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Donna vuole diventare uomo e poi mammo. I diritti dell’assurdo (sostenuti da assurdi cattolici)

agosto 1, 2012 Franco Molon

Una donna di Bari ha deciso di cambiare sesso e diventare un uomo. Prima però di sottoporsi all’operazione ha preteso di far congelare alcuni suoi ovuli perché, è ovvio, non vuole rinunciare al proprio diritto di essere mamma, o mammo. Non ho idea di cosa sia politicamente corretto scrivere.

La frontiera dell’assurdo si sposta sempre più in avanti e presto, se non lei, qualcun’altra pretenderà di avere il diritto di cambiare sesso e poi diventare omosessuale oppure di far fecondare i propri ovuli da uno scimmione o da un beagle salvato da Green Hill o da chissà quale altra diavoleria la fantasia umana saprà inventare.

Ma non preoccupatevi. Ci sarà sempre un partito disposto a sostenere questi presunti diritti in nome del progresso e della civiltà e ci saranno sempre dei cattolici in quel partito disposti a far finta di niente in nome dell’opzione per gli ultimi.

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44 Commenti

  1. Alex Galvani scrive:

    Povero signor Molon,
    l’unica cosa semi-intelligente nel suo articoletto e’ l’ammissione: “Non ho idea di cosa sia politicamente corretto scrivere”.
    Semi-intelligente perche’ non capisce neanche che NON si tratti di correttezza politica ma di competenza culturale.
    Perche’ non sa neppure che non accade che “Una donna… ha deciso di cambiare sesso e diventare un uomo”.
    Nessuno decide di CAMBIARE sesso. Questa persona, che in ambito medico e psicologico e’ definita transgender, E’ GIA’ un uomo. Ma e’ cresciuto nel corpo sbagliato, e quindi psichiatri ed endocrinologi prima, un giudice della Repubblica dopo e un chirurgo e magari pure un terapeuta alla fine lavorano insieme per aiutare questa persona ad avere cio’ che lei e io abbiamo avuto la fortuna di possedere fin dalla nostra nascita, cioe’ il corpo che la nostra identita’ sente come l’unico possibile. E infatti, tecnicamente (non politicamente) si chiama Riassegnazione Di Genere.
    Ma si sa, davanti alla sua intelligenza, cosa vuole che siano psichiatri, endocrinologi, giudici, medici, sessuologi e psicoterapeuti?
    Sul “diventare omosessuale”, dopo tutte le altre stupidaggini che ha scritto, sorvolo per carita’ di patria. Sparare sulla Croce Rossa, anche quando e’ il Nobel della Inettitudine, e’ inutile.
    Cordiali saluti

  2. Ynappi scrive:

    Gentile Akex… Se è uomo nel corpo sbagliato per quale motivo dovrebbe farsi congelare gli ovuli? Ovuli che, dalle tue affermazioni, non dovrebbero appartenergli visto che rifiuta il proprio corpo.
    Detto questo ma veramente credi le cose che gai scritto??

    • Alex Galvani scrive:

      Gentile signore o signora Ynappi,
      mi permetto di girarle la domanda: lei crede veramente alle cose che ha scritto il giornalista?
      Io no. Non credo ne’ a quelle ne’ alle altre che ho scritto io.
      Perche’ non stiamo parlando di credenze, dove una vale l’altra, dove Giove e Manitu’ e Dio hanno la stessa possibilita’ di esistere e infatti bisogna scommetterci per crederci.
      Per quello di cui stiamo scrivendo, c’e’ bisogno di leggere e di parlare con i diretti interessati, e di capire se sul transessualismo hanno ragione gli eterosessuali (che non lo vivono), o milioni di persone che parlano di quel che provano, sentono e desiderano, accompagnate in questo da professionisti che forse ne sanno persino qualcsina in piu’ di lei e di me.
      E’ questo il punto. Come si fa a capire di cosa stiamo discutendo? Lei puo’ entrare nella testa di una persona transgender e dire che delira? Con quali criteri?
      E soprattutto, uno che non prova quella esperienza, si puo’ permettere il lusso intellettuale di trattare questo tema che, dopo tutto, riguarda la dignita’ di una persona, con argomenti come “entrare nelle docce delle donne”?
      Il nodo e’ qua. Non so se lei sia davvero pronto ad affrontare in modo adulto un tema che viene gestito normalmente da medici, giudici, psicologi, sessuologi e autorita’ medico-sanitarie.
      Cioe’, puo’ sempre sorprendermi dicendomi che invece lo e’, pronto. Nel qual caso dovremmo, prima di una discussione seria, allinearci sul’uso di certe parole, certi esempi, e un certo linguaggio piuttosto infantile…
      Cordiali saluti

  3. Ugo scrive:

    Questo discorso del sentirsi in un corpo diverso mi intriga. Chiedo al super intelligente sig. Galvani, che ha l’aria di saperla lunga: la natura non mi ha dotato di una particolare prestanza fisica ma io, dentro di me, veramente lo dico, mi sono sempre sentito come Brad Pitt. Vorrei pertanto che lo stato riconoscesse il mio diritto di cambiare corpo e diventare alto, biondo e con gli occhi azzurri. Qualcuno è disposto ad aiutarmi?

