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Riprende la campagna sull’allarme omofobia. Il caso del suicidio di un ragazzo romano

gennaio 8, 2014 Francesco Agnoli

Ai senatori viene inviato un articolo che parla della morte di un ragazzo, ma le cause non sarebbero legate alla sua omosessualità. Così, però, si fa pressione per fare loro approvare il ddl Scalfarotto

Riprende il dibattito sulla legge sull’omofobia; riprende la mobilitazione delle Sentinelle in piedi, della Manif Pour Tous Italia e di tutti coloro che intravedono nel progetto di legge del renziano Ivan Scalfarotto il tentativo di introdurre nel nostro ordinamento il primo psico-reato e, nello stesso tempo, di preparare la strada al matrimonio gay (con relativa adozione e produzione di figli).

Riprende, anche la campagna di stampa ossessiva sulla cosiddetta “omofobia”, parola ormai sdoganata, ma, a tutti gli effetti, orwelliana (tesa cioè a bollare il dissenziente, senza neppure possibilità di dialogo e confronto).

Proprio ieri, infatti, sulla posta elettronica dei senatori, è comparsa una mail riportante un link, ad un articolo di Repubblica, e una didascalia: «Non si è suicidato, è stato ucciso dall’omofobia. Antonia Di Costanzo, mamma di un ragazzo omosessuale». Mail scritta allo scopo di “intimidire”, o quantomeno mettere in difficoltà i senatori: chi non si sentirebbe in colpa se gli dicessero che, per causa sua, tante persone si suicidano? Che, solo che lui faccia una firmetta sotto la legge Scalfarotto, tante persone eviteranno di suicidarsi?

Questo l’articolo linkato, datato 6 gennaio: «Ha scelto di suicidarsi lanciandosi dal settimo piano di un palazzo. Proprio come aveva fatto, due mesi fa, un suo coetaneo. Anche lui omosessuale nella capitale. Come tanti, troppi, prima di lui. Un ragazzo omosessuale di 21 anni si è tolto la vita ieri sera in via Casilina, nel quartiere di Torpignattara. Secondo le prime informazioni il giovane avrebbe provato il suicidio una prima volta pochi minuti prima di lanciarsi nel vuoto. Ma era stato fermato dalla madre. I carabinieri che indagano sul caso non escludono alcuna ipotesi, neanche quella di un disagio legato alla sua omosessualità. Si parla di un posto su Facebook in cui attaccava: “Perché insultare un omosessuale non è reato?”».

Repubblica, come si vede, non ha dubbi: dà la notizia, e propone subito, ben più in fretta della magistratura, una e una sola spiegazione. Tutto è già chiaro: trattasi, sempre e comunque, di suicidio post-omofobia. Lo si fa e lo si dice, ormai per prassi, dopo ogni suicidio di un omosessuale. Mentre, per esempio, dopo il suicidio di un ragazzo che soffre per il divorzio dei genitori (il che accade assai più spesso), nessuno osa mai neppure interrogarsi sul problema. Creare una società in cui i riflessi di chi scrive e di chi pensa sono automatici, pavloviani, è quanto di più angosciante si possa immaginare.

Eppure il giorno precedente, il Corriere della Sera di Roma aveva dato la stessa notizia, ma in ben altro modo: «A.R., commesso in un noto store del centro, frequentatore di iniziative delle associazioni omosessuali compreso il Gay Pride e conosciuto anche dai responsabili di vari circoli, è morto sul colpo sul marciapiede, davanti ai negozi affollati, dopo aver abbattuto i rami di un albero. Sul caso indagano i carabinieri della compagnia Casilina: hanno ascoltato i genitori, il fratello gemello e la fidanzata, entrambi in casa con la madre quando il ragazzo si è tolto la vita. Da un anno, forse dopo una delusione sentimentale, il ventenne era in cura per problemi di depressione aggravati anche dall’abuso di alcol e stupefacenti ma la sua omosessualità – confermano dal circolo Mario Mieli – era stata tranquillamente accettata dai familiari. L’aveva detto anche alla nonna. I carabinieri ritengono che il giovane non avesse problemi perché gay nemmeno fuori di casa ma le indagini proseguono. Anche perché il ragazzo non ha lasciato biglietti d’addio ma solo quei post su Facebook dove si chiedeva perché insultare un omosessuale non fosse ancora considerato un reato…».

omofobia-copertina-espressoAlla mail della signora e a tutti i senatori ha risposto, con signorilità e buon senso, dopo opportune indagini, il senatore Carlo Giovanardi: «Cara Signora, ho ricevuto la sua mail che riporta la notizia apparsa il 6 gennaio u.s. su Repubblica.it – cronaca di Roma, relativa ad un giovane che si sarebbe suicidato a causa della sua omosessualità. Non avendo nessuna agenzia e nessun altro giornale avanzato questa ipotesi, ho potuto verificare che la notizia è destituita di ogni fondamento, non avendo nulla a che fare l’orientamento sessuale con le cause del suicidio. Chi ripetutamente enfatizza falsamente tragici episodi attribuendoli a non si sa quale omofobia, alimenta un clima di scontro che ostacola un sereno e civile confronto fondato sulla tolleranza ed il rispetto delle reciproche convinzioni. Cordiali saluti, Carlo Giovanardi».

