Ucraina. Il governo di Kiev bombarda la cattedrale di Sloviansk. Diocesi: «Neanche i nazisti sparavano contro la propria gente»

Nessuno è rimasto ferito e la chiesa ha subito poco danni. Durissimo il comunicato della diocesi ortodossa: «È difficile capire come cittadini dello stesso paese possano fare questo»

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sloviansk-cattedrale-ucraina-kiev-poroshenkoLa cattedrale di Sant’Alessandro Nevsky a Sloviansk è stata bombardata domenica durante la Messa delle 10 dall’esercito ucraino poco prima della fine del cessate il fuoco voluto dal presidente Petro Poroshenko. La chiesa non ha subito danni e nessuno degli oltre mille fedeli che si erano rifugiati all’interno sono rimasti feriti, come riferito da un comunicato della diocesi, che però ha duramente criticato il governo ucraino.

GOVERNO CONTRO SEPARATISTI. La città è da tempo in mano ai separatisti filorussi e il nuovo governo di Kiev ha dichiarato la sua intenzione a riprenderne il controllo. Lo scorso 29 giugno, riporta la diocesi, «il bombardamento è cominciato alle 10 durante la liturgia. I fedeli avevano appena iniziato a cantare il Padre Nostro quando il primo colpo è stato sparato. Poi sono seguiti altri e uno ha ridotto in cenere il panificio situato a pochi metri dalla cattedrale».

«PREGHIERE E PIANTI». Quando il bombardamento è cominciato anche chi era davanti alla chiesa, dove di solito vengono distribuiti gli aiuti umanitari, «è entrato di corsa in chiesa. I fedeli hanno cominciato a inginocchiarsi e a pregare Dio piangendo. Diverse vetrate della chiesa sono crollate al suolo rompendosi. Il bombardamento è durato mezz’ora ma nessuno è rimasto ferito e noi non abbiamo interrotto la Messa».

«NEANCHE I NAZISTI». Alla fine del comunicato, la diocesi ortodossa ha lanciato durissime accuse contro il governo di Kiev: «È difficile capire come cittadini dello stesso paese possano fare questo. Neanche i nazisti sparavano contro la propria gente. E qui invece… Come pensano di giustificarsi davanti a Dio? Non oso immaginarlo». La chiesa era già stata colpita da spari o razzi sei volte quest’anno.

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