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Sveglia! La vicenda Barilla ci fa capire cosa accadrà con la legge sull’omofobia

settembre 28, 2013 Francesco Belletti

Gli attacchi a Barilla sono solo la prova generale di quello che succederà se verrà approvata definitivamente la legge contro l’omofobia che la Camera ha sciaguratamente votato

barilla-scuseDopo le pressione dei media e di Dario FoGuido Barilla ha chiesto scusa. Prima con un comunicato, poi con un video (lo vedete qui sotto) in cui dice che “ha molto da imparare” sulla famiglia e che incontrerà le associazioni che rappresentano il mondo omosessuale. Insomma, ha vinto l’inquisizione. Francesco Belletti, presidente Forum associazioni familiari, ieri ha scritto questo messaggio sul sito dell’associazione. Lo riproponiamo di seguito. 

L’incredibile potenza di fuoco messa in campo a livello nazionale e internazionale contro le libere parole di Guido Barilla alla Zanzara di Radio24 sulla “famiglia tradizionale” (parole peraltro rispettose di tutti e tutte le forme di vita privata) deve far riflettere seriamente tutti coloro a cui sta a cuore la libertà di opinione e di parola in questo Paese.
A quanto pare neanche affermare di essere a favore dei “matrimoni gay” ha protetto la sua libertà di espressione nei confronti dell’idea di famiglia (per Barilla centrata sulla donna, frutto dell’amore di un uomo e una donna, tendenzialmente sempre con dei bambini in giro). Attacchi personali, slogan e battute sugli “spaghetti eterosessuali”, addirittura minacce di boicottaggio commerciale. Quanto costa la libertà di pensiero in questo Paese!

Quello che impressiona è la tempestività con cui tutti – compresi esponenti delle istituzioni, come il ministro Kyenge – si sono affrettati ad “esternare” contro queste impertinenti parole. Poche, sul versante opposto, le voci a favore di Barilla. In effetti Guido Barilla non ha bisogno di essere difeso da nessuno, e la sua azienda continuerà a vendere se e in quanto i suoi prodotti resteranno buoni e sicuri, se la sua capacità imprenditoriale gli consentirà di gestire bene l’azienda, generando lavoro e occupazione, con responsabilità sociale, individuando nuovi mercati. E, ovviamente, anche in funzione delle sue capacità di comunicazione, di marketing, di pubblicità. I consumatori su questo sapranno decidere con equilibrio e saggezza. E, ovviamente, in libertà. Già un competitore di prodotto, la Buitoni, ha lanciato uno slogan da pubblicità comparativa, in tema di famiglia: tutto per grande attenzione ai valori (dubito seriamente…) o puro e spregiudicato calcolo economico (ci credo di più!), di una azienda che agisce – Buitoni come Barilla – nel libero mercato?

Personalmente non sono mai stato tenero con la “famiglia del Mulino Bianco” che ho sempre ritenuto una invenzione dei pubblicitari, una rappresentazione ideale di una famiglia felice e sorridente che non corrispondeva alla concretezza della famiglia reale, a padri e madri che ogni giorno attraversano fatiche reali. La mattina, per quasi tutti noi, è già tanto se si riesce a prendere un caffè al volo insieme, e se poi hai un figlio adolescente, altro che sorrisi e saluti… Un grugnito più o meno cordiale, se ti va bene, segnala la sua uscita di casa. Non ho quindi particolari attenzioni al marchio Barilla. Però ci può stare: in fondo la pubblicità racconta favole, storie, per vendere prodotti, ma più spesso sogni, desideri, illusioni… allora cosa si dovrebbe dire di tutte le donne e uomini “oggetto erotico” che caratterizzano le pubblicità dei profumi?

Il vero tema è questo: gli attacchi a Barilla sono solo la prova generale di quello che succederà se verrà approvata definitivamente la legge contro l’omofobia che la Camera ha sciaguratamente votato. Quanti potranno affermare, da liberi cittadini, la propria libera opinione su cosa è famiglia, senza essere portati in tribunali, giudicati e condannati da giudici “politicamente super corretti”? Peraltro siamo certi che le condanne saranno eseguite immediatamente, e le porte del carcere e i periodi di rieducazione e di lavori socialmente utili, che anche questa legge prevede, saranno immediati e tempestivi.
Meditate, gente, meditate!

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159 Commenti

  1. Bifocale scrive:

    Vorrei far notare a chi ha scritto questo illuminato articoletto che, a parte il fatto che la legge contro l’omofobia con tutta questa faccenda non c’entra assolutamente niente, quelli che lei chiama “gli attacchi a Barilla” sono stati semplicemente la forte reazione negativa dell’opinione pubblica alle parole del sig. Barilla, le reazioni di genitori, fratelli, sorelle, parenti e amici di persone omosessuali le quali, da sole, e senza il sostegno di coloro che gli vogliono bene, non otterrebbero niente in termini di rispetto e cambiamento di atteggiamento nei loro confronti, il che vuol dire anche non bersi piu’ vecchi pregiudizi negativi basati su ignoranza e superstizioni religiose. I suoi spauracchi di carcere e “periodi di rieducazione” servono solo a cercare di mantener vivo l’odio e il pregiudizio verso la comunita’ LGBT e, come si vede, anche verso coloro che la sostengono.

    • giovanna scrive:

      Ho letto le parole del fratello di Guido Barilla sul corriere on line: terrore puro, terrore che i clienti ( esteri, ma evidentemente “pesanti “) potessero disdire le ordinazione, terrore di dover licenziare. E tutto questo perché il fratello ha detto spontaneamente ciò che è nella natura delle cose, che sono le famiglie che hanno figli che sono il target di riferimento della sua industria, che non metterebbe due uomini in un uno spot per la pasta, senza riflettere sul fatto che oggi non è possibile dire quello che si pensa o si decide.
      Ma ora questo fratello degenere sarà rieducato nei campi gay-maoisti da Grillini in persona, che magnanimamente lo indrottinerà per benino su come comprare bambini sia una cosa buona e giusta.
      Mi chiedo come avrei reagito al posto dei Barilla di fronte a questo can can, forse anche io avrei provato la stessa paura, lo stesso terrore, ma non credo fino in fondo che mantenere una posizione umana vera avrebbe portato veramente all’annunciato sfacelo della ditta.
      Spero solo che questo episodio serva a qualcosa. Di sicuro ha mostrato il totale e degradante asservimento dei media, che hanno gonfiato a dismisura le banali parole dell’industriale, ad una ideologia che si propone di cancellare totalmente il valore della famiglia, degradandola ad una pagliacciata.

      • Bifocale scrive:

        Giovanna, l’industriale ha detto la sua opinione (cosa che ha tutto il diritto di fare, come chiunque) e la semplice verità è che una larga fetta della gente ha pensato che i suoi concetti non fossero in linea con il loro modo di vedere e il loro concetto di rispetto. In altre parole quello che ha detto Guido Barilla, quei concetti basati sull’esclusione, quegli ‘inviti’ – gratuiti e anche un tantino inquietanti – al non “dare fastidio agli altri”, gli si sono ritorti contro come un boomerang. A livello globale. Magari nella repressiva e omofobica Russia putiniana ora la Barilla venderà qualche pacco di pasta in più ma non certo nel resto del mondo, e non me me rallegro affatto, essendo una ditta italiana vorrei che andasse bene ovunque, ma per farlo servono anche manager che abbiano l’accortezza di capire come evolve la società. Quanto alla sua frase finale guardi che nessuno vuole cancellare il valore della famiglia. Tant’è che in quelle nazioni dove vi è l’uguaglianza matrimoniale le famiglie tradizionali continuano tranquillamente la propria esistenza, vivono la loro vita come sempre hanno fatto e vivono pacificamente fianco a fianco con le altre famiglie. Le due cose non sono in contrapposizione. Ultima cosa: agiti lo spauracchio (uno dei tanti) su improbabili “campi gay-maoisti” mentre proprio qui sotto il tuo compagno di crociata Filarete invoca le “cure coatte per gli omosessuali”…

        • Anonimo scrive:

          Guardi che il resto del mondo non è l’occidente, anzi la stragrande maggioranza del mondo (cioè il non-occidente) la pensa più come Barilla (e Putin) che come lei. Ed è questo la fetta di consumatori da conquistare, non il sempre più vecchio occidente.

      • Manlio Pittori scrive:

        Se Barilla vendesse solo nella clericalissima e fascistissima Italia, non avrebbe smentito nulla: ma siccome deve vendere anche nei Paesi civili, dove le idiozie sugli omosessuali sono considerate quelle che sono, cioè idiozie, ecco la marcia indietro. E’ un po’ come per Buttiglione: fino a Chiasso, è considerato un politico; nel resto del mondo, un oscurantista reazionario. Fatevene una ragione: il mondo non è solo l’Italietta che amate tanto.

        • Michele scrive:

          E’ lei che deve farsi una ragione: il “resto del mondo” non è l’Occidente, piccola e sempre più vecchia parte. Il “resto del mondo”, quello che acquista sempre più peso sulla scena internazionale, sui gay la pensa in un modo in confronto al quale Buttiglione è un’educanda.

          • Manlio Pittori scrive:

            Ah beh, se il resto del mondo che le piace tanto è la Cina, l’Iran e la Russia, io me ne sto volentieri nel molle e decadente e nichilista Occidente. Da dove i cristiani spariranno, diventando minoranza. Non saranno sostituiti da persone migliori, visto che nel futuro vedo solo consumismo compulsivo: ma, se devo essere sincero, voi cristiani avete dato abbastanza. Proviamo l’alternativa, tanto per cambiare e vedere l’effetto che fa.

            • Michele scrive:

              Stia pure in occidente circondato dal consumismo compulsivo (evidentemente questa è la civiltà superiore) nel quale voi laicisti, per sua ammissione, vi trovate bene.
              L’alternativa la può già vedere nell’occidente postcristiano ed è appunto il consumismo compulsivo: buona permanenza nella civiltà superiore, finché dura. Poi, quando sarà vecchio e malato, e quindi inabile al consumo ed inutile alla civiltà, ne riparleremo

              • Manlio Pittori scrive:

                E lei, dove si dirigerà? In Cina? In qualche paese islamico? Nella Russia degli oligarchi? Mi faccia sapere dove troverà la sua Terra Promessa…

                • Michele scrive:

                  Oh, io rimarrò in occidente e continuerò con le mie battaglie. Mi troverò male, finirò in carcere magari e chissà cos’altro, certo vi romperò le balle ancora.

    • Il Filarete scrive:

      Cure coatte per gli omosessuali

      • Picchus scrive:

        Non ci pensare neppure. Queste cose le lasciamo ai fascisti. Noi difendiamo semplicemente la nostra libertà, e francamente uno che propone cure coatte per qualcuno attenta alla mia libertà.

        • Quercia scrive:

          Sono d’accordo con te Picchus. Non piacciono neppure a me le cure coatte. Tralasciando che erano molto peggiori i comunisti con i gay rispetto ai fascisti (informati un po’ di come venivano trattati dal Che), però il mio commento non è per fare un paragone fra i 2 regimi, volevo solo farti notare che la legge sull’omofobia prevede la rieducazione per i cd omofobi, ossia chiunque si dichiari contro le politiche lgbt (perfino Rupert Everett è stato accusato di omofobia e minacciato). Queste cure coatte/rieducative mi fanno tanto venire in mente quei bei corsi tenuti in corea del nord 😉

    • beppe scrive:

      vabbè, in italia ”tutti tengono famiglia”. si vede che quelle dei gay sono particolarmente numerose. una volta si diceva che in ogni famiglia c’è almeno un prete. oggi tutti sembra vadano fieri di avere almeno un gay. segno dei tempi. pessimi. aspettiamo di vedere gli influssi benefici , sulla società, di questi nuovi ” ministri della sterilità”.

    • MF scrive:

      Fatti 2 spaghi, vah!!

    • CUR scrive:

      Le reazioni dell’opinione pubblica, come dice lei, ben poco hanno a che fare col l’opinione della popolazione. Altro non sono che attacchi ben calcolati da parte di coloro che servono un potere nascosto che controlla media di massa, banche e politici.
      La societa’ omosessuale altro non e’ che uno strumento della quale l’Elite Internazionale si serve per passare leggi che, sotto il nome di uguaglianza e tolleranza, priveranno i popoli delle loro liberta’ di opinione e parola. Quando, per esempio, il sig. Barilla si vede costretto a modificare le proprie libere opinioni (un diritto costituzionale) perche’ la comunita’ omosessuale ne e’ offesa, allora siamo in cio’ che puo’ essere definito Fascismo mascherato da ipocrita tolleranza.

      • Manlio Pittori scrive:

        Gentile CUR,

        chi è la “Elite Internazionale”? Una nuova Spectre? Un succedaneo del mitico SIM?

        Ammettiamo che il sig. Barilla, dopo aver espresso le sue opinioni sugli handicappati, si veda costretto a modificare le proprie libere opinioni (un diritto costituzionale) perche’ la comunita’ dei disabili ne e’ offesa: scriverebbe ancora che “siamo in cio’ che puo’ essere definito Fascismo mascherato da ipocrita tolleranza”?

        Se una comunità si sente offesa da qualcuno, perchè non può reagire? Se io fossi un leader politico e dicessi che non farei mai un’alleanza politica con un partito cattolico perchè credo che i cattolici non abbiano autonomia di pensiero e di giudizio (una mia libera opinione, un diritto costituzionale), i cattolici dovrebbero stare zitti per rispettare la mia legittimissima opinione o avrebbero ragione a sentirsi offesi?

        E perchè gli omosessuali non possono sentirsi offesi?

