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Avete regalato a vostra figlia una bambola rosa? Bravi, avete appena rovinato l’economia del paese

febbraio 9, 2014 Leone Grotti

Lo ha sostenuto (seriamente) davanti al Parlamento Jenny Willott, ministro inglese con delega al Business: i giocattoli diversi per maschi e femmine «definiscono i ruoli che andranno a ricoprire in società»

Genitori, attenzione, questa notizia vi riguarda molto da vicino: se vi è capitato di vestire vostra figlia con un completo rosa e magari di regalarle una bambola per Natale o addirittura di permetterle di giocare con la sua bambola rosa mentre era vestita di rosa, sappiate che non solo l’avete influenzata in modo probabilmente irreparabile ma avete anche «danneggiato il potenziale sociale ed economico» del vostro paese.

NON È UN GIOCO. Per ora non c’è bisogno che vi troviate un buon avvocato ma le parole pronunciate al Parlamento inglese dal ministro con delega al Business dei Liberali democratici, Jenny Willott, vi faranno perlomeno sentire in colpa: far giocare i propri bambini maschi con giochi da maschio, passateci la perifrasi sessista, o le femmine con giochi da femmine «definisce i ruoli che andranno a ricoprire in società nel futuro e definisce i desideri che potrebbero avere».

giochi-femmina«PROBLEMA DI FONDAMENTALE IMPORTANZA». E questo «non è un problema laterale», per il quale potrebbe valere il vecchio adagio usato da tutti i pro-choice del mondo: “Ognuno è libero di scegliere per sé”. No, questo è «un problema di fondamentale importanza per l’economia del nostro paese». Infatti, far giocare vostra figlia con le bambole invece che col martello, il cacciavite e la sega potrebbe in futuro prevenire in lei il sorgere dell’ipotesi di iscriversi alla facoltà di Ingegneria, privando così l’industria nazionale di un potenziale grandioso capo cantiere.

ARRIVA UNA LEGGE? Su questo punto, il ministro del Business si è trovata d’accordo perfino con l’arcinemica ministro ombra dell’opposizione Onwurah, la quale, provata dalla «segregazione di genere» sperimentata nei negozi di giocattoli, ha chiesto di mettere fine «alle scelte vincolate dai codici dei colori».
Ma quello che ha aggiunto dopo, cari genitori, dovrebbe farvi preoccupare perché presto potrebbe davvero servirvi un legale per andare a comprare una macchinina blu a vostro figlio: «Non dico che dobbiamo approvare una legge. Però molti osservano che è illegale sponsorizzare un lavoro solo per uomini mentre apparentemente non c’è problema a pubblicizzare un gioco solo per maschi o solo per femmine».

bambina-ingegnerePOVERI BAMBINI. La signora Onwurah non parte dalla sua esperienza di mamma per lanciare questa invettiva ma di zia. Lei non vuole che sua «nipote cresca in un ambiente tutto rosa. Ma siamo arrivati al punto che è difficile comprare giochi che non siano rosa». E i giochi rosa non vanno bene perché «non riflettono il mondo reale». Quindi, cari genitori, la prossima volta che comprate un balocco a vostro/a figlio/a, se ci tenete al vostro paese e non volete rovinarlo economicamente, comprate il kit del muratore alla femmina e mandate il maschio direttamente in miniera.

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36 Commenti

  1. filomena says:

    Questa di iniziare il condizionamento già da piccolissimi è la ragione per la quale poi crescendo ci si convince che nella società esistono ruoli per uomini e ruoli per donne. Non si tratta evidentemente, come qualcuno sosterrebbe, di una conseguenza dettata dalla natura perché uomini e donne nascono con predisposizioni diverse, ma molto più semplicemente perché se fin da piccolo tu non fai altro che ripetere a un ragazzino che questo è il suo destino, da grande farà quello che ci si aspetta da lui.

