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Brexit. E ora? In arrivo 32 referendum. Più quello (di nuovo) per l’indipendenza della Scozia

giugno 24, 2016 Redazione

L'”effetto domino” temuto dai leader dell’Unione Europea. E la nuova, profonda spaccatura del Regno Unito sancita dai risultati del referendum

brexit-cameron-dimissioni-ansa-ap

Quindi è Brexit. E adesso? Quanti paesi proveranno a seguire l’esempio del Regno Unito? Repubblica propone oggi un articolo – scritto evidentemente mentre le urne britanniche erano chiuse e tuttavia, visti i risultati, tutt’altro che superato – dal titolo eloquente: “L’Ue teme l’effetto domino”.

EFFETTO DOMINO. Adesso «la priorità delle priorità per i leader europei», scrive il giornalista Andrea Bonanni, è «riuscire a scongiurare il catastrofico effetto domino di una corsa generalizzata ai referendum, pro o contro la Ue, pro o contro questa o quella politica comunitaria, che paralizzerebbe del tutto l’Europa». Ma la missione non sembra avere un esito così scontato. Non solo per il risultato inaspettato della consultazione nel Regno Unito, ma anche perché «lo European Council on Foreign Relations, uno dei think-tank bruxellesi, è arrivato a contare fino a 32 possibili referendum che potrebbero essere richiesti o convocati da non meno di 45 partiti o movimenti sparsi in tutta Europa».

GIÀ IN AGITAZIONE. Fra queste decine di richieste ovviamente ci sono anche quelle in fondo trascurabili «di piccoli gruppi». Ma è facile immaginare che «dopo l’esempio britannico, dire di no a una richiesta di democrazia diretta che tocca le scelte europee è diventato più difficile e più scomodo». L’elenco dei potenziali referendum stilato da Repubblica è lungo: «In altri Paesi, dall’Olanda alla Svezia e alla Danimarca, i movimenti populisti hanno già cominciato ad agitarsi per chiedere a loro volta la convocazione di consultazioni popolari. In Grecia e in Portogallo c’è chi vorrebbe un referendum contro l’austerity di bilancio. In Estonia e Finlandia, sul fronte opposto, si chiede una consultazione per escludere dall’euro gli indisciplinati governi del Sud».

PERFINO LA TURCHIA. Poi ci sono le formazioni che «vorrebbero un referendum per bloccare gli accordi commerciali in discussione con gli Stati Uniti o, come è già successo in Olanda, per rigettare gli accordi di associazione tra la Ue e l’Ucraina». Senza contare che perfino «il presidente turco Recep Tayyip Erdogan non ha aspettato neppure che si chiudessero le votazioni a Londra per minacciare di indire un referendum in Turchia chiamando il popolo a decidere se continuare o meno i negoziati di adesione alla Ue». Ma il leader europei vedono anche un altro «pericolo», aggiunge Bonanni: «che polacchi o ungheresi, che hanno aperto con Bruxelles contenziosi di principio sulla legittimità democratica delle riforme che vogliono imporre nei rispettivi Paesi, comincino a battere i pugni sul tavolo come ha fatto Cameron chiedendo di non essere vincolati a questo o quel principio della Carta europea dei valori. Dopo le concessioni fatte a Londra, sarà più difficile dire loro di no».

IL TRAMONTO DI CAMERON. In effetti, il premier britannico è sembrato un vero asso (almeno fino a stanotte) nello sfruttare le pressioni verso la Brexit «per ottenere magari il riconoscimento di uno “status” particolare» da parte di Bruxelles, come ricorda Bonanni. Non solo. Cameron l’anno scorso era stato rieletto a sorpresa proprio grazie alla promessa di un referendum sull’ipotesi Brexit. Adesso però il suo capolavoro politico si è ritorto contro di lui. Durante la campagna referendaria infatti il premier si è speso parecchio, impegnando anche molti ministri del suo governo, a favore del “Remain”. Ma è stato tutto vano. Ha vinto il “Leave” e Cameron ne ha preso atto rassegnando le dimissioni.