Cosa aggiungere, alla garbata e logica risposta del senatore del Nuovo Centrodestra? Solo che si tratta dell’ennesimo tentativo di forzare l’opinione pubblica e la libertà dei parlamentari, con un vero e proprio ricatto morale, basato su una falsificazione.

Proprio il deputato Ivan Scalfarotto, nel difendere il suo progetto di legge alla Camera nell’estate scorsa, aveva citato, come argomento ad effetto e di sicuro impatto emotivo, il celebre presunto suicidio, nel 1998, di Matthew Shepard (divenuto una icona del mondo gay).

Di lui si è detto per tanti anni, appunto, che fu vittima di omofobia, finché un giornalista omosessuale americano, Stephen Jimenez, appassionatosi al caso, ha dimostrato, in The Book of Matt, il povero Shepard «era seriamente coinvolto nel torbido ambiente della droga che girava a Laramie, al punto da arrivare lui stesso a improvvisarsi occasionale spacciatore»; di più, dalle ricerche «emerge, soprattutto, il fatto che – al contrario della versione ufficiale di quanto accaduto – egli conoscesse i suoi assassini, con i quali aveva avuto persino rapporti sessuali». «Nel libro – continua Gianfranco Amato, recensendo il volume citato – Jimenez arriva a ricostruire anche quello che egli ritiene sia stato il vero movente dell’omicidio: Shepard era in possesso di una scorta di metanfetamine che i suoi assassini volevano sottrargli. Uno degli omicidi, Aaron McKinney, era, peraltro, da cinque giorni sotto effetto di anfetamine, e per questo motivo in quel tipico stato di eccitazione maniacale che determina un comportamento violento e aggressivo».

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40 Commenti

  1. cornacchia says:

    In ogni caso, la morte di Simone, avvenuta nel mese di ottobre a Roma, è sicuramente imputabile all’omofobia, avendo egli stesso imputato le ragioni del suo tragico gesto ad atteggiamenti di derisione, di persecuzione e a difficoltà ad esternare la propria dimensione di – si fa per dire – diversità sessuale: maltrattamenti, questi, che hanno trovato nelle indagini successive un tangibile riscontro.
    Basta consultare i siti internet per accorgersi che una non indifferente parte dei cittadini vorrebbe costringere le relazioni omosessuali alla invisibilità o, comunque, a relegarle nell’ombra perché ritenute anormali.
    Un Paese serio di queste problematiche si fa carico, a prescindere dall’orientamento politico, religioso, ideologico, sessuale, culturale, etc…

    • Francesco says:

      Ogni persona che muore (soprattutto che si suicida) e’ una sconfitta per tutti. Una preghiera.

      Basta consultare i siti internet di questi giorni per accorgersi che questo suicidio e’ strumentalizzato. Vedi articolo sopra. Altro che palle.

  2. Giuseppe says:

    Perseguitare o deridere gli omosessuali è sbagliato , tante persone si suicidano per i più svariati motivi ma stranamente solo per gli omosessuali si montano campagne di stampa pro ideologia gender e si minaccia la galera per chi dissente. Quanti omosessuali ci sono in giro? Non pochi, quanti si suicidano? Pochissimi , soggetti psicologicamente deboli che lo farebbero anche se presi in giro per un qualsiasi difetto fisico o per un brutto voto a scuola. In conclusione rispetto per le persone ma diritto di contestare quello che si ritiene sbagliato senza leggi bavaglio.

  3. Paolo says:

    Anche di fronte ad una tragedia del genere viene strumentalizzata una disgrazia, tiranda a mano a sproposito Orwell.
    Una legge contro l’omofobia, e purtroppo non è nenache il caso del ddl di Scalfarotto essendo molto annacquato, è una legge di civiltà atta a tutelare chi ancora viene attaccato, deriso, sminuito, discriminato e danneggiato in virtù di ciò che è un normale e naturale orientamento sessuale.
    non si tratta di “tappare la bocca” a chi non è d’accordo ma di sanzionare e condannare doiverosamente chi crede di poter, a torto, discriminare o danneggiare le persone omosessuali e le loro famiglie in virtù di ideologie confessionali che riguardano unicamente la vita estremamente privata dei propri adepti.
    Ideologia confessionale a cui uno Stato civile e Laico dovrebbe mettere paletti a tutela dei propri cittadini.

