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Cagliari, scuole elementari. Il progetto gender bloccato dalle famiglie è riapparso in altri istituti

ottobre 26, 2014 Benedetta Frigerio

Associazioni familiari riescono a fermare l’introduzione di un corso lgtb per bambini, ma viene ripresentato in altre forme. «I nostri bambini non sono cavie»

«Stanno cercando di entrare nelle scuole elementari della città e non si fermeranno finché non riusciranno a portare il loro progetto nelle aule in cui fanno lezione bambini dagli 8 ai 10 anni d’età». A spiegare a tempi.it il tentativo di diffondere l’ideologia gender fra gli alunni degli istituti primari di Cagliari è Eugenio Lao, coordinatore regionale dell’Associazione famiglie numerose che siede nel direttivo del Forum delle famiglie della Sardegna.

IL BANDO DELLA DISCORDIA. Tutto è cominciato nel gennaio 2014, quando la Commissione pari opportunità del Comune, presieduta da Elisabetta Dettori, decise di destinare diecimila euro di fondi residui del 2013 a un progetto didattico che prevedeva corsi di educazione alle differenze di genere, di orientamento sessuale e rispetto delle minoranze nelle scuole elementari del capoluogo. Scoppiò una polemica a cui seguì la scoperta che la cooperativa Agape aveva vinto il bando comunale intitolato “Manifestazione d’interesse per l’abbattimento degli stereotipi di genere ed educazione alle differenze nelle scuole cittadine”, e affidato il compito di implementarlo all’associazione Snoq (“Se non ora quando”).
«Qualcuno di noi – racconta Lao – lesse la notizia sul sito del Comune e, consapevole della matrice di provenienza di Snoq, che appoggiò pubblicamente l’elezione del sindaco di Sel di Cagliari, Massimo Zedda, si insospettì». In effetti, il contenuto del progetto veniva presentato con gli stessi termini utilizzati dal controverso piano educativo dell’Unar “Abbattiamo gli stereotipi di genere”, da diffondere nelle scuole italiane. Per questo, «con il Forum delle associazioni familiari, avanzammo la richiesta di accedere agli atti e, dopo non poche resistenze, nonostante viga il diritto di educazione dei genitori, ci fu inviata una copia del progetto».

scuola genderROSSETTI E FIABE. I sospetti furono confermati. Non più visibile online ma visionato da tempi.it, il progetto parlava, ad esempio, della «necessità di trasmettere una moltitudine di modelli ai bambini e alle bambine», oppure dell’obiettivo di «far riflettere i bambini sulle connotazioni dell’essere maschio e femmina rispetto alla propria appartenenza di genere», che, tradotto, significa far divergere le proprie preferenze sessuali dal sesso biologico. Il tutto esplorato «in maniera divertente e giocosa», affinché i bambini conoscessero «i loro diritti e doveri con particolare attenzione alle Pari opportunità».
A quel punto il Forum delle associazioni familiari, l’associazione Famiglie numerose e l’associazione Giuristi per la vita, scrissero ai tre dirigenti scolastici già coinvolti, dell’istituto Pirri, Mulinu Becciu e del Convitto Nazionale, informandoli che «in questo tipo di attività, che verrà proposta nelle scuole, spesso descritte con terminologia ambigua e ingannevole, e purtroppo già svolte presso altre scuole della penisola, i bambini vengono “sessualizzati” con giochi, fiabe, rappresentazioni teatrali. In alcune scuole è stato per esempio consegnato ai bambini maschi un rossetto, sono stati invitati a metterlo sulle labbra ed è stato quindi chiesto come si sentivano; in altre scuole è stato proposto ai bambini maschi di giocare con le bambole ed altre sperimentazioni simili». E ancora che «questa ideologia sostiene che “maschio” e “femmina” sono il passato, il sesso è un’opinione, l’omosessualità è innata e i gay e le lesbiche hanno il diritto di creare coppie che saranno il fondamento di un nuovo tipo di famiglia». 

UN NUOVO GERGO. Per destare l’attenzione di tutta la città, il forum decise di coinvolgere la stampa locale, sollevando la protesta dei genitori «che inondarono il Comune di lettere», spiega Lao. «Furono costretti a bloccare tutto, dato che la legge chiede il consenso dei genitori e degli organi scolastici per qualsiasi progetto extracurricolare, che, quanto meno, deve essere inserito nel Pof, in base al quale le famiglie scelgono la scuola a cui iscrivere i figli». Eppure, nonostante lo stop e le proteste, a settembre Agape e Snoq hanno presentato un nuovo piano di 230 ore per l’anno scolastico in corso, intitolato “Alla scoperta della differenza”. Ad adottarlo nelle classi dalla terza alla quinta elementare sono stati altri due istituti, il Ciusa e il Colombo di Cagliari. I contenuti appaiono diversi, ma Lao spiega «che dietro lo stesso progetto, solo edulcorato, si nascondono i contenuti di quello precedente: un insegnante ci ha contattato spiegandoci che nella presentazione al corpo docenti è stata illustrata la teoria gender, motivo per cui ci siamo riattivati informando di nuovo la dirigenza scolastica. Anche se credo che la cooperativa non si fermerà finché non avrà implementato il piano e riscosso la cifra di 8.500 euro prevista dal bando».

CHI RAPPRESENTA LE FAMIGLIE? Ciò che Lao teme di più è l’idea che si portino progetti sperimentali nelle scuole, «perché non possiamo permetterci di fare esperimenti sui nostri bambini come fossero cavie. Da quanto accaduto abbiamo capito che è quanto mai necessario formare un coordinamento regionale che preveda la presenza di due o tre famiglie in ogni scuola per monitorare la situazione. Mi occupo di politiche familiari da tanti anni: certamente servono le firme e i ricorsi, ma non senza di noi. Non c’è più nessuno che rappresenti la famiglia? Bene, si deve rappresentare da sé, tornando a educare senza deleghe. E stando in tutti gli ambiti, scolastici, associativi, economici e politici».

