Una pioggia di 1600 emendamenti sul bilancio di Crocetta

Presentate modifiche ai testi della finanziaria e del bilancio persino dagli alleati del governatore, Pd e M5S (che da solo ha presentato 400 emendamenti, contro i 300 dell’opposizione).

Una pioggia di 1.600 emendamenti cade sulla legge Finanziaria e sul Bilancio presentati dal Governo Crocetta all’Assemblea regionale siciliana, il parlamentino regionale che deve votarle entro fine di aprile. Il bilancio “lacrime e sangue” prevederebbe al momento tagli pesanti in particolare sul welfare (anche alle associazioni del terzo settore, tra cui il Banco alimentare, che in Sicilia, in questo momento di crisi e con gli enti pubblici incapaci ormai di dare una risposta ad alcuni servizi, sono in prima linea), sulla scuola, sulla cultura.
Ciò che colpisce di questi 1.600 emendamenti, metà per il bilancio e metà per la finanziaria è che il maggior numero, ben 400, sono quelli presentati dall’M5S, il “partito” di maggioranza nel parlamentino, che sostiene il governo Crocetta: sono superiori persino ai 300 presentati dall’opposizione pura del Pdl.

EMENDAMENTI ANCHE DAL MEGAFONO. Di tutti i 1.600 emendamenti, sono 400 quelli che in generale prevedono spese aggiuntive, mentre sono 299 quelli provenienti dalle commissioni: 18 da quella Affari costituzionali, 82 da quella Attività produttive, 71 da quella Ambiente, 52 da quella Cultura, 7 dalla commissione esame delle attività europee.
Il presidente della commissione Bilancio, Nino Dina (Udc, coalizione di maggioranza a sostegno di Crocetta), ha annunciato che «lavoreremo da oggi per riequilibrare i tagli apportati dal governo».
Per quanto riguarda gli emendamenti presentati dal Pd, tra l’altro si richiede la soppressione di alcuni istituti legati al settore ittico e alla zoocultura, per la creazione di un unico Centro della filiera agroalimentare. Variazioni alle attuali leggi sono stati presentati anche dalla lista dello stesso presidente Crocetta, il Megafono.

IL FONDO CINQUE STELLE. Intanto la commissione Attività produttive ha dato il via libera ad un emendamento dei M5s, per il Fondo per il microcredito, che prevede siano dirottati 3 milioni di euro, originariamente previsti per le spese di comunicazione istituzionale della Regione al fondo creato dai grillini in cui già confluiscono le quote del loro stipendio eccedenti i 5 mila euro (ad oggi hanno raccolto 350 mila euro).
L’altra notizia che proviene dal fronte grillino, è che gli M5s sostengono di aver trovato, tra le pieghe del bilancio 110 milioni di euro che potrebbero essere ridestinati, dalle attuali voci di spese, piuttosto a «consentire ad oltre 20 mila disoccupati, precari e inoccupati di usufruire di un reddito mensile di 440 euro», con un fondo «per i redditi di dignità», una nuova versione dell’originaria promessa del reddito di cittadinanza per tutti. Questi fondi, hanno spiegato i cinque stelle, verrebbero recuperati dall’abolizione dei cantieri scuola e dal taglio di spese accessorie.
Tuttavia restano poco chiari, al di là dell’effettiva possibilità di recuperare fondi da settori che già subiscono drastici tagli come quello della scuola, i numeri dei destinatari di questo fondo dato che, secondo il rapporto Svimez del 2012, il numero delle persone in cerca di occupazione nell’isola è di almeno 241 mila unità, dieci volte superiore alla soglia indicata da M5s.

ARRIVANO I RUSSI. «Sono certo che il bilancio è migliorabile, ma molti dei 1600 emendamenti si autoeliminano. Noi abbiamo individuato entrate e uscite. Se poi qualcuno vuol fare, del bilancio, un libro dei sogni e pieno di slogan, faccia pure» ha replicato Crocetta stamattina in conferenza stampa: «Siamo da tempo a rischio default, ma non andremo in default. Non saranno ammessi emendamenti senza copertura finanziari. Saremo intransigenti».
Oggi Crocetta ha anche presentato il nuovo accordo firmato dalla Regione con la Lukoil, compagnia petrolifera russa del magnate Vagit Alekparov che intende aprire un nuovo stabilimento nel siracusano con un potente investimento (1,5 milioni di euro) e creazione di posti di lavoro. Crocetta ha spiegato di aver quasi pronta la legge sulla sburocratizzazione, per accelerare l’iter di autorizzazione a questo e ad altri simili progetti, come un prossimo investimento di Eni sempre nell’isola.