    • giovanna says:

      Questo triste caso è molto istruttivo di come la campagna propagandista gay si basi su menzogne e sulla più bassa strumentalizzazione della realtà, con spregio di esseri umani sofferenti.
      Questo articolo me lo salvo ad imperitura memoria.
      ( certo sarebbe bello se qualche gay di turno intervenisse ad esprimere la sua disapprovazione per questi modi decisamente “orwelliani”, degni del più becero totalitarismo, ma non accadrà , si continuerà a menare il can per l’aia, come sempre)

      • luca says:

        giovanna se ben ti ricordi in diversi di questi suicidi c’erano biglietti in cui si parlava esplicitamente di omofobia, ora se in questo caso specifico non si trattasse di quello cosa cambierebbe?

    • Francesco says:

      Paolo, chi strumentalizza e’ il Corriere o la Repubblica, al limite. Leggi i fatti, non i titoli.
      Chi discrimina o strumentalizza? Dove sono i numeri chiesti per giustificare la necessita’ di estendere la legge Mancino?

      • luca says:

        ma perché la legge è giusta per donne, negri ed ebrei e sbagliata per i gay?

        • Francesco says:

          Ma che dici, la Mancino non “tutela” le donne. Per favore.
          Per il resto, gia’ ampiamente discusso. I numeri?

        • Cisco says:

          Infatti è sbagliata anche per donne, neri ed ebrei. La legge deve tutelare i “cittadini italiani” e basta, senza privilegi e discriminazioni. A meno che non pensi che insultare un cinese, un cattolico o un bambino sia meno grave… La legge Mancino e’ semplicemente vergognosa.

  4. Giannino Stoppani says:

    «Si parla di un posto su Facebook in cui attaccava: “Perché insultare un omosessuale non è reato?”»
    Dunque, a dar retta a quel che dice Repubblica, costui sosteneva che insultare un gay non avesse le medesime conseguenze, sul piano legale, che insultare qualsiasi altra persona.
    Ciò è grossolanamente falso, visto che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge.
    Chi è stato a far credere a questo disgraziato una menzogna così sesquipedale?
    Se la risposta che avete in mente è la stessa che ho in mente io, possiamo tristemente concludere che, se è vera la ricostruzione proposta da Repubblica (ma c’è da dubitarne dimolto!), il povero disgraziato è vittima della stessa propaganda gay.

  5. luca says:

    l’omofobia è la prima causa dei suicidi adolescenziali.
    adesso nessuno grida: i bambini, qualcuno pensi ai bambini?

    • Vito says:

      Dei bambini che, crescendo, diverranno adolescenti e uomini omosessuali da queste parti ‘traboccanti’ di amore cristiano se ne sbattono. La campagna negazionista sull’omofobia di Tempi continua incessante. Basta saperlo e dirlo a chiare lettere.

      • Francesco says:

        Neghi l’evidenza? Ma hai letto gli articoli di Corriere e Repubblica? Parlare in questo post di negazionismo (cosa vuol dire?) e’ buffo…

        • Vito says:

          Tempi, insieme ad altre testate che rappresentano lobby religiose conservatrici, è in prima linea per negare che vi sia un problema omofobia culturale in Italia. Poi basta leggere gli abbondanti, sprezzanti, acidi, cattivi post che giornalmente ci regalate per vedere chiaramente quanta ignoranza, pregiudizi e intolleranza le persone omosessuali devono ancora subire e sopportare ancora oggi.

          • Francesco says:

            Vito, la tua malafede e’ imbarazzante. I lettori di Tempi possono giudicare semplicemente leggendo i post…

    • Francesco says:

      Luca, se davvero l’omofobia fosse la prima causa dei suicidi adolescenziali, com’e’ che se ne parla cosi’ poco, diciamo una volta ogni 2 mesi, visto che il suicidio e’ la seconda causa di morte tra gli adolescenti? Vorrebbe dire che l’omofobia e’ di gran lunga IL problema degli adolescenti…

  6. Cisco says:

    Il tasso di suicidi tra gay e’ purtroppo elevato anche in ambienti e paesi dove esistono da decenni le leggi che piacciono tanto a Scalfarotto, forse sarebbe il caso di ricercare le vere cause in questa condizione invece di prendersela con il mondo “omofobo”.