    • Alex Galvani scrive:

      Lei confonde le sue velleita’ estetiche con la realta’.
      Per la prima basta un chirurgo estetico, per la seconda un buon terapeuta.

      • Ugo scrive:

        Davvero? E qual’e’ la realtà? Chi stabilisce il confine tra una velleità estetica e un profondo stato di disagio psicologico derivante dal non sentirsi bene nel proprio corpo. Lei sostiene che questa persona e’ già un uomo e deve solo adeguare il suo aspetto fisico (estetico? ) alla sua reale identità. Bene, mi definisca allora in maniera precisa che cosa sia a distinguere un uomo da una donna. Chirurgo o terapeuta? In fondo dipende solo dallo stabilire in maniera oggettiva quale sia la realtà.

        • Alex Galvani scrive:

          “Chi stabilisce il confine tra una velleità estetica e un profondo stato di disagio psicologico derivante dal non sentirsi bene nel proprio corpo”?
          Vediamo… Per esempio le ricerche psichiatriche degli ultimi 60 anni? E i test psicometrici che si usano in questi casi, ai quali non si scappa? E le perizie psichiatriche obbligatorie che il tribunale deve richiedere e utilizzare per accertare che sia davvero disforia dell’identita’ di genere? E l’accettazion concorde di tutte le autorita’ medico-psichiatriche del mondo su queste procedure?
          Valgono qualcosa? Possiamo stabilire almeno un minimo comune denominatore su queste basi che sono verificabili e fasificabili, come la metodologia della ricerca sociale e scientifica insegnano?
          Cosa distingue un uomo da una donna? Lei ha paragonato la DIG al suo sentirsi come Brad Pitt, quindi mi par di capire che LEI non abbia alcun bisogno della mia definizione, ma che anzi lei sappia benissimo e persin meglio di me cosa sia un uomo o una donna. Provi a dirmelo lei, poi vediamo se io ho delle risposte decenti. Vista la sua sicurezza fin dall’inizio, concorda con me nel fatto che lei pare di saperne di piu’?

          • Cosimo Tomaselli scrive:

            Galvani, posso chiederle la più completa e recente review che dal suo punto di vista dimostra la fondatezza scientifica delle sue opinioni? Non servono tante chiacchiere, basta il nome di una rivista, anno, numero e pagina, magari gli autori. Grazie

            • Alex Galvani scrive:

              Gentile signor Tomaselli,
              due piccole note di metodo.
              La prima: forse dovrebbe leggere, prima di fare domande. Per esempio, leggendo s’accorgerebbe che non c’e’ alcuna mia opinione qua dentro. Sia perche’ non c’e’ niente di mio (quel che e’ mio e’ di nessun interesse sociale), sia perche’ non esprimo opinioni qua dentro (altrettanto ininfluenti nell’economia planetaria).
              La seconda e’ sulla bibliografia. Quando parliamo di disforia dell’identita’ di genere, secondo lei di cosa parliamo? Si cita un articolino da una rivista? Fa una domanda di tipo apparentemente tecnico e non conosce quale tipo di fonte si utilizzi in ambito medico-psichiatrico?
              Faccia uno sforzino, vedra’ che se di questione mediche e psichiatriche se ne intende un pochino, se legge qualcosa di lievemente piu’ intelligente di questo F. Molon (e ci vuole veramente poco), si rendera’ conto della finta domanda intelligente che ha posto. E sara’ lei a scrivermi quali fonti.
              Direi che c’e’ talmente tanta puzza di malintenzione in quelle sue due righette (le MIE OPINIONI, la dimostrazione della loro FONDATEZZA) che la definizione di “chiacchiere” calza perfettamente.
              Cordiali saluti

  4. Ynappi scrive:

    Gentile Alex… Se è uomo nel corpo sbagliato per quale motivo dovrebbe farsi congelare gli ovuli? Ovuli che, dalle tue affermazioni, non dovrebbero appartenergli visto che rifiuta il proprio corpo.
    Detto questo ma veramente credi le cose che gai scritto??

