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Droga, truffe e cure ormonali: cosa fanno 9 milioni di cinesi per entrare all’università

giugno 11, 2012 Leone Grotti

Anche quest’anno per 9,1 milioni di cinesi il momento è arrivato. C’è chi utilizza maschere a ossigeno (foto a fianco) e chi si inietta in vena aminoacidi per mantenere desta l’attenzione durante le tirate notturne. Chi può disporre di tutor personali assoldati dai genitori, chi otterrà premi faraonici in caso di buon risultato, chi (donne, ovviamente) fa una cura di ormoni o contraccettivi per non farsi prendere dalle mestruazioni proprio in quei giorni. Non solo. Per l’occasione i voli commerciali e militari vengono dirottati per ordine del governo per non disturbare, le strade vicine agli edifici dove si svolge il tutto vengono chiuse al traffico, i clacson sono proibiti, i taxi trasportano gratuitamente i partecipanti, persino i funerali vengono bloccati in questi giorni per non turbare le persone.

Tutto questo succede una volta all’anno per il Gaokao, ovvero il test nazionale e prerequisito indispensabile che permette agli studenti cinesi di accedere all’università. Il Gaokao decide se uno studente frequenterà o no l’istruzione universitaria, in quale università potrà recarsi e quale materia potrà studiare. In palio ci sono 6,85 milioni di posti ma, come già scritto, i partecipanti sono 9,1 milioni. Di test all’anno ce n’è solo uno ed è per questo che l’esperienza è definita «la più stressante nella vita di un giovane cinese».

Gli studenti che vogliono entrare in università, in controtendenza mondiale, sono in costante calo. Da una parte, infatti, la legge sul figlio unico ha fatto decrescere la popolazione e quindi anche il numero di iscritti al test, dall’altra la difficoltà e lo stress generato dal test fanno optare molti cinesi per lo studio all’estero o per lavori che non richiedano la laurea. La città di Shanghai, ad esempio, ha 97 mila diplomati ma solo 55 mila studenti hanno tentato quest’anno l’esame, che si è chiuso questo fine settimana. Seimila in meno dello scorso anno. Lo stesso vale per Pechino.

La competizione è elevatissima e per questo genitori ultracompetitivi riforniscono i loro figli di ogni ben di dio per copiare. Non parliamo di fotocopie rimpicciolite e per far capire quale livello sofisticato i cinesi hanno raggiunto, parliamo di un caso di due anni fa. Lo studente è entrato all’esame con un miniscanner per inviare le domande a casa, dove il padre insieme a 10 insegnanti a libro paga era pronto per dare le risposte esatte, che venivano poi comunicate al figlio tramite cellulare ben nascosto e auricolari tanto piccoli da essere quasi invisibili.

Come si diceva, il Gaokao decide tutto. Prima del test bisogna indicare delle preferenze e inserire i nomi delle università e le facoltà che si vorrebbero frequentare. In base al punteggio si verrà assegnati ad università e facoltà specifiche. L’ideologia ovviamente fa la sua parte anche durante gli esami: chi copia può anche finire in prigione e per iscriversi bisogna «obbedire alle leggi dello Stato» ed «essere in buona salute». Chi è stato in prigione, per qualunque motivo e indifferentemente dalla durata della pena, e chi ha «violato la legge dello Stato, non può frequentare il test» e quindi l’università.

In origine, negli anni 70, il test durava un giorno e aveva luogo in luglio. Poi è stato spostato a giugno a causa del caldo eccessivo che danneggiava gli studenti del sud della Cina e per il rischio di alluvioni, frequenti in Cina nel mese estivo. Poi è stato spalmato su tre giorni, per diminuire lo stress dell’esame. Oggi dura due giorni e quest’anno l’esame, oltre a domande su diversi temi a seconda delle facoltà che vengono indicate come preferenza, ha fornito tracce per il saggio conclusivo molto curiose. Il tema varia a seconda della regione in cui si svolge il test. Ecco le due tracce dello Xinjiang: “Un inglese sogna di vivere nello Xinjiang in un’altra era. Scrivi una storia basata su questa traccia”. In alternativa: “Marie Curie dice a una giovane ragazza: «Non importa in che era viviamo, possiamo sempre passare una buona vita». Rispondi a questa frase”.

Invece gli studenti di Shanxi, Henan, Helongjiang, Jilin, Ningxia, Shanxi, Xinjiang, Hainan e altre province hanno dovuto affrontare questo quesito: “Il proprietario di una barca assume un imbianchino per ridipingerla. L’imbianchino mentre svolge il suo lavoro scopre una falla e la ripara. Il proprietario, per ringraziarlo, gli elargisce un cospicuo bonus oltre alla paga pattuita. L’imbianchino gli dice: «Mi hai già pagato per il mio lavoro». E il proprietario replica: «Questi soldi in più sono per dimostrarti la mia gratitudine per avere scovato e riparato una falla nella mia barca». E il primo: «Figurati, non è nulla». Ma il proprietario insiste: «I miei figli usano quella barca. Se tu non avessi trovato la falla, avrebbero potuto annegare». Scrivi un brano su questo tema in 800 caratteri”. Alquanto criptico, come del resto l’intero sistema del Gaokao.

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