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Charlie Hebdo. Samir: «I musulmani sanno che non basta dire: “Non c’entra con l’islam”»

gennaio 8, 2015 Redazione

L’islamologo gesuita arabo sulla strage di Parigi: «Bisogna reinterpretare l’islam ma l’Occidente non può predicare solo una vaga accoglienza»

Subito dopo l’attentato al settimanale satirico Charlie Hebdo, nel quale sono morte 12 persone a Parigi, i leader musulmani francesi hanno condannato senza appello la strage. «Ma tutte queste dichiarazioni mostrano un certo imbarazzo: essi sanno che non basta dire “Questo non c’entra con l’islam”. Perché i fatti danno loro torto». In un’analisi pubblicata su AsiaNews padre Samir Khalil Samir, gesuita arabo, docente di storia araba e islamologia all’università di Beirut, si sbarazza in poche righe delle critiche stupide (islam=terrorismo) ma non chiude gli occhi davanti ai fatti, cercando di capirne l’origine: «Almeno l’80% degli attacchi terroristi nel mondo avviene in nome dell’islam, per difendere la fede, il profeta… e questo stile si diffonde sempre di più, anche in Occidente».

arabia-saudita-bandiera«PRINCIPIO DELLA NON VIOLENZA». Secondo il docente, «l’islam dovrebbe affrontare a fondo le tematiche della modernità: l’interpretazione di fondo del Corano, la non violenza, la libertà di coscienza, ma nessuno osa farlo. Una prima cosa che varrebbe la pena accettare da parte di tutti è il principio della non violenza. Tutti i musulmani affermano che “l’Islam è pace”, che non è violento, ecc…» ma allora perché alle «scurrili» vignette di Charlie Hebdo si risponde «con la violenza? Perché a uno scritto non rispondere con uno scritto?».

MAOMETTO CON LA SPADA. Samir evidenzia quindi la presenza di un problema all’interno dell’islam: «In passato (nel 2006) Charlie Hebdo aveva presentato Maometto con una bomba al posto del turbante. Ma io dico ai miei amici musulmani: come rappresentate voi Maometto? Con la spada. Al museo di Istanbul vi sono addirittura due spade considerate appartenute al profeta. E l’Arabia Saudita, il Paese custode dei luoghi santi dell’islam, cosa ha sulla sua bandiera? Due spade (una nella nuova bandiera a fianco, ndr)! Allora io dico: quelli di Charlie Hebdo hanno solo modernizzato la figura di Maometto. Una volta vi erano le spade, oggi ci sono le bombe!».

«REINTERPRETATE IL PROFETA». Il punto è che «finché l’islam, invece di battersi contro gli altri – apostati, cristiani, occidente, atei – non farà un’autocritica e riconoscerà che il problema è al suo interno, non se ne verrà fuori e i Paesi islamici saranno sempre più caratterizzati dalla guerra fra di loro». Continua il gesuita: «Vorrei dire agli amici musulmani: affrontate, fate l’autocritica, ripensate l’islam per oggi, reinterpretate le parole del profeta. Anche nella Bibbia vi sono versetti che inneggiano alla guerra. Ma tutti noi comprendiamo che occorre reinterpretarle e non prenderle alla lettera».

LE COLPE DELL’OCCIDENTE. Samir non risparmia però neanche critiche all’Occidente e ai suoi politici, che rappresentano a loro volta una seconda faccia di un unico problema: «Il problema del rapporto con i musulmani c’è perché molti di loro non si vogliono integrare, dato che l’islam è un sistema, non solo una religione». Però «va detto che i politici europei non affrontano mai il problema. Essi dovrebbero dire ai migranti: siete benvenuti. Noi vi accogliamo fraternamente anche perché siamo di tradizione cristiana. Se volete, potete stare qui, ma dovete integrarvi, potete praticare la religione che volete o potete essere atei, ma dovete entrare nel sistema esistente qui, integrandovi dal punto di vista economico, politico, sociale».

«VAGA ACCOGLIENZA». «Purtroppo – conclude l’esperto – i politici preferiscono non mettere il becco e predicare solo una vaga accoglienza, ricacciando la cultura europea a livello privato». Per questo, ad esempio, si rifiutano di «controllare le moschee» come fanno «tutti i Paesi musulmani». Queste «non sono soltanto un luogo di preghiera» ma anche «un luogo d’indottrinamento e di indicazioni politiche, talvolta dannose verso la comunità. Quest’ultimo esempio mostra che purtroppo, di fronte alle pretese certezze dei gruppi islamici organizzati, vi sono ancora molte incertezze nel mondo occidentale».

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4 Commenti

  1. Filippo81 says:

    La maggior parte dei politici europei non ama questo Continente, per cui minimizza il problema della marea montante di integralismo islamico qui in Europa. Le priorità dei nostri politici sono infatti,nel 90% dei casi ,ben altre, purtroppo……

  2. Semmi says:

    Non scordiamoci che il principale partito di sinistra che sponsorizza l’islam è il PD, che alle ultime votazioni (regionali) ha fatto furore…questo dimostra la grande immaturità e incoscenza di molti italiani.
    Fintanto che i partiti più severi verso l’immigrazione selvaggia e l’islamizzazione strisciante (Lega, Fratelli d’Italia e pochi altri) rimarranno minoranza, i terroristi barbuti avranno vita facile…

  3. Enrico Z says:

    Nel Corano l’uccisione dell’infedele non é la descrizione di un fatto o di cirocostanza, ma l’elevazione a dottrina, a principio, a comandamento.
    Se non si capisce questo, tutto ciò che si vede in giro, é aria fritta.
    Potete inventare l’Islam moderato che volete,ma prima o poi, anche da quello, arriverà uno che dirà “…ma Maometto qui dice un’altra cosa!”.
    Un ISLAM moderato é possibile solo con la negazione delle parole del Profeta che l’ha fondato, ma quando si negano quelle parole, ci si trasforma automaticamente in cattivi musulmani.
    Esatto: un musulmano che neghi Maomentto é tecnicamente un cattivo musulmano, ma un ottimo cittadino.
    Ditemi voi se se ne può uscire: con tutta la buona volontà di quei musulmani che si rifiutano di guardare in faccia la realtà del loro testo sacro, ISLAM moderato é “mission impossible, a condizione di non essere osservanti della dottrina del loro stesso profeta.

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