  5. Ynappi scrive:

    Ugo Ugo ma se non c’è di mezzo il sesso non vale:-)))
    Io quando leggo certi commenti dico sempre: ma se io domani mi svegliassi “donna” sarei autorizzato ad entrare nelle docce femminili? Perché, se Vladimiro Guadagno pretendeva di frequentare e cessi femminili del parlamento non posso fare lo stesso io con le docce della palestra? In fondo chi può decidere come mi “sento” dentro? Magari oggi sono uomo, domani donna dopodomani chissà:-) ahahahah

    • Alex Galvani scrive:

      Questa e’ la differenza tra una visione seria della questione, e le bazellette rozze da caserma:
      “ma se io domani mi svegliassi “donna” sarei autorizzato ad entrare nelle docce femminili?”
      Quando qualcuno riduce al risveglio da una notte agitata per aver mangiato peperoni la disforia dell’identita’ di genere, questa e’ la barzelletta da caserma, neanche tanto migliore di un film di Lino Banfi.
      Con le ricadute intellettuali adeguate.
      Quando invece qualcuno si accosta a questa esperienza, che e’ non a caso e’ inserita nei manuali psichiatrici, sapendo che puo’ essere risolta solo con terapie decennali, operazioni chirurgiche dolorose, cure ormonali infinite, sentenze di tribunali e sostegno psicologico, magari gli passa la voglia di fare il barzellettiere, mettendola in caciara perche’ e’ ossessionato dalle docce femminili come qualsiasi preadolescente iperormonato.
      Direi che analizzata questa differenza, e’ facile dare una risposta alla sua domanda.

  6. Ynappi scrive:

    Alex in tutto il papiro che hai scritto non hai risposto al mio Serio interrogativo: per quale motivo farsi congelare gli ovuli? È questo il punto importante.

    • Alex Galvani scrive:

      No, non e’ quello che decide lei per comodita’, il punto importante.
      Il punto importante, non il solo, ma di certo quello che viene prima del suo e’ chi siano le perosne transgender e chi decide cosa siano.
      Il punto e’ chi siamo noi per discutere dei loro ovuli in uno stato di completa ignoranza della loro esperienza.
      Il punto e’ chi siamo noi per ridurre il percorso drammatico di una vita nel corpo sbagliato alle idiozie delle docce.
      Se vuole parlare seriamente, gliel’ho gia’ scritto, QUESTE sono le premesse indispensabili. Senza queste, il suo decidere quale sia il punto vale poco meno di zero, trattandosi della vita e dell’esperienza di esseri umani che lei neanche conosce ma su cui ha gia’ deciso cosa pensare.

    • anonimo scrive:

      A ynappi:non ti azzardare a fare domande non consentite dal manuale! CRESCI !

  7. Franco Molon scrive:

    Ringrazio tutti per i commenti e per la discussione vivace. Vorrei approfondire alcuni concetti.
    - “Decidere”. Io trovo il vocabolo molto appropriato per due motivi. Da un lato mi pare proprio che ogni azione umana sia frutto di una decisione; ciascuno di noi può, in qualsiasi momento, fare l’esatto opposto di quanto aveva pensato di fare un istante prima; nessuna circostanza, esteriore o interiore, può cancellare questa possibilità. Dall’altro, nella parola “decidere”, vive etimologicamente il concetto di taglio (come in “recidere” o” cesoia”) e, parlando di una operazione chirurgica, il termine mi è parso particolarmente evocativo.
    - “Cambiar sesso per diventare omosessuale”. E’, in maniera evidente, una analogia. La cosa è assurda, come ad Alex non è sfuggito. La natura di tale assurdità è la contraddizione (che senso ha cambiar sesso per diventare omosessuali?) ed è la stessa natura della contraddizione vissuta dalla donna di Bari (che senso ha diventare mamma se vuoi essere uomo?). Mi pare che chiunque vive una simile conflittualità nel proprio io vada aiutato più che assecondato.
    - “Farsi fecondare da uno scimmione”. E’ la citazione di un fatto storico e documentato. Nell’Unione Sovietica di Stalin furono condotti per alcuni anni esperimenti con delle volontarie disposte a farsi inseminare con sperma di gorilla e di altri primati al fine di dar vita ad una generazione di soldati invincibili. Per fortuna l’esperimento non ebbe mai successo.
    - “Farsi fecondare da un beagle”. E’ solo una battuta che gioca sull’assonanza tra beagle e bigul. Spirito pecoreccio, d’accordo, ma alla sedicente satira di sinistra si concede molto di più.

