Un vino per il leader dell’enogastronomia politica (e non televisiva)

Il bicchiere

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Eureka! L’enogastronomia politica ha un partito ed un leader: si chiama Guazzaloca, abita a Bologna e da un paio di settimane è sindaco. E i pronostici dicono che ce la farà: ama l’azzurro-blu ed il rosso. Quello delle vene e della polpa delle sue chianine di qualche chilo, che taglia magistralmente da quando aveva 15 anni. Ma l’azzurro è anche il colore di Forza Italia ed il rosso, quello dei comunisti che non si ritrovano più nella loro città simbolo. E sulle vicende di questa clamorosa vittoria le frasi enogastronomiche si sprecano: “Il Ristorante chiude, ma le Lasagne sono garantite”, titola il Giornale, per dire che il macellaio di Bologna non farà il soviet, ma terrà tutto il buono che resta, come nelle mezzene.

Intanto i giornali danno notizia che è in arrivo la Tv dei golosi, il primo canale telematico dedicato al cibo e al vino. Quasi una controinformazione rispetto alle tante trasmissioni televisive che ci ingozzano di notizie, ricette e personaggi televisivi con la forchetta.

Mi domando: come è possibile che al diminuire delle ore dedicate a cucinare aumentino le trasmissioni dedicate alle ricette? Non vi sembra un controsenso? Il problema è un altro, sembrano dire le grandi industrie padrone della pubblicità multimediale: mettete qualsiasi contenitore gastronomico, fate parlare di cibo chiunque, (nani, ballerine, politici e cantanti…) tanto il messaggio persuasivo, alla fine, è solo quello della pubblicità, che dice: fate il contrario, non cucinate affatto, ma acquistate i cibi comodi-comodi, veloci, da scongelare al volo. Così avrete tutto il tempo per seguire la prossima trasmissione di ricette. Che ovviamente non cucinerete mai. My God come siamo caduti in basso! La frase viene spontanea a vedere lo spot del prosciutto di San Daniele, creato con un fotomontaggio dell’Ultima Cena di Leonardo. Don Gelmini e don Benzi, che grazie al cielo non sono stati fagocitati dalla tv come altri loro colleghi preti o, addirittura, vescovi, che tengono assai ad apparire in tv accanto ai nani e alle ballerine, hanno protestato definendo lo spot “Blasfemo e inaccettabile”. Ci voleva poco, ci voleva un giusto digiuno televisivo, per accorgersene. Agli assuefatti delle apparizioni (tv ndr), che spesso rinunciano al giudizio per mettere in scena il buonismo universale, voglio dedicare un vino delle terre del Guazza. È un rosso (ovviamente) della Tenuta Borzara di Monte San Pietro: il Cabernet Sauvignon Bonzarone, dall’impatto elegante, armonico deciso, come un taglio di carne, come un bel taglio con il passato. Bologna, 27 giugno 1999.

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