Vaticano: scomposta la reazione dei media alle parole del Papa sui matrimoni gay

Sala Stampa vaticana: “Anche questa volta, un documento importante è stato presentato da molte voci e testate italiane in modo del tutto parziale e travisato”

Come vi abbiamo segnalato ieri, i media italiani – molti di loro, almeno – hanno colpevolmente travisato il messaggio di Benedetto XVI in occasione della Giornata Mondiale della Pace. L’onorevole Paola Concia del Pd, ad esempio, in un’intervista al sito di Repubblica è arrivata ad affermare che “il Papa alimenta l’odio”.

Oggi, con una nota, il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, si rammarica del trattamento dei media del nostro paese. “Anche questa volta – scrive Lombardi – è successo che un documento importante e molto ricco sia stato presentato da molte voci e testate italiane in modo del tutto parziale e travisato. E’ successo perché in un breve passaggio ritorna sulla visione del matrimonio fra un uomo e una donna, come profondamente diverso da forme radicalmente diverse di unione e afferma che ciò è riconoscibile dalla ragione umana e, insieme agli altri principi essenziali di una corretta visione della persona e della società, anzitutto la tutela della vita, va difeso se si vuol costruire la pace su solide basi e cercare con lungimiranza il bene della società umana”.

Lombardi ribadisce l’ovvio: “Com’è noto, è la visione che la Chiesa non si stanca di ribadire in un tempo in cui questo punto appare continuamente sotto attacco in molti Paesi. Non c’è da stupirsene. La reazione appare quindi scomposta e sproporzionata, fatta di grida più che di ragionamenti, quasi intesa a intimidire chi vuole sostenere liberamente tale visione nella pubblica arena”.

Un’incomprensione dovuta solo a ignoranza? Il direttore della Sala Stampa vaticana non è così ingenuo, tanto che subito dopo nota: “La reazione viene ad oscurare molti aspetti dello stesso Messaggio del Papa di straordinaria attualità e forza, che andrebbero invece meditati con grande attenzione e su cui è giusto richiamare l’attenzione. In tempi di dilagante disoccupazione, l’affermazione netta da parte del Papa del diritto al lavoro come essenziale per la dignità della persona umana suona come un grido di allarme, che chiede una riflessione molto più profonda e decisa sulla trasformazione dei ‘modelli di sviluppo’ che ci hanno portato al punto in cui siamo e in cui sono assenti quei principi di fraternità, solidarietà, gratuità che devono garantire la dimensione veramente umana dell’ordine economico, sociale, politico. E il Papa ricorda anche con forza che il problema della crisi alimentare è assai più grave di quello della crisi finanziaria: la fame continua a imperversare nel mondo e ce ne dimentichiamo troppo facilmente. Troppa gente muore di fame. L’Enciclica ‘Caritas in veritate’ di Papa Benedetto, e la famosa ‘Pacem in terris’ di Giovanni XXIII, di cui fra poco ricorre il cinquantesimo anniversario, già ci guidavano a impegnarci in queste direzioni”.

“In sostanza – conclude Lombardi -, il Messaggio dice cose urgenti e fondamentali per l’umanità di oggi, che non vanno dimenticate per il solo fatto che chiede di opporsi a una “equivalenza giuridica” fra il matrimonio fra un uomo e una donna e “forme radicalmente diverse di unione”. Invitiamo tutti a una lettura completa e obiettiva del documento”.