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50 Commenti

  1. Filomena scrive:

    Se Non Ora Quando è un movimento trasversale, aperto e plurale fatto di donne diverse per età, professione, provenienza, appartenenza politica e religiosa che raccoglie associazioni e gruppi femminili, donne indipendenti del mondo della politica, dei sindacati, dello spettacolo, del giornalismo, della scuola e di tutte le professioni. Se Non Ora Quando è un movimento trasversale, aperto e plurale non un pericoloso molestatore di minori. I progetti presentati nelle scuole sarde poi mi sembra che favorissero l’idea che ogni ragazzo nello sviluppo deve essere aiutato a seguire le proprie inclinazioni, predisposizioni (anche NON sessuali) e non intrappolato in ruoli stereotipati e prodotti dalla società. Iniziare fin da piccoli a riservare giochi per maschi e giochi per femmine come vorrebbe una certa morale sessista è la cosa più stupida che si possa fare.
    Del resto lo stesso art. 147 del c.c. dopo la riforma del 1975 ribadisce che anche in ambito famigliare è fatto obbligo ai genitori di tenere conto “delle capacità, dell’ inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli” e ha cancellato il riferimento ai “principi della morale” citati in precedenza.

    • Cisco scrive:

      @Filomena
      Brava Filomena, meno male che citi lo stesso Codice Civile che riconosce solo il matrimonio tra persone dello stesso sesso, mi ero preoccupato. Che i genitori debbano tenere conto “delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli” non è in contrapposizione con dei principi morali, ma rientra all’interno di una visione morale. Infatti qualunque aspirazione si basa su un giudizio su ciò che be e ciò che è male. E se un genitore ha a cuore la vita di suo figlio, gli insegna quello che lui ha già sperimentato come bene e come male. Siamo frutto di una storia, abbiamo una memoria e un’esperienza da trasmettere, che poi un figlio criticherà e integrerà nel corso della sua crescita. Quindi la risposta a “Se non ora quando?” è molto semplice: quando il bambino avrà raggiunto l’età del consenso.

      • Andrea scrive:

        D’altronde fin che sarà in età scolare se avrà movenze effeminiate potrà essere tranquillamente fatto oggetto di bullismo e discriminato.
        Con buona pace di tutti quelli che vogliono far capire che gli omosessuali non sono il male della società e che il fantomatico”progetto del gender” vuole dire solo questo,
        Ma tu Filomena sei troppo ottusa per capirlo. Persa dalla tua finta cristianità non vedi il fratello ma vedi solo te stessa. Mettersi nei panni altrui è difficile. Hai tutta la mia sincera compassione.

    • ochalan scrive:

      Detto poi di un programma che vuole distruggere proprio le naturali inclinazioni dei bambini.

      • Raider scrive:

        Gentile Redazione,

        per l’ennesima volta, posos sapere che fine ha fatto il post che ho inviato stamattina’ Se è andato smarrito, bannato, censuarto o altro? Sarei moltro grato se lo pubblicaste o almeno, di una vostra risposta.
        Grazie.

        • Andrea scrive:

          Raider, questo è quello che la redazione chiama pluralità. Parlare solo con una voce. Quella della redazione. Se no che gusto ci sarebbe poi a prendere i contributi statali se poi non puoi discriminare liberamente?

          • Bifocale scrive:

            Potrebbe essere una spiegazione, Andrea, però non si capisce come mai le tue stupidaggini non vengano cancellate…

          • Raider scrive:

            Guardi, Andrea, che non mi spiegavo le ragioni, tecniche o di altro genere, per cui non è stato fatto passare un mio post, non del fatto che passino i commenti di gente che la pensa in modo opposto al mio o a quello dei gestori del sito, ma nei commenti non è volgare, non è blasfemo, non porta avanti polemiche personali per il solo gusto di contraddire e nella speranza di intimidire l’interlocutore. Mi piacerebbe che lo stesso pluralismo che i sostenitori del gender e dei matrimoni e adozioni gay trovano qui fosse garantito anche a chi gli si opppone in altri luoghi mediatici e pubblici, come non accade con le Sentinelle In Piedi. Lei saprà perché.

      • Andrea scrive:

        Detto poi di un programma che porta a non discriminare chi le ha omosessuali. Si chiama tolleranza.

        • Raider scrive:

          La non discriminazione e la tolleranza non ha nulla a che fare con la masturbazione insegnata ai bambini e con le inclinazioni, altro che scoperte, indotte in bambini e adolescenti, né con l’insegnare ai bambini che il piacere procuratogli da un adulto, se l’adulto è gentile e fa ciò di cui aòl bambino si vuole insegnare la piacevolezza, è qualcosa che debba turbarlo, non più di quanto possa turbarlo fare le stesse cose con un coetaneo, dello stesso sesso o no. Di fronte a un programma che spaccia per educazione alla tolleranza e alla salute tutto questo, ogni persona responsabile, come un padre o una madre, ha il diritto di dire NO.

    • yoyo scrive:

      Se non ora quando? Il ckmitato nato appositamente in occasione del bunga bunga e scomparsocdalle scene finito il processo Ruby? Ma per favore!

    • Sebastiano scrive:

      Filomè, ma i genitori di un bambino possono ancora decidere come educarlo o devono chiedere il permesso a quelle di snoq? o avete già deciso che chi la pensa diversamente da voi è da mettere all’angolo e non ha più diritto di parola neppure sull’educazione dei propri figli?

