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La Cina si prende le scuole cattoliche di Hong Kong, lanciando “l’educazione patriottica”

luglio 20, 2012 Leone Grotti

Le scuole cattoliche di Hong Kong si sono rifiutate di utilizzare il testo “Il modello Cina” per insegnare “educazione patriottica”. Il libro, che dipinge il Partito comunista cinese come «progressista, altruistico e unito», è stato caldamente “consigliato” dal Centro per il servizio educativo nazionale e dovrà essere adottato dalle scuole elementari e medie da settembre. La Chiesa cattolica si è rifiutata e ha assicurato che almeno un terzo delle scuole non adotterà il testo.

“L’educazione patriottica” sarà obbligatoria a Hong Kong solo nel 2015 ma già la materia è largamente insegnata nelle scuole. Anche in quelle cattoliche, come afferma Chan Nai-kwok, capo degli affari educativi per la diocesi: «La diocesi crede che l’insegnamento dell’educazione civica dovrebbe essere razionale e non fazioso. Dovrebbe incoraggiare gli studenti a sviluppare una capacità critica. Noi vogliamo che i nostri studenti amino Hong Kong, si sentano cittadini di Hong Kong, ma anche che amino la Cina, e si sentano cinesi. Ma l’educazione civica è già presente nei nostri programmi senza che dobbiamo adottare il testo del governo».

Un portavoce del dipartimento dell’educazione di Hong Kong ha dichiarato però che lavorerà assieme alle scuole non governative perché rispettino i canoni educativi del paese: «Del resto, abbiamo riscontrato un’opposizione al contenuto del libro e non alla “educazione patriottica” in sé». L’educazione è uno dei campi principali su cui si gioca la battaglia della libertà di Hong Kong e della Chiesa cattolica. È infatti attraverso la conquista delle scuole che Pechino vuole imporre la sua ideologia anche nel Territorio, che nel 2047 tornerà in tutto e per tutto sotto la giurisdizione della Cina e del Partito comunista. Ma sono tanti i segni che Pechino stia già lentamente aumentando la sua influenza sulle istituzioni e la stampa di Hong Kong.

Ora il Partito comunista vuole prendersi anche le scuole cattoliche, come dichiarato a Tempi dal vescovo emerito card. Joseph Zen Ze-kiun. La nuova riforma scolastica voluta dal governo di Hong Kong nel 2002 e varata nel 2004, sotto l’influenza di Pechino, prevede infatti che in ogni scuola sovvenzionata dallo Stato, come sono le oltre 500 scuole cattoliche di Hong Kong, le migliori del paese, sia inserito un “comitato” che comprenda rappresentanti eletti dai genitori e dagli ex alunni oltre a figure nominate dal governo. Questo organismo potrà decidere tutto della scuola, dalla didattica all’organizzazione. Secondo il cardinale Zen, «il governo con la scusa della democratizzazione delle scuole vuole impedire alla Chiesa cattolica di gestire i suoi istituti come meglio crede. E temo che ci riusciranno. Ma chi ci assicura che il comitato rispetterà la linea educativa che noi vogliamo? E se il comitato decide che nelle classi dobbiamo sponsorizzare l’aborto? Se viene capeggiato da un comunista?». La diocesi può ancora scegliere il 60 per cento dei membri del comitato ma come dice il cardinale ha paura che prima o poi il processo sarà completato e le scuole strappate di mano alla Chiesa.

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