    • Alex Galvani scrive:

      Proprio non ci riesce, signor Molon, eh?
      Vuol esser serio ma non riesce. Neanche davanti alle critiche che mostrano i suoi errori di incompetenza (in quanto cisgender e in quanto eterosessuale), lei tace e impara qualcosa. Neanche ora prova a domandarsi se non abbia per caso sbagliato. Neanche quando si tratta delle relazioni, dell’identità o della vita di altre persone di cui lei evidentemente non ha alcuna esperienza ne tanto meno competenza.
      E di nuovo ad aprire bocca, scrivendo nuove barzellette, però chiamandole approfondimenti, per darsi un tono.
      Per esempio quel delirio sulla “scelta”, persino dopo che le abbiamo spiegato che NON c’è alcuna scelta, dato che si tratta di aiutare a “ricostruire” (letteralmente) la vita di una persona che ha visto il suo corpo svilupparsi in un modo sbagliato rispetto a ciò che intimamente è. Alla faccia della sciocchezza da caserma sul “taglio”, come se quello provasse qualcosa, come se quello fosse la parte importante della riassegnazione di genere (è qua che lei mostra di non capire minimamente di cosa stia scrivendo).
      Mi fa sorridere che neanche in questo caso Lei abbia avuto un grammo di umiltà per ascoltare. No, anzi, ci è venuto a spiegare lei, ancora, perchè ovviamente lei sa e capisce più di tutti noi messi insieme. Non importa se alcuni di noi siano professionisti delle relazioni d’aiuto, se si occupino di prevenzione del suicidio di queste categorie, di prevenzione della discriminazione e della violenza. O se siano persone transgender. Noooo, non conta. La cosa cosa che conta è che lei sa. E infatti continua imperterrito ad “approfondire” alcuni concetti, che le abbiamo già mostrato essere stupidaggini, sui quali quindi non c’e’ nietne da approfondire.
      Sulle battute pecoreccie, sorvolo. Dato che farle sulla vita degli altri è quanto di più schifoso possa essere concepito, e venire a giustificarle è quanto di più squallido si possa immaginare.

      • Franco Molon scrive:

        Caro Alex, mentre io argomento in maniera serena le mie convinzioni lei non fa altro che insultarmi in ogni modo. Questo dice tutto della sua supposta competenza relazionale.

        • Alex Galvani scrive:

          Povero povero povero signor Molon,
          quando fa l’innocente, mi fa persino tenerezza.
          E’ esattamente il contrario di quel che scrive lei.
          Il fatto che lei neanche si renda conto del suo livello gigantesco di ignoranza, dice tutto su lei. Il fatto che uno, senza alcuna idea di come si definisca una situazione delicata, pensi che basti essere eterosessuale per capire tutto. Il fatto che uno senza alcuna competenza professionale pensi che basti essere capitato nel corpo giusto per poter scrivere quelle sioccchezze sull’esperienza di un’altra persona.
          Immagini qualcuno senza competenza, con il suo livello sommo di ignoranza, che viene a spiegarle chi e’ lei, e davanti alle sue parole, insista come se niente fosse. Certo, verissimo, perdo un po’ la pazienza quando trovo degli ignoranti che vogliono spiegarci chi siamo.
          Il problema, purtroppo per lei, e’ degli ignoranti, mica di perde la pazienza.
          Cordiali saluti
          p.s. non ho MAI scritto di competenze relazionali. NON esistono in nessuna parte dell’universo le competenze relazionali. Non le basta mettere insieme due parole per comporre un discorso sensato. Certo le basterebbe leggere quel che le scriviamo, ma e’ troppo occupato a spiegarci come lei sia superiore, per poterle capire.

          • anonimo scrive:

            Un tizio che si (auto)definisce professionista delle relazioni d’aiuto, che si presume si consideri competente in relazioni, che contesta il termine competenza relazionale.
            Cioè il linguaggio deve assolutamente essere standardizzato,non puoi cambiare una virgola
            ( e l’italiano ne risente assai, accipicchia se ne risente), altrimenti crolla tutta l’impalcatura.
            Comunque non si è mai visto in nessun blog uno più incompetente in relazioni d’aiuto, in relazioni senza aiuto, con meno competenza relazionale, come la dici la dici: persona incapace di relazionarsi.
            Resta il mistero di come gente simile possa essere assunta e pagata per prevenire la violenza, scrive proprio così, che lui previene la violenza!,in America stanno messi maluccio…

            • Alex Galvani scrive:

              Lei mi fa sorridere, tanto.
              Perche’ ha centrato il punto, pur senza averlo capito.
              “Competenza relazionale” non significa niente, e nelle discipline di cui mi occupo nessuno si metterebbe a farne una difesa isterica, come la sua in questo caso, passando dal linguaggio al livello personale e alle presunte incapacita’ degli altri.
              Si puo’ arrabattare fin quando desidera su questa parola, resta una formula vuota, anche se cerca dei collegamenti vaghi e raffazonati sulla mia eventuale mancanza di professionalita’.
              Amen.

