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Cosa si aspetta a buttare fuori dall’università i collettivi che contestano Panebianco?

febbraio 23, 2016 Luigi Amicone

Cosa si aspetta a interrompere lo spettacolino cretino che da due giorni accade nella facoltà di Scienze politiche a Bologna?

Urla, schiamazzi, insulti. Così, per il secondo giorno consecutivo siamo informati che al professor Angelo Panebianco – per altro firma illustre del Corriere della Sera – viene impedito di fare lezione all’università di Bologna.

Come si permettono e con quali argomenti i bellimbusti registrati nel video pubblicato sul corriere.it martedì 23 febbraio fanno caciara, insultano e trattano da pezza da piedi un professore? Cliccate e sentite nel video del corriere.it, tra le altre, la voce del bellimbusto che avrà vent’anni ma che si crede il padrone dell’università di Bologna, che di anni ne ha mille e probabilmente sopravviverà anche all’ennesima carnevalata: «Lei qui non ha diritto di parlare perché lei è un guerrafondaio e la sua opinione costa la vita a milioni di persone». Però. Cosa vuoi discutere con uno che raglia così? Un buon samaritano gli direbbe: “Ragazzo, sei fuori come un balcone”.

E invece, nonostante la denuncia sui giornali e il biasimo collettivo, da quarantotto ore assistiamo allo sgangherato spettacolino di quattro ragazzotti a cui probabilmente nessuno ha insegnato l’abc dell’educazione civica e dell’igiene mentale, che si permettono di impedire a un professore universitario di fare il proprio mestiere. Roba da matti. Ma dove siamo?

Appunto, dove siamo e cosa dovrebbe fare un’autorità accademica e magari anche solo un vigile urbano o un educatore di adolescenti disturbati, visto che l’università e i suoi professori – come si usa dire però è così – sono pagati con le tasse degli italiani? Dovrebbe prendere quei quattro baluba presuntuosi e ignoranti e buttarli fuori dall’università a pedate nel sedere. Che vadano all’asilo o in birreria a discutere di cose che non stanno né in cielo né in terra.

A confronto di questi sedicenti “Collettivi” Checco Zalone è Emanuele Kant. Epperò, siccome generalmente quelli che ingrossano le file di questi “collettivi” sedicenti sono figli di buona famiglia che non hanno alcun problema a scaldare i banchi, succede che un’infima minoranza di cervelli fritti riesce periodicamente a ottenere il risultato – come si vede nel caso bolognese – di bloccare un corso di lezioni e di impedire il diritto allo studio a chi in università ci va per imparare, spesso ci va da fuori sede e non può permettersi il lusso di buttare via soldi e tempo nel parco giochi degli zero virgola neuroni.

Cosa aspettano le autorità accademiche, i vigili urbani, la Croce Rossa, a interrompere lo spettacolino cretino che da due giorni fa notizia addirittura a livello nazionale, tiene in scacco una delle università italiane più prestigiose, impedisce alla facoltà di scienze politiche di funzionare regolarmente, a un professore di insegnare e alla stragrande maggioranza degli studenti che frequentano l’università Alma Mater di Bologna di seguire le lezioni del professor Panebianco?

Come si fa, nell’anno 2016, a tollerare contestatori al barolo che, siccome buon vino non mente, non fanno parlare un professore «perché le sue opinioni causano milioni di morti»? Siamo in università o su Scherzi a Parte?

Foto Ansa


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29 Commenti

  1. Susanna Rolli says:

    Dottor Amicone,
    non siamo su SCHERZI A PARTE, siamo soltanto …….in Italy! Che ce voi fa!, gente DE CORE ma DE COCCIO!

