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Amici dello scontrino contro evasori «bastardi» (dai! diventa anche tu un delatore)

febbraio 3, 2012 Leone Grotti

È partita la campagna contro gli evasori fiscali, i veri responsabili di tutti i mali dell’Italia. Repubblica, Stampa e Fatto quotidiano fanno la loro parte ma non basta fare denunce generiche: ora arrivano i siti che scrivono nomi e cognomi e la «paura farà ritrovare a tanti, e più in fretta, il blocchetto delle ricevute fiscali»

«Non avremo nessuna pietà. Spareremo ad alzo zero su chi evade le tasse» ha dichiarato pochi giorni fa il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà. «L’effetto deterrenza si fa anche con la propaganda. Incutere un sano timore è necessario» ha detto il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera, ideatore del blitz di 80 finanzieri a Cortina. La campagna contro gli evasori fiscali è partita, il nuovo capro espiatorio, dopo Silvio Berlusconi, del cattivo andamento dell’economia italiana e dell’impennata dello spread è stato trovato.

L’azione a cavallo di Capodanno dell’Agenzia delle Entrate a Cortina è stata esaltata ma non basta. Perché non bisogna essere evasivi, non è possibile tenere nascosti i nomi degli evasori e i loro esercizi commerciali. «Sono felice dei controlli [di Cortina, ndr]. Ma i nomi di questi mascalzoni non si possono pubblicare?» dice Marta Marzotto al Fatto quotidiano, vantandosi di essere la figura che ha ispirato la fantozziana “Contessa Serbelloni Mazzanti vien dal mare”. «Mi interessano, così quando cammini per strada eviti non solo di incontrarli, ma anche di salutarli. Che li becchino tutti questi miliardari con il naso da Pinocchio».

Beccarli, già. Ma come? Si può fare come Flavia Amabile, inviata della Stampa, che si è appostata fuori dalla gelateria di via dei Baullari a Roma a fare foto e intervistare i clienti, per scoprire che almeno sei scontrini non sono stati emessi. Nel suo reportage, Amabile spiega anche come si può riconoscere uno scontrino falso da uno vero: «Basta guardare bene in fondo al foglio, dovrebbe esserci scritto: “non valido a fini fiscali”. Se non c’è lo si può riconoscere dai codici ma forse è meglio lasciare agli ispettori questi compiti». Ma è proprio qui che si sbaglia Flavia, che nel suo articolo ha commesso almeno due errori: prima di tutto non ha pubblicato il nome del proprietario della gelateria né il nome dell’esercizio, ma solo quello della via; secondo, è ora di smetterla di pensare che l’evasione sia un problema del Fisco, dell’Agenzia delle Entrate, di Equitalia, dello Stato. Perché, come dice Monti, «sono gli evasori a mettere le mani nelle tasche degli italiani» e allora ogni italiano deve diventare un finanziere.

Proprio come gli “Amici dello scontrino e della ricevuta fiscale” osannati oggi da Repubblica, i quali, oltre a indicare qualunque violazione fiscale, pubblicano spesso su internet nome e indirizzo del negozio dove è avvenuta la truffa. “Evasori.info”, invece, ha creato una mappa dell’evasione ma i suoi utenti sono ancora restii a denunciare il proprio vicino di casa e si limitano a indicare il nome della zona, neanche della città, dove sono stati avvistati dei ladri fiscali. Molto meglio il sito “Tassa.li” dove «ogni informazione viene geo-localizzata. I dati vengono utilizzati per creare una mappa dell’evasione e saranno gratuitamente accessibili a chiunque».

Tutti dovrebbero unirsi a questi «feticisti dello scontrino», come si autodefiniscono, perché «chi evade deruba anche te», come recita lo slogan di “Evasori.info”. Ogni italiano deve quindi diventare come quello che racconta su Facebook di avere «chiamato l’idraulico a casa mia, abita a cento metri da me. Venti euro per la chiamata, dieci per la guarnizione di un rubinetto. Sua moglie e i figli vestono abiti griffati. Gli chiedo la ricevuta e lui dice: costa il 20 per cento in più. Come possiamo fermare questi bastardi?». Il problema è questo, perché se Repubblica spera che “la paura di finire su questi nuovi siti farà ritrovare a tanti, e più in fretta, il blocchetto delle ricevute fiscali”, il problema è sempre che solo la Finanza è autorizzata a fare accertamenti e la giustizia al massimo commina delle multe. Oggi un cittadino può solo fare il delatore, bisogna invece dargli il potere di agire e inasprire le sanzioni, come propone uno dei tanti su internet: «Se un negozio non fa lo scontrino lo chiudi. Vedrai che gli altri si innamorano del registratore di cassa».