      Se non Ora Quando: ma sono quelle che urlavano contro il berlusca nel periodo delle intercettazioni porno-zozzo-ricreative e rimangono mute contro il massacro dei diritti delle donne degli “islamici moderati” di casa nostra?

    • Angelo scrive:

      Signora/signorina Filomena, Se non ora quando, è un’organizzazione femminista e pro gender venduta ai soliti noti. Non diciamo fandonie, e siamo onesti: SNOQ , come potrebbe organizzare manifestazioni ben foraggiate e intrufolarsi in ogni dove, con la copertura mediatica dei principali media (media venduti al solito padrone) se non fosse FINANZIATA E SOSTENUTA da certi personaggi internazionali?
      Nel caso citato, tale associazione ha tentato di inculcare ai bimbi delle elementari concetti e ideologie lontani dalla realtà con il solo scopo di turbare e violentare le loro sessualità e le loro coscienze.
      Si tratta di un’accozzaglia del residuato femminista post ’68, di “esperte di diritti LGBTQ”, di ideologhe mercenarie che non riuscirebbero a fare nessun dibattito serio con chi ha ancora dignità e schiena dritta.
      E’ interessante notare il suo interesse per SNOQ e il suo tentativo ridicolo di giustificare chi vuole far mettere il rossetto ai bimbi delle elementari.

      Signorina/signora Filomena, conserverò le sue parole con cura. Del resto, le femministe dovrebbero dire più spesso e pubblicamente che sostengono chi turba i bimbi delle elementari.

    • Toni scrive:

      Cara Filomena, nonostante la solennità con cui hai presentato il “Se non ora quando” ti dico che la risposta è “mai”.
      ….. l’idea “che ogni ragazzo nello sviluppo deve essere aiutato a seguire le proprie inclinazioni, predisposizioni (anche NON sessuali)” rappresenta una boiata perfetta. Il movimento non è trasversale presenta solo nel cervello … una distorsione.
      Chi pretende di rare lezioni di questa natura… sul bene dei bambini, prima dovrebbe avere le carte in regola per dire cosa è questo bene. Chi li ammazzerebbe prima di nascere, chi dice che non li vuole tra i piedi .. perché non è fatta per questo, chi dice “perché no…non darli a coppie gay”, farebbe ad occuparsi d’altro.

      • Filomena scrive:

        “…l’idea “che ogni ragazzo nello sviluppo deve essere aiutato a seguire le proprie inclinazioni, predisposizioni (anche NON sessuali)” rappresenta una boiata perfetta”.
        Perché mai sarebbe una boiata perfetta? Cosa dovrebbe fare, frustrate le proprie inclinazioni per rispondere a ciò che ci si aspetta da lui? Lo stesso codice civile OBBLIGA i genitori a tenere conto “delle capacità, dell’ inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli”.

        • Toni scrive:

          Cara Filomena,
          bisogna definire cosa sono le “inclinazioni”. Se si intende creare una serra dove ad un ragazzo si dice che tutta la storia, i millenni che l’hanno preceduto, e che sono sue spalle è servito a chiuderlo in visioni “stereotipate” e quindi lo vestono di rosa … beh più di un dubbio mi viene.

          La chiave di lettura (te lo ripeto) è “inclinazione” che può essere inteso come lo spontaneismo più becero (sul tipo di quello in auge nel 68 e dintorni ) e non un processo educativo (educare nell’etimo mi pare significa tirare fuori, fare emergere) che gli fa scoprire chi è, cosa è in grado di fare ed i poteri intellettuali ed emotivi di cui è in possesso. Ora cara Filomena, dopo averti seguito da mesi … in ultimo anche Lucillo con…Lena (embrione ovvero parassita…il divoratore per 9 mesi) tutti membri di una associazione con un “progetto”…preferisco lasciare le cose come stanno, perché immagino il tipo di “educazione” che avete in mente: E non può venirne qualcosa di buono.

          • Toni scrive:

            Correzione (la più importante):
            …se diventate tutti membri di una associazione con un “progetto”…preferisco lasciare le cose come stanno, perché immagino il tipo di “educazione” che avete in mente: E non può venirne qualcosa di buono.

          • Filomena scrive:

            Il vizio di forma del tuo ragionamento è che non sei in grado di valutare oggettivamente una situazione ma devi sempre mescolare tutto quanto facendo diventare la cosa un cattivo minestrone. Lo stesso fatto che non distingui le posizioni delle persone che si relazionano con te non agevola la discussione. Io per esempio non ho mai detto che l’embrione è un parassita divoratore per 9 mesi e non accetto che mi si imputati pensieri altrui. Collegare l’aborto con l’educazione dei minori è una forzatura che toglie lucidità al tuo ragionamento. Anche se tu non ci credi, si può essere a favore dell’aborto (non perché lo si ama, ma perché in determinate situazioni è il male minore), ed essere bravi educatori dei propri figli che consapevolmente si ha scelto di far nascere. Rispetto alla parola inclinazione, la intendevo nell’accezione che anche tu condividi. Questo appunto significa far emergere la soggettività del bambino senza influenzarlo dicendogli che se è maschio non può giocare con le bambole o viceversa, che da lui ci si aspetta determinati comportamenti perché è un maschio o altri perché è una femmina. O magari peggio ancora far intendere ai ragazzi che se si tratta di un maschio il suo destino è studiare per avere successo nel lavoro e se si tratta di una femmina questo non è fondamentale perché per lei la priorità è sposarsi e occuparsi della famiglia. E non dire che queste cose non sono mai successe perché erano una costante nella nostra generazione.