  2. Manlio Pittori scrive:

    Mah: c’è anche la possibilità che il Barilla si sia reso conto di aver detto una scemenza e che le sue scuse siano sincere: non è che tutti sono come gli integralisti (cattolici, atei, islamici, sikh…), che non ammettono mai il dubbio e che quindi sono strutturalmente incapaci di cambiare idea. I possessori della verità non possono cambiare idea: è una contraddizione in termini.

    Poi, magari è solo una mossa pubblicitaria, per evitare boicottaggi: tutto può essere.

    Ma, personalmente, il beneficio del dubbio è doveroso, specialmente in questa occasione: da una parte gli omosessuali forse eccedono con la storia dell’omofobia (anche se bisognerebbe mettersi nei loro panni), dall’altra parte i cattolici integralisti e la destra reazionaria non fanno che parlare di dove la gente può o deve infilare il pisello. E, per buon mercato, ci aggiungono sempre la menata del complotto delle lobby gay – cosa che fa ridere i polli.

    • Michele scrive:

      No, non è che esagerano: sono proprio così i ghei. I ghei non riescono a parlare che dei loro diritti continuamente come se fosse l’unica cosa che conta. L’economia va a rotoli? Prima c’è il matrimonio ghei! E via discorrendo.
      Provate a chiedere a Scalfarotto o Concia un’opinione su politica economica o estera: non c’è l’hanno. Neppure arrivano ad avercela perché l’unico scopo della loro esistenza è la causa ghei.
      In questo senso sono lobby gay: gruppo di pressione concentrato su un tema che cerca di imporre al centro dell’agenda politica/sociale.

    • Picchus scrive:

      E quale sarebbe questa scemenza di Barilla? Hai ragione, effettivamente una scemenza l’ha detta, ha detto di essere a favore dei matrimoni gay. Al contrario io vedo una massa di persone rispondere in maniera pavloviana a qualsiasi cosa non rientra nel pensiero unico dominante, imposto dalle classi dirigenti occidentali. Se siete contenti di essere schiavi, buon per voi, noi non lo vogliamo essere e vogliamo essere liberi di dire che il matrimonio omosessuale è una cosa ridicola, per il semplice fatto che è una cosa ridicola. Vogliamo essere liberi di pensare e dire ciò che riteniamo giusto, vogliamo poter andare controcorrente rispetto ai padroni, senza la nuova santa inquisizione che ci viene a dire cosa pensare, dire e fare. Vedere un’uomo dover fare triste autocritica come ai tempi staliniani è impressionante e preoccupante. Se non riuscite a vedere quanto questo rappresenti una mancanza di libertà è perché oramai vi hanno diseducato a cosa sia la libertà, avete oramai un animo da schiavi, pensate ciò che i vostri padroni vi dicono di pensare. Ne siamo dispiaciuti per voi. Noi non ci piegheremo mai.

      • Manlio Pittori scrive:

        Caro Piccus,

        chi è il “voi” cui ti rivolgi e chi è il “noi” a nome del quale parli? Non si capisce o, almeno io, non lo capisco. E siccome tu ti rivolgi a me inserendomi in un “voi” che non so interpretare, ti sarei grato se me lo facessi sapere.

        Questo premesso, se due omosessuali vogliono vivere insieme e godere delle garanzia che la legge attribuisce alle coppie sposate, non vedo dove stia il problema. Se Tizio ama Caio e vuole vivere con lui (con le ordinarie tutele in materia sanitaria, previdenziale ed ereditaria), non capisco perché non lo possa fare: è un cittadino come gli altri e non si comprende perché non possa lasciare il suo patrimonio alla persona che ama invece che a dei genitori o dei fratelli che magari l’hanno sempre osteggiato e disconosciuto.

        Non mi pronuncio sull’adozione perché non ho ancora certezze, al riguardo: ma, come il coniuge ha diritto alla pensione di reversibilità, non capisco perché lo stesso diritto non sia garantito alla persona che ha condiviso la vita con un’altra persona dello stesso sesso, more uxorio.

        A meno che non si sostenga che l’affettività omosessuale è diversa dall’affettività eterosessuale: ma allora bisogna spiegare il perché – magari senza rifarsi al Vecchio Testamento, anche perché Gesù non mi risulta abbia mai fatto cenno agli omosessuali.

        • Michele scrive:

          Quindi il fondamento dei diritti di una coppia sposata sarebbe l’affettività? Così sembra di capire dall’ultimo capoverso.
          Se si vuole impostare il discorso sull’affettività non ci si può certo fermare alla coppia, etero o omo: bisogna allargare il discorso almeno all’incesto e al poliamore (che già chiede tutele giuridiche), o anche alla semplice amicizia: non è amore anche questo? Sarebbe forse meno nobile perché privo di declinazioni sessuali?

          • Manlio Pittori scrive:

            Caro Michele,

            visto che la procreazione è inibita alla coppia omosessuale, direi che alla base di una coppia omosessuale che si vuole sposare ci possono essere solo l’affetto e il desiderio di condividere una vita. Non diversamente da due sessantenni eterosessuali che si sposano: che cosa c’è, alla base di quel matrimonio, a parte l’affetto e la condivisione? Non certo la procreazione.

            L’incesto è un reato e il “poliamore” pure: l’omosessualità non lo è. E’ una – statisticamente, almeno – una forma minoritaria di affetto e di sessualità: che ne facciamo? Aboliamo per legge le minoranze?

            • Picchus scrive:

              Il poliamore un reato??? Da quando? Se faccio sesso con due donne finisco in galera? Seriamente???

              • Manlio Pittori scrive:

                Caro Picchus,

                ovviamente per “poliamore” io intendevo la poligamia: che in Italia, attualmente, è ancora un reato.

                • Picchus scrive:

                  Esattamente come sposare una persona dello stesso sesso. Suvvia, basta cambiare la legge come si intende fare per l’omosessualità. Per cui la tua, perdonami, non mi sembra granché come obiezione.

                  • Manlio Pittori scrive:

                    Caro Picchus,

                    sposare una persona dello stesso sesso non è reato, in Italia: semplicemente non è possibile, in quanto il matrimonio è riservato alle coppie eterosessuali.

                    Un po’ come se tu volessi tornare alla scuola materna: non è che è reato, se un sessantenne si iscrive alla materna: semplicemente, gli mancano i requisiti di legge.

                  • Manlio Pittori scrive:

                    E se tu sapessi un po’ di diritto, capiresti come non sia possibile “cambiare la legge” per abolire il reato di bigamia (o per introdurre la poligamia): il bene giuridico che la punibilità della bigamia tutela ha rilevanza costituzionale – è cioè la famiglia. Si dovrebbe cambiare la Costituzione, per poter rendere lecita la bigamia. Ma è un discorso giuridico complesso, non credo ci siano lo spazio e la capacità di coglierlo.

                  • Manlio Pittori scrive:

                    Del tutto diverso, dal punto di vista giuridico, è il caso dei PACS o dei DICO: questi non mettono in pericolo l’istituto familiare (come invece fa la bigamia), ma assicurano una tutela alle unioni affettive diverse dalla famiglia tradizionale. E, proprio perché tradizionale, suscettibile di evolversi e di accompagnarsi a forme diverse di convivenza stabile basata sulla comunanza di affetti e progetti.

                    La bigamia distrugge la famiglia; il PACS e i DICO, non interferendo con la famiglia, semplicemente permettono (anche) agli omosessuali una convivenza tutelata.

                    Bigamia e convivenza omosessuale non hanno alcun rapporto, gentile Picchus.

                    • Michele scrive:

                      Una domanda: perché la bigamia (più correttamente la poligamia) distruggerebbe la famiglia? Questo, indipendentemente dalla volontà dei nubendi favorevoli al coniugio poligamico? Può uno stato laico, che riconosce l’autodeterminazione individuale come supremo valore, difendere come inviolabile un bene (rectius: una certa concezione di esso), anche se vi sono persone che intendono allargare, senza ledere alcuno perché il consenso è salvo, il concetto di questo bene?

            • Michele scrive:

              Ribadisco che se il fondamento della tutela giuridica del matrimonio è l’affettività non può essere ristretto alla sola coppia. Ma poi perché l’affettività: potrebbe essere anche l’interesse economico. E’ per forza meno degno dell’amore? Ognuno non è libero di impostare la propria vita secondo i valori che ritiene più giusti? E quest’ultimo non è un caposaldo del pensiero laico?
              Su incesto e poliamore la sua è un’obiezione puramente formalistica. Anzi, non ledendo nessuno, non si capisce perché in una prospettiva liberale dovrebbero essere reato: questa è una incoerenza della parte laica.
              Ed inoltre il poliamore (che non è la poligamia islamica, cerchi pure su google) non è neppure reato: se io voglio convivere con più persone e condurre relazioni amorose-erotiche con loro, nessun paese occidentale me lo vieta. Di più: è proprio una forma minoritaria, ma sempre più diffusa in Occidente, di affetto e sessualità.
              Per quanto riguarda i sessantenni, la differenza con gli omosessuali è essenziale: i primi sono sterili per l’età o, se lo sono sempre stati, per malattia. Viene a mancare la procreazione, ma è una deficienza legata ad elementi esterni al rapporto sessuale. Il rapporto omosessuale è sterile per la sua stessa struttura, anche se i copulanti sono giovani e sani.

              • Manlio Pittori scrive:

                E allora quale sarebbe, secondo lei, il fondamento della tutela giuridica del matrimonio? La procreazione? Fosse così, la Chiesa cattolica dovrebbero vietare le nozze tra persone in età non più fertile: e non mi pare che questa proibizione esista. Quindi il fondamento dev’essere un altro: mi sa dire quale? Grazie.

                • Gmtubini scrive:

                  Quale sarebbe, secondo te, il fondamento della tutela giuridica del matrimonio gay?

                  • Manlio Pittori scrive:

                    Gian Maria Tubini,

                    non si risponde a una domanda con un’altra domanda; inoltre la mia domanda è rivolta a Michele, che si sottrae – come tutti quelli che non sanno argomentare – alla risposta.

                    Attendo da Michele una risposta: se non ne ha la capacità o il coraggio, eviti di frequentare i blog.

                  • Manlio Pittori scrive:

                    Gian Maria Tubini,

                    non si risponde a una domanda con un’altra domanda; inoltre la mia domanda è rivolta a Michele, che si sottrae – come tutti quelli che non sanno argomentare – alla risposta.

                    Attendo da Michele una risposta: se non ne ha la capacità, il tempo o il coraggio, eviti di frequentare i blog.

                    • Michele scrive:

                      Il sottoscritto si sottrae alla risposta perché durante la giornata lavora e non ha il tempo di cazzeggiare su internet.
                      Veniamo alla sua posizione: lei continua a ripetere che il fondamento di un’unione matrimoniale (e della sua tutela giuridica) è l’amore o l’affetto.
                      Le ho già fatto notare che:

                      1) se il fondamento è questo, allora si deve includere l’incesto, la poligamia ed anche l’amicizia, che è una forma di affetto per nulla meno degna dell’amore sessuale. Lei mi ha replicato con un’obiezione formalistica (che come tutte le obiezioni formalistiche, può essere applicata anche al caso contrario) e poi chiamando in ballo una tutela del “bene del matrimonio” ed evocando una concezione essenzialistica del coniugio che non è affatto contemplata da un pensiero laico coerente: evidentemente non conosce la concezione di cui si fa portavoce.

                      2) se il fondamento è questo, allora si devono applicare tutte le conseguenze del caso. Anzitutto va cambiato il codice civile, che non fa menzione di “amore” o “affetto”; va fatto poi un vero e proprio “esame della coscienza” ai nubendi se siano effettivamente innamorati o meno (non basta una mera dichiarazione); va accertato che l’amore sia effettivamente messo in pratica, magari un registro delle effusioni potrebbe essere utile, con telecamera nascosta nella dimora familiare. Inoltre se l’amore viene a mancare il matrimonio va sciolto dalla autorità competente, indipendentemente dal fatto che i coniugi vogliono rimanere comunque assieme, perché, come in una casa, se le fondamenta spariscono, viene giù tutto.

                      3) se il fondamento è questo, tutte le unioni matrimoniali “non-amorose” vanno proibite: chi vorrebbe sposarsi per interesse o per altro motivo pur rilevante per lui non avrebbe titolo a farlo. Con ciò si instaurerebbe una discriminazione bella e buona basata sulle intenzioni dei nubendi e questo dopo aver proclamato la libertà di coscienza come bene supremo da tutelare nell’ordinamento! La libertà di coscienza individuale alla mercé della concezione maggioritaria riguardo al matrimonio. Capirà come ciò sia in contrasto con la concezione laica che lei orgogliosamente difende.

                      A quanto sopra non ha mai dato una risposta/obiezione convincente.
                      Per quanto matrimonio/procreazione: sì, la procreazione, o meglio la capacità procreativa, è un fondamento essenziale del matrimonio ed è ciò che la distingue da altre forme d’unione basate su altri fondamenti. Le ho già spiegato che se lo si omette e si fa del fondamento quello che lei vorrebbe, i risultati sono quelli elencati sopra.
                      Capacità procreativa che per quanto riguarda gli infertili è venuta meno a causa dell’età o di una malattia, comunque per fattori esterni al rapporto sessuale ed alla volontà della coppia, la quale, se non vi fossero questi accidenti, procreerebbe tranquillamente. La capacità procreativa è quindi intrinseca, cioè connaturata, al rapporto sessuale tra un qualsiasi uomo ed una qualsiasi donna. Lo stesso non si può dire per gli omosessuali che non sono affatto sterili ed il cui rapporto erotico è invece intrinsecamente (e non per eventi accidentali) non-procreativo.

                    • Manlio Pittori scrive:

                      Caro Michele,

                      lei, da persona totalmente ignorante di diritto, mette insieme un minestrone cui non posso rispondere senza perdere un tempo che non ho (anch’io devo lavorare).

