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Bangladesh. Solo la Chiesa cattolica difende gli attivisti Lgbt uccisi dagli islamisti

aprile 28, 2016 Redazione

Monsignor Rozario, vescovo di Rajshahi, ha condannato l’omicidio di Xulhaz Mannan e Tonoy Majumder. Silenzio da parte del governo

Xulhaz-Mannan-facebook

Ha fatto scalpore in Occidente il brutale omicidio di Xulhaz Mannan (a sinistra nella foto), funzionario dell’agenzia Usaid, e del suo compagno Tonoy Majumder. I due, appartenenti alla comunità omosessuale e attivisti in favore dei diritti gay in Bangladesh, sono stati trucidati a colpi di machete e ascia il 25 aprile nel loro appartamento nella capitale Dhaka.
Nel paese asiatico a stragrande maggioranza musulmano le relazioni tra persone dello stesso sesso sono illegali. In qualità di direttore di Roopban, primo giornale a favore della comunità Lgbt, Xulhaz era un volto noto. Anche Tonoy da un anno lavorava per il giornale.

CONDANNA DELLA CHIESA. In Bangladesh è soprattutto la Chiesa cattolica ad aver condannato il brutale assassinio. Gervas Rozario, vescovo di Rajshahi e presidente della commissione episcopale Giustizia e pace, ha dichiarato ad AsiaNews: «Ogni vita umana è sacra e va preservata. La Chiesa cattolica di certo non approva i comportamenti Lgbt, ma allo stesso tempo condanna con la maggiore forza possibile l’orribile omicidio di due esponenti di quella comunità».

GOVERNO IN SILENZIO. Per non esporsi troppo, vista la sensibilità del caso, il governo ha evitato di commentare l’omicidio. E la Chiesa l’ha fortemente criticato: «Il governo ha fallito dal punto di vista morale, perché è il governo che dovrebbe assicurare la sicurezza di ogni cittadino a prescindere dal suo modo di vivere. Se omicidi del genere passano nel silenzio, allora a perdere più di tutti è proprio il governo. La polizia deve preservare i cittadini, senza pregiudizi religiosi o politici», continua il vescovo.

SICUREZZA E ISLAM. Un’amica delle vittime, Rosaline Costa, ha aggiunto: «Mi chiedo se il governo intenda portare i colpevoli davanti alla giustizia. Sono una minaccia per tutti noi, persino per i vertici dell’esecutivo: se pensano di essere al sicuro, sbagliano. Non si possono fare compromessi sulla sicurezza in nome dell’islam, basta compromessi con i partiti islamici».


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6 Commenti

  1. Rolli Susanna says:

    Per un attimo ho pensato che era Filippo 81, poi ho capito prontamente che non era lui, ma un’altra che sputa su tutto e su tutti, soprattutto sui cristiani. E che mi fa una gran pena.

    • giovanna says:

      Susanna, sì, una gran pena, un po’ come il povero Galasi : hai notato come gli sia sfuggita l’espressione “vita da larva”, che è proprio l’impressione esatta di quale significato dia alla sua vita, vita da larva, sprecata appollaiato lassù a sparare stupidaggini ?
      Galasi, ti senti una larva, ma sei molto di più di una larva, infinitamente di più : hai un valore infinito.
      Anche in questo momento, come in tutti i momenti della tua vita , c’è qualcuno che ti vuole, che ti ha amato tanto da darti la vita e continua ad amarti ogni istante.

      • Sebastiano says:

        E’ semplicemente un poveraccio, Giovanna.
        Come dimostra ampiamente in questo suo pastrocchio in cui, anziché riconoscere che solo la Chiesa difende gli amici suoi dagli aguzzini maomettani, non perde occasione per dargli pure contro.
        Schizofrenia allo stato puro.

      • Rolli Susanna says:

        La speranza è l’ultima a morire…Con Gianpà ho chiuso, va oltre, esagera, non si discute; si litiga solo.

        • giovanna says:

          Sì, Sebastiano, il Galasi è un poveraccio, ma nello stesso tempo molto di più di un poveraccio.

          In quanto al dialogo con lui, cara Susanna, cosa ti aspettavi da uno che ha dimostrato in ogni modo di volere pervicacemente parlare da solo, fin dalla modalità di commento ?
          Non sopporta proprio essere contraddetto, tanto più se non ha argomenti umani per rispondere.
          Quelli che non la pensano come lui e che si azzardano a difendere i deboli e i poveri, li vedrebbe volentieri in quei bei campi rieducazionali alla gulag, se va bene.

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