    • Picchus says:

      tu non hai figli vero? Almeno spero. Perché chiunque abbia figli e un minimo di raziocinio rimasto sa che questa è un’emerita idiozia.

    • EquesFidus says:

      Affermazioni apodittiche ed in contrasto con la realtà: http://www.papalepapale.com/strega/?p=2102

    • VivalItalia says:

      Si nelle favole che ascolti la sera sur disco dellarcigay dicono proprio così

      • filomena says:

        Quello che sostengo vale per tutte le persone non solo per i gay. Se fin da piccolo insegni ai bambini che c’è una sola verità, da grande non sarà mai in grado di ragionare con la propria testa. Se invece lo aiuti a diventare quello che sente di essere lo stimoli a cercare la sua verità che vale evidentemente solo per lui.

        • ada says:

          Se davvero ci fossero tante verita’ quante sono gli individui perche’ mai avrebbero inventato la parola opinione?

        • EquesFidus says:

          Ma infatti esiste una sola verità, altrimenti si tratta di opinioni; e la verità è che “maschio e femmina li creò”. Poi certo, per voi liberalisti non esistono verità e tutto relativo (assunto già di suo contraddittorio), perciò non vedo perché crediate di aver ragione o vi si debba riconoscere ciò.

        • Lela says:

          Balle. Se insegni a un bambino che c’è una sola verità, quando sarà adolescente metterà la verità che tu indichi alla prova dei fatti, e se la verità passerà la prova, la seguirà come vera. Se invece non passerà la prova, il ragazzo andrà per la sua strada, facendo anche il contrario di quello che gli è stato insegnato, che reputerà essere falso. Ma se non gli insegni niente o peggio gli dici che tutto è uguale, con che criteri potrebbe scegliere qualcosa? Tanto, se tutto è uguale, tutto è falso!

    • Toni says:

      Si,…. gli esseri umani sono proprio come l’oca di Lorenz!

      Gli esseri umani li puoi convincere di tutto…basta “ripetere ad un ragazzino che questo è il suo destino” e può diventare tutto, donna , pollo, passerotto ecc.

  2. filomena says:

    Si tratta solo di allargare gli orizzonti senza togliere nulla a nessuno, ma solo di vivere meglio la propria vita.

    • easy says:

      Allargare gli orizzonti non significa negargli un’identità.

      • filomena says:

        Non si nega nulla a nessuno, si tratta solo seguire le proprie inclinazioni e uscire dagli stereotipi imposti. Del resto l’identità è personale e compito degli adulti è fornire gli strumenti affinché i piccoli la possano riconoscere, non dargliene una già bella e pronta su misura.

        • Toni says:

          Tutta la civiltà nasce da un freno alla “proprie inclinazioni”. Un bambino senza il “freno” non si alzerebbe dal letto, non si laverebbe, non studierebbe… il non permetterglielo sono tutte coercizioni ? stereotipi imposti? Ma chi l’ha detto che il ruolo è frutto di una oppressione e non espressione di una saggezza consolidata da generazioni e generazioni?

          • filomena says:

            Quello che tu chiami “freno” parola che trasmette appunto coercizione, io la cambierei con una che trasmette un messaggio positivo come per esempio stimolo, motivazione che infondono fiducia in se stessi. Per ottenere risultati, alzarsi dal letto, studiare ecc. bisogna prima di tutto avere delle buone ragioni per farlo. Sta a noi adulti fornirle anche sotto forma di premio nei più piccoli. Esclusivamente con le punizioni e il senso del dovere creiamo solo o dei ribelli e degli automi

            • Toni says:

              La tua idea ha già trovato applicazione ed espresso, purtroppo, i suoi effetti nefasti. Penso al sistema educativo dove il maestro portatore di conoscenza ed autorità (cose che implicavano l’insieme di bastone e carote) è stato sostituito con una sorta di “motivatore” (ergo solo carota). Ovvero… il pensare che gli uomini si educano e crescono con delle sviolinate. I frutti sono gli occhi di tutti in termini di indisciplina, bullismo incapacità di sacrificio allo studio (perché non puoi conoscere solo quello che ti piace). E… voilà …eccoti serviti ribelli ed automi.
              La verità è l’esatto contrario di quello che dici.

