato.
      Poi sarebbe anche ora di darsi una svegliata e scrollarsi di dosso lo slogan che di cannabis non è mai morto nessuno: manda via di testa o no? E quando uno è via di testa come può guidare un mezzo, lavorare e svolgere mansioni che richiedono controllo delle proprie azioni?
      Quanti incidenti del sabato sera sono stati causati da un mix di agenti tossici in cui la cannabis ha un ruolo affatto marginale?
      La droga non uccide solo per overdose, signori miei.
      L’overdose è solo UNO dei modi in cui la droga colpisce.

      • Giovanni scrive:

        La marijuana non uccide per overdose. Se uno si è fatto una canna o tre birre o un Negroni o ha preso antiistaminici o sonniferi non deve guidare, ma non vedo perché debba andare in galera.

        • Menelik scrive:

          Ma te lo dice anche l’articolo, ed il testo della legge stesso, e la statistica del ministero grazia e giustizia, che in galera NON CI VA.
          E’ una grossa mistificazione quella della galera, diffusa dai radicali sapendo di mentire.
          Entrano in campo sanzioni amministrative, ritiro della patente (giustissimo!!!), ritiro del porto d’armi (qualcuno osa dire che sarebbe sbagliato togliere il porto d’armi a chi fa uso di droghe?).
          In galera ci si va solo con un certo quantitativo.
          Prima era qualcosa di ridicolo, assurdo. Ti posso assicurare che PRIMA con mezz’etto di haschish, che lo prendevi per spaccio ma con l’accortezza di tenerlo in due blocchetti separati, uscivi di galera in meno di una settimana, al tribunale ti dichiaravano non punibile, ed il giorno successivo ripetevi l’acquisto per lo spaccio. Ti assicuro che succedeva così.
          Ma eri abbandonato a te stesso, con la tua tossicomania. Ti davano il metadone con pochissimo controllo superficiale, che imparavi ad eludere presto, e ti facevi di eroina + metadone spacciando fumo tanto in galera non ci andavi. Era così alla fine degli anni settanta.

          • Giovanni scrive:

            Appunto! Ritirano la patente non a quello che hanno beccato a guidare dopo una canna, ma a quello che se l’è fatta il sabato sera e guiderà lunedì. È una sanzione penale sia nel senso proprio che in quello di punire con una pena un comportamento privato e non una condotta che mette a rischio gli altri.

            • Menelik scrive:

              Fatti fermare ad un posto di blocco per un normale controllo documenti, e rispondi da stonato, con gli occhi iniettati di rosso e le pupille lucide.
              Ora dai pure l’addio alla tua patente per un tot.
              Guida in stato di ebrezza, dice l’accusa.
              Guarda che fanno così anche nelle altre nazioni.
              E’ una difesa della società, perché la droga è un cancro sociale.
              E te ne accorgi pienamente quando ne sei uscito fuori, non prima.
              Uno sballerebbe il sabato e non il resto della settimana perché ha da guidare?
              La droga dà alla testa, cari miei.
              Rendere la droga di uso libero apposta per la gioventù, l’età evolutiva, è un progetto che ha del delinquenziale.
              Nella droga c’è solo schiavitù, a qualunque livello.
              E illusi coloro che credono di poterla governare simulando una vita apparentemente normale: presto o tardi crollano.
              Come son crollati tutti gli altri che l’hanno fatto abbastanza a lungo quel tanto che basta alla droga per cambiarti.
              Aprite gli occhi, non è quella cosa romantica che credete.

              • Giovanni scrive:

                Appunto, il problema è la guida, non l’ebbrezza. E sei punito dal codice della strada , non c’è bisogno della Fini-Giovanardi.

                In generale la mia esperieza di vita è diversa. credo che io e te siamo più o meno coetanei e quando ero al Liceo (anni 70) circa la metà della classe (quindi una dozzina) si faceva le canne, quattro di noi sono finiti nell’eroina, tre ci han lasciato la pelle una si è salvata. Il resto fanno gli architetti, i bancari, gli avvocati, si son fatti una (spesso due) famiglia, hanno aperto e chiuso negozi, qualcuno una bombetta ogni tanto penso se la faccia ancora, la maggior parte ha chiuso.

