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Benedetto XVI e quell’ultima lezione sulla Chiesa che ri-genera una Chiesa laica, di popolo

Oggi papa Benedetto XVI rinuncia al pontificato.

La riforma di Gregorio VII, che chiedeva la libertà della Chiesa dal potere temporale, ha avuto come conseguenza la nascita dello Stato laico; la rinuncia di papa Benedetto ri-genera, se così si può dire, una Chiesa laica, di popolo.

Oggi lo Stato tende a divenire uno Stato confessionale; ce lo ha ricordato il cardinale Angelo Scola nell’omelia del giorno di Sant’Ambrogio; in Occidente e fuori dall’Occidente: uno Stato di Chierici.

Il Papa, diversamente, afferma che ciascuno può trovare nella Chiesa una dimora, in cui, riconquistando la propria dignità di figlio che appartiene solo al Padre, l’uomo sia liberato da quella strumentalizzazione vicendevole che normalmente domina i rapporti; quasi la disperata «proiezione compensativa d’una sudditanza ultima» (L. Giussani, La coscienza religiosa dell’uomo moderno) al Potere mondano, pieno solo di se stesso; e perciò clericale.

Lo abbiamo inteso nelle parole dell’Udienza generale di ieri: «Qui si può toccare con mano che cosa sia Chiesa – non un’organizzazione, un’associazione per fini religiosi o umanitari, ma un corpo vivo, una comunione di fratelli e sorelle nel Corpo di Gesù Cristo, che ci unisce tutti. Sperimentare la Chiesa in questo modo e poter quasi toccare con le mani la forza della sua verità e del suo amore, è motivo di gioia, in un tempo in cui tanti parlano del suo declino».

Questo corpo vivo, questa comunione sono la laicità della Chiesa.

Allora l’atto rivoluzionario di Benedetto è per tutto il mondo; per la sua salvezza.

A imitazione di Cristo.

«Vorrei lasciarvi un pensiero semplice, che mi sta molto a cuore: un pensiero sulla Chiesa, sul suo mistero, che costituisce per tutti noi – possiamo dire – la ragione e la passione della vita. Mi lascio aiutare da un’espressione di Romano Guardini, scritta proprio nell’anno in cui i Padri del Concilio Vaticano II approvavano la Costituzione Lumen Gentium, nel suo ultimo libro, con una dedica personale anche per me; perciò le parole di questo libro mi sono particolarmente care. Dice Guardini: La Chiesa “non è un’istituzione escogitata e costruita a tavolino…, ma una realtà vivente… Essa vive lungo il corso del tempo, in divenire, come ogni essere vivente, trasformandosi… Eppure nella sua natura rimane sempre la stessa, e il suo cuore è Cristo”. E’ stata la nostra esperienza, ieri, mi sembra, in Piazza: vedere che la Chiesa è un corpo vivo, animato dallo Spirito Santo e vive realmente dalla forza di Dio. Essa è nel mondo, ma non è del mondo: è di Dio, di Cristo, dello Spirito. Lo abbiamo visto ieri. Per questa è vera ed eloquente anche l’altra famosa espressione di Guardini: “La Chiesa si risveglia nelle anime”. La Chiesa vive, cresce e si risveglia nelle anime, che – come la Vergine Maria – accolgono la Parola di Dio e la concepiscono per opera dello Spirito Santo; offrono a Dio la propria carne e, proprio nella loro povertà e umiltà, diventano capaci di generare Cristo oggi nel mondo. Attraverso la Chiesa, il Mistero dell’Incarnazione rimane presente per sempre. Cristo continua a camminare attraverso i tempi e tutti i luoghi» (incontro del Santo Padre con i cardinali presenti a roma per il saluto di congedo).

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