            • yoyo scrive:

              Essere maschi e femmina non è un gioco di ruolo interscambiabile. E c’è cdifferenza tra giocare con le bambole e mettersi il rossetto. Anche io giocavo con le barbie di mia cugina. Che mosse di wrestling che ho fatto fare loro!

            • Raider scrive:

              Il “vizio di forma”? Ma come scrive e parla, Filomena? Vizio di forma! Sa che significa? E che c’entra, qui? Non si parla di diritto, ma dell’abuso di potere autorizzato dalla signor/a/* Ue. Poi, sciorina altre chicche per cui chiedo alla Redazione di fare passare quanto scriveo nel post di stamattina, proprio perché non di “vizi di forma” si parlava, ma di “vizi d’origine” di tutto il genderismo rampante e dello snoqettismo strisciante, acronimo perfetto, SNOQ, snoqiolato da chi violenza la lingua, la verità e il rumorismo dei fumetti.

            • Toni scrive:

              Quello che tu chiami “vizio di forma” è una delle convinzioni più profonde che ho, mai contraddetta in tutta la mia vita.. Non si può abortire con il sorriso sulle labbra e poi sostenere di poter amare i bambini. Così come Hitler non poteva amore i bambini tedeschi e mandare ai forni crematoi quelli ebrei. I sentimenti funzionano così …più fai scelte sbagliate e più corrompi il tutto. Si possono emulare sentimenti di amore, ma sono come le imitazioni di grandi marche su una bancarella.
              Non ti ho attribuito il pensiero altrui (era Lena …quella dell’embrione parassita) , volevo solo sostenere, dato che tu hai parlato di una associazione “trasversale” … penso solo che se tu fai parte di essa , non ti troverai mai associato l’amico Raider, ma sicuramente Lena, Lucillo. Persone aventi gradazione diversa nell’”amore” verso i bambini ma …simili nella qualità (quindi non è un associazione tanto trasversale …. che dici?)
              Per quanto attiene le “inclinazioni” ti assicuro che credo che è uno di quei casi che le parole servono più ad occultare che a chiarire. Per esempio detta la te presuppone l’idea che esiste la grande categoria generale maschile degli oppressori, e la grande categoria femminile delle oppresse. Per cui tutta la storia e letta in questi termini …. come una eterna grande guerra. Guerra che a te serve…come a tutte le femministe perché in essa c’è devozione ed identità, senza di essa una sorta di annichilimento. .Ma quello che tu credi è una lettura che io trovo, parziale, riduttiva ed ideologizzata. I bambini e le bambine hanno pure scambiato i giocattoli …ma poi ognuno a scelto quelli che riteneva più consoni per se stessi. Pensare di creare un ambiente dove non c’è identificazione con figure di riferimento, dove non ci si possa lasciarsi guidare dalle somiglianze di chi è proceduto …. significa formare prodotti artificiali. Inutili a se stessi, ma utilizzabili da chi serve.
              Sono lucidissimo.

              • Toni scrive:

                Errori (i più visibili)
                …ha scelto….
                …somiglianza di chi ci ha preceduto….

              • Filomena scrive:

                Prima di tutto non è vero che i sentimenti non possono essere contraddittori, anzi spesso lo sono anche nei confronti di una stessa persona. Non ti è mai capitato di sentir dire: “gli voglio un gran bene ma alle volte lo odio?” Figurati poi quando si tratta di persone diverse e con legami affettivi diversi. Sulle inclinazioni sono parzialmente d’accordo con te, nel senso che non credo sia giusto nemmeno proporre situazioni contrarie a quelle che l’individuo dimostra. È ovvio che se una bambina spontaneamente gioca con le bambole è giusto lasciargielo fare, ma è altrettanto giusto lasciarglielo fare anche se è un maschio. Atteggiamenti di questo genere non vanno corretti perché paradossalmente si può arrivare a correggere i mancini perché si ritiene che la sinistra è la mano del diavolo e queste cose non sono inventate, sono successe davvero. In altre parole gli stereotipi per me sono i pregiudizi, se si tratta di una ragazzina è “naturale” che faccia la mammina anche se spontaneamente non l’avrebbe mai fatto ma la società e la tradizione si aspettano questo da lei. Tutto il resto è secondario, aspettativa che nel caso del bambino è ribaltata. Prioritariamente ci si aspetta che sia uno studente e un futuro lavoratore brillante e poi che si occupi di costruire una famiglia che economicamente deve dimostrare di saper sostenere. Ecco questi ruoli per me sono superati e non è giusto condizionare i bambini fin da piccoli a stare rigidamente dentro a questi stereotipi. Lasciamo che ognuno segua le proprie inclinazioni e priorità anche se questo dovesse ribaltare quello che voi definite “ordine naturale delle cose” e che a mio avviso sono solo gabbie mentali che la società di è data tradizionalmente. Fare figli con l’idea che essi seguiranno necessariamente le tue orme o comunque quelle che tu ritieni giuste, è fare violenza al pari di convincere un bambino che deve seguire un orientamento sessuale diverso da quello che lui sente di avere.
                La spontaneità quando non arreca danno a chi ti sta vicino è una risorsa non un demerito.
                In merito a snoq sono convinta che non piace a tutti ma se è per questo neanche a me non piace che la religione imponga i suoi simboli a scuola eppure a quanto pare chi non li condivide è costretto a subirli. Per non dire del fatto che le scuole non propongono quasi mai valide alternative all’ora di religione e questo non è giusto. E questo vale da 30 anni a questa parte, prima l’ora di religione era imposta.
                vedi dunque che le cose sono diverse rispetto all’ingolazione da cui si guardano, ma questo non significa che la religione non sia trasversale rispetto a che vi aderisce. Lo stesso vale per tantissimi altri movimenti o associazioni, che ti piacciano oppure no.

