Un’altra estate con Silvio “Crono” a sgranocchiare nemici e figli

Tutti finiti male i delfini di Berlusconi: da Pierferdinando Casini, smarrito nei passaggi di triangolazione dell’area moderata fino ad Angelino Alfano

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Berlusconi ansa

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – L’apparizione post-beauty di Silvio Berlusconi – l’epifania agostana dopo il tonificante soggiorno di dimagrimento – lo conferma inossidabile e, per dirla con Filippo Ceccarelli, post-umano.

C’è uno smalto speciale nella mistura mitico-politica del Cavaliere. Non ce n’è uno vivo tra quelli che ne pregustavano la sparizione dalla scena.

Il suo primo sfidante alle elezioni – quelle della discesa in campo – è quasi disperso nelle nebbie della mnemonica archivistica: nientemeno che Achille Occhetto. Una presenza ambita nei seminari universitari più che nei talk tivù o nella vivacità del dibattito giornalistico.

Peggio ancora la sorte dei suoi figli, elettorali e quelli di partito. Tutti finiti male i delfini di Berlusconi: da Pierferdinando Casini, smarrito nei passaggi di triangolazione dell’area moderata fino ad Angelino Alfano che adesso sta a sinistra, ma che comunque si piazza secondo – non essendogli riuscito di essere secondo a zio Silvio – nella gara tra i politici più invisi all’opinione pubblica di centro-destra.

Nella gara del precipizio Alfano arriva dopo Gianfranco Fini, a suo tempo additato dagli ottimati quale salvatore della patria presentabile, e se è vero che sarà Antonio Tajani il candidato premier nelle future elezioni nazionali, significa che nel frattempo tanti se ne sono scesi dal podio degli eredi riconosciuti da Berlusconi per un istante e dopo mai più. Per esempio c’è Giovanni Toti, costretto perfino a dimagrire, o Stefano Parisi – adesso leader di Energie – fino alla scorsa estate frullato in un’impossibile opera di ricostruzione del centro-destra fino a quando Silvio, simile a Crono, non ne ha sgranocchiato le prime fatiche cercando altrove un ipotetico altro giammai arrivato.

Non dunque un successore, tra tanti figli generati in politica, il Cavaliere è mai riuscito ad avere. Piuttosto un erede. E l’ha avuto Berlusconi. È Matteo Renzi. Ma come gli altri, più degli altri. È già stato inghiottito e sputacchiato. Renzi, infatti, se ne va. Silvio, come al solito, resta.

Foto Ansa

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •