Un gabinetto per mille

Terrazze romane

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Fra le riunioni preparatorie delle elezioni presidenziali ve ne sono state anche di tecniche: per esempio quelle tra funzionari e questori della Camera per valutare l’agilità del Palazzo di Montecitorio. Che vede raddoppiare la sua popolazione durante le votazioni per la successione al vertice della Repubblica. Ce la faranno – si sono chiesti i responsabili dell’organizzazione – a contenere tanto pubblico i servizi igienici della Camera situati al livello dell’aula? E si è passati a definire quanto meno la installazione di cartelli per indirizzare parlamentari, delegati regionali, portaborse, giornalisti, funzionari e impiegati anche verso gabinetti di riserva o poco conosciuti, magari in piani diversi da quello dell’aula. Si è avuta insomma paura di vedere gente costretta a fare, come si dice, la pipì fuori dall’orinale. Ciò in senso fisico, non solo politico, come già avviene quando i mille e più elettori del capo dello Stato scelgono il candidato fuori dai criteri che immaginano o preferirebbero i cittadini. I quali, non potendo ancora eleggere direttamente il presidente della Repubblica, vorrebbero che chi lo fa per conto loro ci mettesse molta, moltissima attenzione, centrando in tutti i sensi l’orinale, anche quello del buon senso.

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