              • anonimo scrive:

                Allora nel manuale gay non c’è scritto competenza relazionale, quindi le parole “competenza relazionale” non hanno senso.
                C’è scritto invece “competente in relazione d’aiuto” che è un concetto completamente diverso!
                Curiosità: mai accaduto in vita sua di ammettere di aver sbagliato, anche su una sciocchezza del genere? Senza doversi arrampicare sugli specchi per difendere l’indifendibile e dare dell’isterico a chiunque ( e sono tanti tanti) la colga in castagna?
                Di sicuro con una moglie e dei figli non se la sarebbe cavata facilmente.
                Però è come sparare sulla croce rossa: legga, cresca, studi, si informi, allarghi il suo lessico ridottissimo, non beva di mattina presto e vedrà che non si sparerà più istericamente e compulsivamente sui piedi da solo.

                • Alex Galvani scrive:

                  Insiste sulla competenza relazionale?
                  Dice che vuol dire qualcosa di preciso? Bene, felice per lei, si accomodi a spiegarlo. Pronto ad esser zittito dalla sua competenza nelle scienze socio-educative. Avanti. Avanti, pero’… perche’ qua stiamo ancora aspettando…
                  E guardi che se sa cosa voglia dire di preciso, non avra’ neanche bisogno di attaccarsi ai vetri con un “se io avessi moglie e figli”. Puo’ scriverlo finche’ vuole, non mi tocca.
                  Come non me ne importa niente delle sue stoccatine sui miei modi di scrivere.
                  Esiste la competenza relazionale? Si o no? E come? E dove? La smetta di frignare e spieghi, su, su su. Stiamo tutti pronti ad applaudirla.
                  Ma si muova, invece di perder tempo a parlare di come io scriva. Non frega niente a nessuno, non sono cosi’ importante, forza, sveglia, scriva.
                  Non perda tempo col mio stile. Se e’ rozzo, patetico, aggressivo, infantile, lo ignori e SCRIVA qualcosa di innovativo che aprira’ gli occhi all’universo mondo. O non ha niente da scrivere, come si capisce facilmente?

                  • anonimo scrive:

                    Differenza abissale tra competente in relazioni d’aiuto e competenza relazionale: competente in relazioni d’aiuto presente in manuale gay , competenza relazionale presente solo su vocabolario d’italiano.
                    Possibilità di capire che in italiano si possono abbinare un sostantivo e un aggettivo,con senso comprensibile da poppante, pur non presenti in manuale gay: prossima allo zero.
                    Libertà di commentare lo stile di chiunque, benchè poco significativo : ancora possibile, ancora.
                    Stile prevalente , oltre che aggressivo e infantile, soprattutto ripetitivo, noiosissimo, prevedibile alla massima potenza , come da manuale gay.
                    Frase cult: la smetta di frignare (detta da un frignone professionista, competente in vittimismo)

                    • Alex Galvani scrive:

                      Il fatto che lei abbini un sostantivo e un aggettivo, caro anonimo, non fa di lei una persona intelligente e tanto meno una persona che scrive cose sensate e intelligenti.
                      Invece di perder tempo a glossare quel che scrivono gli altri, provi per una volta nella vita a spiegare cosa sia la sua adoratissima competenza relazionale, e anche cosa sia questo manuale gay.
                      Che continua a riperlo, ma le ricordo che non siamo piu’ ai tempi suoi gloriosi, dove bastava ripetere transustanziazione, e per questo pensare di aver ragione.