SCOZIA E IRLANDA IN FUGA. Inoltre a quanto pare Irlanda e Scozia, i cui elettori si sono espressi in forte maggioranza a favore della permanenza in Europa, adesso minacciano già di uscire dal Regno Unito. Un commento scritto a questo proposito da James Kirkup per il Telegraph riassume efficacemente l’«ironica» parabola di Cameron. Il leader dei Tories, ricorda Kirkup, era diventato capo del suo partito proprio incitando i compagni a smettere di prendersela sempre con l’Europa come se fosse la causa di tutti i mali. Per anni ha tenuto buoni i suoi promettendo azioni drastiche contro Bruxelles, «ma sempre domani, non oggi». Questa strategia, per forza di cose, «è finita l’anno scorso quando Cameron ha sorpreso perfino se stesso ottenendo la maggioranza assoluta in Parlamento». Quella vittoria secondo il Telegraph ha tolto al premier tutte le scuse residue «per non indire quel referendum sull’Europa che lui ha sempre saputo che poteva distruggerlo».

IL REGNO DIVISO. «Prima di questo referendum – continua Kirkup – la conquista di cui Cameron andava più fiero era probabilmente l’essere riuscito a salvare il Regno Unito vincendo il referendum sull’indipendenza della Scozia nel 2014». Il voto sulla Brexit però ha dimostrato chiaramente che se da una parte il premier può ancora contare su Scozia e Irlanda, oltre che su Londra, dall’altra «ha perso l’Inghilterra», il cui elettorato ha fatto pendere nettamente la bilancia del Regno verso il “Leave”. Ormai «questo è il Regno Unito di Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda del Nord e Londra», osserva il Telegraph, e domanda: «Per quanto tempo ancora questa unione può resistere nella sua forma attuale?».

UN POSTO NELLA STORIA. È vero, scrive ancora Kirkup, «la Scozia sarà anche d’accordo con Cameron sull’Unione Europea, ma andando contro il verdetto del Regno Unito sulla Brexit, gli scozzesi hanno dato allo Scottish National Party lo spunto perfetto per chiedere un altro voto sull’indipendenza». Eccola qua, la grande ironia della vicenda politica di Cameron. Il premier si prepara a occupare «un posto nella storia definito dalla sua sconfitta sull’Europa, il tema che lui non voleva che definisse la sua leadership». E «la sentenza di posteri» può essere perfino peggiore di così: «La storia potrebbe ricordarlo come l’uomo il cui fallimento europeo ha provocato la divisione della Gran Bretagna».

Foto Ansa/Ap

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12 Commenti

  1. Filippo81 scrive:

    Estonia e Finlandia vorrebbero escludere gli “indisciplinati” paesi mediterranei dall’Euro….A parte che a noi farebbero un favore escludendoci,ma soprattutto ci rimetterebbero loro,dato che fanno parte di quei paesi che grazie all’ue-eurozona hanno avuto quasi solo benefici,sulle spalle di noi popoli delSud !

  2. Francesco M. scrive:

    Questa Europa che ha rinnegato le sue radici cristiane fin dall’inizio, in mano alla massoneria e alle lobby della morte (omosessualiste eutanasiche abortiste e genderiste) è bene che finisca il prima possibile. Seguiamo l’ esempio degli inglesi fuori da questo marciume anche l’italia!

    • Samuele scrive:

      Comincia tu….levati dai piedi e trasferisciti in Inghilterra

      • Francesco M. scrive:

        Ti piacerebbe eh trollona, invece resto qua e voto NO! Ah ah ah

      • Sebastiano scrive:

        Per compenso, allora anche tu dovresti fare uno sforzo assai più piccolo: levarti da qui…

        • Samuele scrive:

          Perché abbandonate cotanta fonte di ilarità?

          • giovanna scrive:

            Ragazzi, se la trollona abbandona il trollaggio compulsivo con copia e incolla massiccio e horror-nick a ripetizione, che le rimane nella vita ?
            Sarebbe ancora più cupa, più psycho, più vuota, più sola di quanto è cupa, psycho, vuota e sola.
            Praticamente svolgiamo nei suoi confronti la funzione di ammortizzatore del disagio psic hico.
            Ma che tristezza che una persona debba ridursi come la trollona.
            E prendilo sto caffè con Andrea UDT, trollona !
            Da quanti decenni non parli con una persona in carne e ossa, che non siano operatori sanitari , sempre che qualcuno ti curi in qualche modo ?

