L’Ucraina di nuovo a rischio guerra civile

Sei i feriti vittime dello scontro tra due partiti dell’opposizione anti Yanukovich, intanto 5mila persone manifestano nella capitale. Il commissario Ue per la politica estera in visita per trovare soluzioni pacifiche

L’Ucraina è sull’orlo di una guerra civile. Per la prima volta, persino all’interno del fronte di opposizione al presidente Victor Yanukovich ci sono state tensioni e scontri “fratricidi”, le cui vittime sono un numero di feriti che oscilla tra le tre e le sei persone.

I FATTI. Da venerdì scorso è stato occupato il ministero dell’Agricoltura in particolare dal gruppo nazionalista radicale Spilna Sprava. I militanti di un altro partito ultranazionalista Svoboda oggi hanno tentato di convincere Spilna Sprava a sgomberare, accontentando il governo che ha posto la fine dell’occupazione del ministero tra le condizioni per proseguire il negoziato con le opposizioni e concedere un’amnistia ai dimostranti arrestati. Andry Khoronets di Svoboda ha fatto presente che «Dobbiam essere visti come persone che rispettano i loro doveri, non ci dev’essere anarchia». Spilna Sprava inizialmente si è opposta e ne è seguito un lancio di grnate che ha causato i feriti, e infine il movimento degli occupanti ha abbandonato il palazzo del ministero.

PROTESTE IN PIAZZA. Ieri il Parlamento ha abolito le legge anti-manifestazioni. Oggi secondo l’agenzia locale Unian, dopo lo sgombero del primo dei cinque edifici occupati, circa 5mila persone stanno marciando in corteo diretti al centro di Kiev, al grido di slogan «Gloria all’Ucraina», «Gloria agli eroi». Serguii Arbusov, il nuovo primo ministro eletto dopo le dimissioni del premier Mikola Azarov, ha dichiarato davanti al Parlamento che «Da parte nostra siamo pronti a fornire le condizioni necessarie per la stabilità nazionale». Ma l’opposizione non è convinta: il capogruppo parlamentare di Patria (il partito di Yulia Timoshenko) ha rifiutato come «inaccettabile» la proprosta del governo di concedere l’amnistia in cambio della fine delle proteste, e hanno abbandonato l’aula per protesta.

ASHTON TORNA A KIEV. Il commissario Ue per la Politica estera, Catherine Ashton, è tornata oggi in Ucraina per una visita di un giorno. Lady Ashton incontrerà sia tutti i capi delle opposizioni, che il presidente Yanukovich. La portavoce della Ashton ha spiegato che lo scopo è di contribuire a trovare una soluzione pacifica di comune accordo a tutte le parti, per spegnere la nuova crisi che vive il paese. Il primo ministro russo Medvedev intanto a Mosca ha comunicato in una riunione con il presidente Vladimir Putin che l’Ucraina ha chiesto alla Russia di posticipare i pagamenti di vecchie e nuove forniture di metano (il debito è a quota 2.7 miliardi di dollari): Putin ha ritenuto opportuno «aspettare la formazione del nuovo governo ucraino, prima di dare seguito all’accordo per lo stanziamento di 15 miliardi di dollari a Kiev».