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Parole perse / Corpi intermedi, il “Wefeeling” che manca nell’era dell’iperconnessione

Di Pier Paolo Bellini
23 Luglio 2025
Mai nella storia c’erano state tante occasioni di socialità. Eppure è difficile trovare un “noi” che vada oltre la casualità della convergenza fulminea di interessi o voglie
Gruppo di persone con smartphone in mano
Miliardi di contatti ma è difficile trovare un "noi"

Parola persa sotto gli occhi di tutti: i corpi intermedi. Ho “invitato” a parlarne un compagno di strada, Karl Mannheim, sociologo ebreo ungherese, espulso dai nazisti. Con forza visionaria, 75 anni fa, Mannheim aveva intuito verso dove stavamo andando, dove siamo effettivamente arrivati.La società sta diventando (lo diceva nel 1950) un insieme di organismi amministrativi che sostituiscono i piccoli gruppi organizzati: si tratta di un’operazione molto delicata perché le unità comunitarie soddisfano prima di tutto il bisogno di appartenere a un qualche “dove”. Una tribù, un villaggio, una contea, una regione, una nazione divengono comunità solo nella misura in cui i loro membri sviluppano il “sentimento del noi” (Wefeeling) che li separa dagli estranei e li fa comportare diversamente. Il “noi-sentiamo” non investe semplicemente un centro degli interessi dell’uomo, ma permea la sua intera personalità. La persona vive di un “prestigio preso a prestito” – il prestigio della sua comunità. I...

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