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Cosa insegna il caso Barilla (e soprattutto la sua “rieducazione”)

ottobre 10, 2013 Francesco Belletti

barilla-scuse(…) Guido Barilla (…) dopo aver dichiarato, in libertà e senza costrizioni, il suo libero parere sul matrimonio, sulla «famiglia tradizionale», sulle proprie scelte pubblicitarie, sui «matrimoni gay» (sui quali si è dichiarato favorevole, pensate un po’!), subisce un diluvio di attacchi, offese, minacce di boicottaggio, in Italia e all’estero. Ed è stato costretto a dichiararsi “pentito” («mi scuso, ho ancora molto da imparare»…) prima con un video sulla rete, tradotto anche in inglese, e poi sottoposto a un incontro riparatore con alcune delle associazioni di omosessuali. Le va a trovare nell’ufficio di consigliere regionale emiliano di Franco Grillini, ed è costretto a dichiarare, che «è stata una voce dal sen fuggita». Potenza del marketing, ma anche potenza di una lobby gay per una volta in azione davanti ai riflettori. Capace di contestare una parola pacata, un giudizio sulla realtà magari non condiviso da tutti, ma assolutamente legittimo, conforme a tutte le leggi del nostro Paese, addirittura aderente al dettato costituzionale.

(…) La vicenda dimostra che non si tratta più di difendere persone oggetto di violenze e discriminazioni. Al contrario si tratta di difendere la libertà di pensiero e di parola nel nostro Paese. Il disegno di legge sulla «omofobia» approvato dalla Camera e che ha appena iniziato il suo iter al Senato limita fortemente la libertà di espressione. Si rischia una vera e propria legge-bavaglio. Non si potrà nemmeno più difendere la Costituzione, né il diritto-dovere dei genitori di educare i figli in base ai propri convincimenti, non si potrà nemmeno dichiararsi a favore dell’esistenza e della preferenza di “padre” e “madre”. Davvero la tutela dei diritti delle persone omosessuali coincide con l’accusa di omofobia a chi la pensa diversamente? Forse anche i movimenti gay dovrebbero ripensarci.

L’ideologia rifiuta la verità, e, come diceva Chesterton, saremo costretti a «dimostrare che le foglie sono verdi in estate».

Francesco Belletti, presidente del Forum delle Associazioni familiari, “Buio a mezzogiorno”, Avvenire, 10 ottobre 2013

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10 Commenti

  1. Italo Sgrò scrive:

    La dittatura omosessualista ormai sta introducendo i suoi cingolati e le sue polizie dappertutto. Sarà una persecuzione lunga e triste. Alla fine, come tutte le dittature crollerà, ma saranno stati dolore e sangue.

  2. GiGi scrive:

    insegna che anche il sig. Barilla non ha i coglioni di sostenere e tener testa delle sue opinioni, e si piega a chiedere scusa per nn avere troppe perdite del punto di vista delle vendite.

    Questo vuol dire solamente che nn crede veramente in quello che sostiene, e cambia le carte in tavola pur di vendere, come ogni commerciante d’altronde…..

    • Gmtubini scrive:

      Gioverà a qualcosa rammentarti che il signor Barilla ha un sacco di gente alle proprie dipendenze, e che, dunque, non forse non è il caso di rimproverarlo di aver messo nel conto anche la sorte di queste persone e delle loro famiglie?

      • mike scrive:

        sono d’accordo.

      • Charlie ( alias Martinelli ) scrive:

        Giova ricordare che è un grave errore per un affermato imprenditore fare questa considerazione a posteriori ?

        E che, per essere a capo di un’estesa azienda, dove si devono perseguire profitti e assicurare stipendi e salari a molte persone da cui dipendono tante famiglie, è utile riflettere prima di parlare ?

        E che nessuno l’ha costretto a un’esternazione tanto personalmente impegnativa quanto l’argomento così fortemente dirompente nell’attualità odierna ?

        Speriamo che il dirigente del marketing non c’entri per nulla in tutto questo.

        Se no, alla prossima colletta alimentare anche per lui ci saranno tanti bei pacchi di pasta.

        Senza necessità di preferenze tra Barilla, De Cecco, Voiello o che altro.

        • Gmtubini scrive:

          Se i buoi scappano dalla stalla è inutile chiudere la medesima, ma non certo andarli a rincorrere per riprenderli.

          • Charlie scrive:

            Forse – e sottolineo forse – qualche bue sarà ripreso.
            Ma l’errore e la figura da mega sprovveduto per un capitano d’azienda così affermato resta.
            Dando un’immagine della conduzione aziendale non esaltante.
            E conferendo alle sue tronfie dichiarazioni di principio la consistenza della nutella.

            • Gmtubini scrive:

              Il fatto è che costui non ha fatto alcuna dichiarazione di principio (visto che nello stesso contesto si è dichiarato favorevole ai matrimoni gay), ma ha solo goffamente delineato i tratti peculiari di una politica di marketing che tra l’altro e diventata, nel tempo, caratterizzante l’immagine della sua azienda.
              Ciò detto, occorre dire che elevare certa gente a paladini delle idee sane sulla famiglia è stupido non meno che tacciare di omofobia una strategia di marketing che, come sanno anche i sassi, difficilmente può essere pagante ispirandosi solo al politicamente corretto.
              La “pubblicità progresso” chi la vuole se la paghi.

              • Charlie scrive:

                Che le devo dire ?

                Dalle dichiarazioni originarie del Mister a me era sembrata una sorprendente “pubblicità progresso” prodotta “gratis”.

                Magari mi sono lo stesso sbagliato, anche trovandomi in buona compagnia.
                Forse è stata una stupida forma di idealizzazione collettiva.

                Quindi non soffrirò per farmi una ragione che posso sbagliare perché condivido un’opinione diffusa.

                E nemmeno per insistere di aver ragione.

  3. mike scrive:

    diciamo che forse la rieducazione non ci sarà. il “pentimento” di Cameron sul matrimonio gay in realtà indica che l’Europa sta iniziando, forse, a voltare le spalle agli omosessuali. la storia della % (personalmente credo siano ben più dell’1%) è una scusa. la cosa mi incuriosisce. anche perché mi chiedo se sia meglio o peggio, ossia se il peggio debba ancora venire al di là di quanto successo in Europa. in effetti credo che per Cameron e non solo per lui ci siano stati troppi pochi guai (=denunce) causati dagli omosessuali alla Chiesa. per cui ora è probabile che gli omosessuali non servono più. forse.

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