              • filomena says:

                Purtroppo Toni, se esistono ragazzi che praticano il bullismo ecc. vuol dire che noi adulti non siamo riusciti a dare loro delle buone ragioni per comportarsi civilmente. Se si vuole raggiungere un determinato obiettivo educativo bisogna far si che il nostro interlocutore lo comprenda e che sia responsabilizzato rispetto al risultato che lui stesso vuole ottenere.

                • VivalItalia says:

                  Se sei la stessa Filomena de prima me stupisco positivamente de qsti due post delle17.54 e 19.14.
                  Condivido en particcolare che per alzasse la mattina uno deve ave n motivo.. (e infatti quanti depressi che de alzano perché “se deve”).

                  Questo ovviamente nun vuol di che le regole o i divueti non servano.
                  Siamo intrensicamenti “debboli” e gli aspetti coercitivi, seppur non deccisivi, aiutano la persona, sopprattutto se posti in essere intelligentemente e amorevolmente.

                  • filomena says:

                    Certo che sono la stessa. E i post a cui fai riferimento sono assolutamente coerenti con gli altri miei sopra. Ingabbiare le persone dentro stereotipi, come direbbe qualcuno da generazioni e generazioni, non solo demotiva il ragazzo ma lo rende una persona negativa.

                    • VivalItalia says:

                      assi?
                      Ndo starebbe la coerenza de puntà a fa apprezza na cosa bella come motivo per fa le cose e non proporre nessun riferimento culturale?

                • Toni says:

                  Altro errore! Il problema è colpa degli altri (gli adulti) . I ragazzi, anche se bulli , sono vittime (la società non è stata in grado…). Non gli tocca una sana “responsabilità personale”?
                  Ma non ti accori che questa situazione è maturata da quando le famiglia (e la scuola) sono andate a carte e 48 e hanno preso piede “gli esperti”?

            • Toni says:

              moderatore – perché è stato cancellato il mio post?

  3. Simone says:

    Grazie a Dio i cinesi o qualcun altro ci conquisterà a breve costringendo quel che resta dell’occidente a tornare a fare mattoni con l’argilla per poter mangiare un tocco di pane. Abbiamo davvero troppo tempo libero e troppa noia da insensatezza che stiamo diventanto in assoluto la società più idiota della storia dell’umanità…. popoli che non hanno idea ancora che la terra sia tonda potrebbero guardarci con disprezzo da quando siamo diventati fuori di testa…. che tristezza da lume di civiltà a fogna del nulla.

  4. Andrew says:

    La signora Jenny Willott é una Lib-Dem e ciò spiega molte cose …

  5. Cisco says:

    Dubito che se da piccola la ministra Jenny Willott avesse giocato di più con il cubo di Kubrik avrebbe detto cose più intelligenti. E chissà con cosa giocava da piccola. Tuttavia, avendo studiato in uno dei college più conservatori d’Inghiterra – il St. Mary’s di Durham, con rigida separazione tra maschi e femmine – se la sua teoria fosse vera dovrebbe passare le giornate a stirare i calzini del marito. E invece la prova che la sua teoria è una stupidaggine è proprio la sua presenza al governo.

    • filomena says:

      Perché sempre questi atteggiamenti negativi con attacchi personali? Non è forse meglio discutere dei contenuti e non delle qualità o demeriti individuali? Ci sono diverse scuole di pensiero sull’educazione dei minori: invece di evidenziare solo gli aspetti negativi magari confrontiamo le.

