Piaccia o meno, nel nuovo ordine mondiale basato sulla forza Trump difende gli interessi degli Usa ricordando a tutti chi è il più forte. L’Europa, fuori dai giochi, riesce solo a lamentarsi. Intervista a Giovanni Orsina (Luiss)
Una protesta contro l'intervento americano in Venezuela a Seul, in Corea del Sud (foto Ansa)
Il blitz militare degli Stati Uniti in Venezuela, che nella notte del 3 gennaio hanno bombardato la capitale, Caracas, e catturato il presidente-dittatore Nicolás Maduro insieme alla moglie Cilia Flores, fa discutere – oltre che sulle reali motivazioni che hanno spinto l’amministrazione Trump a intervenire – sullo stato di salute del diritto internazionale. Può un paese intervenire militarmente e interferire nella politica interna di un altro paese senza conseguenze, si chiedono un po’ idealisticamente diversi commentatori che forse non riescono a nascondere del tutto la loro simpatia per il leader chavista che ha affamato la popolazione venezuelana e che faceva affari con Russia, Cina e Iran?
La foglia di fico del diritto internazionale
«Questo discorso del diritto internazionale mi sembra alquanto ipocrita, francamente», dice a Tempi Giovanni Orsina, politologo e ordinario di Storia contemporanea alla Luiss Guido Carli di Roma. «Per anni ci siamo nascosti dietro a questa foglia di fi...
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