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5 Commenti

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  2. malta1565 scrive:

    fino a prova contraria l’unico che preleva con violenza i miei soldi è lo Stato. Troppo comodo dr Monti…

  3. BIASINI scrive:

    Il bliz di Cortina è uno dei tanti teatrini che appestano la vita civile del nostro paese. Un fisco serio incrocia sistematicamente i redditi dichiarati con le tante banche dati (auto, catasto, contratti luce gas telefono,Inps, contratti bancari) che sono a disposizione delle autorità. Non c’è alcun bisogno di mandare gli ispettori a Cortina per scoprire il legame radditi-suv, o qualsiasi altro legame reddituale che non sia di natura mafiosa o malavitosa. Qui occorrono ben altre armi, in primis i controlli sull’operato delle banche. Non è possibile muovere un fiume di denaro senza la complicità bancaria o degli intermediari finanziari. Si pagano tangenti milionarie in contanti. Dove tiene i soldi il corruttore? Sotto il materasso? Come e dove li preleva? Mai sentito risposte a queste ovvie domande! Illuminatemi, per favore

  4. Bepo scrive:

    Problemino di matematica elementare:

    Un tizio ha 5 figli che hanno bisogno di un dentista; denti storti, lì ancora l’eugenetica non li fa fuori nella panza, ma solo per l’opposizione degli odontoiatri.
    Il tizio guadagna, in teoria, abbastanza per mantenere decentemente sia loro sia la moglie (che a casa lavora più di lui), nonché per pagare regolarmente il dentista. Ovvio che le vacanze al mare e in montagna se le sogna, ma si può essere felici lo stesso.
    Però, come dice il mio rivenditore di auto (rigorosamente di terza mano), “il soldi veri sono solo i soldi neri”, e il tizio si vede decurtare dal signor Monti lo stipendiuzzo da lavoratore dipendente fino ad una soglia di mera sopravvivenza (sua e dei figli). Ohibò!
    Oltre a ciò, per il fatto di abitare in una casa per la quale sta ancora pagando il mutuo e che – vorrei vedere voi con 5 femmine – comprende ben due cessi, si vede improvvisamente costretto a pagare una bella somma di ICI (alla faccia dello scontone di 50 Euro a figlio). Sommando infine l’aumento del gasolio (1.665 Euro oggi la pompa più economica nelle vicinanze) ed il fatto che per lavorare si macina quasi 40.000 km all’anno, il tizio fa due conti e vede che non può più permettersi l’apparecchio nella bocca dei figli.
    Sennonché al tizio hanno detto che se non raddrizza ‘sti denti, non è questione che le ragazze non trovano marito, ma proprio la masticazione ne risente, ci saranno danni, anche seri.
    Il tizio decide di mandare a fare un bel c… il signor Monti e tutti i figli di p… che stanno massacrando la vita sua e dei suoi figli; va dal dentista e gli fa: se mi fai pagare il 30% in meno del preventivo che mi hai mostrato, facciamo tutto in nero. Il dentista inizialmente dice no, che non gli serve, perché vive da nababbo lo stesso; poi, solo per amicizia e dopo aver saputo quanto guadagna il tizio, lavoratore dipendente metalmeccanico, impietosito, accetta.

    Domanda numero 1

    Se fissiamo la soglia di sopravvivenza di una persona a 450 Euro al mese, tutto compreso (anche dentista!), e il tizio ha un lordo di 38000 euro all’anno, che deve distribuire tra 7 persone, e sapendo che alla fine della fiera, via tutte le tasse IRPEF – regionale – comunale – IMU – etc, al tizio restano in tasca circa 29.000 euro, dire se lo stato porta via al tizio ed ai suoi figli anche il minimo per la sopravvivenza.

    Domanda numero 2

    Se consideriamo che dei 29.000 Euro che gli restano e che utilizza per campare, circa il 20 % va ancora in tasse (IVA – è molto di più se consideriamo i circa 5000 euro gasolio), ribadire se lo stato porta via al tizio ed ai suoi figli ben più che il minimo per la sopravvivenza.

    Domanda numero 3

    Stabilire una soglia al di sotto della quale si ritiene che il tizio fa bene a cercare di far sopravvivere la propria progenie, in qualunque modo, e calcolare di conseguenza l’aliquota che sarebbe corretto applicare in funzione del nucleo famigliare

    Domanda numero 4

    Se lo stato lasciasse scaricare al tizio l’IVA pagata al dentista, è probabile che il tizio non avrebbe necessità di pagare in nero il dentista. (Questo vale in generale per tutte le spese che effettua, ma ancora il lattaio non si fa corrompere…). Dire quanto ci perde lo stato e stabilire, fornendo chiare motivazioni, se (lo stato) è più deficiente o figlio di p…

  5. AnnamariaS scrive:

    Penso che come dice un mio conoscente che lavora per lAgenzia delle Entrate; “se lo stato desse l’ok, noi gli evasori li prendevamo tutti, e sarebbe anche facile far pagare le tasse da tutti…come d’altronde accade nel resto dell’ Europa”…cioe in altre parole: e lo stato italiano a chiudere gli occhi dinanzi agli evasori.
    Comunque, tutti quei immigranti che occupano i marciapiedi con le bancarelle, venditori ambulanti, sarti,internet points, tanti tanti , ancora oggi 13.02.2012…..
    Per Mr Monti e facile inquanto non e stato votato da nessuno, non deve rendere conto a chi lo ha votato..ma quelli che “comprano” i voti..devono sempre stare con occhi chiusi dinanzi alla legalità’.

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