                      Mi limito a farle notare che “la capacità procreativa è un fondamento essenziale del matrimonio” a tal punto che, secondo la legge italiana, l’impotenza può divenire motivo di invalidità solo se ignorata dall’altro coniuge e qualora quest’ultimo ritenga la qualità mancante essenziale per il consenso. E’ cioè necessario dimostrare che il coniuge caduto in errore non si sarebbe sposato nell’eventualità che avesse conosciuto la verità.

                      Detto diversamente: per il diritto italiano l’impotenza, sia di compiere l’atto sessuale sia di generare, non è considerata un impedimento al matrimonio.

                      Diverse le cose nel diritto canonico, dove – addirittura!! – il matrimonio è nullo solo in caso di incapacità, sia per l’uomo che per la donna, di porre in essere l’atto sessuale (ad es., incapacità di erezione del pene, vaginismo, cause psichiche…).

                      La sterilità, invece, non proibisce né dirime il matrimonio, a meno che la parte sterile abbia nascosto dolosamente la sua condizione al coniuge il quale se avesse saputo della sterilità non avrebbe acconsentito a contrarre matrimonio.

                      Detto altrimenti: l’importante è la congiunzione carnale, non la capacità di generare.

                      Sul fondamento del matrimonio (che è l’affetto e non la riproduzione) ho già risposto qui sotto a Gmtubini: ma vi assicuro che discutere con voi è un tormento, perchè non sapete nulla di quello di cui parlate.

                      E siccome siamo in Italia, dove vigono leggi e non sharie o catechismi, capirete anche voi che è improbo discutere con chi confonde il diritto con la morale.

                      Comunque, la capacità procreativa non c’entra nulla, caro Michele: rasségnati.

                  • Manlio Pittori scrive:

                    Gian Maria Tubini,

                    in ogni caso, la tutela giuridica delle convivenze omosessuali ha diverse motivazioni: per un riassunto, vedi la voce “DICO” su Wikipedia (così evito di annoiare il pubblico). Si tratta di una banalissima applicazione del principio di uguaglianza e di non discriminazione: perchè un eterosessuale deve avere delle agevolazioni in materia di lavoro per poter stare accanto alla persona che ama, mentre un omosessuale no? L’amore omosessuale ha una dignità minore?

                    • Gmtubini scrive:

                      Galeazzo Manlio Pittori
                      Le regole non sei tu a farle, ergo io, se mi aggrada:
                      1) rispondo ad una domanda con un’altra domanda,
                      2) mi intrometto tra te e Michele, visto che questa è una discussione pubblica,
                      3) ti faccio notare che tu non hai risposto affatto alla mia domanda, visto che i DICO non sono in alcun modo la stessa cosa del matrimonio.
                      Riprova, sarai più fortunato.

        • H.Hesse scrive:

          Caro Manlio Pittori, da quanto si legge tu non sai, non vedi, non capisci, non ti pronunci, non ti risulta.
          Scusa sai, ma sembra proprio che tu abbia scritto tutta questa cantilena per metterci al corrente del tuo “status” di “ignorante”, nel senso che, da quello che dici, sembra proprio che tu “ignori” diverse cosette.
          Che sia giunta l’ora di colmare tutte queste lacune invece di perdere tempo venendo qui a lamentartene con noi?

          • Manlio Pittori scrive:

            Caro H.Hesse,

            l’unica cosa che non so con certezza è se sia giusto che una coppia omosessuale possa adottare un bambino (o metterlo al mondo in altra maniera): sono orientato per il sì ma ho ancora dei dubbi. Sono ammessi, i dubbi, in questo blog, o possono postare solo quelli che hanno certezze granitiche?

            Sul “matrimonio omosessuale” mi pare di non avere espresso dubbi, ma di avere dichiarato che non ho nulla in contrario a che la legge riconosca anche alle coppie omosessuali le tutele apprestate alle coppie eterosessuali. Quel ” non capisco perché non lo possa fare” è una forma retorica, abbastanza conosciuta, che si utilizza per manifestare la propria opinione, che – lo ripeto – mi pareva fosse chiaramente esposta.

            In ogni caso, lo ribadisco: chiamatelo come volete, ma se due omosessuali vogliono vivere insieme, sono assolutamente favorevole a che lo Stato garantisca loro lo status delle coppie eterosessuali sposate.

            E più chiaro, adesso? Grazie.

            • H.Hesse scrive:

              Nessuno qui è contrario che due o più (perché poi solo due?) omosessuali vivano insieme, ma molti sono contrari che le loro unioni si debbano considerare uguali in tutto e per tutto alle unioni tra eterosessuali suggellate col matrimonio, visto che tra le due situazioni, converrai, differiscono alquanto tra loro.

        • Picchus scrive:

          Parlo di fascismo invece che del comunismo perché parlare agli italiani di comunismo spesso è come parlare di fisica quantistica, semplicemente non capiscono.

          • Manlio Pittori scrive:

            Caro Picchus,

            non so se hai ragione a parlare di fascismo: dubito infatti che gli italiani capiscano di che cosa si tratti. Il fascismo gli italiani l’hanno inventato, l’hanno sperimentato per vent’anni, l’hanno tollerato per altri quaranta, l’hanno sdoganato e riportato al potere negli ultimi vent’anni: segno evidente che non sanno proprio di che si tratta.

            Ti consiglio di tornare a parlare di comunismo: sull’italiano medio fa più presa, e in effetti c’è il rischio concreto che oggi, nel 2013, in Italia si instauri una dittatura del proletariato. O, se preferisci, c’è il rischio concreto di un socialismo per via giudiziaria.

            • Picchus scrive:

              Come ho già avuto modo di notare, hai un sacco di convinzioni curiose, bizzarre oserei dire. Come quella sulla poligamia che distrugge la famiglia (affermazione priva di fondamento) e sul fascismo tornato al potere. O forse semplicemente vivi su Alpha Centauri, perché chiunque viva in Italia sa bene quanto sia diffuso, persino come intercalare, il termine fascismo, come sia stato ricoperto per decenni, anche giustamente, da una cappa di nefandezza, a partire dal divieto di ricostituzione del partito fascista sino al divieto di propaganda, per cui quando si parla di fascismo la stragrande maggioranza sa che si tratta di un regime infame, che tranne pochi nostalgici nessuno difende, mentre io continuo a incontrare gente che continua a dichiararsi orgogliosamente comunista e a difenderne l’operato. No, per lo più gli italiani non hanno coscienza di quale orrore e schifo sia stato il comunismo, perché non sono stati educati in questo (a parte qualche sparata berlusconiana che lascia il tempo che trova), in loro tale termine evoca ben poco, se infatti avessero coscienza si renderebbero immediatamente conto che l’ideologia omosessualista è il figlio degenere e ridicolo dell’egalitarismo comunista, fallito sul piano socio-economico. E poiché i frutti non cascano lontano dall’albero, l’ideologia omosessualista è ugualmente totalitaria (come mostra proprio il caso Barilla) liberticida (legge sull’omofobia) e violenta (convegno di casale monferrato). Forse voi su Alpha Centauri non siete preoccupati perché non amate la libertà, per cui non avvertite i segnali di pericolo, ma qui sulla terra ci sono ancora coloro che ad essa ci tengono, e per essa sono disposti a combattere. Perché non siamo ossessionati dal sesso (una simile affermazione in una società ipersessualizzata come quella occidentale indica un affascinante sprezzo del ridicolo), siamo ossessionati dalla libertà. Per cui non c’è affatto un pericolo di instaurazione della dittatura del proletariato, oramai nessuno parla più del popolo e neppure dei lavoratori, sono troppo impegnati con i matrimoni gay. Semmai è vero il contrario, le società occidentali si stanno feudalizzando, con poche elites aggrembiulate che controllano la finanza e la politica occidentale, mentre ai servi della gleba si concede solo il panem (sempre meno) e soprattutto il circenses, perché siano beotamente soddisfatti e manipolabili e non disturbino i manovratori. Ti ho già detto che siamo chiamati a una scelta, se adeguarci come schiavi all’ideologia imposta dalle classi dominanti o essere liberi. Ti auguro di riuscire a scegliere saggiamente.

        • Picchus scrive:

          Il voi è per tutti quelli che si inchinano all’ideologia dominante. Scegli tu se vuoi farne parte.

          Quanto ai due omosessuali che desiderano vivere insieme liberissimi di farlo. Non mi sogno neppure di impedirglielo. Semplicemente non è un matrimonio, così come non è un matrimonio io che vivo con mio fratello (eppure siamo una famiglia). Non insinuerai che io amo mio fratello meno di quanto faccia una coppia omosessuale o che il mio sia un amore diverso, vero?? Il fatto che sia necessario ripetere un’evidenza immediata come questa è indicativo dello stato di confusione intellettuale e morale della nostra epoca. Quanto al patrimonio il problema si risolve lasciando per legge le persone libere di lasciare ciò che si vuole a chi si vuole (tranne una parte di legittima per i figli, visto che li hai messi al mondo), ma questo vale per tutti non solo per gli omosessuali. Il coniuge ha diritto alla pensione di reversibilità perché una volta la donna stava a casa a partorire ed accudire i figli e nel caso di morte del marito non aveva altri mezzi di sussistenza per se e per i propri figli. Nel caso di coppie gay viene a mancare questa ragione, oppure pretendo anche io la pensione di reversibilità di mio fratello, non vorrai mica discriminarmi vero? Quanto all’adozione, beh è anche qui di tutta evidenza che un figlio necessita di un padre e una madre, e te lo dice uno che ha avuto due padri e due madri. Anche che l’affettività omosessuale sia diversa da quella eterosessuale è di tutta evidenza, non ha nessuna importanza, né mi interessa, se una sia meglio dell’altra, semplicemente sono diverse, si strutturano e si esplicitano in maniera diversa. Perché ripeto, se conta solo l’affettività in senso vago allora pretendo che il rapporto con mio fratello sia equiparato a tutti gli effetti a un matrimonio, e se non sei d’accordo sei un adelfofobo e sei solo interessato ai privilegi per i gay.

          • Manlio Pittori scrive:

            Caro Picchus,

            a dar retta ai toni trionfalistici della destra e dei pro-life dopo il referendum sulla procreazione assistita, salutato come una vittoria dell’Italia migliore (e maggioritaria, visto il risultato), direi che tu fai parte – in pieno e completamente – dell’ideologia dominante: fai parte del 74% degli italiani che – non votando – hanno dimostrato la loro contrarietà al far west procreativo e tutte le possibili conseguenze, matrimonio omosessuale compreso.

            Rassegnato, Picchus: sei tu (e quelli come te) l’ideologia dominante.

            Poi, non so come, ma sono convinto che tu voti Berlusconi, notorio divorzista e abortista.

            • Gmtubini scrive:

              Tu fai confusione tra “ideologia dominante” e “ideologia maggioritaria”, ha ragione Hermann, devi informarti di più.

            • Picchus scrive:

              Hai un sacco di convinzioni curiose, visto che ho votato FARE. Dal modo con cui i giudici in Italia e all’estero stanno smontando la legge 40 pezzo per pezzo nell’indifferenza generale sino a vanificarla, direi proprio che il pensiero unico dominante è quello contro la legge 40 e non quello a favore. La “vittoria”, temporanea, si è avuta solamente perché gli italiani sono alquanto pigri su certe questioni. Se fosse stato obbligatorio esprimere il proprio voto, non so se sarebbe finita allo stesso modo. Probabilmente la maggior parte si sarebbe adeguata all’ideologia dominante propinata dai media. Come poi si possa definire ideologia il ritenere che gli esseri umani non siano cose, beh questo va oltre le mie, lo ammetto limitate, capacità di comprensione.

        • mike scrive:

          Gesù non ha mai fatto riferimento agli omosessuali, è vero. ma il perché credo sia abbastanza evidente. ossia nella cultura giudaica l’omosessualità era condannata. infatti disse anche che Lui non era venuto a cambiare neanche uno iota, e cioè non cambiava la legge giudaica. per san paolo il discorso cambia. lui si dovette confrontare col mondo pagano, nello specifico quello greco, in cui l’omosessualità era non solo permessa ma secondo me anche più diffusa (cosa che non credo avvenisse nel mondo giudaico nel qual caso Cristo avrebbe affrontato direttamente la cosa). e che era più diffusa lo dimostra che platone nel fedro e nel simposio usa la metafora di due amanti uomini per introdurre altri argomenti. ne deriva che nel nuovo testamento è paolo a parlare della questione omosessuale dato che nel mondo cui si rivolge era una cosa più diffusa rispetto a quello da cui veniva lui, appunto quello giudaico.

        • mike scrive:

          è forzoso dire di non rifarsi al vecchio testamento. Cristo infatti disse che non doveva essere cambiata la legge giudaica, ma solo il modo di viverla (ossia non come una ortoprassi). e allora significa che la legge giudaica, per quanto diceva nel vecchio testamento, era valida riguardo cosa era lecito e cosa non lo era. e nel vecchio testamento l’omosessualità non era lecita ma condannata. basti citare le cosiddette leggi di noè e la storia di sodoma e gomorra.

        • Ridley scrive:

          Gesù non ha mai fatto cenno agli omosessuali????? Ma si riesce a dire questo senza sentirsi vittima di un pregiudizio? Ma non era Gesù che ha detto che portava a compimento quanto afferma l’Antico Testamento? E scusa, ma a me sembra di non intravvedere nessuna “apertura” verso il comportamento di quelli di Sodoma… vogliamo poi parlare di S.Paolo? Non certo uno che poteva non conoscere l’insegnamento di Gesù vista l’epoca storica della sua conversione. credo che se le sue lettere, pesantissime nei confronti di chi asseconda questa tendenza, fossero state contrarie all’insegnamento di Gesù qualcuno lo avrebbe notato… o no?

