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Sottomettere la religione al laicismo. Flores D’Arcais propone la sharia atea

marzo 9, 2015 Paolo Flores D'Arcais

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«La sfera pubblica è una e indivisibile, anche e proprio per la ricchezza e la pluralità delle sue articolazioni, che la rendono una complessità circolare di ambiti comunicanti. Se il nomos di Dio è ammissibile in uno di essi non può essere escluso dagli altri. L’alternativa perciò è secca. O l’esilio di Dio dall’intera sfera pubblica, o l’irruzione del Suo volere sovrano — dettato come sharia o altrimenti decifrato — in ogni fibra della vita associata. Aut aut.

Ecco perché è inerente alla democrazia l’ostracismo di Dio, della sua parola e dei suoi simboli, da ogni luogo dove protagonista sia il cittadino: scuola compresa, e anzi scuola innanzitutto, poiché ambito della sua formazione. Al fedele restano chiese, moschee, sinagoghe, e la sfera privata “in interiore homine”.

(…) Perciò. La religione è compatibile con la democrazia solo se disponibile e assuefatta all’esilio di Dio dalle vicende e dai conflitti della cittadinanza, solo se pronta a praticare il primo comandamento della sovranità repubblicana: non pronunciare il nome di Dio in luogo pubblico.

(…) Le religioni compatibili con la democrazia sono dunque religioni docili, che hanno rinunciato a ogni fede militante (di sharia e martiri o di legionari di Cristo e altre comunioni e liberazioni) che intenda far valere nel secolo la morale religiosa. Sono religioni sottomesse, che hanno interiorizzato l’inferiorità della “legge di Dio” rispetto alla volontà sovrana degli uomini su questa terra. Sono religioni riformate, perché avvezzano il fedele a una vita serenamente scissa tra l’ordinamento della salvezza e l’ordinamento della convivenza, tra l’obbedienza personale ai comandamenti divini e la doverosa promozione della libertà di ciascun altro di violarli».

Paolo Flores D’Arcais, la Repubblica, 9 marzo 2015

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13 Commenti

  1. To_Ni scrive:

    Ma con quanta grazia dice le stesse bestialità di shiva101.

  2. Giuseppe scrive:

    Da un lato Flores d’Arcais fa pena. Non ha nemmeno il coraggio di dire esplicitamente quello che pensa realmente, cioè che vorrebbe abolire ogni religione e vietare ogni sua espressione. Infatti, nient’altro vuol dire, in concreto, quel suo augurarsi per il credente “una vita serenamente scissa tra l’ordinamento della salvezza e l’ordinamento della convivenza”. Per il momento si accontenta di avvolgere in una carta dorata e infiocchettata il veleno del suo argomentare. Poi, un domani, se prenderanno il potere quelli come lui, si candiderà – con buone probabilità di successo – a comandare la “psicopolizia” di orwelliana memoria.
    Dall’altro lato, il suo discorso fa paura, perchè se prende piede – e sta prendendo piede! – in Europa, ci porta diritti dritti in mano all’Isis.
    E allora – se mi permettete l’eleganza – saranno cazzi per tutti. Anche per Flores d’Arcais e per quelli come lui.

  3. To_Ni scrive:

    “La sfera pubblica è una e indivisibile, anche e proprio per la ricchezza e la pluralità̀ delle sue articolazioni, che la rendono una complessità̀ circolare di ambiti comunicanti …. “
    Echeggia nella sostanza un’espressione di Evola sulla libertà che è una, di uno solo, perché le altre libertà a campo aperto si annullerebbero.
    Alla fine l’arroganza, tra chi si crede intellettualmente diverso e distante di chi (come Evola) ha fatto dell’autoritarismo il proprio credo, presenta un confine labilissimo. Per il Flores l’unica democrazia è quella atea e con i tratti di una “libera scelta” che è solo quella che interpretano, e magari un domani impongono, i tipi come lui.

  4. mery scrive:

    è terribile – pur con quella sua faccina tanto levigata e pulita – ma almeno è chiaro. per ribattere ad un arcais non so se bastano le predichine di santa marta.