            • giovanna scrive:

              Che poi, chissà che non la spinga ancora più nel baratro tutto questo trollare ?
              In ogni caso, è più forte di lei, non ne può fare a meno.
              Certo che, sogniamo a occhi aperti !, se se ne andasse a trollare in altri siti ( cosa che già fa, ma con meno soddisfazione, che dopo due interventi la buttano fuori ovunque ), qui si respirerebbe un po’ e l’aria non sarebbe così ammorbata dal suo teatrino continuo !
              Vabbè, si è capito che non ho voglia di partire con dei lavori domestici irrinunciabili, ma mi tocca e vado, promesso che vado !
              Come dice Padre Aldo, i lavori fisici fanno un gran bene a chi è portato alle elucubrazioni…dai, trollona, fai qualcosa anche tu in casa o nella tua cameretta, facciamoci compagnia in qualcosa di concreto !
              Vado, sì , vado !

            • Samuele scrive:

              Attenta Giovanna, prima o poi rischi di annegare nella scialorrea delle scempiaggini che profferisci.
              Ovviamente per non deluderti, ti saluto CORDIALMENTE!

  3. Menelik scrive:

    Io mi chiedo come mai la redazione di Tempi non attua nei confronti del trollaggio la stessa politica che attua la stragrande maggioranza degli altri siti.
    Chi ne gioverebbe in primis non sono i cattolici che scrivono qua, ma proprio le persone non cattoliche che desiderano avviare una discussione con lo scopo di approfondire le tematiche proposte, che ce ne sono di persone così, e quando incappano nei disturbatori che fanno trollaggio, se ne vanno in altri siti.
    Lo capite che i troll non sono qui per caso ?
    E non mi riferisco solo alle battutine da Largactil intramuscolo, tipo lascia l’Italia e trasferisciti in UK, ma tutte le altre infinite volte che i troll cercano di minare l’attività di questo blog-forum, puntando non tanto a disgustare noi, ma soprattutto chi entra qua solo per scambiare idee e proporre problemi che loro stessi si pongono, e vorrebbero sentire opinioni diverse da quelle loro, e le nostre ragioni.
    (Se non fossi stato sufficientemente chiaro, specifico meglio: per loro stessi non intendo i troll, ma non credenti, agnostici e dubbiosi, che vorrebbero un confronto onesto con dei credenti su determinati argomenti. I troll non hanno nessun dubbio, sono apparentemente sicuri di sé, perché analizzano i dati del reale col filtro delle loro idee).

    • giovanna scrive:

      Mi ripeto, Menelik, qui non si tratta di troll assortiti , ma di un’unica trollona, che ha tutta la giornata davanti per trollare a tutto spiano con centinaia di nick e storielle inventate.
      Non è attiva solo qui, non riuscirebbe a riempire la giornata, ma qui si evidenzia di più, perché è stata beccata e perché il sistema le consente di trollare a piacimento, non essendo previsto alcun controllo, ( ho provato io stessa a postare con mail inventate e non ho avuto mezzo problema ) ,tantomeno registrazioni o simili.
      L’ho vista molto attiva anche sui siti e sui blog del Corriere della Sera ( non la stimano, come potrebbero, ma nemmeno le danno contro, in pratica la ignorano, come la ignora il galasi, e dunque non si diverte ), sui blog di cattolici come Costanza Miriano e sul sito di Uccr. dove pure non ne possono più.
      Ma credo trolli dove può, come può, ogni volta che può, ovunque.
      E la cosa tremenda è che alla trollona di qualsiasi discorso non gliene importa niente : vedi il teatrino coi nick lefebvriani o nazi-islamici.
      Pare che non ci sia nulla da fare, né per non farle spuzzettare questi commenti, né per aiutarla, se non dirle una preghiera.

      Per il fatto che allontani altri che si vorrebbero confrontare, sono d’accordo con te , Menelik, anche se sembrerebbe che il livello dei papabili sia più o meno quello tota litario delle elise lombardelli saputelli ignorantelli , dei galasi e dei luchinulli , ma almeno sono veri, se non vogliamo dire vivi.

  4. Cisco scrive:

    La UE va rinegoziata come accordo di libero scambio e isituzione preposta a investimenti strategici a livello europeo, finanziamento della ricerca e di una difesa comune, almeno delle frontiere. Il sogno (o l’incubo) di uno stato federale sulla falsariga degli USA è del tutto ridicolo se non si hanno delle basi ideali comuni.

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