        • beppe scrive:

          manlio pittori, registra un po’ le tue deboli convinzioni. la reversibilità per le coppie omo? chiedilo al ministro delle finanze! sarebbe un fallimento per il già precario stato delle pensioni.

          • Manlio Pittori scrive:

            Mah, se il rapporto tra due omosessuali è analogo (anche economicamente) a quello tra due eterosessuali, non vedo perché le tutele previste per gli eterosessuali non debbano valere anche per gli omosessuali.

            Anche perché nella civiltà occidentale sono inammissibili tutte le discriminazioni basate sul sesso e sulle condizioni personali e sociali. E l’omosessualità è una condizione personalissima.

            Ma perché ce l’avete tanto con gli omosessuali? Guardate che non sono frutto di cattiveria: la natura (o Dio) li ha fatti così. E chi siete, voi, per stabilire che una creatura di Dio debba subire questo insopportabile linciaggio?

      • Farinelli scrive:

        Uelà abbiamo Picchius, un’altro gigante pensiero da affiancare alla Boldrini (ma è lei o è la Guzzanti che le va il verso?) a Fo, a Vecchioni e alle trolle isteriche che qui ci affliggono com le loro farneticazioni.
        Altro che cure obbligatorie, questi ci obbligheranno a rieducarci e a baciargli il #####

    • giovanna scrive:

      Complimenti per l’esordio, caro Manlio Pittori( o chiunque tu sia, non so dire esattamente perché ma questi tipi che spuntano come funghi danno la netta impressione di frequentare il sito da un pezzo e siccome le figuracce rimediate si accumulano, ad un certo punto cambiano nome ) : un raffinatissimo benché stra-sentito esempio di supponenza e arroganza , condito da offese gratuite a vanvera.
      E certo, questa assurdità della lobby gay, Barilla se l’è fatta sotto perché si è spaventato delle famiglie cattoliche integraliste e della destra reazionaria !

      • Manlio Pittori scrive:

        Gentile Giovanna,

        è da pochi giorni che frequento questo blog: quindi non appartengo alla categoria dei troll.

        Ti sarei grato se mi dicessi in quale intervento avrei fatto sfoggio di “supponenza e arroganza” e dove questo intervento sarebbe stato “condito da offese gratuite a vanvera”. Sono accuse, benché generiche, piuttosto gravi e a me non piace essere accusato senza che mi si spieghi dove e come avrei meritato le accuse.

        Quindi, o ti spieghi e ti rimangi le tue accuse. Grazie. Come ho detto, sono nuovo qui, ma un minimo di educazione e di civiltà me lo aspetto dovunque – a parte nei siti integralisti: siete un sito di integralisti?

        Per quanto riguarda la retromarcia di Barilla, io non faccio parte di nessuna lobby gay, ma mi dà fastidio che qualcuno esprima posizioni dalle quali traspare chiaro il disprezzo per gli omosessuali. Non faccio nemmeno parte di nessuna lobby cristiana, ma trovo intollerabile e immorale il silenzio che circonda le persecuzioni cristiane nei paesi musulmani.

        C’è un sacco di gente come me che, pur non facendo parte di nessuna lobby, non sopporta le discriminazioni: per una questione etica e culturale, non per bieco calcolo politico. E’ così difficile da capire?

        E’ che, molto semplicemente, non sopporto le discriminazioni e i pregiudizi ignoranti: figuriamoci se sopporto i massacri degli integralisti islamici. Allo stesso modo – anche se i massacri sono infinitamente più gravi delle discriminazioni contro gli omosessuali – sono contrario anche a queste ultime.

        Poi: cosa posso fare per i copti dell’Egitto? Purtroppo nulla: non fa nulla neanche il governo delle larghe intese… Mentre posso scrivere a Barilla che quella fesseria se la poteva anche risparmiare.

      • Manlio Pittori scrive:

        Gentile Giovanna,

        è da pochi giorni che frequento questo blog: quindi non appartengo alla categoria dei troll o dei “pluridentità”.

        Ti sarei grato se mi dicessi in quale intervento avrei fatto sfoggio di “supponenza e arroganza” e dove questo intervento sarebbe stato “condito da offese gratuite a vanvera”. Sono accuse, benché generiche, piuttosto gravi e a me non piace essere accusato senza che mi si spieghi dove e come avrei meritato le accuse.

        Quindi, o ti spieghi e ti rimangi le tue accuse. Grazie. Come ho detto, sono nuovo qui, ma un minimo di educazione e di civiltà me lo aspetto dovunque – a parte nei siti integralisti: siete un sito di integralisti?

        Per quanto riguarda la retromarcia di Barilla, io non faccio parte di nessuna lobby gay, ma mi dà fastidio che qualcuno esprima posizioni dalle quali traspare chiaro il disprezzo per gli omosessuali (o per qualsiasi minoranza che non fa del male a nessuno ma, semplicemente, vive la sua vita come può e, spesso, come deve). Non faccio nemmeno parte di nessuna lobby cristiana, ma trovo intollerabile e immorale il silenzio che circonda le persecuzioni cristiane nei paesi musulmani.

        C’è un sacco di gente come me che, pur non facendo parte di nessuna lobby, non sopporta le discriminazioni: per una questione etica e culturale, non per bieco calcolo politico. E’ così difficile da capire?

        Sia chiaro; i massacri sono infinitamente più gravi delle discriminazioni contro gli omosessuali, ma sono contrario anche a queste ultime.

        Poi: cosa posso fare per i copti dell’Egitto? Purtroppo nulla: non fa nulla neanche il governo delle larghe intese… Mentre posso scrivere a Barilla che quella fesseria se la poteva anche risparmiare.

        Grazie per l’attenzione.

        M. Pittori

      • Manlio Pittori scrive:

        Gentile Giovanna,

        è da pochi giorni che frequento questo blog: quindi non appartengo alla categoria dei troll o delle personalità multiple.

        Ti sarei grato se mi dicessi in quale intervento avrei fatto sfoggio di “supponenza e arroganza” e dove questo intervento sarebbe stato “condito da offese gratuite a vanvera”. Sono accuse, benché generiche, piuttosto gravi e a me non piace essere accusato senza che mi si indichi dove e come avrei meritato le accuse.

        Quindi, un minimo di educazione e di civiltà, per favore: o ti spieghi o ti rimangi le tue accuse. Grazie.

        • giovanna scrive:

          Senti, non ho tempo di mettermi a fare l’esegesi dei tuoi ponderosi interventi, dico che esordire, come hai fatto tu, dando per assodato che chi sostiene la famiglia tradizionale sia cattolico integralista o comunque integralista ( che è un aggettivo buono per tutto, come omofobo ) o della destra radicale è insultante per la legge italiana e per il popolo italiano, oltre che grossolano e smentibile in due secondi, anche dai rari interventi spontanei di persone omosessuali, che sono tutti indifferrenti al matrimonio gay e contrari all’adozione o peggio alla compravendita di figli da parte di due uomini o due donne.
          Se veramente sei nuovo, sappi che i tuoi argomenti sono sentiti e stra-sentiti, demoliti decine di volte, ma quando un nick si stufa di collezionare figuracce su figuracce, sia in storia, che in cultura generale, che in biologia, peggio che mai giurisprudenza, per non parlare di filosofia o psicologia, ecco arrivare un nuovo nick che ripete la solita solfa, con toni aggressivi e offensivi, dal primo intervento in cui appare.
          Mettiti nei miei panni, ne ho in abbondanza per essere stufa.
          Poi uno che in casa d’altri con tono di superiorità richiama all’ educazione e alla civiltà ( che faccia tosta ! ), è un maestro di supponenza, altro che. Sono stata chiara ? E risparmiati di riprendermi per quest’ultima frase poco carina, l’hai usata poco fa !
          Ma tu continua pure, qui c’è gente con pazienza infinita, non io.

          • Manlio Pittori scrive:

            Mah, visto che lo stesso papa (leggilo, e.g., sul blog di Sandro Magister) ha scritto che, a furia di parlare di sesso, “finiamo per dimenticare il tesoro di Gesù vivo”, ne deduco che ci sono almeno due tipi di cattolici: quelli ossessionati dal sesso (voi di Tempi, per esempio) e quelli che si preoccupano di più del messaggio evangelico, “tesoro di un progetto di vita cristiana che ha molte implicazioni che vanno ben oltre le mere questioni sessuali” (sempre il papa).

            Quindi: io definisco integralisti quelli come te, che preferiscono le loro ossessioni alle parole del papa. Sbaglio?

          • Manlio Pittori scrive:

            Ah beh, se non hai né tempo né pazienza, allora chiudiamo qui.

            • Gmtubini scrive:

              In un paese in provincia di Pistoia che si chiama Le Piastre, si svolge annualmente il campionato italiano della bugia.
              Propongo l’iscrizione d’ufficio.

          • Bifocale scrive:

            Giovanna, lasci che siano i lettori, ognuno col proprio cervello, a giudicare se gli argomenti di Pittori (che sono – comunque – le sue legittime opinioni) sono o meno “strasentiti e demoliti decine di volte”. Lei è liberissima di saltarli a pie’ pari, se vuole, magari altri lettori vogliono leggerli, pensarci e confrontarsi, a che serve un forum altrimenti? Quanto ai toni “aggressivi e offensivi” basta rileggersi i post di Pittori e confrontarli con quelli di gente come lei o tubini per vedere chi è aggressivo, offensivo e violento con gli altri, con chiunque non sia d’accordo con voi. Ma cosa li frequentate a fare i forum se non siete in grado di tollerare (“ne ho in abbondanza per essere stufa” o “qui c’è gente con pazienza infinita, non io”) i punti di vista altrui?

            • Manlio Pittori scrive:

              Caro Bifocale,

              ti ringrazio: una presenza serena e pacata è rara, in questi blog. Una persona che sappia leggere senza eccessivi pregiudizi, è ancora più rara.

              Grazie davvero.

              Un cordialissimo saluto,

              Manlio

              • giovanna scrive:

                E dire che ho appena fatto l’abbonamento a teatro, ne avrei fatto a meno se avessi saputo delle commedie che davano qui gratis !

    • mike scrive:

      la cosiddetta lobby gay non fa ridere i polli. nel senso che dietro i gay e le lesbiche ci sono i governi occidentali. i quali strumentalizzano gli omosessuali. cioè più che di lobby gay si dovrebbe parlare di lobby pro-gay. lo scopo, ovviamente, è cancellare il cristianesimo. uno degli strumenti sono gli omosessuali. fa ridere che da un lato dicono che molti di loro, o tutti, si sentono non accettati dalla società. dall’altro alcuni di loro mostrano molta baldanza. è ovvio che questi ultimi sono stati messi su da altri. altrimenti così impauriti come sarebbero non farebbero tutto il baccano che fanno. se non altro il discorso, da un punto di vista logico, torna.

      • Bifocale scrive:

        Mike, le offro un’altra interpretazione. Storicamente le minoranze (di qualunque genere) sono sempre servite a regimi repressivi che le hanno utilizzate come capri espiatori, accusandole di ogni sorta di colpe e piani diabolici per aizzare contro di loro maggioranze arrabbiate, che avevano bisogno di essere ‘distratte’ da quelli che erano i veri problemi (di volta in volta politici, economici, sociali, religiosi, eccetera). Basta vedere quello che succede nella Russia di Putin, che ha problemi sociali enormi, corruzione rampante, problemi di droghe dilaganti, dove chiunque osa criticare Putin, come molti giornalisti o blogger, finisce in carcere, gambizzato o peggio, dove l’aspettativa di vita degli uomini non arriva a 60 anni (molto più bassa che nei Paesi occidentali). Invece di parlare e cercare di risolvere questi problemi fanno campagne contro gli omosessuali, accusandoli (esattamente come fanno Paesi come l’Iran) di essere “un prodotto dell’occidente”. Non vedo assolutamente perchè i governi occidentali avrebbero alcun interesse a voler “cancellare il cristianesimo” visto che l’altra grande, numericamente, ideologia religiosa del pianeta sarebbe quella musulmana, il che non mi pare sarebbe un gran bell’affare per l’occidente, cristiani e gay compresi.

        • emanuele scrive:

          Sì ma i gay non sono una minoranza. E non sono un gruppo sociale. Sono semplicemente persone di un diverso orientamento sessuale. Questo non crea una comunità.
          Ma è appunto qui che arrivano le lobby gay: vogliono trasformare i gay in una comunità compatta. Per ora non troppo ci stanno riuscendo. L’esperienza francese dimostra che ci sono molti gay che non ci stanno a farsi usare.

          • Bifocale scrive:

            Emanuele, scrive che i gay non sarebbero una minoranza, non sarebbero neanche un gruppo sociale e neanche una comunità. Le manca di dire che i gay non sono neanche catalogabili come veri e propri esseri umani e poi ha detto tutto. – Per quanto riguarda quella che lei definisce “l’esperienza francese”, se il riferimento è a quelle persone omosessuali che hanno detto di non essere d’accordo con l’uguaglianza matrimoniale guardi che loro sono liberissimi di pensarla come vogliono, e tra l’altro nessuno li obbliga certo a doversi sposare col proprio partner, se non vogliono, esattamente come nessuno obbliga le coppie etero a sposarsi, se non vogliono. Ma un conto è la libertà di scelta di volersi avvalere o meno di una norma di legge, ben altro è voler impedire a tutti di poterlo fare semplicemente perchè a noi non aggrada.

