Realismo e crudezza notevoli nel nuovo film di Garland sul conflitto in Iraq. Altri titoli sulla guerra? “La grande illusione” il migliore di sempre, “Quell’ultimo ponte” parata di star, “Windtalkers” un disastro
Il testo che segue è tratto dalla puntata settimanale di “Cinema Fortunato”, la newsletter di recensioni cinematografiche riservata agli abbonati di Tempi. Abbonati per riceverla ogni giovedì.
Legenda: ★★★★ pazzesco | ★★★ ci sta | ★★ ’nzomma | ★ imbarazzante
Warfare - Tempo di guerra ★★★
Di Alex Garland, Ray MendozaDove vederlo: al cinema
Pugno nello stomaco notevole, in un certo senso tappa successiva al già buon Civil War con cui condivide ritmo adrenalinico e stile documentaristico. Grande realismo e crudezze diffuse: nella seconda parte si chiudono gli occhi spesso davanti a certe scene. Diretto da Alex Garland con la supervisione dell’ex Navy Seal Ray Mendoza, è un film immersivo che trasporta lo spettatore direttamente nel cuore del conflitto iracheno. Basato sulle testimonianze reali di ex Navy Seal le cui indicazioni si vedono sui titoli di coda, è diviso in due parti ben distinte: a una prima parte che vede un manipolo di soldati americani presidiare una casa e in cui la tensi...
Contenuto riservato agli abbonati
Light
Il quotidiano online per i nuovi abbonati
Digitale
Il quotidiano online + il mensile digitale
Full
Il quotidiano online + il mensile digitale e cartaceo