                • Raider scrive:

                  Lei si è prodotta, povera Filomena, in un altro, esemplare, spericolato esercizio di inutilità e di banalità che, tutavia, lei riesce a rendere, però, del tutto prive di senso perché le associa a cose che non c’entrano niente: e questo, al nobile scopo di eludere il nocciolo del problema. Ma pensi: la “contraddittorietà dei sentimenti”!… Detto da lei come da altri che sono maestri nell’arte di contraddirsi in modo schizoide: ideologicamente, se non per ragioni di traumi insanati e cronicizzati, con l’unico elemento di equilibrio costituito dal sentirsi parte del mainstream e garantiti socilammente dall’istituzionalizzazione dall’alto del gender e del politicamente corretto.
                  “Contraddittoeirtà e sentimenti”: Detto come se lo sapesse solo lei, non, per farle un esempio, quel giuggiolone di Catullo! Ricorda? “Odi et amo…” Per certi geni del cirmine a norma di scienza, è venuto fuori che l’amore è un sentimento puerile, un segno di immaturità, una vera e propria patologia. Per lei e lo SNOQ, Catullo sarebbe da ricovero immediato, i suoi versi, da censurare perchè disecudativi: le contraddizioni si superano o si negano. O le strumentalizza, come fa lei e lo SNOQ che glielo fa fare, perché, con contraddittorietà schizoide, come prova dell’assunto, dimostra che i nostri figli necessitano, per i loro sentimenti e le loro bambole e cowboy, dell’educazione impartita da esperte come lei e Lena, che non volete figli e per contraddirvi ancora di più, vorreste dare i figli alle cooppie omosessauli, che non li possono generare. E per colmo di sensatezza, vorreste spiegare ai nostri bambini che noi genitori dei nostri figli potremmo essere due maschi o due femmine come lei e Lena, se trovate, oltre al seme al mercato, qualche disgraziata che vi tolga l’incomodo di una gravidanza che minaccerebbe l'”integrità” psichica e fisica dell’una o dell’altra o di tutt’e due; to due o tre e così via fino a esaurimento scorte alfabetiche oltre LGB e T.
                  Le assurdità, queste e altre di cui mi stanca anche solo leggere per scriverne, ciulminano, non poteva essere diverso, ìcon attacci alla religione, beninetso cristiana e cattolica, degne di alqaedista o Isisiano in assetto di guerra: oh, l’oltraggio che reca alla libertà di coscienza la visione di una croce in uffici pubblici, metti scuole e ospedali, luoghi pubblici, come piazze e vie con vista su chiese (specie se antiche, delle moderne, non sempre mi fido), musei, con Natività, Crocifissioni, Resurrezioni di Cimabue, Giotto, Masaccio, Cranach, Duerer, Gruenewald, Memling, Beato Angelico, Mantegna, Michelangelo, Raffaello, Caravaggio!… Che posti infrequentabili, per lei, per Lena, lo SNOQ, l’Isis!
                  La cosa più assurda e perciò, più coerente con la contraddittorietà che le sta a cuore e in testa, gliene dò atto, è il tono conclusivo: paternalistico/maternalistico/egosuistico, così condiscendente, così comprensivo, così pedagogico, che trasuda di tutta l’arroganza che le hanno insegnato a usare quelli allo SNOQ.
                  E che lei ha imparato subito, perché si vede che, le piaccia o no, ci si sente portata. E dove siamo certi sempre di trovarla quando ce la mandano e lei, si capisce, non se lo fa dire.

                  • Filomena scrive:

                    Guardi semplicemente se i miei commenti sono schizzati, i suoi sono deliranti, paranoici e forbici. Letteralmente incomprensibili e confusi se non fosse che i suoi pregiudizi sono noti e quindi non servono molte spiegazioni per capire dove voleva andare a parare. Il mio commento comunque era diretto a Toni e non credo che abbia bisogno di un avvocato difensore, si difende bene da solo.
                    Decisamente preferisco il lato ironico del suo carattere anche perché riesce per una volta ad essere spiritoso e divertente. Quando fa il serio diventa pesante e confusionario.

                    • Raider scrive:

                      Che lei abbia dificoltà a capire ciò che scrivo si spiega con la difficoltà che ha a capire ciò che lei stessa scrive. Oltre tutto, per quanto possa essere pesante e confusionario ciò che scrivo, definizioni così nette delle cose che ha letto, “deliranti, paranoici e fobici”, suppongono proprio una chiarezza di contenuto e forma che lei classifica in modo così preciso, ma senza portare nessuna esempio che possa darle ragione.
                      E alla fine, tanto per nascondere i suoi pregiudizi e le sue contraddizioni, tira in ballo i miei pregiudizi e non so dove lei pensa che io voglia “andare a parare”; ma, anche qua, senza citarne neppure uno. Vediamo: difendere, con motivazioni che possono essere condivise o meno, i bambini dall’ideologia gender impartitagli fin dalla più tenera età, è avere un pregiudizio?
                      Rifiutare la pedagogia a norma UE, LGBT e SNOQ è un pregiudizio?
                      Ritenere che sentirsi offesi – paranoicamente, fobicamente, in modo delirante – dai simboli della Tradizione cristiana, in un paese di Tradizione cristiana, come farebbero gli islamici fondamenaltisti, le pare esprima in modo confuso i pregiudizi miei; o così le pare solo perché evidenzia i pregiudizi di cui soffre lei?
                      Opporsi al ddl Scalfar8 che permetterebbe a lei, a Lena, LGBT allo SNOQ di radiare dal consesso civile chi non la pensa come loro è un pregiudizio?
                      Non mi sembrano cose difficili da capire, nemmeno per chi ha i suoi pregiudizi. E lo riconosco, glielo dico senza ironia.

