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Il decreto 229 del ministro Rosy Bindi è in evidente contraddizione con la Raccomandazione n. (97) 17 sulla Linee per la qualità dell’Ue.
Da un lato rigidi schematismi e lo Stato come soggetto che contemporaneamente definisce, eroga, paga e controlla assolvendo in modo totalizzante al bisogno sanitario.
Dall’altro la professionalità e la libertà dei medici e del malato.
Ecco come le preoccupazioni dell’Unione europea entrano in contrasto con le storture concettuali, d’impostazione e di realizzazione che fanno del decreto delegato del ministro della sanità italiano una sorta di bomba legislativa contro i cittadini.
Ricordate la Conferenza nazionale della Sanità, Roma 24 novembre 1999, con stampa e Tv a scolpire l’immagine di un Cardinal Carlo Maria Martini benedicente la beata Rosy Bindi e il governo D’Alema? Tempi ha letto il discorso integrale dell'Arcivescovo di Milano. Ecco cosa ha detto veramente Martini e le parole (sussidiarietà vs statalismo, responsabilità vs assistenzialismo) dimenticate (pro domo sua) dal ministro della Sanità