                Nella classe che ha frequentato mio nipote al Liceo Artistico le canne se le facevano tutti, professori compresi, ora sono ametà dell’università e non è morto nessuno. A quel tempo noi i nostri amici fragili li avevamo già seppelliti

                Questo dimostra perchè non funziona la propaganda terroristica che dice che tutte le droghe sono uguali, perchè si scontra contro l’esperienza di vita delle persone a ui è destinata. Se non sai niente della droga non ti serve, se ne sai qualcosa sai che è falsa.

                La verità è che non è la sostanza che ti rende dipendente, ma il tuo cervello, infatti molti ex eroinomani son diventati alcolisti . E ci sono persone dipendenti dallo shopping, dal sesso o dl gioco d’azzardo. Detto con tutto il rispetto e senza voler colpevolizzare nessuno, ci mancherebbe.

                • Menelik scrive:

                  Vedo che hai una conoscenza superficiale delle droghe.
                  Alcune sostanze (relativamente poche) danno una forte dipendenza fisica per meccanismi puramente biochimici.
                  Altre (la maggior parte) creano uno stato di dipendenza psicologica.
                  Quest’ultimo caso ha una notevole componente soggettiva, e l’impatto che ha la sostanza con chi la usa dipende in gran parte dallo stato psicologico della persona, il quale crea l’aspettativa riguardo a quel tipo di droga, l’approccio.
                  C’è chi prende una droga per sballare il sabato sera, chi perché lo fa “sentire fico”, e chi per tentare di annientare una situazione psicologica insostenibile.
                  Le sostanze che danno dipendenza fisica la danno anche psicologica. Non tutte le sostanze che danno dipendenza psicologica la danno anche fisica.
                  Ciò che i sessantottari vorrebbero è che una parte di stupefacenti che non danno dipendenza fisica possano essere liberamente accessibili.
                  Io resto fortemente contrario.
                  Ne abbiamo già tanti di guai nella società, ne vogliamo aggiungere di più ancora?
                  E poi cosa ti fa pensare che i derivati della cannabis siano meno dannosi per la mente di altre sostanze più famigerate, ma hai mai visto la gente che usa parecchia di cannabis? Hai visto in che stato letargico si trovano? Gli parli e sembrano imbambolati?
                  L’attività sportiva sveglia, la droga, TUTTA!!!!, ottunde la mente, con particolare riguardo nell’età adolescenziale.
                  L’impatto che ha la cannabis ad un sedicenne è assai differente di quello che ha ad un quarantenne, a meno che non si tratti di una quarantenne che ha iniziato a usare droga a sedici anni.
                  La droga fa smettere di crescere le persone, a prescindere se dia assuefazione fisica o solo dipendenza psicologica, se ne servano duecento milligrammi per schiattare o un chilo o non se ne sappia quanta.

                  • Giovanni scrive:

                    Conosco diverse persone che usano cannabis tutti i giorni da molti anni, hanno iniziato tutti da adolescenti.

                    Nessuno di loro è letargico, un paio sono persone problematiche, una tende alla depressione (ma ha perso la mamma da piccolo e il fratello che adorava, sarà colpa della droga?) l’altro è il classico frikettone a cui la società come è fatta sta stretta. Uno lavora in un ufficio pubblico, l’altro fa il giardiniere. Il primo ha problemi di relazione con i colleghi, ma nei limiti del tollerabile, l’altro è parecchio stimato sul lavoro. Il primo si occupa di politica e sindacato l’altro si interessa di stati alterati di coscienza (legge riviste ti po “Psicoattiva”, per cui scrive anche articoli, e ha fatto dei seminari con il Prof Piero Coppo).

                    Il resto fa lvita e lavori normali, uno lo skipper, un’altra la fisioterapista, un altro il cuoco.

                    Conosco invece alcolisti che stanno tutto il giorno in piazza imbambolati con la birra in mano.

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