«Troppe promesse non mantenute». E Di Canio lascia lo Swindon

Sembrava un idillio destinato a non avere fine quello tra Paolo Di Canio e lo Swindon Town. Invece il tecnico romano, alla seconda stagione sulla panchina dei Railwaymen, ha rassegnato oggi le dimissioni: a rompere l’intesa col club alcune promesse non mantenute dalla dirigenza.

«POSIZIONE DIVENTATA INSOSTENIBILE». «È con grande rimpianto che mi trovo a fare questa ulteriore dichiarazione alla stampa», si legge nel comunicato che il tecnico stesso ha diffuso. «Lo scorso martedì ho formalmente confermato le mie dimissioni come manager dello Swindon Town, con effetto immediato. Nella mia precedente dichiarazione del 1 febbraio avevo detto che stavo considerando il mio futuro, ma la mia posizione con il club è diventata insostenibile dopo aver scoperto che Matt Ritchie era stato venduto senza il mio consenso. Come già avevo spiegato, ci sono state numerose promesse fatte dal club non mantenute, ma nonostante questi problemi, io ho fatto tutto ciò che mi è stato chiesto e anche di più, ottenendo la promozione dello scorso anno e lottando per la promozione in Championship anche quest’anno, essendo in ritardo di soli tre punti dalle posizioni di vertice».

«NIENTE ACCORDI». Spiega poi perché non ha pubblicizzato immediatamente la sua decisione la scorsa settimana: «Non volevo mettere a repentaglio le trattative per la vendita del club, e volevo ascoltare ciò che la nuova proprietà mi avrebbe proposto». Avrebbe provato comunque, spiega ancora Di Canio nel suo comunicato, a cercare un accordo con la dirigenza, tramite un patto temporaneo, ma «all’atto di pubblicazione di questo comunicato, non ho ancora avuto altri contatti con la nuova proprietà, e mi è stato detto che sfortunatamente l’approvazione della Football League non è stato ancora garantita, e quindi il nuovo accordo temporaneo è scaduto, e le mie dimissioni consegnate».

IL PENSIERO A SQUADRA E TIFOSI. Di Canio e lo Swindon: quante volte questo binomio è apparso sulle pagine dei giornali durante quest’anno? Il suo stile inconfondibile aveva conquistato questa cittadina dalla storia calcistica gloriosa (nel ’69 vinsero una League Cup come club di terza serie, vincendo in finale a Wembley sull’Arsenal), che sognava di poter tornare ai fasti di un tempo. Dalla League Two era risalito facilmente in League One, dove ora corre in piena zona play-off a pochi punti dalla promozione diretta in Championship. E col suo modo di fare schietto e diretto Di Canio aveva conquistato tutti i tifosi: nemmeno un mese fa più di 200 persone avevano risposto al suo invito di aiutare a pulire il campo dalla neve per permettere lo svolgimento di una gara, e tutti lo avevano applaudito quando, a inizio gennaio, si era proposto di pagare di tasca propria gli stipendi di alcuni giocatori in prestito in procinto di tornare ai club di appartenenza. «Devo ringraziare il mio staff tecnico e i giocatori, per il fantastico comportamento professionale e l’atteggiamento messo in campo per arrivare dove sono ora, e un grande grazie anche ai tifosi dello Swindon per l’incredibile vicinanza che hanno manifestato a me e al club durante i miei giorni da manager. Auguro la miglior fortuna ai tifosi, ai giocatori e allo staff per il futuro».

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