                    • anonimo scrive:

                      Faccio finta di spiegarlo al mio nipotino di tre anni:
                      competenza relazionale, vuol dire sapersi relazionare con gli altri, riuscire a parlarci, ad averci un rapporto umano.
                      Praticamente lo stesso significato di competente in relazioni d’aiuto,con una diversa sfumatura, presente in manuale gay.
                      Non c’è nel manuale gay, ma chiunque sopra i tre anni , che sappia un minimo di italiano, può arrivare a capirlo.
                      Manuale gay: manuale che codifica le uniche parole ed espressioni, circa dieci, che sono permesse dall’ideologia gay, a quanto pare.
                      Mò basta, che m’hai scocciato: studia, cresci, vai a scuola, impara l’italiano, non bere, sii umile, diventa intelligente, scrivi cose sensate e intelligenti, non essere vago , vuoto, infantile, non si spararti sui piedi
                      da solo, smettila di frignare, non fare la vittima …bè in effetti forse gli insulti sul manuale gay sono più di dieci, almeno una ventina, quelli
                      standard, almeno…
                      p.s: a me, della competenza relazionale non frega niente, sei tu che l’hai sparata grossa criticando un’espressione semplice e banale, persino mutuata dal tuo linguaggio farraginoso , con aggettivo diverso, da te.Ho perso del tempo, ma si è evidenziata la tua profonda scorrettezza, era solo uno di mille esempi.
                      Contieniti, non scoppiare di rabbia.

                    • Alex Galvani scrive:

                      Caro poverello,
                      sono siceramente spiacente per lei che abbia impegato 10 messaggi per ammettere di aver scritto qualcosa di banale. L’avesse fatto subito, ci saremmo tolti il dubbio che lei potesse persino essere intelligente.
                      E, ovviamente no, non ci ha preso neanche stavolta. Perche’ quella che ha scritto con cosi’ poca sagacia e tanta superficialita’, si chiama abilita’ relazionale. Ma capisco che per uno che scrive come fa lei, l’ignorare la differenza tra una competenza e un’abilita’, sia il minore dei problemi, che posso solo immaginare esser altrove e molto piu’ gravi. D’altronde da arrogantello ignorante qual’e', si e’ arrabattato a spiegare qualcosa che non ha mai pensato. Cosa si poteva pretendere di piu’? Amen.
                      Non le ripeto di crescere e andare a studiare, perche’ e’ evidente che nessun corso, nessuna scuola possa rimediare a questo sciattume umano.
                      Sul manuale gay… no vabbe’ lasciamolo com’e', senza commento. Quelle parole ridicole (altre) valgono da sole piu’ della miseria che dimostra.
                      Arrivederla e tante care cose.

                    • anonimo scrive:

                      Mannaggia, non avevo letto sul manuale gay la profonda differenza in italiano tra abilità e competenza! Ed io che pensavo che essere abili nel relazionarsi e competenti nel relazionarsi, fosse più o meno la stessa cosa, in italiano!
                      Ma il manuale gay non perdona!
                      (Puoi anche ammettere di aver fatto una critica gratuita,non tanto a me, quanto accusando Molon a vanvera: non viene sminuita la tua persona, anzi, prova, ti sentirai più tranquillo).
                      Certo che hai un sense of humor sotto , sotto, sotto zero.
                      Invece di tutte quelle risate isteriche, esci, gira,incontra gente normale, sorridi al mondo.

                    • Alex Galvani scrive:

                      Caro ignorantotto,
                      prego, non c’e’ di che.
                      Ora spero sia finalmente ni grado di spiegare anche al suo nipotino di 3 anni la differenza tra abilita’ (che non si ritiene acquisita) e competenza (che e’ culturale, cioe’ completamente diversa).
                      Gli spieghi (se ne e’ capace lei, non se e’ in grado suo nipote di capirlo) che si parla nno a caso di competenze linguistiche, di competenze multi-culturali, ma non si dice abilita’ linguistiche (che se lo dice della Minetti, tutti ci facciamo una risata perche’ persino con un IQ di 55 capiremmo quello che lei non capisce ancora).
                      Detto cio’, non sapeva, come d’altronde Molon, di cosa stavate scrivendo. Vi ho corretto perche’ la “leggerezza linguistica” e’ sintomo di ignoranza, non di licenza poetica. Ha voluto fare lo spiritosonoe correggendo me (legittimissimo) ma per farlo ha scritto scemate. Ecco qual’e’ il risultato. Probabilmente ha insegnato questa ed altre scemenze al bimbo.
                      Abbia LEI il senso del ridicolo, e riconosca di aver fatto una polemica gratuita su una formula che non signifca nulla, giusto per dimostrare che IO ero polemico e NON CAPIVO. Vedra’ che fara’ un figurone coi suoi amici del bar sport.

