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Dalai Lama. Se anziché la Cina avessero interferito gli Usa, cosa sarebbe successo?

giugno 22, 2012 Rodolfo Casadei

Immaginate se il Consiglio comunale di Milano decidesse ci conferire la cittadinanza onoraria a uno di quei condannati a morte che aspettano per anni l’esecuzione capitale nelle carceri americane. Uno di quei condannati ai quali non sono stati garantiti tutti i diritti di difesa, uno la cui colpevolezza non è certa ma nemmeno l’innocenza lo è, uno che magari qualche reato l’ha compiuto ma giura di non aver ammazzato nessuno, e comunque noi milanesi siamo contro la pena di morte per un fatto di civiltà.

E adesso immaginate che il console degli Stati Uniti a Milano minacci di boicottare l’Expo 2015 per rappresaglia, che eserciti pressioni sul Consiglio comunale, eccetera. Cosa succederebbe? Beh, intanto sindaco, assessori e consiglio comunale non farebbero un passo indietro, anzi rilascerebbero qualche dichiarazione grondante fermezza e coraggio civile. Poi i Centri sociali, le organizzazioni giovanili dei partiti di sinistra, il movimento per la pace, ecc. organizzerebbero sit-in davanti al consolato con bandiere arcobaleno e canzoni di protesta. Fiaccolate perfuse di note struggenti attraverserebbero la città. Comuni e province della Lombardia e probabilmente di tutta Italia farebbero a gara a riconoscere anche loro la cittadinanza onoraria al condannato. Si parlerebbe di “odioso ricatto” e di “barbarie politica”.

Ma una cosa del genere non è, per ora, successa. È successo invece che il Consiglio comunale di Milano con un documento firmato dai capigruppo di tutti i partiti abbia gettato le basi per la cittadinanza onoraria al Dalai Lama, autorità politico-religiosa rigorosamente non violenta di un paese, il Tibet, spazzato via dalla carta geografica 61 anni fa dalla Cina con la forza. È successo che il console cinese abbia fatto pressione su sindaco e Consiglio comunale contro il riconoscimento (e pare che pure il ministero degli Esteri si sia espresso contro, ma attendiamo notizie precise). È successo che il sindaco e quasi tutta la maggioranza consiliare che lo sostiene abbiano deciso di rinunciare all’atto. Per non «creare inimicizia». Altro che sussulto di dignità democratica, altro che proteste per strada, altro che reazione all’odioso ricatto: Pisapia si è sottomesso al dragone cinese, e con lui la maggior parte dei suoi consiglieri.

Il motivo asserito di tanta cedevolezza è che Milano e l’Italia non possono in questo momento creare una crisi con un grande partner economico come la Cina, da trattare con riguardo anche se gli difettano la tolleranza e lo spirito liberale e democratico. Una motivazione del genere non verrebbe mai addotta per una questione riguardante gli Stati Uniti, paese col quale abbiamo un attivo di bilancia commerciale (quello che esportiamo è più di quello che importiamo). Invece la si tira fuori con la Cina, paese col quale la nostra bilancia commerciale è in passivo: importiamo prodotti e servizi per 29 miliardi di euro, ne esportiamo per 10. In caso di sanzioni commerciali, a perderci sarebbe la Cina, non l’Italia. L’idea poi che la Cina sia una grande potenza permalosa disposta a mandare a monte gli affari per questioni di principio è, almeno dopo la fine del maoismo, del tutto campata per aria: i cinesi inseguono sempre e comunque il profitto, se l’Italia fosse un mercato attraente Pechino investirebbe di più, senza badare al trattamento riservato dai Consigli comunali italiani al Dalai Lama. Città come Roma, Torino, Bologna, Venezia, Palermo e persino la piccola Assago (che confina col comune di Milano) hanno concesso la cittadinanza onoraria al Dalai Lama senza che i loro imprenditori venissero espulsi dal suolo cinese o contratti italo-cinesi disdetti.

Ma allora, mi chiederete, perché i cinesi fanno queste sceneggiate? E che diamine, ma per mettere alla prova i loro interlocutori! Per vedere chi ha i coglioni e chi no. Per capire fin dove possono spingersi nelle trattative. E anche per cercare di fare carriera: certamente la console cinese che ha fatto cambiare idea a Pisapia farà più carriera nei ranghi della diplomazia dei consoli che nelle altre grandi città italiane non sono riusciti ad averla vinta. Ma state certi che nei confronti del sindaco milanese il suo sentimento principale – che manterrà rigorosamente riservato dietro un imperturbabile sorriso orientale – non sarà la gratitudine. Sarà il disprezzo per la debolezza mostrata.