    • Bifocale says:

      Cisco veramente la ricerca scientifica (ne linko una effettuata dalla Columbia Univerisyt) indica chiaramente che e’ vero che tra gli adolescenti LGBT vi e’ una maggiore incidenza di suicidi ma e’ vero anche che societa’ piu’ ‘aperte’, un ambiente scolastico che li supporti e non li emargini puo’ fare la differenza (“Gay, lesbian and bisexual teens are five times more likely to commit suicide than their heterosexual counterparts, but a supportive environment in their schools and communities can make a difference, new research suggests.”) http://www.livescience.com/13755-homosexual-lgb-teen-suicide-rates-environments.html

      • Giannino Stoppani says:

        Bifocale, questo sì che è uno studio che mette i puntini sulle “i”!
        Svolto tutto nelle varie contee dell’Oregon (mica fichi secchi) dimostrerebbe una relazione inversa tra i tentativi di suicidio adolescenziali di omosessuali con il grado di attenzione al politicamente corretto e all’attuazione di politiche anti bullismo nel sistema educativo delle varie contee.
        Chissà se a tale maggiore grado di attenzione si lega alle migliori condizioni socio economiche di cui gode una contea rispetto a un altra?!
        Mah?!

      • Cisco says:

        Bifocale la tua ricerchetta da due soldi non è significativa. Citami una ricerca sull’omofobia in Italia…

  7. Valerio says:

    L’omosessualità è un dono di Dio e i gay soffrono come ha sofferto Gesù.

    • domenico b. says:

      “non nominare invano il nome di Dio” è un comandamento di Dio, e Gesù non ha sofferto come i gay, ma per i peccati di TUTTI gli uomini. Se i gay soffrono come Gesù è perché in loro c’è veramente del disagio

      • FrancescoB says:

        Invano lo dici tu. Dio è padre di tutti e se un figlio lo chiama non è certo parlare di Dio invano. Mo’ sei tu il segretario di Dio? Fai la dogana come dice il papa?

        E i gay soffrono come Gesù: Valerio implicitamente ma molto chiaramente presuppone la ingiusta condanna, come elemento in comune. Espressione quindi corretta e che mi trova d’accordo. Gesù è con tutti i perseguitati e con tutti gli ultimi.

        • domenico b. says:

          FrancescoB, “Dio è padre di tutti e se un figlio lo chiama non è certo parlare di Dio invano”. Sono d’accordissimo. Ma mi trovi nella Bibbia dove si dice che l’omosessualità è un dono di Dio?

        • Francesco says:

          Se stai parlando del ragazzo suicida, sicuramente Gesu’ adesso gli e’ vicino

      • Vito says:

        Domenico i ‘disagi’ esistenziali che le persone omosesuali sperimentano nella loro vita sono direttamente correlati al fatto che ancora oggi c’e’ chi accusa di essere immorali, contro natura, contro la famiglia, fuori dal ‘progetto di Dio’, ‘disordinati’ e via dicendo. Un maggiore rispetto delle vite di altre persone certamente migliorerebbe la qualita’ della vita di tutti.

        • Azaria says:

          Vito, tali disagi non dipendono da tutto quello che hai scritto, al massimo possono essere aumentati dalle discriminazioni (e non dal fatto di essere considerati “contro natura”, “fuori dal progetto di Dio” -quest’ultima affermazione assolutamente contraria alla fede cattolica – e via dicendo).

    • AndreaB says:

      La vita e’ un dono del Signore e dobbiamo cercare di usarla secondo la Sua volonta’.

    • Azaria says:

      “i gay soffrono”
      Su questo sono completamente daccordo e lo é anche la Chiesa Cattolica (a riguardo basta guardare il Catechismo della Chiesa Cattolica).
      Il problema é che in maniera estremamente stupida, alcune persone per non farli soffrire gli infondono sofferenze peggiori (vedi tutti quelli che appoggiano leggi come la scalfarotto e che credendo di fare il bene per gli omosessuali li “bastonano” in maniera disumana).

      • cornacchia says:

        Sicuramente, negare libertà e diritti alle coppie gay non è il modo migliore per combattere l’omofobia. Tutt’al più, può essere un sacrificio erroneamente reputato necessario per proteggere altri valori, ma non certo un modo per sostenere gli omosessuali che vogliono rimanere tali.

        • Francesco says:

          Si continua ad approfittare di un ragazzo suicida per portare avanti le proprie convinzioni. Triste

      • domenico b. says:

        quando sarà approvata la legge scalfarotto, gli omosessuali si ritroveranno con gli stessi disagi e problemi di prima. L’omofobia, quella vera, quella degli stupidi che non capiscono il disagio e la sofferenza di una persona, gay o no che sia, non si cancella con una legge. Non è mai successo che una legge abbia cancellato un reato. e i gay si accorgeranno che troveranno comprensione proprio tra i cristiani che accusavano di omofobia, e consolazione nelle parole di Gesù

    • Cisco says:

      Valerio sono gli omosessuali – come tutte le persone – ad essere un dono di Dio, non l’omosessualità.

  8. Bifocale says:

    Diciamo insieme NO all’ ideologia del gender.

  9. marco53 says:

    qual’è il bisogno di ogni persona? quello di essere voluto bene. Basterebbe andare a fondo solo di questo per far cadere la maschera all’ideologia gender e tutte le visioni distorte che si porta appresso.

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