                    • anonimo scrive:

                      Perchè dove credi di stare a sproloquiare, se non nel bar sport di internet? Credi forse di discettare in parlamento? Oppure, forse, meglio, confondi un blog col teatro dei burattini? pum, papam, te le dò, tatatà, te le dò più forte, marrano…

                    • Alex Galvani scrive:

                      Si diverta pure a cambiare argomento.
                      Davvero pensa che le basti scrivere qualche parolina come pim pum e pam, per divergere l’attenzione dal fatto che confonde l’incompetenza con la competenza, e la liberta’ linguistica con la licenza poetica?
                      Pazienza, cara signora. Quando vorra’ affrontare le motivazioni per cui abbia voluto difendere la competenza linguistica di Molon senza averne un minimo nessuno dei due, sono qua.
                      p.s. non conosco alcun BAR SPORT. Neanche in internet. Mi interessa scrivere solo di cose che conosco, che ho studiato, che comprendo, senza livelli da bar sport. Spiacente non poterla seguire nella somministrazione del bicchiere di bianchino al bancone del suo amato bar.
                      E ora se permette, la lascio e delirare di livelli personali. Vorrei occuparmi della competenza del signor Molon, che e’ piuttosto infima, visto il linguaggio incompetente.

        • ANONIMO scrive:

          Caro Molon, lei è non è una persona seria, non tace, non impara,non ha competenza,non è umile,fa ridere, dice stupidaggini e dice cose schifose e squallide, è un ignorante.
          Va bene, lei ci ha provato a confrontarsi con questo concentrato di intelligenza e umanità, ma sappia che è più facile ragionare con un bambino di due anni che col Galvani.
          (prima o poi ce lo ritroveremo che spara in un cinema)

          • Luke scrive:

            E’ bene che si calmi il tale Galvani … è certo comprensibile che vada in escandescenza quando gli si toccano le idiozie omosessualiste di cui la sua mente è imbevuta, sciorinando sragionamenti da delirio, insultando chicchessia si opponga al ciarpame ideologico del distorto mondo LGBT con cui è settariamente formato, e vaneggiando a mo’ di clava da abbattere sugli altri una sorta di presunta superiorità intellettuale e culturale che non esiste e né certo gli è propria, se non nei suoi sconclusionati ragionamenti che tenta farneticante di imporre.
            Un mondo (il suo) distopico, dominato da una sorta di sovrumano potere Gay che vorrebbe stuprare furiosamente e a suon di patologici aberrazioni non solo le nostre coscienze, ma le stesse immutabili Leggi insite nella Natura: in ciò che è vero, giusto, reale, incancellabile.

            • Alex Galvani scrive:

              1) le idiozie omosessualisteeeee!
              2) la mente imbevutaaaaa!
              3) il ciarpame ideologico del distorto mondoooo!
              4) settariamente formatoooo!
              5) sconclusionati ragionamentiiiii!
              6) un mondo distopicoooo!
              7) il sovraumano potere gay che stupra furiosamenteeee!
              8) patologiche aberrazioniiii!
              Scusi, a chi scriveva “e’ bene che si calmi”? Sono io in escandescenza, vero? hahahahahahahaha!

              • anonimo scrive:

                La differenza è che se uno legge l’intervento di luke o di altri, anche altri che la pensano come te, pensa che qualcuno stia tentando un ragionamento.
                Se uno legge i tuoi interventi, compreso l’ultimo dei tanti da fuori di testa, sente la sirena dell’ambulanza.
                Potrebbe sembrare una battuta, ma non lo è (il chè, forse è peggio), ma gli psicofarmaci il tuo psichiatra non te li prescrive oppure non li vuoi assumere tu?
                ( te lo dico prima che parti col pippone della competenza: non sono competente dal punto di vista professionale, ma ho avuto a che fare con malati psichiatrici e i tuoi sintomi sono preoccupanti)

                • Alex Galvani scrive:

                  Caro illustre sconosciuto,
                  se per lei “tentare un ragionamento” e’ scrivere queste cose: 1) le idiozie omosessualiste, 2) la mente imbevuta, 3) il ciarpame ideologico del distorto mondo, 4) settariamente formato, 5) sconclusionati ragionamenti, 6) un mondo distopico, 7) il sovraumano potere gay che stupra furiosamente, 8) patologiche aberrazioni,
                  allora capisco perche’ nelle discipline scientifiche e sociali i cattolici nel mondo contemporaneo valgano meno di zero.
                  Se sente le sirene dell’ambulanza, pazienza. Di gnte che sente voci, rumori e madonne ce ne’e’ pieno il mondo. Mai dimostrato che queste cose esistano davvero.