      • domenico b. says:

        Filomeno, leggi il commento di Simone. Stiamo davvero diventando la società più idiota della storia dell’umanità, e io aggiungo anche la più crudele e ipocrita, falsa, menzognera e vile, che cerca di distruggere la persona umana partendo dai piccoli, cercando prima di ucciderli nel grembo della madre e poi di insegnare queste stupide e assurde porcherie nelle scuole, e questo grazie a persone come te

      • giovanna says:

        L’esperienza coi miei figli ( che poi è la mia da bambina, ma certo da adulta la osservo con più coscienza ) è che un bambino ha un estremo bisogno di riconoscersi maschio o femmina, al di là di qualsiasi imposizione. Cioè, è stato creato maschio o femmina , VUOLE essere riconosciuto maschio o femmina, VUOLE sapere se è maschio o femmina.
        Non è che vestendo d’azzurro una bambina ( per esempio, a me piace ) , la bambina si convince di essere un maschio , ma comunque le bambine in genere adorano il rosa perché le aiuta in una identificazione indispensabile, in armonia con il loro sesso. Anche azzerando in ogni modo le differenze di educazione , cosa di per sè assurda, perché noi siamo diversi, rimarrà sempre in un bambino l’aspirazione a differenziarsi.La prima domanda che si fa ad una donna in attesa, non è forse se il bambino è maschio o femmina ? Da quando in qua è diventata una domanda pericolosa e discriminante ? Alla fine della fiera tutto questo bailamme, sembra proprio confermare una presunta inferiorità dell’essere femmina, quando non c’è previlegio più grande al mondo del portare un bambino in grembo.

  6. filomena says:

    Cara Giovanna,
    massimo rispetto sia per il tuo vissuto che per le tue convinzioni. Se tu credi in tutto ciò è giusto che ti comporti di conseguenza. Altra cosa però è imporre ciò ad altri avendo la pretesa di essere nel giusto in assoluto.

    • giovanna says:

      Abbi pazienza, Filomena, ma la tua sembra una risposta pre-confezionata: che c’entra con quello che ho scritto? Mica ho parlato di “mie convinzioni”, ma di mie osservazioni della realtà: che i bambini hanno un’estrema necessità di definire il loro essere maschio o femmina. Come tutti gli esseri umani, d’altronde e quando non accade sono guai. O magari a te risulta che non sia vero che tutti, ma proprio tutti, si informano del sesso del nascituro ? O forse volevi dire che si vuole imporre ad una femmina di esserlo per forza ? Ma una femmina è una femmina, eddai, che cosa vuoi imporre ! Perlomeno, qui si parlava della normalità, non della patologia.

    • giovanni says:

      La gallina fa cicchirichiiiii, il gatto fa bau bau, il leone fa squitt squitt, la giraffa fa cra cra …………………..

    • Cisco says:

      Filomena e dove sarebbe l’imposizione agli altri del punto di vista di chi non la pensa come te? E in cosa differirebbe questa “imposizione” dalla tua? Anche imporre a un figlio l’idea che possa scegliere tra essere genere-maschio o genere-femmina e’ un’imposizione.

  7. Livio says:

    la demenza senile investe il Parlamento inglese? Speriamo che il germe del rincoglionimento venga debellato presto.

  8. Sara says:

    La Madonna ha Medjugorie ha detto che i bambini fanno ciò che vedono fare da noi adulti, X questo essere genitori è una responsabilità seria

  9. Ily says:

    Forse sarebbe ora che i maschi si riappropriassero del rosa , chi lo ha detto che un ingegnere non puo’ mettersi una maglietta rosa o lilac?

    • easy says:

      Gli adulti purtroppo non vogliono più prendersi delle responsabilità e così si lascia che siano i bambini a decidere da soli quando saranno grandi……ma tutti siamo cresciuti guardando qualcuno e a chi guarderanno loro se hanno davanti il nulla?

  10. AndreaB says:

    E’ dovere dei genitori insegnare ai loro figli cio’ che credono giusto. Dare delle basi solide da cui partire e’ indispensabile perche’ i bambini possano imparare a ragionare con la propria testa ed in modo equilibrato.

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