Vescovi processati e crocifissi sotto attacco: anche in Spagna la libertà religiosa è a rischio

L’Osservatorio per la libertà religiosa in Spagna denuncia 16 episodi: il processo a un vescovo, l’odio per il crocifisso e il velo, le cappelle da chiudere nelle università. Senza contare la bomba trovata in una chiesa.

Il professore decano dell’Università Complutense di Madrid ha chiesto l’anno scorso di chiudere la storica cappella universitaria, affermando che servivano spazi per le aule. A fine dicembre, però, la richiesta è stata avanzata a tutte le università rivelandosi così un vero e proprio attacco alla libertà religiosa: tutte le cappelle universitarie devono essere chiuse.


OSSERVATORIO PER LA LIBERTÀ RELIGIOSA. È solo uno dei motivi per cui due giorni fa l’Osservatorio per la libertà religiosa e di coscienza spagnolo ha denunciato la lesione, ormai sistematica, della libertà religiosa, di coscienza e perfino di culto in Spagna. Non solo, nel documento si parla di ben sedici attacchi nei confronti dei simboli religiosi nel 2012. Senza contare l’ultimo, avvenuto proprio il giorno in cui l’organismo dava l’allarme: nella cattedrale Almudena di Madrid veniva trovato un ordigno rudimentale, ma pericoloso, fortunatamente disinnescato.

VESCOVO PROCESSATO. «Si evidenzia così — dichiara l’Osservatorio — la necessità che la nostra società stabilisca alcuni princìpi morali e legali per la difesa di questo diritto fondamentale, che è di tutti, credenti e non credenti, che è presente nella nostra Costituzione all’articolo 16». Fra le preoccupazioni, anche quella legata alla libertà di pensiero: un vescovo infatti è stato addirittura trascinato in tribunale dopo avere espresso parere negativo nei confronti del matrimonio omosessuale. Per questo Juan Antonio Reig Plá, vescovo di Alcalá de Henares, è stato denunciato e dileggiato sui media. Il presule è stato poi assolto per mancanza di «dichiarazioni omofobiche», come si legge nella sentenza, ma poco si è parlato della conclusione del processo.

RIMUOVERE I CROCIFISSI. L’Osservatorio scrive anche di quando nel febbraio 2012 è stato chiesto di rimuovere il crocifisso dall’aula del consiglio comunale di Saragoza. Lo stesso è accaduto a Cáceres, città in cui parte della giunta ha richiesto anche di abolire l’insegnamento della religione cattolica presente nel programma di formazione degli insegnanti universitari. Ma non sono solo i cristiani ad essere sotto attacco: a Burgos una dodicenne è stata sanzionata per avere indossato in classe il velo islamico, mentre a Madrid una musulmana marocchina, ricorsa contro la decisione di un istituto che le proibiva di assistere alle lezioni con indosso il velo islamico che copre solo la testa, si è vista respingere la denuncia dal tribunale della città.