                  • anonimo scrive:

                    Si chiama pensarla diversamente.
                    Allora dovrei scrivere
                    “capisco perche’ nelle discipline scientifiche e sociali i cattolici nel mondo contemporaneo valgano meno di zerooooooo!!!!!!!!”
                    Per me sei libero di pensare quello che scrivi, sebbene tu scriva in modo patologicamente alterato,non ti torcerei un capello, mentre la fondata impressione che dai è che, potendo, azzanneresti alla giugulare chiunque non la pensi come te, soprattutto quegli schifosi dei cattolici.
                    Ma continua: le tue parole sconclusionate e violente sono la migliore arma a favore della famiglia.Chi, leggendoti, venderebbe o affiderebbe mai un figlio a gente come te?
                    Ricordati: in internet non si cancella nulla.

                    • Alex Galvani scrive:

                      Vedo che cambia le sue stesse parole.
                      Allora facciamo il punto, visto che fa il disonesto.
                      Non ha scritto sopra “pensarla diversamente” (che non e’ in discussione).
                      Ha rimproverato a me di non capire che quei deliri isterici sono “tentare un ragionamento”. Metta d’accordo entrambe i neuroni per favore.
                      Sulla sua paura di una mia aggressione, pazienza me ne faro’ una ragione. C’e’ gente che parla coi sassi, gente che vede i morti, gente che pensa che io azzanni la giugulare. Gli ospedali psichiatrici sonp ochi, cpaisco che non possiate starci dentro tutti. Si senta libero di fare un esposto alla procura della repubblica per le mie parole. Cosi’ mi faccio due risate coi pubblici ufficiali, poi.
                      Le mie parole sconclusionate e violente? Dopo 1) le idiozie omosessualiste, 2) la mente imbevuta, 3) il ciarpame ideologico del distorto mondo, 4) settariamente formato, 5) sconclusionati ragionamenti, 6) un mondo distopico, 7) il sovraumano potere gay che stupra furiosamente, 8) patologiche aberrazioni?
                      Hahahahahahahahahahahahahhaha.

                    • anonimo scrive:

                      Preferisco ragionare col mio nipotino di tre anni, almeno non è in completa e totale malafede , si sforza di capire l’italiano e di esprimersi in italiano , capisce le battute e i paradossi e soprattutto non è così noioso.

                    • Alex Galvani scrive:

                      Guardi, francamente non me ne frega niente dei suoi giudizi.
                      Lei ha fatto il pedantino arrogantello, e ora si becca la correzione. Impari a non correggere le cose corrette e anche le correzioni sensate, solo perche’ qualcuno le sta antipatico. Quelle cose si fanno alle elementari. Vedra’ che il suo nipotino di 3 anni non la correggera’…
                      Spiacente che lei rifiuti quel dialogo di cui ha sparlato qua dentro per tre giorni. Pazienza.

                    • anonimo scrive:

                      “Guardi, francamente non me ne frega niente dei suoi giudizi”
                      Non sembrerebbe proprio, tra un po’ ti metti a piangere, suvvia, non è la peggiore figura che hai fatto
                      (non mi stai affatto antipatico,anche se ironia sotto i tacchi.. ma il dialogo..de ché?!…con te è possibile lo svolgimento solo di un monologo, il tuo).
                      E come dico al mio nipotino:la vuoi l’ultima parola?, fai pure,piccolo.
                      E finiamo con la risposta consigliata dal manuale gay, a scelta tra:
                      impari…studi…cresca…povero, povero…poveretto…poverello…
                      T’è uscito un sorriso?no, vero? e ,allora, dillo che sei un caso disperato!

                    • Alex Galvani scrive:

                      E questo e’ il suo argomento? l’ironia sotto i tacchi?
                      Parliamo di competenze, abilita’, si fa grande della onoscenza della lingua italiana, e poi passa a quell’infantile manuale gay?
                      quando finisce le parole d’ordine passa al personale, vedo.

                    • anonimo scrive:

                      Grazie, Casadei, dei suoi lucidi, pacati e soprattutto esaurienti interventi sul tema .
                      Li ho trovati davvero molto interessanti, non tanto dal punto di vista ideologico, ma intellettuale ed umano, per esempio mi ha fatto ragionare sulla violenza, probabilmente è vero che ci sia una forte componente politica, ma non escluderei in toto la componente psichiatrica !
                      Mi scuso se esprimo il mio apprezzamento qui e non su facebook, dove si è svolta la discussione, ma non sono iscritto su nessun social network.
                      Ammiro il coraggio di non essere anonimo, ma essendo un giornalista, soprattutto giornalista cattolico, ci sarà anche un’assuefazione a ricevere insulti!
                      Idem per il “povero” Molon: ne apprezzo sia i contenuti, che il coraggio.

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