Ucraina, in corso un’assemblea popolare in piazza Maidan per scegliere il governo

A Kiev oggi sarà un assemblea ispirata alle antiche tradizioni tribali a vagliare i curricula dei candidati a ministri ed eleggerli. Intanto sono state sciolte le forze speciali Berkut. Manifestazioni in Crimea per una secessione

Le proteste filorusse di oggi in Crimea

Sarà un’assemblea popolare a piazza Maidan, il luogo occupato per mesi dai manifestanti di Pro Europa, a decidere chi sarà il nuovo governo dell’Ucraina, nell’era post Viktor Yanukovich. Il premier sarà nominato ufficialmente alle 18 di oggi. Da pochi minuti, alle 16, è iniziata invece l’assemblea popolare chiamata “veche” perché ispirata alle antiche tradizioni tribali slave. L’assemblea vaglia le candidature al governo transitorio.

SEVERI REQUISITI. I candidati devono presentare alcuni requisiti che verranno valutati severamente, in primis il non avere esercitato funzioni governativi nell’era Yanukovich, iniziata nel 2010. È richiesta una non facilmente misurabile “alta statura morale” e soprattutto non essere coinvolti in casi di violazione dei diritti umani, poi un’esperienza di 7 anni nei settori in cui ci si candida, e nel caso dei ministeri dell’Interno e della Difesa un’esperienza di 5 anni. Occorre inoltre non essere nella lista delle cento persone più ricche del Paese, e ovviamente avere un’incondizionata adesione ai principi della rivolta di piazza Maidan.

DIVISIONI IN CRIMEA. Intanto, fuori dalla capitale, divampano anche le proteste filo-russe. Oggi a Sebastopoli, la città della regione orientale dell’Ucraina dove ha sede la flotta navale russa, sono arrivati carri armati inviati dalla Russia, per prevenire «il pericolo di attacchi terroristici» secondo quanto comunicato da Mosca. Oggi davanti al parlamento in Crimea a Simferopoli hanno manifestato circa 700 ucraini russofoni, favorevoli ad una secessione, mentre contemporaneamente davanti al Consiglio supremo di Crimea, che ha sede nella stessa città, circa 5mila persone, in maggioranza tatari (una minoranza etnica che rappresenta il 12 per cento della popolazione della Crimea) hanno a loro volta manifestato contro la secessione, con bandiere su cui era scritto “Gloria all’Ucraina! La Crimea non è Russia”. Intanto i militari russi hanno cercato di smorzare le voci che darebbero il fuggitivo ex presidente Viktor Yanukovich protetto proprio a Sebastopoli, forse proprio nella base militare russa. Fonti militari hanno dichiarato all’agenzia Interfax che «Non rilasciamo commenti su semplici voci».

SCIOLTI I REPARTI ANTISOMMOSSA. Il ministro degli Esteri ad interim Arsen Avakov ha sciolto oggi i reparti protagonisti degli scontri in piazza Maidan con i manifestanti, gli ormai famosi Berkut. La comunicazione di Avakov è arrivata sulla pagina facebook del ministro: le forze speciali, che comprendono 5mila uomini, erano state create nel 1992 sulle ceneri dei reparti sovietici Omon, che con lo stesso nome continuano ad operare in Russia. A Leopoli i manifestanti nei giorni scorsi hanno costretto gli uomini dei Berkut a inginocchiarsi e a chiedere scusa proprio per l’operato tenuto a Kiev. Oggi il presidente ad interim dell’Ucraina, Oleg Turchinov ha assunto il comando supremo delle forze armate.