                • Toni scrive:

                  @ Filomena, quando parliamo di sentimenti che orientano in maniera determinante la nostra vita parlo di cose aventi una dimensione diversa, non paragonabile alla scaramucce di due fidanzati. Immagina la frase “gli voglio un gran bene ma avvolte lo odio” messa in bocca di una persona di orientamento violento o possessivo. Ti ho già spiegato cosa penso dell’aborto…un omicidio quasi invisibile (perché la vittima è piccola e debole) attivante una grave corruzione dell’anima.

                  Sulla religione, ho già parlato con te. Il fatto che i simboli ti hanno turbata da bambina credo che sia una cosa tanto per dire, e dubito che hai subito da loro una “violenza” paragonabile a quella che si desidera imporre ora. Perché di violenza si tratta corroborata da una vera è propria fissazione. Voglio dire: tralasciamo la triste vicenda del sindaco che sente l’esigenza di dare una sferzata alla società scegliendo una associazione del suo stesso orientamento politico. Ma da dove gli nasce la presunzione che il “programma” è giusto? Perché le persone devono aderire e devono mettere a disposizione i loro figli? Ma perché, in ultimo, uno deve fare proprio un sistema di vita che sente contro natura?

                  Io non credo che abbiamo maturato stereotipi in millenni di storia … le cose con difetti, cadute e riprese hanno avuto il loro corso. I problemi sono venuti quando la storia si è violentata squarciandola.

                  Le inclinazioni in un bambino sono tante, non sempre apprezzabili (Freud ha sicuramente il merito di aver smitizzato al figura del fanciullo) e quello che ha bisogno sono certezze, anche nel dirgli cosa “deve fare” e cosa “non deve fare”. Ma questo aspetta alle persone più importanti per lui, quelle che sono disposti ad ogni sacrificio nei suoi confronti. Non ad un corso che ha per docenti Lena…. o Lucillo, o Diamante o ….Filomena. Ed i questi genitori sicuramente non possono mai dire che due cose, tra esse contrapposte sono alla fine … “la stessa cosa” perché serve solo a creare un insicuro.
                  Gli adulti possono pure sbagliare, ma questo toccherà a lui valutarlo alla giusta ’età con un proprio senso critico. Le cose cambiano …. e cambiano al momento giusto senza corsi a scuola.

            • Marco scrive:

              La chiave di volta su cui regge tutto l’impianto Lgbt per ciò che riguarda questi punti è comune:
              1) la richiesta di essere annoverati tra gli aventi diritto alla famiglia, al matrimonio, alla procreazione e all’educazione
              2) l’assunzione che ci siano vari livelli di identità sessuale (biologica, sessuale propriamente detta e di genere)
              3) l’assunzione per la quale sarebbe più opportuno che i bambino venissero de-stereotipati da costumi tradizionali dell’occidente che identificano alcuni atteggiamenti, usi, forme di essere e di apparire come propri del “maschio-biologico” o “femmina-biologico”
              4) l’assunzione secondo cui identità del sesso (inteso come comprendente tutti i vari livelli di identità) non possiede nessun ruolo sociale, ma riguarda e deve riguardare sola la sfera privata del singolo.

              Questi quattro punti hanno un cardine, una chiave di volta:
              L’idea cioè che sia la cultura ad assegnare ruoli inferenziali a partire dal l’identità biologica degli individui.

              Questa idea, ammettendo che sia vera, giustifica le richieste di cui sopra?
              No.
              Questo perché se questa idea è vera, allora l’unica conclusione non è quella di liberare la scelta delle identità dalla cultura, ma anzi, di dare maggior rilievo alla cultura perché stabilisca con criterio “ruoli” adatti agli individui.

              Affermare che bambini di cultura cattolica debbano essere sottoposti a progetti che, liberandoli dalla loro cultura, li spingano a scoprire le loro identità del sesso è una forzatura del pensiero precedente.

              Qui non stiamo più sostenendo che la cultura stabilisce ruoli tra identità biologiche e identità sessuali e di genere. Stiamo sostenendo che la cultura dovrebbe preferire di eliminare ogni tipologia di “ruolo”.
              Questo è un salto che va motivato.

              Perché dovremmo preferire di abbandonare ogni rapporto tra culti se identità del sesso? Ammesso che queste derivino effettivamente dalla cultura, non c’è nulla in questo ragionamento che ci suggerisca di passare dall’affermazione che fa da chiave di volta ai 4 punti di cui sopra.

              Rispondete senza aggredire per favore, non siamo in un bar e non vi ho rovesciato la birra sulla giacca.

              • Raider scrive:

                Ottimo intervento, Marco. Per molti LGBT friendly, a togliergli insulti e patetici attacchi personali, gli togli ogni possibilità di replica: e non si fa così! Invece, è proprio così che si fa, come hai fatto tu.

              • lucillo scrive:

                Puoi spiegare “bambini di cultura cattolica” ?

          • Simona litta scrive:

            Pazza… Sai cosa va fatto? Nel caso in cui si vedano inclinazioni diverse da ciò che un genitore si aspetti, si rispettano, e si cerca di capire perché!Io sono andata a scuola per ricevere una cultura non per capire con chi andare a letto da grande! A 8/10 un bambino dice e fa quello che uno gli insegna… O inculca… Lasciateli stare i bambini… È una cosa meschina quella che state facendo… È una violenza!