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7 Commenti

  1. Luigi Lupo scrive:

    Tutto vero, in Italia gli Stati Uniti non hanno MAI interferito. Certo che quando c’era la Moratti i vicini di casa del signor Alberto erano molto più educati. Mi raccomando, ora che a Milano c’è un sindaco comunista, controllate bene i vostri bambini, lo sanno tutti che i comunisti se li mangiano. Sempre il signor Alberto, quando sarà sulla tomba del bisnonno, avrà sicuramente tempo per chiedersi perchè nel 2007 la signora Moratti non diede la cittadinanza. Vuoi vedere che anche lei era comunista. Visto che sono anni che il bisnonno si rotola, forse non era Pisapia che lo disturba, ma vuoi vedere che era quel festaiolo di Berlusconi?
    Senza ironia, spero che il bisnonno oltre che sparare ne abbia anche beccati,

    • gmtubini scrive:

      Fossi in te, caro Luigi Lupo, per prima cosa ringrazierei il bisnonno di Alberto Locatelli, ricordandolo nelle tue preghiere vespertine (se ne dici) per averti dato una Patria, dopodiché invocherei l’aiuto dell’Onnipotente perché, tramite l’intercessione della Vergine Maria, metta nella tua “zucca piena di vento” quel briciolo di senno sufficiente a capire che se gli Stati Uniti d’America non avessero mai “interferito” con le nostre faccende, tu non vivresti in una democrazia e non potresti scrivere le tue sciocchezze su questo forum.

      • Luigi Lupo scrive:

        Evidentemente non leggi con attenzione ma connetti il cervello solo per offendere, se sei un credente dovresti come minimo andarti a confessare. Il caro bisnonno non l’avevo ringraziato ma avevo espresso la speranza che i colpi sparati non fossero andati a vuoto, quindi, te lo metto in chiaro così capisci, avevo fatto il tifo per lui. Se poi tu pensi che tutte le interferenze degli USA siano sempre buone a prescindere, ti posso dire che anche in questo caso sei andato fuori tema. Non hai capito cosa volevo dire? Basta che segui i consigli che mi hai dato e, forse, ci arrivi.
        Per essere andato fuori tema, voto INSUFFICIENTE.

        • gmtubini scrive:

          La verità è che questo tuo commento è solo un patetico tentativo di aggiustare il tiro della tua ironia da quattro soldi.
          Il voto ai miei scritti ti conviene risparmiartelo, altrimenti mi viene la voglia di attribuirtene uno anche a me, e allora son dolori…

          • Luigi Lupo scrive:

            Seconta tua risposta e seconda offesa. Prego i moderatori di censurarti. Io esprimo opinioni e non ho mai dato giudizi offensivi sui tuoi. Ti chiedo cortesemente di non rispondere ai miei commenti.

  2. Luigi Lupo scrive:

    Caro sig. Alberto stia tranquillo che non mi offendo, anche perchè voto PD e lei può anche non credermi ma non mi sento comunista. Può offendere il modo con cui si fà riferimento ai comunisti perchè, Berlusconi è un maestro, lo si fà con fare dispregiativo. E’ come se si parla di esponenti del PDL provenienti da AN e si continuasse a chiamarli fascisti che, mi sembra di ricordare, in Italia hanno fatto più danni dei comunisti. Ogni tanto guardi i film di Don Camillo così magari si fà una idea dei comunisti italiani.
    Io penso che sarebbe meglio parlare di destra o sinistra poi se una persona non vuole capire che le cose sono cambiate e si vuole continuare a fare i ragionamenti che si facevano nel 1948, padronissimo di farlo.

    Il riferimento ai bambini era, mi sembrava ovvio, un tentativo di fare il verso a certi luoghi comuni.

    E’ vero che ora gli esponenti di, posso dire sinistra?, pasteggiano come dice lei anche perchè ci sono le ricevute, capisce l’antifona o debbo ricordarle il patetico tentativo di una celeste persona di spiegare come pagò certe vacanze.

    Detto questo io non la conosco e per principio dovrei crederle quando lei cita delle situazioni ma, francamente, credere che una persona diventa maleducata perchè è cambiato il sindaco mi viene difficile.

    Nel 2007 il Dalai Lama era portatore di valori e meriti che sono anche quelli di oggi e quindi se sbaglia Pisapia, e io penso di si, in egual misura sbagliò la Moratti

  3. Mappo scrive:

    Non sono di Milano, ma non avrei comunque mai potuto votare per Pisapia o per chiunque altro proposto dalla sinistra. Tuttavia mi ero fatto l’idea che Pisapia pur essendo di sinistra fosse una persona per bene, pur essendo di sinistra fosse addirittura un galantuomo. Bene apprendo che Pisapia non è né una persona per bene, né un galantuomo, ma è certamente uno di sinistra.

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