  5. Sebastiano scrive:

    La cosa che più stupisce non è il rincoglionimento di tal personaggio (inizia ad essere avanti con l’età, ed è quasi normale), ma il fatto che a sinistra lo facciano ancora scrivere e gli diano credito. Il che la dice lunga sulla imbecillità dei suoi compari, che non hanno neppure la scusante dell’età.

  6. Berlicche scrive:

    Niente di nuovo, lo si sente da 300 anni.
    E il ritornello è questo: “Democratico è chi è d’accordo con me, gli altri accomodarsi in quel vagone, senza spingere”.

  7. Quercia scrive:

    Si, to_ni. Anch’io ho notato la somiglianza col nostro Shiva101.
    “il primo comandamento della sovranità repubblicana: non pronunciare il nome di Dio in luogo pubblico.” Quindi esisterebbero cittadini di serie A e cittadini di serie B, a seconda della religione. Non esisterebbe più l’equidistanza dello stato rispetto le religioni, garantita dalla laicità, ma anzi lo stato oltre ad abbracciare l’ateismo, vieterebbe a tutti i cittadini di dire il contrario.
    Oltre a questo, molto più banalmente, dove starebbe scritto questo primo comandamento?

    Cmq, in base a quale autorità Flores d’Arcais intende impedire a decine di milioni di cittadini italiani di manifestare il loro credo religioso?
    Perchè i convincimenti religiosi, secondo questa teoria, possono essere espressi solo dagli atei?
    Perchè, secondo alcuni, si può andare in piazza a dire “dio non esiste” e non si può andare nella stessa piazza a dire “Dio esiste”? Fintanto che la laicità garantirà il rispetto di tutte le religioni e la possibilità per qualunque cittadino, a prescindere dal sesso, religione, colore della pelle, etnia, età di poter proporre la propria idea riguardo l’aldilà (e poi la maggioranza decide) saremo una democrazia. Quando invece qualcuna di queste religioni (ateismo compreso) impedirà agli altri cittadini di esprimersi e imporrà la sua convinzione, allora non saremo più una democrazia ma in una a/teocrazia.

    PS: ma se qualcuno su Avvenire (o su qualunque altro giornale) avesse teorizzato l’estromissione dei cittadini atei dall’ambito pubblico, sostenendo che però possono esprimere la loro opinione chiusi all’interno dei loro circoli o di casa loro, quali sarebbero state le reazioni?

  8. riccardo scrive:

    babbo Flores è come i suoi figliuoli nichilisti islamici, presto lo vedremo a distruggere con la mazza le stature della Madonna e a far saltare il bambin Gesù col tritolo.
    In questo abbraccio iconoclasta tra padri e figli del Nulla si tenterà di distruggere la Materia quella che Cristo è venuto a salvare e che la scimmia e i suoi adepti odiano.
    L’odio e il livore ultimo è sempre verso l’incarnazione.

  9. ROBERTO scrive:

    Ma quanti commenti astiosi: ma voi ciellini non ascoltate cosa dice il vostro Carron?
    E’ il tempo del rapporto personale con Cristo: non bisogna farsi prendere dalla preoccupazione del “fare” occorre solo convertirsi… E allora perché dare contro a Flores? Anzi, io lo trovo molto Carroniano… Occorre rinunciare ad ogni religione militante, anche perché se i giudici e i maestri di pensiero vi attaccano qualcosa avrete pur fatto (cito sempre il vostro guru J Carron)

    • Riccardo scrive:

      Astiosetto mi sembri tu, robertin boccuccia d’oro,
      E mi sembri anche tanto tanto sconsolato per cui non riesci a capire
      la differenza tra la sacrestia (quella dove la tua violenza vuol rinchiudere gli uomini vivi) e il dimorare in Cristo. Per cui noi saremo liberi anche nelle vostre carceri e voi sarete schiavi anche nei vostri palazzi.
      Baci.

  10. Avandero scrive:

    C’è qualcosa di Arcai..co nelle parole di Arcais. Sembra di sentire più o meno le parole del serpente nel giardino dell’Eden: esiliate Dio e sarete come Dio….

  11. Vincenzo scrive:

    Se volete prendere atto di una situazione pre-infernale da non serviam e da miseria d’essere caratterizzante tale situazione finale, che è la SPERANZA attuale del Flores [naturalmente ha tempo per convertirsi anche con la ns preghiera], eccone un esempio concreto

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