          • Simona scrive:

            .. Sai cosa va fatto? Nel caso in cui si vedano inclinazioni diverse da ciò che un genitore si aspetti, si rispettano, e si cerca di capire perché!Io sono andata a scuola per ricevere una cultura non per capire con chi andare a letto da grande! A 8/10 un bambino dice e fa quello che uno gli insegna… O inculca… Lasciateli stare i bambini… È una cosa meschina quella che state facendo… È una violenza!

        • AndreaX scrive:

          Capisco il diritto/dovere dei genitori di educare la prole, ma le persone devono potersi informare sulle questioni che più le toccano da vicino, la sessualità è una di queste. Anche i bambini sono persone ed è giusto che ne siano informati, ovviamente tenendo presente la loro età. Prendiamo la Dichiarazione dei diritti del fanciullo che stabilisce all’art 12, co. 1: “Gli Stati parti devono assicurare al fanciullo capace di formarsi una propria opinione il diritto di esprimerla liberamente ed in qualsiasi materia, dando alle opinioni del fanciullo il giusto peso in relazione alla sua età ed al suo grado di maturità.”

          • Raider scrive:

            Lei capisce “il diritto/dovere dei genitori” e però, subito, passa alle “persone”, cioè ai bambini, che ha stabilito siano “toccati” dalla sessualità, anche quando la cosa non tocca a lei o allo SNOQ stabilirlo e con il supporto di articoli 12 e commi, che non parlano di sessualità, ma di “opinioni” che, appunto, si vorrebbero trasmettere secondo le teorie gender, manipolando la coscienza dei nostri figli in modo da trovare, dopo, tutte le opinioni che piacciono agli eurocrati che hanno redatto il testo-base della loro follia, pomposamente titolato come Documento per la Salute e altre amenità con cui spacciare ciò che una volta era corruzione di minore e induzione a atti contrari alla morale nei bambini. Pensi al grado di maturità di questa gentaglia e lasciate in pace i bambini!

  2. beppe scrive:

    lo ripeto fino alla noia: cosa significa EDUCARE ALLA DIFFERENZA, per poi finire per convincere che NON C’E’ NESSUNA DIFFERENZA? educare veramente alla differenza vuol dire far emergere tutte le potenzialità e la bellezza del proprio essere maschi e femmine. si potrà scoprire di essere maschi sensibili e femmine volitive, ma sempre mantenendo e arricchendo la propria identità anche sessuale.

    • Raider scrive:

      Bravo, Beppe!
      Nel frattempo, non si vede l’ombra del mio post di stamattina.
      Ma che importa? Gli amici che ho trovato qui smontano egregiamente, fanno a pezzi le falsità della propaganda genderista/snoqistica.
      Grazie!

    • Filomena scrive:

      No mi dispiace, Beppe educare alla differenza è riconoscere che ognuno di noi è diverso, non che siamo tutti uguali dentro determinate “categorie” cioè uomini, donne, mariti, mogli, ecc. Ognuno ha una sua inclinazione che risponde alla a soggettività e frustrate le proprie aspirazioni è autolesionismo. So che per te significa togliere certezze ma le persone vanno accettate per quello che sentono di essere non per quello che ha stabilito la tradizione che voi considerate “naturale”.

      • Angelo scrive:

        Signora/signorina Filomena, la parola “inclinazione” non ha quella connotazione sessuale che lei vuole dare. Comunque, dato che le piace definirsi femminista, non le darà fastidio il fatto che lei appoggia i soggetti che fanno mettere il rossetto ai bimbi maschi ed altre immonde azioni sessualmente perverse.
        Lei è una sostenitrice di queste azioni depravate e sessualizzanti per i bimbi. Sarebbe interessantissimo che lei dicesse queste cose in pubblico… Chissà cosa resterebbe del robot programmato…

      • Raider scrive:

        Filomena, dal modo sgangherato e sì, stereotipato, per frasi fatte in cui lei si esprime, dalla boria ricperta da uno spesso strato di condisxcenze paternalistica, padrdon!, maternalistica, anzi *-istica, così potrà rivlgersi a se stessa come le viene meglio, comincio a pensare che sia vero quello che sostengono Giovanna, Toni e altri amici: e cioè, che lei usa diversi nickname. Un po’ perché la personalità è, per lei e per lo SNOQ, uno stereotipo e non le basta, le sta stretto e non si userà più, grazie alla propaganda nelle scuole; un po’ perché le permette di giocare diversi “ruoli” nella stessa partita, illudendola che, giocando d’azzardo col puntare su più numeri, lei, barando, vincerà, a parte il montepremi di qualche gruppo che finanzia i troll, almeno qualche mano; senza rendersi conto che la “soggettività frustrata” che tanto l’affligge negli altri ha già trovato in lei fissa (e scissa) dimora, adornadola di queste personalità fittizie, multi-nick e multi-SNOQ, che danno alla “soggettività frustrata” di alimentarsi: e allora, non si impanchi a piscologa dell’età evolutiva. Se lei non è Lena, poco ci manca: certo, le somiglia molto. Sappia che a mentire e a “giocare” a nascondino con se stessa sarà lei solo a perdere. Forse, al punto in cui è, non ha più nulla da perdere: e si vede, anche senza nick e senza SNOQ.
        La devasrazione del suo cervello, comunque, prosegue anche senza uno dei suoi alter ego: lei non vuole capire che un genitore ha più diritti e ha più autorità di un Ministro e del suo SNOQ e delle agenzie eurocratioche e onusiane preposte alla distruzione dell’identità dei popoli e di quella degli individui come lei. Altrimenti, non se ne andrebbe per siti internettiani che non fanno per lei mettendo una barriera protettiva e una gogna grafica di virgolette attorno a “categorie” come padre, madre, moglie, marito: e non a “autista”, “gay”, “pensionato”, “gender, “troll.” L’autolesionismo lei e la sua Lena, mia cara Lena tu sei la gioia del mio cuor, cantava l’immortale Toni Santagata, lo praticate in modo tale da aver acquisito una perizia personale, clinica e politica diretta. Della follia di lena, comunque, anche se non fosse un suo ectoplasma digitale più vicino alla sua vera identità, lei non può dubitare, dopo quello che questa povera mentecatta ha scritto su bambini che lei odia solo a immaginare che possano “comprometterle”, pensi un po’, l'”integrità” che non ha e per cui ha trovato così il colpevole fantasmatico,
        Non si permetta più di dire né al mio amico a Beppe né a me e a altre pesone che meritano il rispetto anche di chi, come fa lei, imrpigiona dentro virgolette “categorie” che rispettano gli altri piàù di quanto lei, Lena e lo SNOQ rispettiate i bambini, che quello che ssiamo consapevoli di essere è il frutto di quello che pare a lei. Si guardi allo specchio: se non si piace, faccia pure quello che vuole della sua immagine e della sua testa. Lei si esprime in un modo che non potrebbe rendere più chiaro che una banda i pazzi domina le alte sfere: e la prova, a parte le Boldrini, i Renzie, gli Alfie e i B., è che affidano a galoppini come lei e Lena la propaganda del verbo che vuole dannnarci tutti.