        • Michele scrive:

          Per quanto riguarda la Russia di Putin la sua prospettiva è deformata dalla visione occidentalista/omosessualista della Russia, per cui viene veicolato il messaggio che il punto centrale della sua politica sia la legge “antigay”, e questo è quello che viene digerito dai bravi occidentali come le atletine svedesi ai recenti mondiali di atletica.
          In realità la norma è recentissima, inizialmente locale e poi estesa dalla Duma (all’unanimità o quasi) a tutta la Federazione Russa. Putin governa dal 2000 e si è trovato di fronte alle macerie del periodo eltsiniano (alcolizzato cronico), dove il crollo di un impero e l’apertura al capitalismo occidentale avevano aggravato la situazione già malconcia dell’URSS: basta andare a cercarsi su Internet il profilo demografico della Russia negli ultimi 20 anni per capire.
          Durante gli anni di Putin il tasso di fertilità per donna è cresciuto ed è anche maggiore di tanti paesi occidentali (che invecchiano sempre più, con ovvie conseguenze sul welfare tra una ventina d’anni), il PIL è raddoppiato riportando la Russia tra le grandi potenze dopo lo sfacelo degli anni ’90. Criminalità, consumo di alcool e droghe, corruzione sono problemi gravi e diffusi ma in calo rispetto agli anni della democrazia importata da occidente.
          Putin non è un santo e governa con piglio autoritario, ma va tenuto conto che:

          a) La Russia viene da 1000 anni di autoritarismo e 70 di totalitarismo
          b) L’apertura ad occidente e la democrazia degli anni Novanta hanno provocato i disastri accennati sopra, lasciando in mano il paese a bande di pescecani arricchitisi con le privatizzazioni.

          Se si va a leggere il recente discorso di Valdai (quello divenuto famoso per la battuta a margine su Berlusconi… E’ questo che interessa ai giornalisti occidentali, dopotutto) si trovano i lineamenti del programma putiniano. Criticabili anche, ma almeno una boccata d’aria per chi è abituato a sorbirsi la retorica vuota, conformista e strappapplausi di Obama, Hollande, Napolitano, ecc.
          Programma che ha, tra le altre cose, l’obiettivo di una rinascita spirituale della Russia ed il ripudio dell’occidente secolarizzato. In quest’ottica si inserisce anche la legge “antigay”, tassello di un disegno ben più vasto, ma che in occidente, per la prospettiva volutamente distorta assunta, viene fatta passare come se fosse il “core business” della politica russa.

          P.S. L’occidente vuole cancellare il cristianesimo per affermarvi l’uomo nuovo del liberal-liberismo, consumatore e “soddisfatore” dei propri istinti (“Soddisfa la tua sete…”) perché una simile ameba è più facilmente controllabile. La lotta è contro il cristianesimo oggi (perché più debole) e domani contro l’islam. Non hanno paura che sia l’islam a prendere il posto del cristianesimo! Suvvia, lo vedrebbe un Soros difendere il cristianesimo contro l’islam?

        • mike scrive:

          beh bifocale, che l’occidente voglia distruggere il cristianesimo mi pare abbastanza evidente. fanno le leggi che non piacciono alla chiesa. la quale poi è presa in giro da gente come Augias, odifreddi eccetera. sulle leggi di cui sopra ci si collegano certe idee/mentalità che per me sono state diffuse dai media (cinema, fumetti, tv) ossia aborto contraccezione divertimento. inoltre hanno reso la vita più costosa ed il lavoro più precario, facendoti pensare che se non ce la fai è pure colpa tua (perlomeno uno che così esplicitamente diceva è G.C.Giacobbe in uno dei suoi libri e purtroppo quello era uno i cui libri vendevano). tutto quanto detto porta ad una morte o quasi demografica e sempre di più. riflettici, anche alla luce del fatto che per noi c’è la crisi e il dover saperci fare ma per gli immigrati spesso musulmani c’è l’aiuto da parte dello stato. sul prendere in giro di sopra è che se qualcuno non ha ancora creduto alle calunnie contro la chiesa può sempre crederci e non andare più a messa. ad esempio le crociate: da piccoli ci hanno tartassato con le crociate. solo che 900 anni fa i musulmani avevano conquistato un po’ d’europa, inoltre i pirati musulmani facevano scorrerie nei porti cristiani, inoltre un emiro/califfo impedì mi pare verso il 1000 i pellegrinaggi cristiani in palestina. i cristiani europei hanno avuto ragione di arrabbiarsi e fare le crociate.
          sull’omosessualità prodotto dell’occidente in parte è falso, certo. l’omosessualità c’è dappertutto. però qualcuno parla di messaggi subliminali anche omosessuali (tipo il centro culturale san giorgio).
          sull’islam tranquillo l’islam non dominerà mai il mondo. ciò che ora pare è solo una grandissima illusione di cui i musulmani non si sono ancora resi conto. la loro religione vuole essere cancellata come il cristianesimo. tutto il monoteismo dà fastidio.
          alla prossima.

        • mike scrive:

          salve bifocale. le dico che secondo me l’occidente vuole proprio distruggere il cristianesimo. a noi rendono la vita dura, agli immigrati no. in più ci han messo in testa cose che, gira gira, fanno fare meno figli (aborto contraccezione divertimento e mettiamoci alcool e droga). sull’islam dico che non dominerà mai il mondo. già gli fanno guerra o gli fomentano le rivolte (tra l’altro dove i cristiani vivevano meglio e qui ci si ricollega alla distruzione del cristianesimo). sugli omosessuali sono d’accordo anche io che non sono un prodotto dell’occidente, anche se a sentire quella ricevuta da Ratzinger (rebecca kadaga, del ruanda mi pare) nel suo paese pensano così. solo che vacci a capire. boh! di certo è un argomento che non è da parlarne qui. ma a viva voce con chi ne avrebbe voglia. qui alla fine ti stufi di scrivere. alla prossima.

  3. Manlio Pittori scrive:

    Caro Sergio Landi, cosa significa che “non avete pietà neppure di donne e bambini. Vergognatevi per la vostra ferocia”? Chi non ha pietà di donne e bambini? E in quale modo? Di chi è la ferocia? In quali modi si esplica? Non si capiscono proprio il senso e il destinatario di queste accuse: le spiacerebbe spiegarsi? Così, tanto per la chiarezza della discussione. Grazie per la risposta, che mi farà molto piacere.

  4. Andrea scrive:

    Un’iniziativa seria ma ironica per sostenere la libertà di opinione:

    http://www.mybarillasfamily.altervista.org/

    ciao
    Andrea

  5. nino scrive:

    potenza di fuoco contro Barilla, boicottaggio commerciale… 2 bei flop
    Famiglia tradizionale : genitore 1 con genitore 2… poi il genitore 2 si incazz°°erà perchè il 2 viene dopo il numero 1 e via con un’altra cavolata… ministri incopetenti che girano a sbavo con i soldi degli Italiani

  6. leo aletti scrive:

    Mi rivolgerò direttamente a Guido Barilla. Nella mia famiglia il consumo di pasta all’anno è di circa 150-200 Kg. Mi farò portare a domicilio detto quantitativo a prezzi scontati ovviamente e non prenderò altro tipo di pasta, dal produttore al consumatore.

    • Mike scrive:

      Dopo la calata di braghe che ha fatto, la sua pasta è bandita da casa mia: ha una fibra che scuoce prima della sua stessa pasta!

  7. Anonimo scrive:

    Alcune differenze tra matrimonio omosessuale e pedofilia.
    1- Il primo è tra adulti consenzienti. Il secondo no.
    2- Il primo non fa male a nessuno. Il secondo sì.

    Ecco perché riconoscere il primo non significa dover riconoscere il secondo.

    Poliamore/poligamia: esiste già ed è riconosciuta in Italia. Un uomo può infatti sposarsi legalmente con più donne (o viceversa), basta che tra due matrimoni ci infili un divorzio.

    Riconoscimento di rapporti affettivi tra fratelli ecc.: perché no? Ricordo che ai tempi dei Dico, tra i primi intenzionati ad approfittarne c’era un gruppo di suore, che così avrebbe risolto problemi come sucessione, assistenza ecc.

    Legge antiomofobia = legge bavaglio? Questa proposta si appoggia su una legge che esiste da vent’anni e prevede aggravanti per incitamento all’odio razziale o religioso. Ciò nonostante, numerosi, politici e non, hanno potuto esprimere senza conseguenze le proprie opinioni/incitamenti all’odio contro determinate razze o religioni.
    Quindi, perché questa stessa legge, emendata per includere l’omofobia, diventerebbe all’improvviso un attentato alla libertà d’espressione?
    Attendo riaposte.

    • mike scrive:

      sulla pedofilia stai tranquillo che tanto la vogliono realizzare. basta ricordare la proposta della fornero di depenalizzare i rapporti sessuali in cui uno dei due è di età molto inferiore all’altro. poi aggiungo che per capire dove si vuole andare occorre farsi una cultura sulle varie culture (o leggersi il testo cristiano della “Didachè”, specie i primi capitoli, che indica il cristianesimo per sommi capi e poi manco tanto; per evitare incomprensioni dico che se la Didachè dice X il potere laico vuole che sia -X). sulla legge anti omofobia va detto che lo scopo finale è il matrimonio gay. se la legge passa nessuno, neanche un parlamentare, potrà opporsi ad un disegno di legge sul matrimonio gay. se nessuno è stato accusato per i reati per ora puniti dalla legge mancino è perché non gliene fregava di meno. ora che però si vuole legalizzare il matrimonio gay la legge fa comodo e se verrà “estesa” dopo aivoglia se l’estensione porterebbe a delle denunce.

  8. Anonimo scrive:

    Alcune differenze tra matrimonio omosessuale e pedofilia.
    1- Il primo è tra adulti consenzienti. Il secondo no.
    2- Il primo non fa male a nessuno. Il secondo sì.

    Ecco perché riconoscere il primo non significa dover riconoscere il secondo.

    Poliamore/poligamia: esiste già ed è riconosciuta in Italia. Un uomo può infatti sposarsi legalmente con più donne (o viceversa), basta che tra due matrimoni ci infili un divorzio.

    Riconoscimento di rapporti affettivi tra fratelli ecc.: perché no? Ricordo che ai tempi dei Dico, tra i primi intenzionati ad approfittarne c’era un gruppo di suore, che così avrebbe risolto problemi come sucessione, assistenza ecc.

    Legge antiomofobia = legge bavaglio? Questa proposta si appoggia su una legge che esiste da vent’anni e prevede aggravanti per incitamento all’odio razziale o religioso. Ciò nonostante, numerosi, politici e non, hanno potuto esprimere senza conseguenze le proprie opinioni/incitamenti all’odio contro determinate razze o religioni.
    Quindi, perché questa stessa legge, emendata per includere l’omofobia, diventerebbe all’improvviso un attentato alla libertà d’espressione?
    Attendo riaposte.

    • H.Hesse scrive:

      I temi che riproponi sono stati stra-abbondantemente trattati e ritrattati in questo luogo, poiché a chi non è un deficiente, o a chi non è pagato per farlo, ripetere sempre le stesse cose cento volte viene a noia, ti consiglio di ricorrere al motore di ricerca dell’archivio storico di Tempi, dove troverai certamente le risposte che cerchi.
      Buona domenica.

      • Anonimo scrive:

        Ho già letto molto, evidentemente nulla di convincente.

        • H.Hesse scrive:

          Allora non avrai difficoltà a riassumere le argomentazioni che hai letto e i motivi per i quali non ti convincono, cosicché noi si possa dirti qualcosa di nuovo senza tedio per te, e soprattutto, per noi.
          Buona domenica di nuovo.

          • Anonimo scrive:

            H. Hesse,

            Ecco le argomentazioni e le obiezioni:

            1- “Legittimare i matrimoni omosessuali implica legittimare pedofilia, matrimoni con animali ecc.”

            Obiezione: v. sopra

            2- “allora perché non il poliamore?”

            Obiezione: v. sopra

            3- “allora perché non rapporti tra fratelli?”

            Obiezione: v. sopra

            4- “Questa è un’ingiusta legge bavaglio”

            Obiezione: v. sopra +
            Anche i gruppi neonazi e gli estremisti di ogni colore soatengono lo stesso. Bisogna togliere le leggi che impediscono loro di esprimersi?
            Se è così perché questa legge esiste da vent’anni senza essere contestata da queste stesse persone? Sembra che una legge sia ingiusta solo se colpisce i propri interessi.

            5- “Gli omosessuali sono malati”

            Obiezione: ci sono molte più opinioni e ricerche che dicono il contrario.

            6- “I rapporti omosessuali non sono da tutelare perché sterili”

            Obiezione:
            * allora neanche le coppie etero sterili.
            * la legge italiana non lo prevede

            7- “gli omosessuali sono Satana”

            obiezione: contraddice il magistero oltre a essere ben poco sensato.

            8- “solo le lobby omosessuali vogliono il matrimonio gay, i gay no”

            Obiezione: da dimostrare. e anche se fosse? Solo le lobby cattoliche sono contrarie, i cattolici no (v. sondaggi).

            9- “Gli italiani sono tolleranti, lo dicono le statistiche”

            Obiezione: gli italiani sono anche pacifici, lo dicono le statistiche delle morti violente. Dobbiamo quindi togliere le leggi che condannano gli omicidi?

            10 – “ci saranno pochissimi matrimoni gay”

            Obiezione: anche i matrimoni sono molto pochi rispetto alle convivenze.

            11 – “il matrimonio gay rovina la famiglia tradizionale e la società”

            Obiezioni:
            * ma come faranno, se saranno pochi (v. 10)
            * questo non è successo nei paesi dove il matrimonio esiste

            12 – “le leggi attuali già proteggono contro le aggressioni ai gay”

            Obiezione: le leggi proteggono anche contro aggressioni a sfondo razziale e religioso. Quindi neanche queste categorie avrebbero bisogno della tutela speciale che ora hanno.

            Ecco. Ora attendo le risposte.

