Le garanzie al settore agricolo italiano, la questione antropologica nella difesa dell’agricoltura europea, i contadini francesi e polacchi. Rassegna ragionata dal web
foto Ansa
Su Formiche Ferruccio Michelin scrive: «In questo quadro, l’Italia ha scelto di sostenere l’intesa. Roma ha spinto per includere protezioni a favore dell’agricoltura e della zootecnia, ottenendo rassicurazioni dalla Commissione. Ma vede soprattutto i benefici per settori nei quali il Made in Italy è competitivo: la meccanica avanzata, l’automotive, i beni di consumo di alta gamma. Per il governo Meloni significa rafforzare il ruolo dell’Italia in una politica commerciale europea che, dopo anni di impasse, torna a essere uno strumento di proiezione globale. C’è poi il fattore geopolitico. La nuova politica protezionistica degli Stati Uniti, insieme al dibattito sul bilancio pluriennale dell’Ue, alimenta timori di nuove fratture interne. Ma è proprio in questa incertezza che Bruxelles punta a dare un segnale di apertura: diversificare mercati e fornitori per ridurre le dipendenze, consolidare legami con partner affidabili, riaffermare l’impegno comune su diritti umani, multilateralismo, ...
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