        • Q.B. scrive:

          Chapeu …

          • Giannino Stoppani scrive:

            Se Non Ora Quando è un’associazione trasversale, nel senso che comprende sia il “sabba” delle carampane nostalgiche della comune femminista (e, soprattutto, dei bei tempi in cui la davano via) e le loro emule più giovani all’anagrafe ma dall’altrettanto truce aspetto, in cerca di perenne rivalsa verso chi le considera poco meno di bambole gonfiabili o, assai più spesso, non le considera affatto.
            Alcuni vili detrattori, notate in TV le palesi emergenze delle dubbie abitudini igieniche delle “signore”, hanno proposto di modificare l’acronimo in SNOQVLLG ovvero Se Non Ora Quando Ve Lo Lavate il Grugno?
            Notare che entrambe le categorie di cui sopra, ovvero 1) le carampane stagionate e 2) le racchie con meno stagionatura ma già inacidite come uno yogurt muriatico, al di là della sovrabbondante esposizione mediatica di cui godono (ecco invero un verbo che mal si addice alla triste condizione di queste poverette) in certe circostanze, sono in realtà abbastanza rare in natura, perciò il nostro amico troll aspirante “influencer” in SPE su questo sito ha provveduto a fornircene delle degne rappresentanti sotto forma di fake facilmente individuabili, visto che scrivono tutte le stesse identiche bischerate sebbene con alcune variazioni di stile, astute nelle intenzioni ma puerili nei risultati.

        • beppe scrive:

          grazie raider. ma ormai non me la prendo nemmeno più…

      • Sebastiano scrive:

        Ho notato che hai risposto con post lunghissimi (quasi dei trattati) ad altri ma non a me.
        I casi sono due:
        a) ritieni che io sia antipatico; in tal caso, pazienza, chiudiamola qui.
        b) il post ti è sfuggito: in tal caso te lo ripropongo, visto che la tua risposta mi interessa.

        Filomè, ma i genitori di un bambino possono ancora decidere come educarlo o devono chiedere il permesso a quelle di snoq? o avete già deciso che chi la pensa diversamente da voi è da mettere all’angolo e non ha più diritto di parola neppure sull’educazione dei propri figli? (*)

        Se non Ora Quando: ma sono quelle che urlavano contro il berlusca nel periodo delle intercettazioni porno-zozzo-ricreative e rimangono mute contro il massacro dei diritti delle donne degli “islamici moderati” di casa nostra?

        (*) aggiungo: “in stile nordcoreano”

        Bye.

  3. Edoardoilbello scrive:

    Io metto il rossetto, colori nudo,e non sono gay; il vero stereotipo è che il trucco sia legato al genere femminile, mentre chiunque sa che neppure una donna seria mette certi colori, mentre altri li usano anche i maschi.

  4. giampiero scrive:

    Pattone la guerra l’avete persa da tempo. Il fenomeno è bello è conclamato. Dove va a fare la guerra? Intellettuale poi…

  5. Ellas scrive:

    Di nuovo con questi sotterfugi omocomunisti? Avete visto cos’è successo di recente quando hanno distribuito materiale comunista in una scuola?

    http://www.imolaoggi.it/2014/10/20/tre-settimane-di-indottrinamento-comunista-ai-bambini-delle-elementari/

    Non ditemi che i figli degli stranieri e i loro genitori se ne staranno buoni! Non vi va l’ora di religione per rispettare le altre fedi? Allora rispettate il fatto che ci sono diverse culture e a qualcuno le vostre frescacce non interessano. Anzi sono contrarie alla loro religione (ma guarda un po’!). Così facendo vi comportate da razzisti, non rispettando le idee di altri popoli.

    Cercate sulla rete e troverete notizie stile “marocchino picchia omosessuale” e così via. Poi non venitemi a dire che non sapete perchè.

  6. Angelo scrive:

    Si avverte invece una dittatura sinistramente simile a quella descritta ne “Il Mondo Nuovo” di A. Huxley. E la signora/signorina Filomena sta appoggiando quel mondo distopico e criminale assieme a tutte quelle sigle che rappresentano la peggior espressione dell’essere umano.

La rassegna stampa di Tempi

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