  9. Anonimo scrive:

    Alcune differenze tra matrimonio omosessuale e pedofilia. 1- Il primo è tra adulti consenzienti. Il secondo no. 2- Il primo non fa male a nessuno. Il secondo sì. Ecco perché riconoscere il primo non significa dover riconoscere il secondo. Poliamore/poligamia: esiste già ed è riconosciuta in Italia. Un uomo può infatti sposarsi legalmente con più donne (o viceversa), basta che tra due matrimoni ci infili un divorzio. Riconoscimento di rapporti affettivi tra fratelli ecc.: perché no? Ricordo che ai tempi dei Dico, tra i primi intenzionati ad approfittarne c’era un gruppo di suore, che così avrebbe risolto problemi come sucessione, assistenza ecc. Legge antiomofobia = legge bavaglio? Questa proposta si appoggia su una legge che esiste da vent’anni e prevede aggravanti per incitamento all’odio razziale o religioso. Ciò nonostante, numerosi, politici e non, hanno potuto esprimere senza conseguenze le proprie opinioni/incitamenti all’odio contro determinate razze o religioni. Quindi, perché questa stessa legge, emendata per includere l’omofobia, diventerebbe all’improvviso un attentato alla libertà d’espressione? Attendo riaposte.

  10. ENzo scrive:

    Purtroppo cari sostenitori della legge contro l’omofobia…questa legge che volete sostenere non è per niente inerente con la nostra costituzione, per fortuna nostra, e non credo serva una cosa così di questi tempi, visto che la cosa più importante sia riportare il pane a casa. se volete andate in Francia non abbiamo bisogno del vostro relativismo,nn serve alla crescita della persona e tantomeno del Paese

  11. Nicola scrive:

    L’errore è prima esaltare,se la pensa come me e il giorno dopo affossare se cambia idea.Tutto si ferma e si basa su un idea anzi un ideologia.
    PRIMA DI PORTARE SUGLI ALLORI QUALCUNO PENSATECI

  12. Manlio Pittori scrive:

    Scusate, vedo che i miei commenti non sono pubblicati: c’è qualche problema?

    • Manlio Pittori scrive:

      Ho risposto (con l’opzione “Rispondi”) a tre interlocutori del blog, ma i commenti non sono apparsi; usando invece l’opzione “Commenti”, il commenti è apparso. Non capisco.

      • Manlio Pittori scrive:

        Alcuni miei commenti sono in attesa di moderazione, altri invece vengono pubblicati subito: non capisco, ma mi adeguo. Se poi c’è qualcuno che mi spiega come funziona la faccenda, tanto meglio. Grazie.

        • giovanna scrive:

          Non so sia più anti-omosessuale propagandare un obbrobrio come il matrimonio tra due uomini o due donne, o rispettare la natura del rapporto omosessuale, che è lontanissimo dal poter creare una famiglia.
          Altro è essere contrari all’ideologia gay, menzognera e violenta, come si dimostra ogni giorno di più.

          • Manlio Pittori scrive:

            E io non so se sia più pro-omosessuale accedere a una tutela diminuita, o prospettare, per analogia inversa, una valutazione del rapporto omosessuale, che si avvicini a quello della famiglia.
            Ovviamente altro è essere contrari all’ideologia anti-gay, sempre più violenta e terroristica, come l’evidenza dimostra giorno dopo giorno.

            • giovanna scrive:

              Il solito pappagallo, che avevo detto ?
              Ancora si deve palesare un gay su questo sito che non ripeta a pappagallo le parole altrui, facendo il verso, senza la minima traccia di argomentazione e desiderio di confronto.
              Come già detto migliaia di volte ai tuoi compari , la violenza gay si taglia a fette, si sente che se potessi mi taglieresti a fette, mentre la violenza che rinfacci a me è a vanvera, tanto per pappagallare.
              Comunque la discussione è sterile, si gioca con le parole, anti-omosessuale, pro-omosessuale, fumo negli occhi, io non mi sento affatto anti-omosessuali, e infatti ci sono tanti omosessuali che pensano che il matrimonio tra omosessuali sia un obbrobrio, ma anti ideologia gay, sì, lo sono, ma senza violenza e senza offendere , e soprattutto senza bisogno di ricorrere a menzogne, falsità e teatrini vari.
              Per l’ultima volta: essere contro il matrimonio gay non è essere contro gli omosessuali, anzi sono sicura che sia anche a favore degli omosessuali, come è anche a favore di uno stonato escluderlo dal coro polifonico , e il tempo lo dimostrerà.

              • Manlio Pittori scrive:

                Certo, come no: anche escludere i disabili dalla scuola è essere a favore dei disabili: mica devono essere trattati come i normali. I disabili sono diversi dai normali, quindi non devono essere trattati come i normali. E un giorno ti ringrazieranno, i disabili, per essere stati messi in qualche istituto.

                • giovanna scrive:

                  Non so , per esempio facciamo fare la corsa campestre ad un ragazzo in carrozzella ? Per frequentare la scuola, invece, un bambino in carrozzella ha tutti i titoli, come un omosessuale ha i titoli per essere assunto, non essere offeso, vivere con chicchessia, non per sposarsi con una donna , come richiede l’istituzione del matrimonio.Che razza di esempio cretino che hai fatto, si vede che in tutta la tua vita non hai mai avuto a che fare con un disabile .D’altra parte un tuo degno compare ne ipotizzava l’elimimazione coatta prima della nascita, perché essere malati o avere un problema viene considerata un’infamia.
                  Due omosessuali devono essere esclusi dal matrimonio, come è attualmente e spero per sempre, nella legge italiana, perchè il matrimonio è tra un uomo e una donna, per ragioni talmente logiche che anche doverlo spiegare è come dover spiegare che le foglie sono verdi d’estate.
                  O magari tu sei nato da due uomini ? Allora mi rimangio tutto.

                  • giovanna scrive:

                    mannaggia alla fretta, ovviamente volevo dire che un omosessuale si può sposare con una donna, come tutti gli uomini, mentre non si può sposare con un altro uomo , perché non sarebbe un matrimonio, ma una pagliacciata e preservare le persone dalle pagliacciate è un aiuto nei loro confronti e nei confronti di tutti.
                    Ma certo parlare di pagliacciate con te, è come parlare di corda in casa dell’impiccato.
                    E non mi pappagallare !

                    • alex scrive:

                      Un uomo omosessuale ha diritto di sposare una donna. Poi un giorno mi spiegherà il perchè una donna dovrebbe sposare un uomo omosessuale.mah

                  • Manlio Pittori scrive:

                    Chi è paralizzato alle gambe non può fare una corsa campestre per ragioni oggettive; un omosessuale non ha alcun impedimento oggettivo che gli impedisca di condividere la vita con la persona che ama. A meno che tu non pensi che un omosessuale sia una disabile emotivo e affettivo, che non ha diritto a vivere con chi ama, godendo delle tutele che l’ordinamento appresta a chi si trova in una situazione analoga, cioè marito e moglie.
                    Ah, ci sono foglie che sono verdi anche d’inverno: il ligustro, ad esempio. O l’alloro. O il corbezzolo.

                    • Antony scrive:

                      l’eccezione conferma sempre la regola.

                    • Gmtubini scrive:

                      Dove hai letto che il matrimonio consiste nel vivere insieme a chi si ama?
                      Puoi citare qualche testo giuridico che lo sostiene?
                      Grazie.

                    • Manlio Pittori scrive:

                      Gmtubini,

                      cosa ne dici del Codice civile italiano? Lì si afferma che il matrimonio consiste nella legittimazione giuridica e sociale di una relazione fra due individui: e infatti l’art. 143 recita:

                      “Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri.

                      Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione.

                      Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia.”

                      Ti pare abbastanza giuridico, come testo? Ti pare che parli di procreazione?

                    • Manlio Pittori scrive:

                      Ovviamente, nel Codice civile, si parla di marito e moglie: è stato redatto nel 1942, settant’anni fa. Ma anche il Codice penale (art. 587) prevedeva, fino al 1981:

                      Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella.

                      Una norma giuridicamente, eticamente e socialmente mostruosa: è stata abrogata solo nel 1981.

                      Come vedi, le cose cambiano, e quello che nel 1942 era riservato solo a marito e moglie, oggi potrebbe essere ampliato a due uomini o due donne.

                      Anche quello che oggi consideriamo mostruoso, fino al 1981 era ritenuto giuridicamente lecito: tu hai nostalgia di quei tempi?

                    • Manlio Pittori scrive:

                      Vuoi un altro esempio?

                      L’art. 559 del Codice penale prevedeva che:

                      “La moglie adultera è punita con la reclusione fino a un anno. Con la stessa pena è punito il correo dell’adultera. La pena è della reclusione fino a due anni nel caso di relazione adulterina.”

                      Per il marito adultero, nessuna pena: una norma di grande civiltà giuridica, vero? E non è stata la politica, a eliminare questa bestialità: è stata la magistratura (Corte costituzionale) nel 1968.

                      I soliti giudici comunisti.

                      Come vedi, le cose cambiano e quello che era quasi lecito trent’anni fa (l’omicidio della figlia che fa l’amore con il fidanzato) oggi è considerato criminale; e quello che era ritenuto criminale quarant’anni fa (l’adulterio della donna) oggi non è punito con la galera.

                      Rasségnati, Giovanni Maria: il mondo cambia e i froci si sono stufati di essere considerati la feccia dell’umanità.

                    • Gmtubini scrive:

                      Manlio Pittori (lo so che non è il tuo nome, ma comunque facciamo finta che io non sappia chi tu sia), tanto per cominciare spiegami una cosina: perché diavolo ci tieni tanto ad usare il mio supposto nome di battesimo?
                      Mica intenderai usare questo espediente per far intendere di sapere chi sono, e che ciò potrebbe costituire una minaccia alla mia persona da parte tua o da parte dei tuoi complici?! No vero?!
                      Secondo, caro Manlio, ti faccio notare che in NESSUNO degli articoli di legge che mi hai rivogato compare la parola AMORE.
                      Dunque… Riprova, sarai più fortunato.

                    • Manlio Pittori scrive:

                      Tubini,

                      ma che stai vaneggiando? Io ti minaccerei con i miei complici? Ma per favore, se non sai replicare, almeno evita le fesserie.

                      Solo due parole, ché mi sembra che sia inutile perdere tempo: quando il Codice civile fa riferimento “alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione”, ciò è quanto di più vicino all’amore si possa trovare in una legge, dato che qui stiamo trattando di diritto e non di morale o di bon ton o di sentimenti.

                      Ma siccome non sai nulla di diritto – e nelle società occidentali è il diritto che regola i rapporti umani, credo proprio che io stia sprecando tempo: non rispondi alle mia argomentazioni, vaneggi di minacce e confondi la tua personalissima e opinabilissima morale minoritaria con le regole giuridiche che disciplinano la convivenza civile.

                    • Gmtubini scrive:

                      Senti bello, a me la gente che insiste nel prendere per le mele il prossimo mi sta sul gozzo.
                      Primo, dato che io qui uso uno pseudonimo, non si vede per quale motivo tu ti debba ingegnare nel tirare a indovinare il mio nome di battesimo se non per lo scopo vagamente intimidatorio che chiunque può constatare. Dunque non mi venire a raccontare che io stia vaneggiando.
                      Secondo, può anche darsi che io non sappia nulla di diritto, ma quel poco che so basta e avanza per rendermi conto che ti stai coprendo di ridicolo prima sostenendo che il fondamento giuridico del matrimonio sia l’AMORE (tu sì che sei un giurista!) e poi scrivendo che “qui stiamo trattando di diritto e non di morale o di bon ton o di sentimenti”.

                    • Manlio Pittori scrive:

                      Tubini, confermo che tu di diritto non sai nulla e quindi parrebbe inutile discutere con te – anche perchè non leggi quello che scrivo.

                      Il Codice civile non contiene nessuna definizione di famiglia o di matrimonio: bisogna rifarsi alla realtà. Così come il Codice penale non contiene una definizione di “comune senso del pudore”: è la realtà e i tempi che determinano il contenuto.

                      Il matrimonio, da quanto si ricava dalla legge, è la comunione spirituale e materiale tra i coniugi: quindi qualcosa che si avvicina molto all’affetto e all’amore, perchè non so come si possa altrimenti definire l’affetto se non in questo modo.

                      Di sicuro la legge non tutela il matrimonio inteso come sede della procreazione: la procreazione è uno solo dei possibili esiti (e motivi) del matrimonio.

                      Quindi: ribadisco che il rapporto matrimoniale è la comunanza spirituale e materiale dei coniugi (se poi tu questa comunione non la chiami amore e affetto, non so che dirti); ribadisco che la procreazione non è il motivo per cui il matrimonio è tutelato dalla legge; ribadisco che di diritto non capite nulla.

                    • giovanna scrive:

                      Ah, davvero, davvero, davvero ci sono foglie verdi anche d’inverno ?
                      Ma qui siamo di fronte , oltre che ad un fine giurista, ad un vero intellettuale !

                    • Manlio Pittori scrive:

                      Eh, cara Giovanna: da insegnante so fin troppo bene che il pensiero logico e strutturato costa fatica, impegno, conoscenza e attenzione: molto più facile e riposante cavarsela con una fesseria buttata lì a caso. Io, di solito, studenti come te li sego: e con una certa soddisfazione, devo dire.

  13. Italo Sgrò scrive:

    Vittoria stalinista-maoista su tutti i fronti. Libertà KO.

  14. beppe scrive:

    anch’io mi scuso. poveri fratelli barilla. uno ha fatto il buco e l’altro, ha dovuto metterci la pezza. ca va sans dire, la pezza è sempre peggio del buco. ops! ma si può ancora scrivere BUCO?