    • Susanna Rolli says:

      PS: l’ex bella ITALY, dove le famiglie sono sempre più povere, i figli messi al mondo son sempre di meno,i giovani emigrano altrove (seguiti a ruota dagli anziani, per permettere una maggiore resa alla scarna pensione -vedove, tremate!, le proposte non so se son state cancellate!!); e di che cosa si discute animatamente da un po’ di tempo -come fosse questione di vita o di morte (del Belpaese?) Indovina -indovinello, di che si discute ,con anima e core, dentro al Parlamentello?

  2. Giannino Stoppani says:

    La cosa divertente è che mettono in piedi un’azione degna di una squadraccia di arditi in nome del pacifismo.

  3. Sebastiano says:

    Grazie Luigi per l’articolo.
    Non che ci sia niente di nuovo. Fa pendant con la moda “dirittologa” corrente, per la quale se non sei dell’opinione del mainstream non hai neppure diritto di parola.
    Ti chiedi dove siano quelli che dovrebbero tutelare il professore e – in generale – la civiltà istituzionale. Semplice: sono all’osteria, in attesa che arrivino gli alcolizzati della loro ideologia, per potergli versare la loro brodaglia imbevibile direttamente nel vuoto delle loro scatolette craniche.

    • sebastian contrario says:

      Grazie Luigi per l’articolo e la tua difesa di un povero giornalista attaccato da pericolossimi energumeni. Panebianco sicuramente lavora gratis al CdS, che è un organo importante della libertà di stampa bla bla bla buffoni

      • siete dei servi says:

        Secondo me i collettivi sono stati fin troppo gentili. Dovevano fargli male, tipo sbattergli la capoccia su un libro di Calvino o Stuart Mill. Non è escluso che sia pure una checca.

        • Menelik says:

          Collettivi e centri sociali = zombies usciti dalla cloaca della storia.
          Si meriterebbero un viaggetto in Siria sola andata, così potrebbero affinare la loro retorica pacifista.

      • Sebastiano says:

        Scommetto che eri appena uscito dall’osteria….

        • sora rosa says:

          No. Le osterie le pratichi te, visto che ne parli sempre. Panebianco, CdS, lobby ebraica: ti dice qualcosa o sei il solito kakasotto?

          • Sebastiano says:

            Ci mancava quella/o del gombloddo.
            kakasotto lo dici ai tuoi compagni di merenda, talmente bravi da prendersela con uno solo.
            Sto pensando di mandarti il mio indirizzo, così me lo vieni a dire in faccia.

            • sora rosa says:

              Mandamelo, babbeo modernista. Hai difeso Panebianco con Prodi e tutto l’establishment. Bella compagnia.

              • Sora Rossa says:

                Pffff l’auto-troll

              • Sebastiano says:

                1) Prodi semmai è amico tuo.
                2) dammi il tuo indirizzo che te lo mando subito.
                3) Difendo la libertà di Panebianco, contro la rozzezza di gentucola del tuo pari, che confonde il legittimo diritto alle proprie opinioni con il presunto “diritto” di zittire violentemente gli altri. Credete di essere moderni ma siete vecchi come il cucco: il vostro film l’abbiamo già visto, imbecilli.

          • Ferruccio says:

            Sora Rosa sicuro che dietro la lobby ebraica non ci siate voi comunisti? Una volta tanto che l’america fa una cosa buona voi dei centri sociali vi mettete a criticarla???? Marx, Lenin erano ebrei come erano ebrei tanti dei bolscevichi rivoluzionari.

            • sora rosa says:

              Ma se io chiamo Sebastiano modernista come faccio a essere comunista? E’ vero che i comunisti sono quasi tutti ebrei. Io sono di destra. Un altro babbeo che non capisce niente.

              • Ferruccio says:

                Sora Rosa sei venuto a insultare e non hai spiegato il perchè. se non avevi niente da dire te ne potevi stare zitto. invece dai del modernista alla persona sbagliata, continui ad insultare e fai fare una figura di merd4 ai tanti di destra come il sottoscritto.

