Il giornalista e critico d’arte Alfredo Tradigo ci spiega perché e come ha deciso di ricostruire per la prima volta una moderna “Biblia pauperum”. «La bellezza dei capolavori cristiani e le intuizioni dei padri della Chiesa svelano Dio anche a noi poveri di oggi»
Uno dei 57 trittici proposti da La Bibbia svelata di Alfredo Tradigo: da sinistra, Abramo e i tre misteriosi pellegrini dalle Logge di Raffaello in Vaticano (1518), la lavanda dei piedi dalla Maestà di Duccio a Siena (1308-1311); l’icona Mosè e il roveto ardente del monastero di Santa Caterina del Sinai (XII secolo)
Il poliedrico Alfredo Tradigo (giornalista, grafico, scrittore, poeta) dà il meglio di sé quando si dedica ai volumi di arte sacra illustrati, perfette combinazioni di splendide immagini e commenti che sono chiavi di lettura quanto mai pertinenti. Il suo Icone e Santi d’Oriente (Mondadori-Electa, 2004) vendette 30 mila copie in Italia e fu tradotto in cinque lingue. Dopo altre imprese ora torna sugli scaffali con un sontuoso volume di 400 pagine, La Bibbia svelata. L’arte illumina le Scritture, calcato sull’impostazione delle “Bibliae pauperum” medievali. L’autore ci spiega il senso dell’operazione.
Questo libro, si dice nell’introduzione, rinnova la tradizione delle Bibliae pauperum. Cosa sono e come sono sorte le Bibliae pauperum?
Si tratta di veri e propri manuali illustrati ad uso degli artisti (e anche dei predicatori) con semplici disegni in cui vengono messi a confronto episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento. Le immagini sono accompagnate da brevi testi tratti dalla letterat...
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