  15. Ridley scrive:

    Ma a nessuno di voi guardando il filmato di scuse di Barilla è venuta in mente la scena finale di Arancia Meccanica, quella con la “rieducazione” di Alex?
    Questa vicenda è francamente molto triste… vorrei che i fedeli della religione laica dello Stato e della Costituzione si stacciassero le vesti anche in questo caso in cui a ripetere la definizione di matrimonio che appare nella Costituzione la reazione più soft è una “uscita infelice” da parte del Corriere…

  16. Palesone scrive:

    Ma svegliatevi voi, invece.
    Il signor Barilla si è rovinato con le sue mani, all’estero queste sparate non le fanno più passare, a differenza del nostro paese di pagliacci.
    Con quelle frasi meschine non ha offeso solo gli omosessuali, ma anche le famiglie e i loro amici
    Siete nel 2013 non si può continuare ad avere paura del diverso
    Mi spiace per chi lavora in Barilla ma se l’azienda avesse un ritorno economico negativo non potrei che gioirne

    E poi siete proprio ridicoli, tollerate (e votate) i delinquenti e i mafiosi che fanno male all’italia, poi vi scagliate contro gente che vuole solo vivere la propria vita
    Siete l’italia peggiore

    • Manlio Pittori scrive:

      Sintetico, essenziale, completo, ineccepibile e inattaccabile: quoto e straquoto.

      • Italo Sgrò scrive:

        Prolisso, disinformato, superficiale, ideologico, contraddittorio e banale. Non lo condivido.

    • Michele scrive:

      Se Barilla avesse detto niente donne velate o famiglie di operai, nessuno, a parte pochissimi, avrebbe obiettato. Ha toccato il “sancta sanctorum” dell’Occidente odierno e ne è stato fulminato. Evidentemente i diversi non sono tutti uguali: ve ne sono di brutti, sporchi e cattivi ed altri no.
      Poi, le è mai passato per la testa che uno può opporsi alle vostre dottrine senza essere per forza berlusconiano, anzi considerando questo come un aspetto, speculare al vostro, del declino del paese.
      Suvvia, gay o gay-friendly: siete così interessati ai “diritti gay” come supremo obiettivo della politica italiana che votereste chiunque ve li concedesse. Barbara D’Urso, tipico esempio di demenza berlusconiana, è una vostra grande sostenitrice e promotrice televisiva, ma va bene perché è dei vostri. Idem il Cecchi Pavone. La Carfagna era una povera soubrette arrivata lì non si dice come, poi quando si è dichiarata vostra simpatizzante è diventata subito un bravo e competente ministro. E lo stesso avreste fatto con Berlusconi, se fosse stato dalla vostra parte più di quanto lo era la sinistra.
      E allora guardi se stesso e la sua parte: che di prostitute intellettuali ne siete pieni. Ecco l’Italia migliore!

      • Manlio Pittori scrive:

        Non mi risulta che operai e donne velate siano discriminati, qui; non mi risulta che abbiano messo nei campi di sterminio donne velate e operai. Pensaci, se ti càpita.

        • giovanna scrive:

          Questo Manlio Pittori pare proprio una via di mezzo tra il fu Alex galvani e il fu Cagliostro, e non è un complimento ! Si parla di gente che ha raccontato balle su balle, mica si scherza !
          Poi dicono che i gay non si moltiplicano ! Antichi !

          • Manlio Pittori scrive:

            Perché, chi è gay? Io ho tre figli e sono sposato con una donna: con chi ce l’hai, Giovanna? E chi sono i tizi di cui vaneggi nel tuo incomprensibile sproloquio?

        • Michele scrive:

          Cominci anche lei a pensare e vedrà che il punto non è che i gay sono discriminati e perciò hanno sollevato il polverone. L’affermazione di Barilla avrebbe scatenato la canea gaia anche se ai gay fosse consentito sposarsi, adottare, ecc. Prova lo è il fatto che la chiamata al boicottaggio è avvenuta anche in altri paesi dove le cose di cui sopra già esistono. Non è questione di discriminazione o meno, sveglia!
          Anche se i gay non fossero “discriminati”, la cagnara sarebbe stata uguale e non sarebbe affatto avvenuta nel caso di donne velate o famiglie di operai, semplicemente perché questi non sono argomenti “politicamente corrette”. Di queste categorie non frega niente a nessuno e se Barilla li avesse insultati poco male: non sono mica gay, l’ultima frontiera del progresso.

          Inoltre le devo una risposta alle sue repliche ai miei commenti di ieri:

          1) data la mia ignoranza di diritto e la sua perizia al riguardo, mi dica allora quale giurista intende la comunione spirituale come amore e fondamento del matrimonio. La prego mi illumini, veramente, non sto scherzando. Il concetto di “affetto” è del tutto vago e nebuloso (come misurarlo e verificarlo?) e niente affatto concreto e verificabile come fedeltà, assistenza materiale e morale, collaborazione nell’interesse della famiglia, coabitazione.
          Non ha mai pensato che per “comunione spirituale” si intende quanto elencato sopra e ciò dipende da un elemento non materiale come il consenso di entrambi a stare, appunto, insieme per i più svariati motivi, che non sono necessariamente l’amore, e che una volta che il consenso viene meno la comunione spirituale non esiste più?

          2) Si può vietare il matrimonio a chi dichiari esplicitamente di non essere innamorato dell’altro coniuge e di sposarsi per motivi economici? Lo si può vietare a più di 2 persone se il fondamento è l’amore e loro si amano? Perché in questo caso sarebbe precluso? Cosa distingue il matrimonio da un’altra forma d’amore come l’amicizia? Può uno stato laico giudicare se un amore è più degno di un altro? Tutte domande rimaste senza risposta.
          Le ho inoltre già fatto notare quali sono le conseguenze a mio parere inevitabili di considerare l’amore come fondamento. Obiezioni? Zero, eccetto l’accusa di non conoscere il diritto.

          3) Quanto alla poligamia, continua a far finta di non capire che il poliamore occidentale non è la poligamia islamica, anzi lo sa che è più sviluppato nei civilissimi Paesi Bassi, che a differenza sua sono laicamente coerenti? Il testo di Cadoppi poi è un manuale di diritto penale e sostiene, debolmente e senza prove, che la bigamia provocherebbe “gravi ed inevitabili ragioni di conflitto all’interno della famiglia” a causa di un nuovo matrimonio. Per affermare ciò è necessario dimostrare che il poliamore implichi necessariamente questi conflitti: a Cadoppi (e a lei) l’onere della prova. È semplicemente un’affermazione apodittica non supportata da prove e ritenuta valida a priori. Stessa perentorietà senza prove ha l’affermazione che sola una famiglia monogamica sarebbe in grado di tutelare e promuovere lo sviluppo della personalità individuale. Perché uno non potrebbe sentirsi realizzato anche in una poligamica? Non è una decisione (lo sviluppo della propria personalità) rimessa alla sua libertà di coscienza?

          4) La mia considerazione sulla capacità procreativa era una riflessione di filosofia giuridica e non un’analisi sul diritto positivo italiano. Lei può immaginare quanto mi interessi essere in accordo con il diritto italiano, che in tema di diritto di famiglia ammette, ad esempio, il divorzio.
          Semplicemente il mancato riconoscimento della capacità procreativa tra i fondamenti è una contraddizione del diritto italiano che prima la ignora, rendendo di fatto impossibile distinguere il matrimonio da una coabitazione amichevole, ma poi la reintroduce dalla finestra facendo della sterilità, seppur taciuta, (e perché, se la procreazione è un aspetto secondario?) uno dei motivi per impugnare il matrimonio. La mancanza di amore/affetto, che mi aspetterei di trovare nella lista dato il suo carattere fondamentale, è assente.
          Infine il matrimonio canonico riconosce tra i fini del matrimonio il “bonum prolis”, quindi la procreazione. Capacità procreativa che, ripeto per l’ennesima volta, viene meno per deficienza e quindi non è qualcosa di “naturale” per i 2 sposi, così come non è “naturale” la malattia allo stesso modo del suo contrario, la salute. Il rapporto eterosessuale, di sua natura, è fecondo: l’infertilità è dovuta ad accidenti (malattia o età).
          E se uno non è in grado di congiungersi carnalmente (impotentia coeundi) viene meno il fine unitivo ed anche quello procreativo (a meno che non si rivolga alla fecondazione in vitro, pratica condannata dalla Chiesa).

          • Manlio Pittori scrive:

            Michele, non hai capito niente.

            Per il diritto canonico il matrimonio è nulla solo in caso di impotentia coeundi, cioè quando vi è, ad esempio, una disfunzione erettile, quando cioè non è possibile raggiungere l’erezione del pene o di mantenerla per un tempo sufficiente da permettere un rapporto sessuale.

            La sterilità, invece, non proibisce né dirime il matrimonio (can. 1084).

            Il che significa che se l’uomo ha una disfunzione erettile ma è fertile (cioè può generare, sia pure non tramite l’inserimento del pene nella vagina), il matrimonio è nullo.

            Se invece l’uomo non è fertile (e quindi non potrà mai fare figli) ma può infilare il membro nella vagina, il matrimonio è validissimo.

            Se puoi penetrare la sposa ma non puoi fare figli, il matrimonio è valido; se non puoi penetrare la sposa ma sei pieno di spermatozoi vitalissimi, il matrimonio è nullo.

            Hai capito, la follia della cosa?

            • Michele scrive:

              Grazie per avermi ricordato che tra i motivi di nullità del matrimonio c’è l’impotentia coeundi e non generandi, non lo sapevo!
              L’impotentia coeundi è motivo di nullità perché, come ho scritto nell’ultimo capoverso, viene a mancare il fine unitivo del matrimonio e quello procreativo può essere raggiunto solo by-passando il rapporto carnale. Unione che precede e fonda la procreazione (senza la prima non vi è la seconda). Se non c’è la dimensione fisica non c’è matrimonio, mentre per il diritto secolare c’è comunque, rendendo di fatto il matrimonio indistinguibile da un’amicizia coabitativa. E non è vero che la procreazione per il dir. canonico non importa, altrimenti non si parlerebbe di “bonum prolis” come proprietà del matrimonio.

              • Manlio Pittori scrive:

                “Se non c’è la dimensione fisica non c’è matrimonio”; “L’impotentia coeundi è motivo di nullità perchè viene a mancare il fine unitivo del matrimonio e quello procreativo può essere raggiunto solo by-passando il rapporto carnale”.

                Quindi il matrimonio è, principalmente, dimensione fisica; il matrimonio è unione carnale. Se il marito non infila il membro virilmente eretto nella vagina adeguatamente lubrificata della moglie, non c’è matrimonio.

                Se poi lo sperma del marito è privo di spermatozoi, non importa: l’importante è che la congiunzione carnale ci sia stata.

                Se invece marito e moglie si amano, sono fertili e fecondi, ma il marito – per un problema fisico – non riesce a penetrare la moglie, il matrimonio è nullo.

                Poco importa che un semplice intervento medico riesca a portare nell’utero quello che la malattia del marito impedisce di fare naturalmente: o il marito riesce a farselo tirare abbastanza da infilare il pene nella moglie, oppure il matrimonio è nullo.

                Una concezione così materialista, formalistica, crudele e idiota del matrimonio è difficile persino da concepire: ma in duemila anni di materialismo e di letteralismo, la Chiesa ci è riuscita: complimenti.

                • Michele scrive:

                  “Quindi il matrimonio è, principalmente, dimensione fisica”. Non solo, è altresì essenziale, tra le altre cose, il libero consenso dei nubendi e la volontà di considerare il coniugio indissolubile; aspetti eminentemente spirituali, anche se ben capisco la sua volontà di far polemica, accusando di materialismo la Chiesa.
                  I coniugi devono essere in grado di porre in essere gli atti idonei alla procreazione: di conseguenza l’unione carnale precede logicamente e cronologicamente la procreazione. Una cosa simile accade nella fecondazione assistita dove il “sostituto artificiale” dell’unione sessuale (la siringa) precede la procreazione. Senza unione non c’è procreazione.
                  Non ha senso contrapporre capacità di avere un rapporto sessuale e capacità di avere figli, come se la prima fosse “formale” (e perciò sembra di capire, materialistica) e la seconda “sostanziale”. È sostanziale anche la prima perché anzitutto la prima è condizione per la seconda e poi perché considerarlo come formalismo significherebbe considerare l’atto sessuale, anche quello sterile, come un mero rapporto “idraulico”, tralasciando l’aspetto non materiale come la volontà e il coinvolgimento psichico dei copulanti: questo sì che sarebbe materialismo.

                  • Manlio Pittori scrive:

                    Accuso di materialismo la Chiesa cattolica perché considera privilegia la forma (cioè la capacità di inturgidire il pene) rispetto alla sostanza (la presenza di spermatozoi): il matrimonio del coniuge sterile ma capace di erezione è valido; il matrimonio del coniuge fertile ma incapace di erezione è nullo.

                    Cosa conta di più: la copula (semplice fenomeno idraulico) o la capacità di concepire?

                    Per la Chiesa conta l’erezione, dato che considera nullo il matrimonio del coniuge che non riesce a inturgidire il pene, pur essendo il suo seme fertile: se non è materialismo e formalismo questo, non so davvero cos’altro possa esserlo.

                    • Michele scrive:

                      La sua risposta è la prova che lei parla di diritto canonico senza conoscerlo.
                      Anzitutto, affinché un matrimonio sia valido, non è sufficiente l’erezione ma occorre essere in grado di compiere un atto sessuale completo. Giusto per sottolineare l’importanza della consumazione del rapporto coniugale va notato che un matrimonio rato e non consumato può, benché valido, essere annullato (e non dichiarato nullo).
                      Per lei la copula sembra essere un “semplice fenomeno idraulico” (cit.) e questo non fa altro che ribaltare l’accusa di materialismo su di lei, perché se lei ritiene che la copula umana sia questo o non l’ha mai provata oppure ritiene che gli uomini siano nient’altro che scimmie senza peli. A ciò si potrebbe aggiungere (a suo carico) anche l’accusa di biologismo.
                      Faccio notare poi che se la situazione fosse invertita (matrimonio valido per gli impotenti ma fertili, e nullo per gli infertili ma “potenti”), l’accusa di materialismo sarebbe anche più strombazzata: già mi immagino di sentire le lamentele, nihil sub sole novi, degli anticlericali che tacciano la Chiesa di considerare il matrimonio e la sessualità solo come funzione riproduttiva della specie e di trascurarne gli aspetti che vanno oltre quello biologico.