  4. lucia says:

    mi da l’idea che sia come nel 68.Qualcuno di questi signorinii tra una diecina di anni si ritroverà a insegnare nella stessa università e farà carriera.Qualcun altro farà politica.Qualcuno farà il leccapiede dei primi.Il Prof.Panebianco ha i mezzi per difendersi,se vuole.Nel 68 a Pavia gente simile sequestrò un professore di oculistica nell’aula dell’istituto e fece carriera comunque,ottime carriere!

  5. angelo says:

    E mandare in galere i centri sociali, tutti quelli che li sostengono (la sinistra, i grillini, senza parlare dei magistrati che, solitamente attentissimi sui fenomeni di corruzione e illegalità, chiudono un occhio, o tutti e due di fronte alla mafia rossa che riempie le città di occupazioni abusive)

  6. Giulio Dante Guerra says:

    Bellissimo articolo, solo un appunto: c’è una frase, che offende i Baluba. Quelli veri, la tribù africana che vive, in maggioranza, nel Katanga, un po’ meno nel Kasai, e una piccola minoranza fuori dei confini del Congo-Zaire, nello Zambia. Mio padre – che a Kamina, la città principale della tribù e residenza del suo capo supremo, il Kasongo Nyembo, fece il farmacista agli inizi degli anni 1970 – ne parlava come di gente molto intelligente, molto civile, e, cosa veramente importante, molto incline ad accogliere il Vangelo. Basti dire, a questo proposito, che mio padre si trovò a fare il padrino di battesimo di parecchi adulti. Paragonarli a questi figli di… è veramente un insulto nei confronti dei VERI Baluba.

    • Martino says:

      Questa storia vale più della lettura dell’articolo. Grazie per il commento.

      Non che le riflessioni del direttore non valgano, ma spendere tempo su questi 4 disperati è troppo, andrebbero aggiustati dai carabinieri e rimessi in “obbedienza” per avere interrotto un pubblico servizio.

      Ma si sa, questo è il tempo dei capricci chiassosi: loro sono pacificamente puri e gli altri sporchi assassini.

    • Giannino Stoppani says:

      Che bello rileggere Giulio Dante Guerra dopo un po’ di tempo!

  7. Giorgio says:

    Caro direttore, potremmo rivolgere la domanda finale agli ‘amici’ Cecchi Paone, Cruciani, Parenzo, etc, custodi della laicità dello Stato, che si indignano strappandosi le vesti perchè il Presidente della CEI, Bagnasco (cittadino italiano, che paga le tasse in Italia e che è iscritto nelle liste elettorali dello Stato Italiano) ‘osa’ esprimere un proprio pensiero sul metodo da usare per la votazione di una legge nel Parlamento Italiano, ingerendo così negli affari politici del proprio Paese…
    Magari aggiungendo anche la domanda “Come pensano di strapparsi le vesti per difendere il diritto allo studio di quei studenti che, loro sì son folli, hanno scelto di giocarsi una parte della propria vita in un corso universitario?”

  8. Vago says:

    Ma Renzi ha depenalizzato anche il reato di interruzione di pubblico servizio?
    Oppure i “compagni” possono fare quello che vogliono?
    Sperando sempre che non decidano per un salto di qualità impugnando una P38…

  9. marina says:

    Mi domando che razza di studenti siano questi! L’Università dovrebbe essere il luogo della ricerca, del confronto, della conoscenza…. cos’è questa roba avvilente? Non saper ascoltare è il primo segno di stupidità e di intolleranza, non parliamo dei modi violenti che questi individui usano.
    Aggiungo che, comunque, la violenza è ovunque, basta intervenire sui social esprimendo, che so, opinioni contro una certa legge e giù offese e battute volgari a non finire. Segno dei tempi? Inciviltà? Io dico, soprattutto IGNORANZA, non saper argomentare ma usare mani e altre parti del corpo al posto delle parole.
    Sono d’accordo con Amicone: voglio vedere cosa succede a questi debosciati nullafacenti, voglio che siano puniti e cacciati.

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