                  • Manlio Pittori scrive:

                    “I coniugi devono essere in grado di porre in essere gli atti idonei alla procreazione: di conseguenza l’unione carnale precede logicamente e cronologicamente la procreazione.”

                    Questo è puro formalismo e ottuso materialismo: anzi, peggio, è letteralismo, laddove si sa che, mentre lo spirito vivifica, la lettera uccide.

                    Gli “atti idonei alla procreazione” sono l’unione di sperma e ovulo: se per un difetto fisico questo non può avvenire per le vie ordinarie (congiunzione carnale), ma occorre un intervento medico, che unisca sperma del marito e ovulo della moglie, saremo sempre di fronte a un atto idoneo alla procreazione: o conta di più l’aspetto meccanico-idraulico (l’erezione e la secrezione di umori) rispetto all’unione dei gameti?

                    Dove la natura non riesce, supplisce la medicina: e come sono ammissibilissimi trasfusioni, trapianti e mille altri interventi medici, non si capisce perché la medicina debba restare estranea solamente a livello degli organi genitali.

                    • Michele scrive:

                      Per quanto riguarda formalismo e materialismo si rilegga quanto ho già scritto: sarei proprio curioso di sapere come e in quale misura il riconoscimento del nesso logico unione-procreazione sia materialistico e addirittura letteralistico.
                      Ad ogni modo molto meglio questo sano “materialismo” che una visione del matrimonio fondata sull’amore romantico.
                      L’atto idoneo alla procreazione non è nient’altro che il rapporto sessuale. L’unione dei gameti maschile e femminile non è neppure un atto umano, se di atti umani vogliamo parlare (che sono pur sempre quelli regolamentati dal diritto), perché la volontà dei copulanti non è rilevante ai fini della fecondazione dell’ovulo. Questo anche nella fecondazione in provetta dove, dopo aver “siringato” i gameti (parodia dell’atto sessuale), è indipendente dalla volontà del medico la buona riuscita del tutto. Se poi lei considera l’unione sessuale un rapporto idraulico non capisco perché l’unione dei gameti, pura combinazione casuale e meccanica, debba assumere una maggior dignità.
                      Se la medicina aiuta ad eliminare gli ostacoli legati alla procreazione ben venga: è senz’altro migliore e più appassionante per delle persone sterili procreare naturalmente che far imbottire la donna di ormoni per poi mescolare ovuli e sperma in provetta. Pratica cui la Chiesa è contraria non perché, orrore, orrore, ha a che fare con gli organi genitali, ma per altre ragioni che può facilmente trovare con una ricerca su internet.

              • Manlio Pittori scrive:

                @ Michele – parte prima

                “Se non c’è la dimensione fisica non c’è matrimonio”; “L’impotentia coeundi è motivo di nullità perchè viene a mancare il fine unitivo del matrimonio e quello procreativo può essere raggiunto solo by-passando il rapporto carnale”.

                Quindi il matrimonio è, principalmente, dimensione fisica; il matrimonio è unione carnale. Se il marito non infila il membro virilmente eretto nella vagina adeguatamente lubrificata della moglie, non c’è matrimonio.

                Se poi lo sperma del marito è privo di spermatozoi, non importa: l’importante è che la congiunzione carnale ci sia stata.

              • Manlio Pittori scrive:

                @ Michele – parte seconda

                Se invece marito e moglie si amano, sono fertili e fecondi, ma il marito – per un problema fisico – non riesce a penetrare la moglie, il matrimonio è nullo.

                Poco importa che un semplice intervento medico riesca a portare nell’utero quello che la malattia del marito impedisce di fare naturalmente (diciamo, una normalissima siringa al posto dell’irrorazione dei corpi cavernosi): o il marito riesce a farselo tirare abbastanza da infilare il pene nella moglie, oppure il matrimonio è nullo.

                Una concezione così materialista, formalistica, crudele e idiota del matrimonio è difficile persino da concepire: ma in duemila anni di materialismo e di letteralismo, la Chiesa ci è riuscita: complimenti.

                ——————————-

                PS: scusate le ripetizioni, ma qui ogni tanto mi mettono in moderazione (specie i post più lunghi), ogni tanto mi pubblicano subito (specie i post più brevi): non capisco e allora ripubblico. Scusate.

          • Manlio Pittori scrive:

            Caro Michele,

            per quello che mi riguarda, il tizio che ha appena rilevato il tabaccaio sotto casa mia può dire che i terremoti sono un castigo di Dio, che gli omosessuali sono dei pervertiti, che le donne in minigonna se la sono andata a cercare e che gli atei sono immorali: piena libertà di espressione da parte sue, piena libertà di acquistare le sigarette dove voglio da parte mia.

            Io con un tizio del genere non berrei neanche un caffè: e dovrei comperare le sigarette da lui? Faccio 300 metri in più e le compro da un tabaccaio che non esprime quelle che per me sono fesserie.

            Se gli omosessuali si sono sentiti offesi dal loro fornitore abituale di pasta, cambieranno fornitore di pasta: il mister Barilla di turno continuerà a esprimere le sue idee e gli omosessuali compreranno la pasta Buitoni.

            Libertà di espressione e libertà di tortiglione: mi pare logico. Tu che ne dici?

            • Michele scrive:

              Comprino pure altra pasta. Facevo solo notare che la cagnara non si sarebbe affatto verificata se fossero state altre le categorie coinvolte, per il semplice motivo di non essere “politically correct” e quindi indegne di attenzione per tanta parte dell’occidente.

              • Manlio Pittori scrive:

                Quindi se Barilla avesse sostituito “omosessuali” con “cattolici”, “disabili” o “zingari”, non sarebbe sucecsso niente? I cattolici, i disabili e gli zingari sarebbero stati zitti, continuando a comperare Barilla? Davvero? Sei sicuro?

                • Michele scrive:

                  Loro probabilmente avrebbero anche protestato: certo non si sarebbe scatenata tutta la baraonda mediatica né Barilla si sarebbe cosparso il capo di cenere.
                  Baraonda mediatica che è si è allargata molto al di là del mondo gay, perché, ripeto, tematica politicamente corretta. Sarebbero stati zitti (o quasi) quelli non appartenenti alle suddette categorie, cosa che stavolta non è accaduta e ciò sta a dimostrare che nel mainstream occidentale ci sono categorie (i gay) più uguali delle altre (cattolici, disabili, ecc.).

          • Manlio Pittori scrive:

            Caro Michele,

            riguardo ai punti 1, 2 e 3 non è che non voglio rispondere: è che è impossibile farlo, non solo perché ti mancano le basi giuridiche per comprendere come stanno le cose, ma perché addirittura affermi che non ti interessa “essere in accordo con il diritto italiano, che in tema di diritto di famiglia ammette, ad esempio, il divorzio”. Come se si potesse non essere d’accordo con il diritto del proprio Paese solo perché c’è una legge che non ci piace.

            Qui siamo oltre l’ignoranza, siamo all’analfabetismo etico e civico.

            Mi limito a ripetere quanto ho scritto fino alla nausea: il matrimonio si fonda sulla volontà dei coniugi di vivere assieme, e di solito questo avviene per affetto. Che ci si sposi solo per interesse è vero, ma l’esperienza ci dice che ci si sposa per rendere pubblica e stabile la comunione spirituale e materiale tra due persone: e non capisco perché ci si ostini a non chiamare “affetto” questa comunione.

            • Michele scrive:

              Riguardo ai punti 1-2-3, mi sono anche fatto carico della sua logica sul fondamento come amore e l’ho portata alle sue conseguenze, le ho chiesto di illuminarmi ove sbagliassi dato che mi ha dato dell’ignorante di diritto ma NON ho MAI ricevuto una confutazione, per il semplice motio che non è in grado di produrla. Ad ogni modo, giudicheranno i lettori.
              Sarei curioso di sapere dove sta il mio analfabetismo, quello etico soprattutto: sentirlo dire da un laico, per il quale la morale è un fatto individuale dipendente dalla volontà dell’individuo, è curioso. Di quale etica stiamo parlando, della sua, della mia o di chi altro? Mica vorrà instaurare una classifica. Il pensiero di cui è seguace glielo vieterebbe.
              Ebbene sì, non bramo di essere per forza in armonia col diritto del paese in cui abito. Perché mai lo dovrei essere, se tale diritto fa propria una prospettiva, quella laico-liberale, che non è la mia. Potrei certo condividere anche molti aspetti di esso, ma perché devo sposarlo in toto? D’altronde non lo fa neanche lei, se, da laico, è a favore di eutanasia e fecondazione eterologa.
              Infine, vede che lei è costretto a rivedere la sua posizione: prima l’affetto era il fondamento, adesso “di solito” ci si sposa per amore. Mi pare un cambio di prospettiva non indifferente: da “conditio sine qua non” a elemento importante ma non fondamentale, e almeno alla pari con altri, come l’interesse economico, una generica amicizia, ecc. che saranno pure minoritari ma non possono affatto essere esclusi o considerati meno degni. Se lo vuole chiamare “affetto” faccia pure: ci sarà un motivo, credo, per cui il codice lo esclude e la sua mancanza non consente di impugnare il matrimonio. La prego, però, di non venire poi ad accusare il sottoscritto di mescolare morale e diritto.

          • Manlio Pittori scrive:

            Caro Michele,

            per chiudere ti invito a riflettere sulla disciplina canonica della nullità del matrimonio per impotenza: per la Chiesa la riproduzione conta così poco che il matrimonio di chi è sterile (ma è in grado di inturgidire il pene, anche senza emettere seme o emettendo seme sterile) è valido, mentre è nulla il matrimonio di chi emette seme fertile ma non è in grado di inturgidire la verga.

            Quello che conta, per la Chiesa, è l’erezione del pene, non l’emissione di seme fertile: non ti pare che questo indichi chiaramente quale sia la cosa che conta davvero, per la Chiesa?

            • Michele scrive:

              Ma se la congiunzione carnale è ciò che conta davvero, perché la procreazione è un fine del matrimonio ALLA PARI dell’unione sessuale, e perché la volontà di non avere figli è, AL PARI della mancata erezione, causa di nullità del matrimonio?

              • Manlio Pittori scrive:

                Sono due cose diverse. Se una o entrambe le parti escludono con un positivo atto di volontà il bonum prolis, il matrimonio è nulla: questo è pacifico.

                Ma io mi riferivo alla disciplina dell’impotenza: e il Codice di diritto canonico privilegia la forma (l’introduzione del pene eretto nella vagina, anche se non vi è emissione di seme o se vi è emissione di seme sterile) rispetto alla sostanza (è nullo il matrimonio se il coniuge è fertile ma non ha la capacità di inturgidire il pene).

                Cosa conta di più: la capacità di fare figli o la capacità di infilare il pene eretto nella vagina della moglie?

                Eppure la Chiesa ritiene nullo il matrimonio del coniuge fertile (ma col pene moscio) e valido il matrimonio del coniuge sterile (ma col pene duro).

                A me sembra un controsenso assoluto.

  17. beppe scrive:

    manlio vittori: il codice civile parla di moglie e marito ” ma è stato redatto oltre 70 anni fa ”. ti sembra che in questo lasso di tempo siano intervenuti fatti tali da impedire di definire ancora la famiglia come l’unione di marito e moglie. e che non ci sia bisogno di specificare che si tratta di un uomo e una donna, un maschio e una femmina? se uno va a comperare una COPPIA DI CANARINI secondo lei che cosa gli vendono? mi risponda!

    • Manlio Pittori scrive:

      Beppe: se uno va a comperare una coppia di canarini, gli vendono una coppia di canarini, perchè i canarini non sono cambiati, né negli ultimi 70 anni né negli ultimi 70 mila anni.

      La famiglia invece è cambiata: come ho scritto qui sopra, fino a 30 anni fa il padre poteva uccidere la figlia sorpresa a fare l’amore con il fidanzato rischiando una pena massima di 7 anni – che spesso erano solo 3 o 4; oggi questa sostanziale impunità non esiste più. La famiglia è cambiata.

      Io non so se è cambiata a tal punto da rendere ammissibili i matrimoni omosessuali; quello che so è che se due persone vogliono condividere la loro vita, hanno diritto a che lo Stato garantisca loro almeno alcune tutele minime che i coniugi “tradizionali” hanno: decisioni in materia di salute e in caso di morte, alloggi di edilizia pubblica, facilitatazioni nei trasferimenti e assegnazioni di sede…

      Tutto qui.

      Se invece si vuole che le coppie omosessuali siano considerate inferiori e indegne di tutela, è sufficiente che la maggioranza delle forze politiche si esprima contro questa possibilità. In democrazia, alla fine, le cose funzionano così: una volta rispettato i principi fondamentali della comunità, che sono scritti nella Costituzione, i cittadini fanno quello che ritengono giusto, votando e scegliendo i loro rappresentanti politici.

      Se la maggioranza vota Giovanardi, si va da una parte; se la maggioranza vota Vendola, si va da un’altra parte.

      Cordialità.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Un'aerodinamica di nuova generazione caratterizza il telaio della nuova top di gamma del marchio veneto. Tecnologia Balanced Design, manubrio integrato e freni direct mount per un prezzo che parte da 4.600 euro

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